UNICEF: missione del Goodwill Ambassador Ricky Martin in Libano per incontrare i bambini rifugiati siriani

Circa 1,1 milioni di siriani hanno cercato rifugio in Libano dall’inizio della crisi nel 2011, più della metà di loro sono bambini

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3 giugno 2016 –Il cantante di fama mondiale e Goodwill Ambassador dell’UNICEF Ricky Martin ha effettuato una missione in Libano dove ha incontrato i bambini rifugiati fuggiti dal conflitto in Siria. Circa 1,1 milioni di siriani hanno cercato rifugio in Libano dall’inizio della crisi nel 2011, più della metà di loro sono bambini. I bambini rifugiati sono particolarmente a rischio di sfruttamento e abuso, con un gran numero di loro che, invece di frequentare la scuola, è costretto a lavorare. “Siamo nel sesto anno di una crisi che ha colpito la vita di milioni di bambini e delle loro famiglie. Si stima che 2,8 milioni di bambini nella regione non frequentino la scuola. Ho incontrato bambini che sono stati costretti a diventare capofamiglia per le loro famiglie, a lavorare fino a 12 ore al giorno”, ha detto Ricky Martin. “Il mondo deve fare di più per assicurarsi che questi bambini siano protetti dallo sfruttamento e che abbiano accesso ad ambienti protetti dove possono studiare e potersi realizzare”. Ricky Martin è rimasto molto colpito dalla storia di Batoul, una bambina di 11 anni di Homs, che deve lavorare in cambio di acqua e riparo. “Non vengo pagata con i soldi. Lavoro lunghe ore raccogliendo fave, ciliegie, patate”. Il deterioramento della situazione economica per i rifugiati siriani ha notevolmente aggravato il problema del lavoro minorile in Libano. Aggiungendo al disagio psicologico, che già colpisce molti dei bambini che hanno abbandonato la casa a causa del conflitto e della violenza, il travaglio collegato ad alcune delle peggiori forme di lavoro minorile come quello nei cantieri edili, che possono causare danni a lungo termine nello sviluppo e psicologico, nonché danni fisici. L’UNICEF, insieme ai suoi partner, cerca di affrontare le cause dirette del lavoro minorile lottando contro la povertà, fornendo istruzione gratuita e opportunità economiche per genitori e giovani in età da lavoro, e individuando i bambini coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile, dando loro accesso ad altre opportunità come l’apprendimento. Durante i due giorni di missione, Martin è stato testimone di come l’UNICEF sta lavorando per fornire ambienti protettivi per i bambini e gli adolescenti, dove possono giocare e ricevere il sostegno di cui hanno bisogno per tornare a frequentare la scuola. Nella valle della Bekaa del Libano e ad Akkar, Martin ha partecipato ad attività ricreative per i bambini in gli spazi sicuri negli insediamenti informali. Inoltre, ha incontrato ragazze e ragazzi, a cui l’UNICEF sta dando formazione professionale e sostegno per l’apprendimento. L’UNICEF sta lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni del Governo, così come i partner locali e internazionali, per soddisfare le esigenze di oltre 800.000 bambini vulnerabili che hanno cercato rifugio nel paese con particolare attenzione per la salute e la nutrizione, l’istruzione, la protezione dei bambini; l’acqua e servizi igienici. “Sono ispirato dal coraggio di questi bambini. Si stanno guadagnando le conoscenze e le competenze necessarie per contribuire alle loro famiglie, alle comunità e alle società quando raggiungeranno l’età adulta. Investire nel loro presente è un investimento per il futuro della regione”, ha detto Martin. Nel suo ruolo di Goodwill Ambassador dell’UNICEF dal 2003, Martin è stato un appassionato difensore dei diritti dei bambini, concentrando il suo impegno sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento, l’abuso e il traffico. Inoltre, l’UNICEF e la Ricky Martin Foundation hanno collaborato su dramma del traffico dei minori e del lavoro minorile.

Renzi: Iacomini (portavoce Unicef Italia): ” la visita del Presidente del Consiglio presso la scuola Unicef motivo di orgoglio. Europa non abbia paura”.

