A Lugano la prima edizione di Swiss Beauty Expo 2017

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La prima edizione di Swiss Beauty Expo si terrà al Centro Espositivo di Lugano dal 21 al 23 gennaio 2017.

La fiera internazionale si vuole porre come la più importante manifestazione del settore presente in Svizzera e sarà un’occasione unica per conoscere le grandi aziende del settore estetico. Una kermesse che ospiterà due differenti aree dedicate rispettivamente al “Campionato Svizzero Make-up”, presentato dell’organizzazione e inserito in una specifica e bellissima cornice espositiva, e al “Campionato Svizzero Nail Design” in collaborazione con INJA (International Nail Judges Association), che sarà presente per la prima volta sul territorio elvetico Durante le tre giornate della fiera, sul palco principale sarà allestito anche un ricco programma di spettacoli, conferenze, approfondimenti, che darà voce ai numerosi ospiti internazionali: trucco, nuove tecniche, nuovi protocolli professionali, momenti dedicati a numerose aree tematiche; saranno molte le sfaccettature presentate da artisti di fama mondiale. Uno dei numerosi ospiti sarà Pablo, Art Director Gil Cagné, che sul palco di Swiss Beauty Expo truccherà la bellissima Miss Mondo Italia. Una grande opportunità quindi per vedere le nuove tendenze di trucco, ammirare i veri protagonisti internazionali e scoprire le ultime novità nel mondo dell’estetica e della cosmetica. Per ogni categoria ci sarà anche un premio per il prodotto/servizio più innovativo: i vincitori si aggiudicheranno un’opera dell’artista internazionale Manuela Mollwitz. La copertura mediatica è garantita da tutti i partner presenti all’evento: giornali, radio, televisioni, agenzie di pr e stampa. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.swissbeautyexpo.ch.

