UNICEF-OMS: appello per le comunità sotto assedio in Siria.

In 15 diverse aree del paese civili tenuti sotto assedio dalle parti in conflitto con circa 400.000 persone intrappolate

C_4_articolo_2154530_upiImagepp15 gennaio 2016 – “Questa settimana, la distribuzione degli aiuti umanitari alle comunità sotto assedio di Madaya, Foua’a e Kafraya, ha rappresentato un passo importante per una popolazione che ha disperato bisogno di aiuto. Durante la missione a Madaya, le nostre squadre hanno trovato molti bambini stressati e affamati – alcuni dei quali gravemente malnutriti, così come gli adulti. La popolazione della città, composta da 40.000 persone, ha potuto contare soltanto sull’aiuto di 2 medici con limitate possibilità di salvare le vite dei civili. I servizi sanitari, comprese le vaccinazioni sono al collasso. I bambini più piccoli a Madaya non sono stati vaccinati contro la polio, morbillo o altre malattie negli ultimi 10 mesi. Quello di Madaya non è un caso isolato. In tutta la Siria, ci sono 15 diverse aree con civili tenuti sotto assedio dalle parti in conflitto. Circa 400.000 persone sono state intrappolate in queste aree, a volte per anni, con un accesso molto ridotto al cibo, all’acqua potabile, ai servizi sanitari o altri servizi di base. Molte vite sono andate perdute, in particolare tra i bambini e gli anziani. Nel paese, oltre 4 milioni di persone vivono in aree difficili da raggiungere. A queste aree è consentito solo un ingresso sporadico agli aiuti umanitari. L’assedio e la mancata possibilità dell’accesso umanitario ai civili continua ad essere utilizzato come tattica di guerra che vìola le leggi del Diritto internazionale umanitario. La malnutrizione è una grave minaccia per le persone e i bambini che hanno malattie croniche e sono intrappolati in queste aree, che li rende ancor più vulnerabili ed è causa di un sottosviluppo nel lungo periodo. Inoltre, le madri malnutrite hanno più probabilità di avere bambini malnutriti. Se gli aiuti umanitari non saranno distribuiti prontamente e con regolarità in tutte le aree sotto assedio e in quelle difficili da raggiungere in Siria, i livelli di malnutrizione continueranno a crescere e molte vite andranno perdute. L’accesso accordato per una limitata consegna di aiuti umanitari non è abbastanza. E’ necessario che gli assedi in Siria terminino subito, che vengano effettuate ricognizioni sullo stato di salute delle popolazioni e sui loro altri bisogni, che sia presente sul posto personale medico, che vengano garantite cure terapeutiche nutrizionali e siano evacuati i malati e i feriti che devono essere curati. L’OMS e l’UNICEF chiedono a tutte le parti in conflitto di rispettare i loro obblighi in accordo con il Diritto internazionale umanitario per consentire e facilitare un accesso umanitario immediato e senza interruzioni a tutte le aree nel paese”.

UNICEF: in Siria ci sono altre 14 ‘Madaya’