Andrea Iacomini: “Mi auguro” conclude “che la visita rappresenti un forte e chiaro messaggio di pace e speranza per un popolo stremato da una guerra che dura da troppo tempo.”

unicef3Roma, 21 dicembre 2015 “La visita del Presidente Matteo Renzi in Libano presso una scuola dell’UNICEF rappresenta un motivo di grande orgoglio per la nostra organizzazione” Lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell’UNICEF Italia “Il Libano vive una situazione particolarmente delicata dove oltre un milione di profughi siriani, la metà bambini, hanno trovato rifugio per sfuggire ad una guerra terribile, nelle sue prime fasi ignorata e complessa. Come UNICEF a nord e a sud del Paese siamo impegnati nel cercare di portare tanti bambini a scuola che purtroppo vivono in condizioni di grave disagio. Non esistono infatti campi di accoglienza ufficiali per cui queste umanità disperate vivono in accampamenti e tende di fortuna costruiti spesso con cartacce, pezzi di pubblicità in disuso, tra la melma, fango ed escrementi in condizioni igieniche e di povertà impressionanti che a breve si andranno ad aggravare con l’arrivo dell’inverno. Lo scorso anno tanti bambini hanno perso la vita anche neonati a causa delle pessime condizioni climatiche, speriamo, come per i bimbi che annegano in mare ogni giorno per fuggire dalle guerre, di non assistere all’ennesimo bollettino di morte” prosegue “Stiamo fornendo a queste famiglie tutto il sostegno possibile grazie ai nostri operatori sul campo e alle ong partner ma bisogna fare molto di più e la scuola che Renzi visiterà rappresenta per queste generazioni perdute l’unica salvezza, il luogo dove UNICEF aiuta questi bambini a non perdere di vista i propri diritti puntando sulla propria istruzione. “Mi auguro” conclude “che la visita rappresenti un forte e chiaro messaggio di pace e speranza per un popolo stremato da una guerra che dura da troppo tempo e contemporaneamente risvegli le nostre coscienze di fronte a popolazioni che non hanno chiesto di vivere in queste condizioni. E’ il momento di superare la demogogia e guardare in faccia la realtà: il Libano ospita un numero di profughi incredibilmente superiore a quelli che arrivano in Europa e in Italia, in una porzione di territorio grande come una nostra regione. I profughi rappresentano un terzo della popolazione, come se in Italia arrivassero improvvisamente 19 milioni di persone. tanti troppi sono i bambini. Non dobbiamo avere paura di aiutarli, a casa loro e a casa nostra, contro tutti i muri”.

UNICEF Italia lancia petizione “Indignamoci!” per i diritti dei bambini in pericolo

Da gennaio 215.000 minorenni – 700 al giorno- hanno cercato asilo nell’UE tra gennaio e settembre 2015.700 bambini sono morti nel 2015 attraversando il Mediterraneo

310x0_1443797875190_GettyImages_49097661816 novembre 2015- “Dall’inizio del 2014 circa 30 milioni di bambini hanno lasciato le proprie case a causa di guerre, violenza e persecuzioni. Più di 2 milioni di bambini rifugiati hanno trovato riparo in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia. In Iraq, 1,3 milioni di bambini sono sfollati. Nello Yemen, 2,3 milioni di bambini sono sfollati e 573 sono stati uccisi negli ultimi 6 mesi. In Sud Sudan più di 1 milione di bambini sono sfollati a causa del conflitto. In Nigeria, Camerun, Niger e Chad, 1,4 milioni di bambini sono stati costretti a lasciare il loro paese a causa del gruppo armato di Boko Haram. La crisi dei rifugiati e migranti in Europa è una crisi che colpisce drammaticamente i bambini: da gennaio 215.000 minorenni – 700 al giorno-  hanno cercato asilo nell’UE tra gennaio e settembre 2015.700 bambini sono morti nel 2015 attraversando il Mediterraneo. Questi bambini, come i nostri figli, hanno diritto a crescere sani, a giocare, ad andare a scuola, ad avere un futuro”- ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera –“Per difendere i loro diritti, l’UNICEF Italia lancia la petizione “Indigniamoci!”, che è possibile firmare su www.unicef.it/indigniamoci”. La petizione viene lanciata in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il prossimo 20 novembre e rilancia la campagna “Bambini in pericolo” che proseguirà fino a Natale. L’obiettivo dell’UNICEF Italia è richiamare l’attenzione sul dramma dei bambini e adolescenti esposti a ogni pericolo ogni giorno, minacciati da guerre e malattie, malnutriti e derubati dell’infanzia. E tutti  i bambini migranti, profughi e rifugiati sono prima di tutto bambini in pericolo.