A Lugano la prima mostra in Svizzera della Pittura Analitica

Inaugurazione giovedì 26 novembre ore 18, Lugano, Primae Noctis Art Gallery

pitturasvizzeraRoma, 19 novembre – E’ Lugano ad ospitare la prima mostra della Pittura Analitica in Svizzera. L’evento s’inaugura, alla presenza degli artisti, giovedì 26 novembre alle ore 18 nello spazio di Primae Noctis Art Gallery.  Sebbene il movimento italiano, sin dagli anni settanta, abbia avuto una serie di riconoscimenti in molti paesi europei tra cui Germania, Francia, Inghilterra e Olanda, mai prima d’ora si era avuta l’opportunità di una rassegna organica in Svizzera.  L’unico appuntamento di rilievo ebbe luogo nel 1970 in occasione della rassegna Processo di pensiero visualizzati organizzata al Kunstmuseum di Lucerna in cui, tra gli analitici, era presente solo Giorgio Griffa. La relazione degli italiani con gli artisti svizzeri, tuttavia, è sempre stata molto intensa e tra questi vanno citati almeno Olivier Mosset e Niele Toroni fondatori nel 1966, insieme a Daniel Buren e Michel Parmentier, del gruppo BMPT. Quella attuale, dunque, appare un’occasione particolarmente significativa per analizzare una delle esperienze più significative del dopoguerra e tutto ciò mentre la Pittura Analitica sta attraversando una fase di riscoperta e di rinnovato consenso.  Come afferma Alberto Fiz, curatore del progetto, “proprio oggi in un’epoca di grandi cambiamenti, diventiamo i naturali interlocutori di artisti non organici che nella loro specificità hanno dato vita ad un sistema complesso, privo di dogmi, in grado di riproporre con determinazione l’attualità della pittura intesa non come fine ma come mezzo rispetto ad una ricerca in continua evoluzione con forti ripercussioni sul linguaggio contemporaneo.” Del resto, la mostra luganese (rimane aperta sino al 12 gennaio) giunge dopo un percorso proposto nei mesi scorsi da Primo Marella Gallery di Milano attraverso due mostre in stretta relazione tra loro dov’è stata presa in esame la Pittura Analitica nei suoi differenti aspetti analizzando sia i fondamenti storici sia l’evoluzione più recente. Da Primae Noctis Art Gallery tornano in scena gli anni ’70 con una rigorosa selezione di opere realizzate dai protagonisti del movimento, in particolare Enzo Cacciola, Vincenzo Cecchini, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri,Elio Marchegiani, Paolo Masi, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini. Una rivoluzione silenziosa quella compiuta dagli analitici per riappropriarsi di un linguaggio e sviluppare una rinnovata creatività dove il manufatto recupera un proprio ruolo, così come il processo operativo.  La Pittura Analitica è un’esperienza assai selettiva che si basa su una serie di procedimenti metodologici che sono comuni a tutti i partecipanti disposti, più o meno consapevolmente, ad accettarne le regole. Il tratto unificante è il desiderio di eliminare le scorie che nel tempo si sono depositate sulla pittura per recuperare una visibilità primaria, non contaminata dove l’artista non impone la visione, ma ne suggerisce il cambiamento. A questo proposito Gianfranco Zappettini, artista, oltrechè acuto teorico, ha scritto: “Solo attraverso un’indagine analitica che affronti il problema della pittura in quanto pittura, ovvero del materiale, del modo di operarlo, del lavoro che esso implica, della superficie di stesura, della dimensione, si può ricostruire un nuovo linguaggio, veramente autonomo, non mutuato da altre discipline, che trovi in se stesso i termini di riferimento e di verifica.” Questi aspetti emergono con chiarezza osservando le opere in mostra che ad oltre quarant’anni di distanza mantengono inalterato il loro grado di problematicità e di provocazione.  Dai cementi di Enzo Cacciola alle bende elastiche di Paolo Cotani; dalle tele grezze di Giorgio Griffa alle tessiture di Paolo Masi; dai segni graffiati di Marco Gastini alle grammature di colore di Elio Marchegiani; dai dittici di Carmengloria Morales alle disseminazioni di Pino Pinelli; dalle sovrapposizioni di Vincenzo Cecchini ai bianchi di Gianfranco Zappettini; dagli acquerelli al limite del visibile di Riccardo Guarneri alle stratificazioni cromatiche di Claudio Olivieri sino alle geometrie irregolari e alle monocromie apparenti di Claudio Verna.  Come emerge con evidenza dalla rassegna, è la superficie a mettersi ogni volta in discussione, a sviluppare una propria sintassi differente per ciascuna proposta. Materiali e tecniche hanno una loro intelligenza e si compiono come strumenti attivi di trasformazione affrancando l’opera d’arte dai suoi contenuti aprioristici o già metabolizzati dalla storia. Fare per pensare potrebbe essere lo slogan che conduce a una nuova consapevolezza del comportamento tracciando un’azione dove le potenzialità della pittura vengono portate al loro limite massima di estensione in una dialettica continua che smentisce in maniera risolutiva ogni ipotesi passatista o di ritorno all’ordine rispetto alle ricerche di un movimento autenticamente europeo. La mostra è accompagnate da un catalogo in italiano e inglese pubblicato da Silvana Editoriale che, accanto al saggio di Alberto Fiz, comprende un’ampia selezione di opere per ciascun artista e le loro riflessioni teoriche.

Il franco svizzero si sgancia dall’euro e la moneta elvetica schizza a valori record: scatta la corsa al cambio

Virgilio Ballerini, docente di Ambienti Computazionali per l’Innovazione Tecnologica alla Facoltà di Economia, Università La Sapienza di Roma : il franco svizzero in pareggio con l’euro manda in tilt il mercato elvetico

 

