UNICEF: grande sofferenza per i bambini rifugiati e migranti per la situazione ai confini

Jesper Jensen: “Quello a cui assisto qui è vedere bambini piccoli, sotto i 5 anni, incastrati tra due recinzioni” 

migranti-confine-ungheria002-1000x6002 marzo 2016 – Secondo l’UNICEF, la disastrosa situazione che si presenta nei valichi di frontiera lungo la rotta balcanica terrestre, in particolare nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e Grecia, ha lasciato migliaia di bambini bloccati, in una grave situazione di stress, a rischio di abusi e di contrarre malattie. Nel caos e nella confusione, i bambini sono stati costretti a dormire all’aperto in condizioni difficilissime per oltre una settimana, non hanno accesso ai servizi di base, come docce e cibo adeguato. Le famiglie rischiano di dividersi, e i bambini sono stati bloccati fuori dai centri di transito o per ore nei treni senza una chiara meta.”Quello a cui assisto qui è vedere bambini piccoli, sotto i 5 anni, incastrati tra due recinzioni”, ha dichiarato Jesper Jensen, Coordinatore UNICEF per l’emergenza a Gevgelija, nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. “Non possono andare avanti e non possono tornare indietro – hanno bisogno di protezione e riposo e hanno bisogno di sapere cosa li aspetta”. A causa della situazione in rapida evoluzione nei centri di transito di frontiera nella ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, l’UNICEF sta aumentando la sua risposta umanitaria. Queste attività includono: facilitare l’accesso all’acqua e ai servizi igienici, in particolare per i minorenni e i bambini piccoli; fornire kit per l’igiene personale e cibo per i bambini e le loro famiglie in modo che possano affrontare situazioni in condizioni così difficili. L’UNICEF rinnova l’appello per un approccio unitario e coordinato da parte di tutti i governi lungo le rotte di transito primarie e nei paesi di destinazione. Nessun bambino dovrebbe passare la notte senza riparo e senza accesso ai servizi di base.

 

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UNICEF: in aumento il numero di donne e bambini in transito attraverso la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e la Serbia per trovare rifugio in Europa

Da Giugno oltre 64.000 persone sono state registrate presso il centro di accoglienza a Gevgelija

unicef8 settembre 2015 – È In aumento il numero di donne e bambini, alla ricerca di un rifugio in Europa, che continuano a transitare attraverso la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e la Serbia. Quasi 10.000 persone, circa il 40% delle quali donne e bambini, sono state registrate mentre superavano il confine dalla Grecia verso laRepubblica Ex Jugoslava di Macedonia a Gevgelija  tra il 1 e il 6 settembre. Nello stesso periodo oltre 7.720 persone sono state registrate che transitavano in Serbia attraverso  Presevo. E’ probabile che il numero attuale di donne e bambini che stanno raggiungendo i centri di accoglienza in entrambi i paesi sia raddoppiato rispetto ai dati riportati, perché molte famiglie viaggiano senza esser state registrate ufficialmente. Da giugno di quest’anno, oltre 64.000 persone sono state registrate presso il centro di accoglienza a Gevgelija, nella Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia, mentre durante lo stesso di periodo 89.161 persone che hanno espresso intenzione  di chiedere  asilo sono state registrate mentre transitavano in Serbia. Ai rifugiati che sono entrati in Serbia e hanno espresso la loro intenzione di richiedere asilo, vengono date 72 ore per completare il procedimento. La maggior parte di loro continua il proprio viaggio in autobus verso nord, verso la capitale Belgrado, per poi procedere verso l’Ungheria ed in fine verso i paesi dell’Europa orientale o occidentale. Molti fuggono dalle violenze in Siria, Afghanistan e Iraq. L’UNICEF e i suoi partner continuano ad ampliare i servizi di assistenza umanitaria presso i centri di accoglienza nei due paesi. A Gevgelija, l’UNICEF ha risposto molto celermente ai bisogni umanitari di donne e bambini,  fornendo acqua, cibi appropriati alle diverse età dei migranti e giocattoli. Sono stati anche allestiti diversi Spazi a Misura di bambino, dove fino a 50 bambini possono giocare e beneficiare di supporto psicologico e le donne possono prendersi cura dei propri bambini. Inoltre stanno per essere installate tre cisterne da 10.000 litri di acqua per consentire l’accesso all’acqua potabile e per lavarsi. Al confine serbo, a Presevo, l’UNICEF ha allestito uno Spazio a Misura di Bambino con materiali scolastici e giocattoli; in questa area vengono offerte anche attività ricreative e di istruzione, fondamentali per il benessere psicologico ed emotivo dei bambini in transito in Serbia. Ai genitori sono fornite informazioni di base sulla salute e la nutrizione dei bambini, la loro igiene e le misure di sicurezza. Altri Spazi a Misura di Bambini saranno presto aperti a Belgrado e nella città di Kanjiza, vicino il confine ungherese per i rifugiati e i migranti che transitano attraverso la Serbia. L’UNICEF in Serbia ha anche dato un supporto alle autorità sanitarie per definire le linee guida per l’alimentazione dei bambini e dei giovani e per dare informazioni alle madri in allattamento. L’UNICEF, se necessario,  è pronto a garantire ulteriore supporto per la nutrizione di bambini e giovani e per i servizi igienico sanitari.

UNICEF: in tre mesi triplicato il numero di donne e bambini che attraversano la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia per trovare rifugio in Europa.

