Palermo: la fine di Muammar Gheddafi alla prima nazionale di “L’ultima notte del Rais”.

La figura controversa del leader libico Gheddafi ricostruita, dagli ultimi attimi di vita, per comprendere la personalità  e anche la situazione attuale della Libia, debutta in scena con lo spettacolo “L’ultima notte del Rais” di Yasmina Kandra al Teatro Biondo di Palermo venerdì per la regia di Daniele Salvo.

Gli ultimi istanti del dittatore della Libia, Muammar Gheddafi chiamato “il colonnello”,  legato profondamente alla sua terra, la Libia con il suo deserto dove ha vissuto gran parte dell’infanzia, raccontati nello spettacolo “L’ultima notte del Rais” di Yasmina Khadra, al Teatro Biondo di Palermo venerdì alle 21.00. Una prima nazionale, quella dello spettacolo diretto dal regista Daniele Salvo, tratto dall’omonimo romanzo di Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, ex ufficiale dell’esercito algerino. A far parte del cast: Stefano Santospago (Muammar Gheddafi); Carlo Valli; Gianluigi Fogacci; Riccardo Zini; Roberto Burgio; Alessandro Romano e Marcello Montalto, con la scenografia curata da Michele Ciacciofera, costumi di Daniele Gelsi e musiche di Marco Podda. Un racconto, che mette in evidenza, anche attraverso scatti fotografici, le ultime ore drammatiche del leader libico dalla personalità complessa e imprevedibile.

Il lavoro di Daniele Salvo, viene presentato come una tragedia attuale, che aiuta anche a capire le ragioni del caos che imperversa in Libia. Particolare attenziine, viene data agli aspetti caratteriali di Gheddafi in parte sconosciuti: “I traumi infantili- dichiara Daniele Salvo a Palermo Today- la sensibilità; l’umanità; la fragilità; le paure e le ansie, per poi sorprenderci d’improvviso con le sue perversioni e ossessioni la sua sete di potere, il suo irrimediabile desiderio di autocelebrazione. Proprio nella fede incrollabile in se stesso e nella convinzione di essere l’eletto, il primo, protetto da Dio, Gheddafi, sino agli ultimi istanti, si sentì intoccabile e attese un miracolo. Credeva di essere lui il rivoluzionario, pensava che nessuno lo avrebbe mai tradito, nemmeno il suo popolo”. Cosi non è stato, come ci ricorda bene la storia: nella rivolta del 2011, il Rais ormai allo stremo rifugiatosi, con un gruppo di fedeli, in una scuola abbandonata a Sirte, tenta la fuga nel deserto, ma viene scoperto e costretto a meditare una vana fuga sotterranea.

Guardia Costiera: 1.262 migranti tratti in salvo nella giornata di oggi

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I migranti si trovavano a bordo di 7 gommoni, 1 barcone e 1 piccolo natante, nello specchio acqueo 45 miglia a nord dalle coste della Libia.

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Sono circa 1.262 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi, nel corso di 9 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. I migranti si trovavano a bordo di 7 gommoni, 1 barcone e 1 piccolo natante, nello specchio acqueo 45 miglia a nord dalle coste della Libia. Hanno preso parte ai soccorsi, le unità CP941-Nave Diciotti, CP904-Nave Fiorillo e CP905- Nave Peluso della Guardia Costiera, Nave Margottini della Marina Militare operante nel dispositivo Mare Sicuro, e l’unità militare irlandese Le Roisin attualmente stanziata nel Mar Mediterraneo. A termine delle operazioni di soccorso, tutti i migranti sono stati presi a bordo di Nave Peluso e Nave Fiorillo della Guardia Costiera, nonché dell’unità irlandese Le Roisin.

