Lisa Vozza, Giorgio Vallortigara: Piccoli equivoci tra noi animali. Siamo sicuri di capirci con le altre specie?

Il koala è un tenero pigrone? I delfini ridono? I babbuini sbadigliano? L’apparenza inganna… E il libro edito da Zanichelli spiega perché.

ImageProxyRoma, 17 dicembre – Ci piace tanto il koala perché è così tenero e pigrone quando se ne sta abbracciato a un tronco d’albero… Invece lo fa perché ha caldo. E’ un animale incapace di sudare che, nel fresco contatto con il tronco, trova refrigerio dai 40 °C all’ombra.  E il delfino sorride? No, la sua espressione è immutabile perché non ha i muscoli facciali con cui noi esseri umani esprimiamo le emozioni.  Dunque pensiamo di conoscere gli animali ma cadiamo fatalmente in equivoco. E sull’ampia gamma di questi equivoci che il libro di Lisa Vozza e Giorgio Vallortigara indaga. Piccoli equivoci tra noi animali” spiega con ironia, leggerezza ma anche competenza, come le nostre impressioni sulle altre specie ci traggono facilmente in inganno. Osservando gli altri animali diamo per scontato che abbiano esperienze, percezioni, emozioni, pensieri come i nostri. E dunque I gatti sono assassini e gli uccellini sono indifesi. Il cane sente l’umore del padrone, le scimmie scimmiottano e i babbuini sbadigliano.  Ma “Siamo sicuri di capirci con le altre specie?” Domanda infatti il sottotitolo del libro edito da Zanichelli.  A volte l’intuito e l’eco di un’evoluzione condivisa ci portano nella giusta direzione. Spesso però non ci azzecchiamo e le nostre intuizioni non colgono quello che scoprono gli etologi e i neuroscienziati che studiano il comportamento animale. Allora scopriremmo che il cane ha soltanto imparato a riconoscere la faccia allegra o arrabbiata del padrone e associarla alle conseguenze: “faccia aggrottata…niente passeggiata oggi”. Le scimmie non scimmiottano, piuttosto siamo noi a far loro il verso. E se vedete un babbuino che “sbadiglia”… girategli al largo perché è un maschio alfa dominante e sta mostrando i denti agli altri maschi del gruppo come segnale di aggressività.  Tuttavia i frequenti piccoli equivoci in cui cadiamo sono indizi utili per scoprire i meccanismi che la nostra mente usa per dare un senso a ciò che ci circonda. Studiando gli animali, possiamo conoscere meglio loro e anche noi stessi. Gli autori ci ricordano infatti che noi umani non siamo più in alto delle altre specie in alcun albero evolutivo e, insieme agli altri organismi viventi, siamo tutti ugualmente evoluti: “Ci è chiaro che l’evoluzione non è una marcia verso la complessità, ma una passeggiata senza meta”. Piccoli equivoci tra noi animali fa parte della collana Chiavi di lettura (Zanichelli) a cura di Lisa Vozza Sono piccoli libri scritti da scienziati e divulgatori di valore. Affrontano temi di rilievo per la realtà contemporanea con un linguaggio chiaro, esatto, rapido.

Gli autori

Lisa Vozza biologa e divulgatrice scientifica, è Chief Scientific Officer presso l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Fra i suoi libri, in questa collana: Nella mente degli altri con Giacomo Rizzolatti (2007), I vaccini dell’era globale (2009; Premio letterario Galileo 2010), Come nascono le medicine, con Maurizio D’Incalci (2014). Per Zanichelli cura le Chiavi di lettura e ha inventato i Mestieri della scienza. In passato ha lavorato per le edizioni europee di Scientific American.

Giorgio Vallortigara neuroetologo, è professore all’Università di trento, dove dirige il Laboratorio di Cognizione animale e Neuroscienze nel Centro interdipartimentale Mente-Cervello (CIMeC). Ha scritto più di 200 articoli su riviste scientifiche internazionali e svolge un’intensa attività di divulgazione su varie testate giornalistiche. Fra i suoi libri più noti, Cervello di gallina (Bollati Boringhieri 2005, Premio Pace per la divulgazione scientifica 2006), Nati per credere (Codice edizioni 2008) con Vittorio Girotto e Telmo Pievani, La mente che scodinzola (Mondadori Università, 2011) e Cervelli che contano, insieme a Nicla Pancera (Adelphi 2014).

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