 

Le richieste della petizione- L’UNICEF chiede al Governo italiano di garantire per questi bambini e adolescenti migranti e rifugiati:

– il rispetto del superiore interesse e dell’ascolto dei bambini e degli adolescenti quando vengono prese delle decisioni che li riguardano.

– Strutture di accoglienza a misura di bambino e bambina e accesso ai servizi, alle cure mediche e all’istruzione, senza alcuna discriminazione.

– Protezione da violenze, abusi e sfruttamento.

– Certezza che nessun bambino e adolescente sia detenuto a causa del suo status legale o di quello dei sui genitori.

– L’unità familiare.

– Viaggi sicuri e visti umanitari per i bambini e le proprie famiglie.

– L’Intensificazione delle operazioni di ricerca e salvataggio.

– Maggiori fondi per i bambini migranti e rifugiati in Europa.

– Un impegno per affrontare le cause alla radice dell’enorme movimento di bambini migranti e rifugiati, intervenendo nei paesi d’origine.

A Natale la petizione sarà presentata con le firme raccolte al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, “perché il giorno di Natale possa essere per questi bambini l’inizio di un futuro libero dalla paura, dalla fame, dal freddo e dalle malattie”, ha concluso il Presidente Guerrera.

 

UN BUON GIORNO PER INDIGNARSI, UN BUON GIORNO PER FIRMARE:

FIRMA LA PETIZIONE SU WWW.UNICEF.IT/INDIGNAMOCI

Accordo UNICEF-UE: migliore accesso all’istruzione per più di 2 milioni di bambini coinvolti nel conflitto siriano

Una scuola su quattro in Siria non può essere utilizzata

UNI1974252 ottobre 2015 –Dentro e fuori la Siria, ci sono 2,7 milioni di bambini che non vanno a scuola; una scuola su quattro in Siria non può essere utilizzata; 52.500 insegnanti hanno lasciato i loro posti; la perdita di infrastrutture scolastiche è stimata in un valore di quasi  700 milioni di dollari: la portata della crisi dell’istruzione è sconcertante. Grazie ad un accordo siglato tra l’Unione europea (UE) e l’UNICEF più di 2 milioni di bambini – le cui vite sono state distrutte dal conflitto in Siria – avranno un migliore accesso all’istruzione in ambienti sicuri. La donazione del valore di  62 milioni di euro amplierà la risposta congiunta UNICEF-UE nel dare accesso all’istruzione a ragazzi e ragazze in ambienti protetti in Siria, Libano e Turchia. Nei paesi vicini la metà dei bambini in età scolare non va a scuola, in particolare in Turchia e in Libano e le scuole sono sovraffollate e con risorse insufficienti. “I bisogni sono enormi. L’UE è stata in prima linea nella risposta internazionale alla crisi siriana, in particolare nel settore dell’istruzione, in collaborazione con l’UNICEF e i governi ospitanti nella regione “, ha detto Johannes Hahn, Commissario europeo  per la politica di vicinato e i negoziati per l’allargamento. L’UNICEF e l’Unione europea hanno lanciato l’allarme che, con 7,6 milioni di bambini siriani che hanno bisogno di assistenza umanitaria, il paese rischia di perdere un’intera generazione di bambini. L’impegno per gli investimenti nell’istruzione aiuterà i bambini ad uscire dalla disperazione e dalla vulnerabilità. Iniziative come “No Lost Generation” (di cui l’UE è stata uno dei principali partner), aumentano le opportunità di apprendimento – compreso quello virtuale e l’auto-apprendimento – per milioni di bambini estremamente vulnerabili. “Questo finanziamento aiuterà i bambini siriani a vivere una vita più normale e a dare loro prospettive per un futuro migliore. Tuttavia, nonostante questi sforzi, troppi bambini rimangono fuori dalla scuola nella regione. Tutti i partner devono unire le forze per alleviare gli ostacoli che privano questi studenti del  loro diritto all’istruzione. L’UE rimane pienamente impegnata a contribuire a questo sforzo, in particolare attraverso la sua forte collaborazione con l’UNICEF “, ha detto Hahn. “La nostra partnership con l’Unione europea aiuterà su larga scala i bambini della Siria. E’ assolutamente fondamentale che questi bambini siano in grado di proseguire la loro istruzione. Non sono soltanto le loro vite che sono in gioco, ma il futuro del loro paese e della regione”, ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vicedirettore generale dell’UNICEF.