Guardia Costiera, 3000 i migranti tratti in salvo oggi

I migranti sono stati tratti in salvo nel corso di 23 distinte operazioni di soccorso 

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Roma, 24 Maggio – Sono circa 3.000 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi al largo delle coste libiche, nel corso di 23 distinte operazioni di soccorso da poco concluse, coordinate della Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In particolare sono intervenuti assetti navali della Guardia Costiera e del dispositivo EUNAVFORMED; una unità navale della ONG SOS Mediterranee, un mercantile e  due rimorchiatori in servizio di assistenza alle piattaforme libiche off shore Bouri Field. A seguito delle operazioni di soccorso sono stati effettuati trasbordi di migranti anche su unità navali operanti nel dispositivo Frontex. L’elevato numero di operazioni di soccorso condotte negli ultimi due giorni, con il salvataggio di oltre 5600 persone, ha comportato l’impiego di tutti gli assetti navali disponibili in area.

Guardia Costiera, 2000 migranti tratti in salvo al largo delle coste libiche

I migranti sono stati tratti in salvo nel corso di 15 distinte operazioni di soccorso

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Roma, 24 Maggio – Sono circa 2.000 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi al largo delle coste libiche, nel corso di 15 distinte operazioni di soccorso da poco ultimate (14 gommoni e 1 barcone) coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In particolare sono intervenute Nave Dattilo della Guardia costiera; nave Durand de la Penne e Nave Bettica della Marina Militare italiana; nave Bourbon Argos e nave Dignity 1 dell’ong Medici senza Frontiere e la Nave militare irlandese Le Roisin. Inoltre, Nave Peluso della Guardia costiera, ha collaborato con le autorità maltesi soccorrendo 229 migranti su un peschereccio e assistendo il mercantile Tana Sea nel salvataggio di altre 407 persone a bordo di una nave da diporto.

 

Libia: Stucchi (COPASIR), la verità’ in fase di accertamento, ridda voci non è contributo

Stucchi: “Ho l’impressione che dire che bisogna muoversi solo dopo l’autorizzazione delle autorità libiche sia un modo come un altro per dire che non ci si muoverà mai”

di Romolo Martelloni

libia_3ROMA, 5 marzo – “La verità è ancora in fase di accertamento. Non posso anticipare nulla anche per rispettare il lavoro che gli inviati del Ros stanno facendo sul campo per capire la dinamica degli eventi. Ho già detto che tutto sarà ricostruito ma mi lasci sottolineare come la ridda di voci che si è scatenata subito dopo la liberazione dei nostri connazionali non è un grande contributo all’accertamento della verità”. Così’ il presidente del COPASIR, Giacomo Stucchi in una intervista al giornale telematico specializzato Fly Orbit News. Riguardo ad un intervento armato Stucchi ha precisato: “Non a caso ho parlato di una missione militare di robusto ‘Peace-enforcement‘, ovvero un’attività posta in essere dalle forze internazionali per determinare una cessazione delle ostilità tra le milizie in conflitto. Noi possiamo addestrare le forze locali, proteggere gli stabilimenti che ci interessano, possiamo andare a fare ogni cosa, ma senza una pacificazione tra le forze che si combattono tra loro sarà molto difficile far uscire la Libia dall’attuale caos”. Ho l’impressione che dire che bisogna muoversi solo dopo l’autorizzazione delle autorità libiche sia un modo come un altro per dire che non ci si muoverà mai”, anzi sottolinea il senatore Stucchi “Dire che un nostro coinvolgimento in Libia non comporti dei rischi sarebbe come nascondersi dietro a un dito, ma non è nemmeno automatico il fatto che gli stessi pericoli possano essere scongiurati solo perché’ ci limitiamo a non intervenire”, ha concluso.

Sen. Battista: «In Libia non dobbiamo ripetere gli errori del passato»

Intervista al senatore Lorenzo Battista, il più giovane parlamentare di Palazzo Madama

di Romolo Martelloni

Palmaria_bengasi_1903_0612_b1Roma, 29 febbraio – Dall’entrata imminente del Montenegro nella NATO e la conseguente perdita dell’ultima spiaggia russa verso il Mediterraneo (ad eccezione di Tartus in Siria), alla situazione esplosiva in Libia fino alla decisione del governo italiano di concedere la base di Sigonella per il lancio di droni statunitensi. Ne abbiamo parlato con il senatore Lorenzo Battista, il più giovane parlamentare di Palazzo Madama, segretario della Commissione Difesa e componente della Delegazione parlamentare italiana presso la NATO.

