Le stanze mai viste della Villa dei Capolavori

Apertura straordinaria degli ambienti privati di Luigi Magnani, tra opere svelate, splendidi arredi, libri antichi.

lanciostanzeRoma, 20 Aprile – Aprono al pubblico per la prima volta, solo fra il 23 aprile e il 12 giugno, le stanze private della Villa di Luigi Magnani, sede della Fondazione Magnani Rocca: la splendida Biblioteca con vista sul Parco Romantico e la Saletta della musica, il Salone grande, lo Studio di Magnani, le stanze del Commendator Giuseppe e di Donna Eugenia. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, offre così un’occasione unica e irripetibile per approfondire l’affascinante storia del suo fondatore (nato a Reggio Emilia nel 1906, morto a Mamiano nel 1984) visitando le stanze mai viste della sua dimora. Un omaggio al collezionista e alla storia della sua famiglia attraverso ambienti privati che custodiscono bellezze e segreti non ancora svelati, come le numerose opere che Magnani scelse per la sua raccolta d’arte e che non sono presenti nell’esposizione permanente della Fondazione: dipinti e disegni autografi di Renato Guttuso, Filippo de Pisis, Giacomo Manzù – amici di Magnani – finora celati alla vista del pubblico, poi lavori grafici di Goya, Ingres e Manet, oltre ai ritratti delle sorelle Ada e Lisetta realizzati da Eva Barrett fotografa-ritrattista della corte inglese e dei regnanti d’Italia, fra mobili e arredi di grande pregio. Salendo le scale dal primo piano sarà così finalmente possibile visitare la Biblioteca di Magnani, con i suoi volumi dedicati alla storia dell’arte e i nudi maschili di De Pisis, pagine autobiografiche sui rapporti contrastati che si instauravano tra il pittore e i suoi modelli. Dalla Biblioteca si gode di una vista impareggiabile sul grande parco all’inglese della proprietà; vi sono esposti anche libri antichi e preziosi, tra cui edizioni omeriche e virgiliane di Bodoni, i Trattati di geometria e anatomia di Albrecht Dürer (Parigi, 1535) e ilRagguaglio delle nozze delle Maestà di Filippo Quinto e di Elisabetta Farnese (Parma, 1717) col cartiglio del corteo nuziale di Elisabetta, madre di Carlo III re di Spagna, di Filippo di Borbone duca di Parma e di Luigi Antonio (il Don Luis protagonista della grande tela di Goya al piano terra del museo, acquistata da Magnani nel 1974). Si possono vedere le testimonianze dirette dei rapporti di amicizia e stima di Magnani con gli artisti e gli intellettuali del tempo; lettere private, il diario degli illustri ospiti della Villa che vi apponevano pensieri personalizzati, firme, disegni come era solito fare Guttuso o poesie inedite come quella lasciata da Giuseppe Ungaretti, o ancora Eugenio Montale, amico fra i più cari di Magnani, di cui è esposto uno dei rarissimi dipinti. A fianco della Biblioteca si trova la Saletta della musica, che offre un compendio dei gusti musicali di Magnani, celebre anche come musicista e musicologo; egli infatti, oltre a numerose introduzioni a libretti di opere eseguite alla Scala di Milano e in altri importanti teatri italiani, aveva redatto trattati che fanno parte della storia della musicologia. Numerosi sono gli spartiti, alcuni con composizioni dello stesso Magnani, accanto ai suoi amati vinili di Mozart, Beethoven, Mahler. Sulla parete invece, un manifesto del 1943 ricorda un concerto tenuto a Firenze e diretto dall’amico Carlo Zecchi con musiche di Haydn, Beethoven, Magnani stesso e Schumann. Si arriva quindi al Salone grande, arredato con mobili e quadri Neoclassici e Impero dei primi dell’Ottocento, in linea col gusto che caratterizza gli arredi scelti per la sua dimora esposti stabilmente al pubblico. Dal salone si passa allo Studio in cui protagonista è la scrivania originale di Magnani, rigorosamente in stile Impero, dove egli scrisse i suoi coltissimi saggi su Morandi e Beethoven, fra opere di Manzù, Goya e Piranesi alle pareti. Chiudono il percorso di visita due intime stanze che omaggiano i genitori di Luigi Magnani, alla memoria dei quali è dedicata, negli intenti del figlio, la costituzione della Fondazione Magnani-Rocca. Una è la Stanza del Commendatore Giuseppe, padre di Luigi e tra i più importanti imprenditori caseari in Italia, dove è ordinata un’altra sezione della biblioteca con i testi di letteratura italiana. Davanti alla stanza del Commendatore si trova la Stanza di Donna Eugenia Rocca, madre di Luigi, ricordata per la sua raffinata cultura, di cui è esposto a parete un arazzo da lei cucito negli anni Quaranta; in questo ambiente, un’ulteriore sezione della biblioteca conserva testi di letteratura francese in lingua originale, tra cui spiccano le opere predilette di Stendhal e Proust. Sotto l’arazzo si trova una spinetta londinese di fine Ottocento firmata Muzio Clementi. Un’occasione di visita che, per la prima volta, arricchisce e aiuta ad ancor meglio conoscere la storia dell’eccezionale collezione permanente, con le opere di Tiziano, Van Dyck, Rubens, Goya, Canova, Dürer, Cézanne, Morandi, Burri, scelte da Magnani nel corso dell’intera vita seguendo quelle correspondances che tanto amava, a costituire una delle raccolte d’arte di origine privata più importanti al mondo. La mostra “Severini. L’emozione e la regola”, allestita nelle sale a levante della grande Villa, completa l’itinerario multiforme che rende omaggio al fine gusto artistico di un collezionista unico, che ha saputo unire la passione per le arti con una profonda sapienza e umanità.

