Il grande Roman Signer al MAN di Nuoro

Dal 22 Aprile al 3 Luglio 

lancio-verniceRoma, 13 Aprile – Il Museo MAN è lieto di annunciare l’imminente apertura della mostra Roman Signer. Films and Installations, a cura di Lorenzo Giusti e Li Zhenhua. Ricca di oltre duecento film e di una serie di nuove installazioni realizzate per questa occasione, quella al MAN di Nuoro sarà la prima mostra personale di Roman Signer in un museo italiano.  Signer ha iniziato la carriera di artista nella seconda metà degli anni Sessanta, dopo avere lavorato come disegnatore per un architetto, come ingegnere radio apprendista, e, per un breve periodo, come tecnico in una fabbrica di pentole a pressione. Conosciuto per avere definito un nuovo concetto di scultura legato alla processualità, alla trasformazione e al movimento, Signer crea installazioni come azioni, esperimenti, quasi sempre solitari, per i quali utilizza oggetti d’uso comune (ombrelli, tavoli, stivali, contenitori, cappelli, biciclette) attivati da polveri da sparo o da forze naturali, come il vento o l’acqua. Processi di esplosione o di collisione che si tramutano in esperienze estetiche visivamente ed emotivamente coinvolgenti e che interpretano l’approccio empirico come una questione artistica. Il progetto al MAN di Nuoro si divide in due segmenti. Il primo, nato dalla collaborazione con il Chronos Art Center di Shanghai, presenta l’intera produzione di filmati in Super 8 realizzati dall’artista nel corso della propria attività. Un nucleo di 205 opere che vanno dal 1975 al 1989 – anno in cui Signer abbandona la pellicola per passare ad altri supporti – presentate all’interno di un’affascinante videoinstallazione a 100 canali realizzata in Cina e qui riproposta in una nuova versione arricchita e sviluppata. Video girati nel proprio “laboratorio” di San Gallo oppure in spazi naturali, soprattutto a Weissbad, nel cantone di Appenzell. Il secondo segmento del progetto presenta tre nuovi lavori scultorei creati per la mostra al MAN, connotati come sempre da un’ironia sottile. Tra le nuove produzioni, Ombrelli (2016) è un’opera site specific per la scalinata del museo, un sistema bizzarro di parapioggia tenuti insieme da un equilibrio instabile.Installazione (2016) è una scultura attraversabile che occuperà un’intera sala del museo, un percorso surreale che riflette sulla percezione di sé e del proprio corpo, in cui l’osservatore si fa oggetto osservato. Chiude il percorso Occhiali (2016), un oggetto insolito, composto da un proiettore Super 8 e da un paio di occhiali ad alterarne la proiezione luminosa, che sembra gettare uno sguardo dissacrante sulla produzione dell’artista, sempre al confine tra scultura e video, tra staticità e movimento, tra azione e visione. Completerà la mostra un catalogo con testi di Lorenzo Giusti, Li Zhenhua, Barbara Casavecchia e Rachel Withers. Oltre alla documentazione delle nuove opere, la pubblicazione conterrà anche un dvd con una raccolta delle azioni realizzate da Signer in Italia, a partire dall’inizio degli anni Novanta, in località come Civitella d’Agliano, Stromboli, la Maremma, ma anche Venezia, in occasione della Biennale del 1999.

Roman Signer (Appenzell, 1938) ha partecipato alle più importanti rassegne artistiche internazionali, come “documenta” a Kassel (1987), lo Skulptur Projekte di Münster (1997), la Biennale di Shanghai (2012). Nel 1999 ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia. Tra le ultime mostre personali si ricordano: Bonnefantenmuseum di Maastricht (2000), Camden Arts Centre di Londra (2001); OK Centrum für Gegenwartskunst di Linz (2005); Aargauer Kunsthaus di Aarau (2006); Hamburger Bahnhof di Berlino (2007); Sala de Arte Publico Siqueiros di Città del Messico (2011); Hangar à Bananes di Nantes, Kunsthalle di Mainz (2012), Kunstmuseum di San Gallo (2014), Barbican Centre di Londra, Kunsthus di Zug e Centre Culturel Suisse di Parigi (2015). In Cina il suo lavoro è stato recentemente presentato presso l’Accademia d’arte di Hangzhou, il CAFA Art Museum di Pechino (2014), il GAFA Art Museum di Guangzhou e l’OCT di Shenzhen (2015).