Il Sen. Battista

Il Sen. Battista

Sen. Battista iniziamo proprio dal Montenegro. Specie in tempo di sanzioni il Cremlino «non lascerà senza risposta» l’invito della NATO a Podgorica, lo schiaffo di una nuova espansione a Est dell’Alleanza cui è da sempre contraria.  Ma «è presto per parlare di misure specifiche, ora ci sono altre priorità» dice il portavoce di Putin. Alcuni in casa invocano già una vendetta «alla turca», ma non così semplice. Lei che idea si e’ fatto?

La Russia continua a percepire la NATO come una minaccia offensiva quando è un’alleanza difensiva come giustamente sottolineato dal Segretario Kerry. A conclusione del negoziato e della ratifica in tutti i parlamenti nazionali dell’Alleanza, sarà fisiologico per il Montenegro avere supporto militare dai paesi membri dell’alleanza. Ricordo la vocazione europea a Podgorica, dove è stato adottato unilateralmente l’euro pur non facendone parte. Sicuramente l’apporto del Montenegro alla NATO è più geopolitico/strategico che militare, manterrà infatti una continuità territoriale su tutto l’Adriatico per l’Alleanza atlantica. Credo che Putin sia molto più abile nella propaganda e nella guerra ibrida che nelle vendette “alla turca”. Tobruk, legittimato, Tripoli non riconosciuto. Ci sono due governi in Libia e tante fazioni in lotta ad appena poche miglia marine da Lampedusa con l’aggravante di una massiccia presenza dell’ ISIS. Cosa e come puo’ cambiare la situazione geopolitica in Libia e quale deve essere in questo caso il ruolo dell’Italia? Al momento l’unico vincitore in Libia è l’ISIS. Spetta ai libici dimostrare di poter formare un governo e se ciò non sarà possibile, la stessa ONU potrebbe autorizzare un intervento qualora la situazione degenerasse. Lo strumento militare interviene quando la politica e le diplomazie falliscono. La fase due della missione EUNAVFOR Med sta dando buoni risultati: con i sequestri delle imbarcazioni di legno, negli ultimi mesi sono stati intercettati solo un paio di barconi, però i gommoni continuano a essere importati in Libia e dovremmo portare all’attenzione dell’ONU una moratoria per bloccare questo commercio che non fa altro che alimentare le finanze dei trafficanti di esseri umani e conseguentemente alimentare le potenzialità economiche di terroristi. Un gommone può portare un profitto ai trafficanti di 67mila euro, un barcone anche 380mila euro. Al nostro giornale il vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali il gen. Vincenzo Camporini ha detto che la richiesta americana all’Italia per la concessione di Sigonella e’ stata fatta un anno fa. Tuttavia alcuni esponenti del governo e della maggioranza del Parlamento sono stati colti di sorpresa appena e’ stato annunciato il via libera del governo italiano per far partire i droni statunitensi da Sigonella. Lei pensa che la cosa sia circoscritta solo a queste missioni o a breve anche l’Italia farà’ partire i suoi droni e magari qualche bombardiere nelle zone tenute dal Daesh in Cirenaica e Tripolitania? Anche il nostro paese deve fare la propria parte. Nessuno vuole una crisi in Libia e un fenomeno migratorio incontrollato; però nessun italiano vuole intervenire e magari vogliamo che gli altri paesi lo facciano al posto nostro!? Penso che ci siano molti italiani e più di qualche parlamentare che si sia sempre fermato alla prima parte dell’articolo 11 della nostra Costituzione. Qualsiasi azione deve essere portata avanti come Unione Europea o come NATO sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il grave errore dell’intervento contro Gheddafi fu non prevedere un’azione a terra. Incoscienza volle che si è pensato di risolvere solo con gli interventi aerei. Auspico che non ripeteremo gli errori del passato.