Sostieni la campagna UNICEF “Non è un viaggio. E’ una fuga. AIUTA I BAMBINI IN PERICOLO” con donazioni su www.unicef.it/bambininpericolo

 

E’ possibile donare  anche tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

Medio Oriente, da Unicef aiuti per 900 mila bambini in Siria, Iraq, Libano, Giordania e Turchia

Sono almeno 7 milioni i bambini sfollati interni e rifugiati con un disperato bisogno di aiuto costretti a vivere in rifugi non adeguati e che sono esposti a temperature al di sotto dello zero, forti  nevicate e venti gelidi.

 

siriaRoma, 14 gennaio  – Per far fronte ad un inverno molto rigido, l’UNICEF ha distribuito vestiti invernali, coperte, aiuti economici e voucher a più di 900.000 bambini in Siria, Iraq, Libano, Giordania e Turchia. Con l’avvicinarsi del quarto anno di conflitto in Siria, l’UNICEF stima che siano almeno 7 milioni i bambini sfollati interni e rifugiati con un disperato bisogno di aiuto. Molti continuano a vivere in edifici non terminati e rifugi non adeguati e sono esposti a temperature al di sotto dello zero, forti  nevicate e venti gelidi. “Nonostante il limitato accesso e le difficili condizioni del tempo, abbiamo accelerato la nostra risposta per far fronte all’inverno per raggiungere quanti più bambini possibili“, ha dichiarato Maria Calivis, Direttore Regionale UNICEF per il Nord Africa e Il Medio Oriente. “Il supporto dei nostri partner – a livello locale e governativo – è stato fondamentale per riuscire a portare gli aiuti in condizioni così difficili”.

–          In Siria: gli aiuti dell’UNICEF per l’inverno sono stati distribuiti a 350.000 bambini; la consegna  continua in tutto il paese.

–          In Libano: 200.000 bambini nella maggior parte delle aree più colpite del paese, comprese zone situate ad alte quote come Aarsal, hanno usufruito degli aiuti e dei voucher distribuiti dall’UNICEF. Le squadre dell’UNICEF stanno lavorando per raggiungere nelle prossime settimane 478.000 bambini.

–          In Giordania: 100.000 bambini rifugiati siriani e le loro famiglie presenti nei campi e nelle comunità hanno usufruito dei kit per l’inverno e dell’assistenza economica dell’UNICEF.

–          In Turchia: 62.000 bambini sono stati aiutati ad affrontare l’inverno, compresi 22.000 bambini provenienti da Kobane, di età compresa tra i 3 e gli 11 anni, oggi a Suruc.

–          In Iraq: sono stati distribuiti kit di vestiti invernali per oltre 200.000 bambini in oltre 100 tra le aree più difficili da raggiungere e ad elevate altitudini.

“Questi sono risultati, anche importanti, ma non sufficienti rispetto al numero di bambini e di famiglie le cui vite sono state devastate dal protrarsi quotidiano di questo terribile conflitto”, ha aggiunto Calivis. “Chiediamo ai nostri donatori e sostenitori in tutto il mondo di continuare a supportarci perché questo lavoro possa andare avanti”. “Come UNICEF Italia, il nostro impegno per i bambini siriani ed iracheni non si è mai fermato. Dobbiamo garantire a questi bambini la possibilità di vivere il loro futuro e di superare le difficoltà del presente: non possiamo abbandonarli. Il nostro appello è rivolto a tutti agli italiani per chiedere di continuare a sostenere l’UNICEF” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia.