Roman Signer. Films and Installations è un progetto del museo MAN, a cura di Lorenzo Giusti e Li Zhenhua, realizzato in collaborazione con CAC – Chronos Art Center di Shanghai, con la partnership tecnica di WTI International Co. Limited, il supporto di Pro Helvetia e il contributo di Regione Sardegna, Provincia di Nuoro e Fondazione di Sardegna.

Al MAN di Nuoro la Living Room di Michel Blazy

Inaugurazione 26 febbraio h. 19:00

lancio-verniceRoma, 26 febbraio – Il Museo MAN è lieto di annunciare l’imminente apertura della mostra Living Room, personale dell’artista francese Michel Blazy, a cura di Lorenzo Giusti.  Avvio di un programma annuale dedicato alle trasformazioni del pensiero ecologico, la mostra pone in dialogo opere recenti e nuove produzioni, indagando aspetti diversi del lavoro dell’artista. Da più di venticinque anni Blazy opera utilizzando materiali organici, integrandoli con oggetti di consumo. L’artista crea processi estetici nella dimensione del tempo, con esiti sempre aperti e indeterminati. La materia contenuta nei suoi lavori porta in sé il potenziale di crescita e deterioramento a cui tutta la ricerca dell’artista si rivolge. Le sue opere risultano in perenne alterazione, condizionate dal variare dei contesti e dallo svolgersi della loro stessa vita; un inno alla metamorfosi e all’incessante processo di rinnovamento del ciclo del vivente. Per il MAN Blazy ha progettato uno spazio da abitare, un salotto “animato” in cui elementi organici – erba, piante, prodotti alimentari – convivono con oggetti apparentemente statici, come abiti o vecchi computer. L’installazione sovverte le convenzioni museali proponendo un modello espositivo alternativo, in cui il caso e i sistemi autogenerativi si integrano, fuggendo al controllo del suo stesso autore. Da luogo di esposizione il museo si fa dunque palcoscenico, spazio vitale all’interno del quale si concatenano accadimenti non sempre percettibili (germinazioni, crescite, decomposizioni). La materia biologica si fa collaboratore attivo nella costruzione dell’opera, mettendo in evidenza il ruolo e l’influenza delle condizioni esterne, come la luce, l’umidità, la temperatura.  Living room restituisce dunque uno spazio fisico come un organismo, aprendo il campo a una riflessione sul rapporto tra natura e cultura e promuovendo una visione articolata, non antropocentrica, della realtà. Un sistema complesso dove operano entità molteplici – siano esse forme di vita vegetale o macchine – che esistono indipendentemente da noi, ma che con noi si muovono ed evolvono. In questo senso gli ultimi lavori di Blazy – che integrano parti elettroniche, computer ed elementi vegetali – sembrano inserirsi, con voce autonoma, all’interno dell’attuale dibattito sull’animismo tecnologico e sulla vita degli oggetti, riaffermando la centralità delle forme e dei processi naturali.

Michel Blazy (Monaco, 1966) vive e lavora a Parigi. Suoi lavori sono conservati in alcune delle più importanti collezioni internazionali, tra le quali il Centre Pompidou di Parigi; il Museum of Old and New Art (MONA), in Tasmania; il Museée d’art Moderne de la Ville de Paris, Il Nouveau Musée National di Monaco, Le Abattoirs di Tolosa e in numerosi FRAC francesi. Diverse mostre personali sono state consecrate al suo lavoro, tra le quali: Pull Over Time, Art:Concept, Parigi (2015); Bouquet Final 3, National Gallery of Victoria; Melbourne White Night (2013); Le Grand Restaurant, Frac Île-de-France, Parigi (2012); Débordement domestique, Art:Concept, Parigi (2012); Post Patman, Palais de Tokyo, Parigi (2007).

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]