Guardia Costiera, 1271 migranti tratti in salvo a largo delle coste libiche

I migranti erano a bordo di 8 gommoni e di un barcone

download (1)Roma, 26/01/2016 Sono 1271 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi a largo delle coste libiche, al termine di 9 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di 8 gommoni e di un barcone. In particolare, Nave Dattilo CP940 della Guardia Costiera è intervenuta su 3 gommoni e su un barcone, portando in salvo complessivamente 774 migranti; la motovedetta CP308 della Guardia Costiera ha salvato 14 persone a bordo di un piccolo gommone. Hanno operato inoltre due unità navali della Marina Militare: Nave Aliseo, che ha salvato 112 persone, e Nave Bettica, che – in due interventi – ne ha tratte in salvo 258. Infine la nave militare slovena Triglav, inserita nel dispositivo Eunavfor Med, ha prestato soccorso a un gommone, salvando 113 persone.

 

Guardia Costiera, soccorso un gommone con a bordo 124 migranti

Tra le persone salvate, tutte di nazionalità subsahariana, ci sono anche 6 donne e un minore

NAVE-DATTILO-IN-PORTO1-300x168Roma, 25 gennaio – Nave Dattilo della Guardia Costiera ha portato a termine, nella giornata di oggi, il soccorso a un gommone con a bordo 124 migranti, in difficoltà al largo delle coste libiche. Tra le persone salvate, tutte di nazionalità subsahariana, ci sono anche 6 donne e un minore. Al momento Nave Dattilo sta navigando verso il porto di Lampedusa, con arrivo previsto nella tarda serata di oggi. Complessivamente, da venerdì fino ad oggi, la Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha coordinato 10 operazioni di soccorso a migranti: 1211 le vite umane salvate dal mare.

Guardia costiera: salvati 968 migranti in 8 operazioni di soccorso

I migranti viaggiavano su 8 gommoni al largo della Libia 

guardia-costiera-salvati-968-migranti-in-8-operazioni-di-soccorso_5261Roma, 22 gennaio – Sono in totale 968 i migranti salvati nel Canale di Sicilia in 8 distinte operazioni di soccorso coordinate, nella giornata di oggi, dalla Centrale Operativa della Guardia costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I migranti viaggiavano su 8 gommoni in difficoltà al largo della Libia quando alle prime luci dell’alba hanno chiesto aiuto tramite telefono satellitare. A giungere per prima sul posto la Nave Dattilo della Guardia costiera che ha soccorso complessivamente 494 migranti da 4 differenti unità. Nave Fiorillo della Guardia Costiera ha poi tratto in salvo altre 98 persone da un gommone con a bordo anche un cadavere. Alle operazioni hanno preso parte inoltre la nave Siem Pilot, inserita nel dispositivo Triton, che ha soccorso 131 migranti su un gommone e la nave Berlin, inserita nel dispositivo Eunavfor Med, che ha soccorso 2 gommoni per un totale di 245 migranti.  Si fa riserva di inviare eventuali filmati delle operazioni di soccorso.

Guardia Costiera salva 1123 migranti a largo delle coste libiche

I migranti sono stati tratti in salvo in 9 distinte operazioni di soccorso 
https://www.youtube.com/watch?v=DnBwUmi39-o&feature=youtu.be
Roma, 05/12/2015​​ – Sono 1123 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi a largo delle coste libiche, al termine di 9 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di 7 gommoni, un barcone e un barchino. In particolare, su 2 gommoni è intervenuta Nave Corsi CP906 della Guardia Costiera, portando in salvo complessivamente 277 migranti; Nave Diciotti CP941 della Guardia Costiera ha salvato 112 persone a bordo di un gommone. Hanno operato inoltre due unità navali della Marina Militare: Nave Aviere ha tratto in salvo 384 persone in tre operazioni di soccorso, mentre 133 migranti a bordo di un gommone sono stati salvati da Nave Driade. Infine la nave militare tedesca Berlin, inserita nel dispositivo Eunavfor Med, ha prestato soccorso a due gommoni, salvando 217 persone. Complessivamente, negli ultimi tre giorni, la Centrale Operativa ha coordinato 31 operazioni di soccorso: 4649 le vite umane salvate dal mare.

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