Dichiarazione di Hanaa Singer, Rappresentante UNICEF in Siria

C_4_articolo_2154530_upiImagepp15 gennaio 2016 – “L’UNICEF accoglie positivamente l’accesso, consentito questa settimana, nella città sotto assedio di Madaya ai bambini intrappolati e conferma che sono stati riscontrati casi di malnutrizione acuta. Le conferme arrivano a seguito della partecipazione dell’UNICEF alla seconda missione umanitaria congiunta UN/Syrian Arab Red Crescent/ICRC nella zona, lo scorso giovedì. L’UNICEF è profondamente rattristato e scioccato dopo aver assistito alla morte di Ali, un ragazzo di 16 anni gravemente malnutrito morto nel centro medico della città di fronte ai nostri occhi. Presso questo ospedale (precario) visitato dall’UNICEF, c’erano solo due dottori e 2 operatori sanitari qualificati che stanno lavorando instancabilmente. La squadra dell’UNICEF e gli operatori dell’OMS hanno rilevato che 25 bambini sotto i 5 anni sono malnutriti. In 22 bambini è stato riscontrato uno stato di malnutrizione, compreso tra moderato e grave. Tutti questi bambini stanno ricevendo adesso le cure necessarie presso l’ospedale, attraverso aiuti sanitari e alimenti nutritivi specifici che le Nazioni Unite e l’ICRC hanno inviato lunedì. La squadra ha visitato altri 10 bambini tra i 6 e i 18 anni. 6 di loro hanno mostrato segni di malnutrizione acuta. Un ragazzo di 17 anni è in pericolo di vita e ha un disperato e immediato bisogno di essere evacuato presso un’altra struttura medica. Una donna in gravidanza al nono mese in travaglio ha urgente bisogno di essere trasferita. Le squadre delle Nazioni Unite insieme con la SARC panificano di continuare la ricognizione sulla situazione a Madaya domenica per raccogliere ulteriori informazioni. Le persone che abbiamo incontrato a Madaya erano esauste e estremamente deboli. I dottori erano emotivamente scioccati e mentalmente abbattuti, lavorano continuamente con risorse molto limitate per garantire cure ai bambini e alle persone che ne avevano bisogno. E’ inaccettabile che accada una cosa del genere nel 21° secolo. Squadre dell’UNICEF e dell’OMS hanno lavorato con il personale sanitario per stabilire un centro di raccordo con servizi terapeutici ambulatoriali per il trattamento della malnutrizione. Gli operatori sanitari sono stati formati sui protocolli per la malnutrizione acuta grave. Mentre esprimiamo il nostro shock per la situazione a Madaya, non dimentichiamo che in tutta la Siria ci sono altre 14 ‘Madaya’. In queste aree le diverse parti in conflitto hanno utilizzato l’assedio come tattica di guerra, e a bambini e civili innocenti è stato impedito di accedere ad aiuti e servizi salvavita. Giovedì, separatamente, l’UNICEF – nell’ambito di un convoglio congiunto UN-SARC- ICRC – è stato in grado di inviare dieci camion con aiuti per altre due aree assediate, Foah e Kefraya, di cui beneficeranno i circa 6.000 bambini intrappolati nella zona. L’UNICEF ribadisce il suo precedente appello a tutte le parti in conflitto di: togliere l’assedio sulle comunità in Siria; concedere, senza ostacoli, l’accesso umanitario incondizionato e continuo per permettere alle squadre di operatori di effettuare valutazioni sulla salute, la nutrizione e le altre necessità umanitarie, fornire cure terapeutiche mediche e nutrizionali, poter far evacuare immediatamente donne e bambini in condizioni critiche”.

Sostieni la campagna UNICEF “PER OGNI BAMBINO IN PERICOLO” con donazioni su www.unicef.it/bambininpericolo

Bambini in pericolo – UNICEF Italia
www.unicef.it
Bambini in pericolo è la campagna dell’UNICEF Italia per raccogliere fondi in favore dei bambini vittime di guerre, calamità naturali, fame e malattie

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF: aiuti per i bambini di Madaya (Siria)

Dichiarazioni attribuibili a Christophe Boulierac, Portavoce UNICEF a Ginevra

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“L’UNICEF – che aveva un proprio team nel convoglio giunto (ieri) a Madaya- ha portato aiuti, che comprendevano micronutrienti, biscotti ad alto contenuto energetico e alimenti terapeutici, medicinali e farmaci per il trattamento della malnutrizione acuta grave – per venire incontro alle necessità di 10.000 bambini”.

“La Rappresentante UNICEF in Siria, Hanaa Singer, che ha accompagnato il convoglio a Madaya, ha ascoltato storie molto preoccupanti dai bambini e dalle madri che ha incontrato. Tutti i bambini con cui ha parlato hanno detto che sopravvivevano con una zuppa di foglie. La maggior parte dei bambini a Madaya appariva emaciata e soffriva per la mancanza di cibo”.

“Un operatore UNICEF per la salute e la nutrizione che ha accompagnato il convoglio ha parlato di ‘una scena terribile’ , mai vista nella sua carriera. Nella città ha visto centinaia di persone con chiari segni di malnutrizione, malattie della pelle e diarrea. Parallelamente all’operazione di Madaya, un convoglio di aiuti ha raggiunto le città del nord assediate di Foua e Kafraya nell’Idlib. Sono stati consegnati aiuti UNICEF con alimenti terapeutici per raggiungere 5000 bambini in stato di necessità”.

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