Ogni giorno circa 3.000 persone transitano attraverso la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia

Macedonia-Greece_border_Eidomeni1 settembre 2015 – Secondo l’UNICEF, il numero di donne e bambini che scappano dalle violenze nei loro paesi di origine e attraversano la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia alla ricerca di un rifugio in Europa è triplicato negli ultimi tre mesi. Ogni giorno circa 3.000 persone transitano attraverso la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia. Un terzo sono donne e bambini – rispetto al 10% di giugno. Circa il 12% delle donne sono in gravidanza. Secondo i dati del Ministero dell’Interno della Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, l’80% delle persone sono originarie della Siria, mentre il 5% dell’Afghanistan e un altro 5% dell’Iraq. Da giugno 2015, oltre 52.000 persone sono state registrate al confine presso  il Reception Centre di  Gevgelija dopo esser entrate dalla Grecia. Si stima che più o meno lo stesso numero di persone transiti nel paese senza esser registrato. Per mesi, molte famiglie si sono spostate con i propri bambini, affrontando giornate molto calde, con indosso solo i vestiti e le scarpe che portavano. Sono fisicamente esausti e hanno disperato bisogno di un posto in cui rimanere. Molti soffrono di disidratazione, sono gonfi di aria, hanno freddo, soffrono di diarrea e sono ustionati dal sole. Nonostante il grande impegno del governo e dei partner sul campo, compreso l’ UNHCR, queste persone hanno bisogno di una maggiore quantità di acqua e un accesso più ampio a servizi igienico sanitari. Molti sono profondamente stressati e hanno bisogno di assistenza medica. L’UNICEF sta distribuendo taniche d’acqua  ed ha allestito due tende di 72 metri quadrati a Skopje.  Le taniche d’acqua da 30.000 litri consentiranno alle persone che transitano presso i centri di poter usufruire di acqua potabile,  visto che finora possono consumare solo acqua in bottiglia. L’acqua può essere anche utilizzata per lavarsi, dato che le strutture igieniche sono già state costruite. Le tende saranno utilizzate come spazi a misura di bambino; lo spazio attuale può accogliere 50 bambini alla volta e garantire loro attività artistiche, ludiche e per l’istruzione. Da quando è stato stabilito il primo spazio lo scorso 23 agosto, già 1.200 bambini hanno usufruito delle attività. L’UNICEF sta procurando anche cibo per i bambini. Indipendentemente dal loro status, i bambini che si muovono attraverso i confini, con le loro famiglie o da soli, dovrebbero ricevere aiuto e protezione appropriati. Le loro pratiche per ricevere lo status di rifugiati dovrebbero essere esaminate rapidamente ed equamente al confine con un adeguato monitoraggio e applicazione. Le autorità in Europa dovrebbero applicare le leggi già esistenti e politiche di salva guardia e protezione dei diritti dei bambini. L’UNICEF sta attentamente monitorando la situazione sul campo e sta lavorando con le autorità locali per assicurare protezione ai bambini. L’UNICEF continua a chiedere che ogni azione per i bambini in transito sia guidata dal superiore interesse di ogni bambino, in tutti i passi della sua strada.

 

L’UNICEF attiva ‘spazio a misura di bambino’ in Macedonia

Lo “Spazio a misura di bambino” è stato istituito in una costruzione all’interno dell’area di riposo per i migranti stabilita dall’UNHCR in aiuto dei minori che fuggono dalle violenze e che si spostano in Europa

 

Unicef-siria-bambini-uccisiRoma, 26 agosto – L’UNICEF ha creato uno “Spazio a misura di bambino” [ambiente protetto per l’infanzia in condizioni di emergenza] e ha dislocato un team mobile vicino Gevgelija, città della repubblica ex-jugoslava di Macedonia al confine con la Grecia, per prestare aiuto a donne e bambini che a migliaia ogni giorno passano da questo valico di frontiera. Lo “Spazio a misura di bambino” è stato istituito in una costruzione all’interno dell’area di riposo per i migranti stabilita dall’UNHCR. Il team mobile è composto da volontari locali della ONG “La Strada International”, incaricati di curare il ricongiungimento ai familiari di minori rimasti soli e di fornire assistenza e sostegno psicologico e sociale ai minori in transito. Nello “Spazio a misura di bambino”, che l’UNICEF ha rifornito con materiali educativi, ricreativi e artistici, i bambini possono riposare e giocare – a turni di 50 per volta – mentre le famiglie completano le operazioni di registrazione alla frontiera. A sua volta, il team mobile si sta occupando di controllare, identificare e all’occorrenza indirizzare i bambini che ne hanno bisogno a servizi specialistici di tutela infantile. Nell’ultimo mese, il numero dei migranti che transitano dalla Macedonia è aumentato di 1.500-2.000 al giorno. Circa il 30% di essi sono donne e bambini. Molti di loro fuggono dai conflitti in corso in Siria, Iraq e Afghanistan. Fra i migranti, i minori che viaggiano non accompagnati da genitori o altri familiari adulti sono quelli più bisognosi di protezione. I bambini che migrano sono sballottati da un’autorità all’altra, smistati ed esposti a rischi derivanti da carenze normative, politiche e procedurali sia nei paesi di transito che in quelli in cui approdano. Su di loro incombe il rischio di avere un accesso limitato o di rimanere del tutto esclusi dal sistema scolastico, sanitario o giurisdizionale. A volte, essi vengono sottoposti a detenzione o a procedure di controllo alla frontiera che ledono la loro dignità o addirittura mettono a rischio la loro vita. L’UNICEF chiede con forza alle autorità competenti di riconoscere e di trattare come portatori dei diritti riconosciuti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza tutti i minori migranti, quali che siano il loro status legale, la loro religione o le loro appartenenze. Essi devono ricevere cure e attenzioni speciali, e una protezione coerente e non discriminatoria. L’UNICEF continuerà a monitorare la situazione sul terreno e a cooperare con le autorità locali per garantire che tutti i minori ricevano la necessaria tutela.

 

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