Prof. Virgilio Ballerini

Dipartimento di Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza

Facoltà di Economia –  Università La Sapienza di Roma

 

virgilio balleriniRoma, 18 gennaio – In un caotico quadro economico-finanziario generalizzato dominato da situazioni di incertezza del tutto nuove, diverse sono le azioni intentate per cercare di ricondurre la situazione su binari quanto meno accettabili. La crisi imperante scatenata dagli USA in un passato ormai finanziariamente remoto , le disgraziate sanzioni della UE nei confronti della Russia aventi ragioni esclusivamente politiche, hanno generato uno scenario del tutto nuovo e foriero di nulla di buono dando origine a tentativi di arginamento anch’essi di nuova fattura.  Uno dei più recenti è il QE. Diremo anzitutto che  parlando di QE, acronimo di Quantitative Easing (traducibile come “alleggerimento quantitativo),  ci si riferisce, in genere, ad un’operazione che rientra nel complesso delle politiche monetarie adottate da una banca centrale  che si si pone quali acquirente di beni (generalmente si tratta di azioni o titoli di stato) con denaro creato “ex-novo” e al fine di incentivare l’accesso al credito e, per conseguenza, stimolare la crescita economica e mantenendo bassi i tassi di interesse sui titoli di stato allo scopo di favorire così il mercato finanziario. Sono recenti  alcune dichiarazioni possibiliste di Jens Weidmann, governatore della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (Bce)  che hanno alimentato fra gli operatori dei mercati finanziari l’aspettativa di imminenti misure di stimolo volte a scongiurare i rischi di cali generalizzati dei prezzi e dei redditi (la temuta deflazione). Anche il governatore Draghi ha manifestato la sua disponibilità a intervenire con ‘misure non convenzionali’, di conseguenza i mercati finanziari si attendono  che la BCE ponga in essere operazioni note come Quantitative Easing   consistenti nell’acquisto massiccio di titoli con denaro di nuova emissione. In questo clima l’operazione della banca centrale svizzera i cui intenti, almeno in teoria, potevano sembrare buoni, ha anticipato gli eventi. Per mantenere nel rango stabilito il franco svizzero la banca centrale era costretta a comprare euro tenendo alto il cambio sul dollaro, il fine era quello di svalutare con la liberalizzazione il franco sul dollaro per aprire i mercati agli USA, decisione che sinora almeno è risultata errata, infatti l’effetto dello sganciamento del franco svizzero dall’euro  è stato immediato. La moneta elvetica è schizzata a valori record ed è scattata la corsa al cambio. Con un migliaio di franchi  il guadagno immediato raggiunto è stato di quasi 150 euro. Inoltre, nel clima di incertezza che si è venuto a creare, le reazioni sono state le più disparate. Ieri, ad esempio, nei centri commerciali e outlet di Mendrisio e Lugano, alcuni negozi esponevano cartelli per avvisare i clienti di non aver modificato il tasso di cambio. Al contempo, sono apparsi messaggi opposti, della serie «Avvisiamo la spettabile clientela che non accettiamo pagamenti in euro». Ed ancora, al cambio attuale, anche senza la tessera sconto introdotta in Lombardia oltre 10 anni fa che consente ai residenti in Italia, nella fascia di confine, di fare benzina in patria a prezzi agevolati, il carburante in Italia costa meno che in Svizzera. L’orizzonte, almeno al momento, risulta fosco e foriero di decisioni che, non avendo modelli nel passato, potrebbero risultare estremamente penalizzanti come quella paventata dell’abbandono della moneta unica che potrebbe rappresentare un autentico salto nel buio.

 

 

 

A Roma arriva l’università svizzera: presentata oggi la Ludes di Lugano

Ludes

di Maria Vittoria Arpaia

Obiettivo dell’Ateneo privato è “far emergere l’uomo nel senso più alto del termine”.

R0ma, 19 luglio – L’Università di Lugano sbarca a Roma. Da oggi, infatti, al panorama formativo universitario della Capitale si aggiunge l’ateneo privato svizzero Ludes, la Libera Università degli studi di Scienze umane e tecnologiche di Lugano. Si tratta di una realtà accademica di eccellenza e di qualità che ha fin dalla sua origine una vocazione internazionale. Fondata nel 1999, dal presidente Paolo Sotgiu, la succursale italiana presentata oggi a Roma si trova in via delle Quattro Fontane 29,  per il momento avrà solo una sede di rappresentanza per poi sviluppare un percorso più ampio che avrà come obiettivo principale innanzitutto la volontà di volersi confrontare con diversi  saperi e mettersi in discussione per “far emergere l’uomo nel senso più alto del termine”. Continue Reading

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