Nelle librerie Genere, un libro per chiarire una parola che sembra diventata “pericolosa”

Il volume fa parte della collana “Parole allo specchio”, per riflettere su significati vecchi e nuovi di alcune parole che sono grandi temi della vita

9788825041095-GenereRoma, 1 dicembre – Esce nelle librerie il volume Genere, di Lucia Vantini, edito dalle Edizioni Messaggero Padova, casa editrice francescana. L’autrice, la filosofa e teologa Lucia Vantini, chiarisce fin dalle prime righe la motivazione di un “ennesimo” libro su una questione tanto dibattuta e sulla quale pare impossibile ogni scambio di opinioni. «Non è mai stato difficile come in questo momento e in questo contesto italiano definire la categoria di “genere” e chiarirne il significato, perché attorno a questa parola si è aperto un vero e proprio conflitto simbolico, politico e pratico – si legge nell’introduzione – Queste pagine vorrebbero piuttosto essere un invito ad ascoltare con maggiore attenzione ciò che si muove attorno alla questione, oggi riduttivamente presentata nella forma di una rigida alternativa: o si è pro o si è contro. Queste pagine non sono neutre. Esse si radicano in una sostanziale fiducia verso la categoria di “genere”». Vantini segnala come la parola stessa, genere, racchiuda così tanti livelli, a partire dalle diverse discipline e contesti in cui viene usata, da non consentire una presa di posizione netta e senza sfumature. La categoria “genere” non può, in altre parole, venire ingenuamente rimossa, perché ha a che fare con l’esistenza più intima di ciascuno, né trattata come tema assoluto, perché ha radici culturali che vanno conosciute, a partire dagli studi di genere, dagli stereotipi del maschile/femminile, dalla questione sulla parità tra uomini e donne. Limitarlo a un unico tema, quello dell’omosessualità in cui spesso si focalizzano i dibattiti più accesi, rischia di essere quantomeno fuorviante. Il volume presenta due parti, una più teorica e una più pratica. La prima mira a restituire alla parola genere la sua storia e il suo contesto, la seconda a riconoscere l’utilità di una «ermeneutica di genere» nei diversi ambiti del sapere e della vita umana: neuroscienze, economia, educazione scolastica e teologia. La conclusione è aperta, invitando i lettori a porsi «coraggiosamente» alcune domande: come non dissolvere l’archetipo dell’eterosessualità senza condannare all’invisibilità e al mutismo l’esperienza omosessuale? Come salvare la differenza sessuale restando vigili verso gli stereotipi che tutt’ora rimangono? Come coniugare l’eredità di un corpo ricordando che con questo abbiamo ricevuto anche la libertà?

L’autrice – LUCIA VANTINI, membro del Coordinamento delle teologhe italiane, insegna filosofia della conoscenza e teologia fondamentale all’ISSR e allo Studio teologico san Zeno di Verona. Ha pubblicato La luce della perla. Maria Zambrano tra filosofia e teo-logia (2008) e L’ateismo mistico di Julia Kristeva (2014).

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