Per la particolare preziosità delle stanze private di Luigi Magnani è consentito accedervi a gruppi di massimo 20 persone accompagnate da una guida specializzata della Fondazione. La possibilità è limitata al periodo 23 aprile – 12 giugno 2016, in abbinamento alla visita guidata alla mostra su Gino Severini.  Le visite sono programmate il sabato alle ore 16.00, la domenica e i festivi (25 aprile e 2 giugno) alle ore 11.30, 15.00, 16.00, 17.00. È possibile prenotare via mail a [email protected]; oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti.  Nelle giornate infrasettimanali la visita alle stanze private è consentita per gruppi che ne facciano richiesta, sempre accompagnati da una guida della Fondazione. Costo € 5,00 oltre al biglietto d’ingresso, durata circa 90 minuti (stanze private + mostra Severini).

Alla Magnani Rocca un fine settimana indimenticabile

Sabato 31 ottobre e Domenica 1° novembre vengono aperti al pubblico “Gli armadi segreti” della Villa dei Capolavori

lanciovisiteguidateParma, 29 ottobre- Nella Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, è viva la presenza del fondatore Luigi Magnani. Aprendo al pubblico, come raramente avviene, gli armadi che custodiscono testimonianze importanti e oggetti preziosi di Magnani stesso e della sua famiglia, viene reso omaggio all’affascinante storia privata di un uomo dal colto e raffinato gusto artistico che dedicò la sua eclettica collezione alla memoria del padre Giuseppe, grande proprietario terriero e imprenditore caseario, della madre, la nobildonna Eugenia Rocca di Chiavari, nipote di papa Benedetto XV, e delle sorelle Ada e Lisetta, le tre donne di Luigi Magnani. Insieme alle memorie segrete di Villa Magnani, la grande mostra “Giacomo Balla Astrattista Futurista”, con oltre settanta opere che presentano al meglio l’evoluzione creativa dell’artista, e il capolavoro “La Sedia di Van Gogh”, opera suprema del grande pittore olandese eccezionalmente prestata alla Magnani Rocca dalla National Gallery di Londra, offrono al visitatore la possibilità di un percorso artistico di grande ricchezza e originalità. La storia della Villa e del suo proprietario si intrecciano con quella degli amati genitori, delle sorelle, morte entrambe ventenni di tubercolosi, e di illustri personaggi del mondo della cultura, dell’aristocrazia colta e dell’arte; tra questi anche l’amico pittore Giorgio Morandi, le cui opere sono esposte al piano superiore insieme a tele di Monet, Cézanne e Renoir. Proprio al piano superiore sono state aperte al pubblico le stanze private di Luigi e della madre Eugenia, che oggi ospitano capolavori d’arte affiancate dai luminosi corridoi con i guardaroba a muro di fine Ottocento, celati dalla boiserie ad ante laccate di bianco, che venivano utilizzati per ordinare gli abiti di famiglia, i raffinati accessori, i corredi e tanti preziosi ricordi. Eccezionalmente questi armadi vengono aperti ai visitatori sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre. Sarà così possibile rievocare gli splendori dell’alta società grazie al ricco abito in pizzo nero degli anni trenta che Donna Eugenia indossava quando era ricevuta a corte dalla regina Elena di Savoia, di cui era dama di compagnia. Ancora attuale risulta il prezioso abito da ballo in tessuto arricciato con fili in oro degli anni venti, indossato da Ada, una delle sorelle di Luigi, fra le prime donne in Italia ad adottare il taglio di capelli a la garçonne. Di Luigi Magnani è esposto anche il frac per le serate di gala e il cappello a cilindro, realizzato a Parigi negli anni quaranta, che riporta all’interno le sue cifre. A svelare i gusti di un tempo ci sono anche gli accessori (collane, cinture, borsette, guanti) provenienti dalle più rinomate case di moda dell’epoca, tra cui spicca per la pregevole manifattura l’ombrellino Belle Epoque in pizzo nero e manico in ebano intagliato, oltre alla collezione di vezzosi cappellini che ripercorrono un lungo periodo di storia del costume con modelli dagli anni venti agli anni sessanta, che Donna Eugenia commissionava in via Condotti a Roma. Completano la raccolta per la preziosità della fattura e dei tessuti i magnifici corredi ricamati e cifrati fra Ottocento e Novecento, utilizzati dagli ospiti della Villa, come Margaret, sorella della regina Elisabella d’Inghilterra, Giorgio Morandi, Eugenio Montale; di Montale è esposto anche uno dei rarissimi dipinti del grande poeta Premio Nobel, con la passione per l’arte e la musica, amico fra i più cari di Luigi Magnani.

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