 

Unicef/ Libano: 11,5 milioni di dollari in forniture invernali per aiutare i bambini colpiti dalla tempesta

In arrivo la tempesta invernale Zina in Libano. L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno distribuendo abiti invernali per i bambini, coperte, teli e biscotti ad alto valore energetico, raggiungendo 75.000 bambini

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Roma , 9 gennaio  – I bambini della Siria sfollati in Libano che vivono in tende ad elevate altitudini devono affrontare  la tempesta invernale Zina che ha portato venti gelidi, forti piogge e neve. L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno distribuendo abiti invernali per i bambini, coperte, teli e biscotti ad alto valore energetico, raggiungendo 75.000 bambini siriani, libanesi e palestinesi rifugiati in una delle aree fino ad ora tre le più colpite. Le squadre mobili sanitarie di emergenza, insieme alle Mobile Medical Units hanno curato oltre 1.600 pazienti presso insediamenti informali. “Le nostre squadre e i partner locali stanno lavorando ora dopo ora per aiutare i bambini e le famiglie più vulnerabili ad affrontare la tempesta,” ha dichiarato Annamaria Laurini, Responsabile UNICEF in Libano. “Ogni singolo sforzo deve essere fatto subito per scongiurare tragedie non necessarie che potrebbero essere evitate”. Nelle ultime 72 ore l’UNICEF con il Ministero della Salute Pubblica e le organizzazioni e associazioni locali ha sostenuto le Mobile Medical Units che stanno raggiungendo ogni insediamento informale, dove l’accesso è possibile. Almeno 1.600 pazienti sono stati visitati, tenda per tenda, e molti bambini, colpiti da malattie causate dalle temperature fredde – come influenza, febbre e malattie cutanee – sono stati curati. Quest’inverno l’UNICEF impiegherà 11,5 milioni di dollari nell’assistenza per 456.500 bambini siriani, libanesi e palestinesi rifugiati: 160.000 bambini riceveranno kit con abiti invernali; 135.000 bambini riceveranno voucher per acquistare vestiti invernali; 583 scuole riceveranno carburante per i riscaldamenti a beneficio di 155.000 bambini; 6.500 bambini beneficeranno di misure per limitare i danni causati dalle inondazioni negli insediamenti informali. A causa della tempesta di questa settimana, le strade principali e le autostrade sono state bloccate dalla neve, ostacolando i camion pronti con gli aiuti e le unità mediche mobili nel raggiungimento delle aree colpite. La distribuzione è ricominciata e saranno consegnati aiuti per i freddo durante il weekend e la settimana prossima, mentre le squadre mediche mobili hanno ripreso le loro attività. L’UNICEF Libano si sta preparando all’inverno da Ottobre e ha preposizionato 28.000 kit per l’inverno nella Valle della Bekaa, ad Aarsal e ad Akkar. Ad oltre 20.000 persone saranno distribuiti kit per il drenaggio per limitare i danni causati dalle inondazioni negli insediamenti informali, insieme a teli di plastica in risposta all’emergenza. ll numero di bambini vulnerabili sta crescendo giorno dopo giorno. Sempre più sfollati siriani non hanno risparmi e stanno ricorrendo a misure disperate –  spingendosi verso gli insediamenti  informali come ultima possibilità. Dalla metà di dicembre l’UNICEF Libano e i suoi partner hanno distribuito circa 70.000 kit invernali che comprendono abiti per tenere al caldo 22.000 bambini ad Aarsal, 42.000 nella Valle della Bekaa, così come quelli che si trovano nel Nord e nel Sud del paese. Inoltre sono stati distribuiti anche 8.000 teloni e 400 kit per il drenaggio per circa 20.000 persone. Oggi e domani  saranno distribuiti ulteriori kit per l’inverno, coperte, teloni, scatole di biscotti al alto valore energetico,  taniche, kit igienici e per il drenaggio e abiti femminili.

Siria: 2milioni di profughi

sirianiIl bilancio dell’Onu, in un anno i rifugiati sono aumentati di 1,8milioni accrescendo la pressione sui paesi ospitanti, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.
di Clara Ballari
Roma, 3 settembre – Oltre due milioni di rifugiati sono scappati dalla guerra civile siriana. Lo ha annunciato con un comunicato l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr) che ricorda come al 3 settembre 2012 i profughi siriani erano 230.671.
In un anno il numero dei rifugiati siriani nei paesi confinanti con la Siria è aumentato di 1,8milioni. In media quasi 5.000 persone al giorno.
I ministri di Iraq, Turchia, Giordania e Libano, i quattro paesi che principalmente ospitano i profughi siriani, domani a Ginevra dovrebbero incontrare funzionari dell’agenzia per stabilire come potenziare gli aiuti umanitari. Continue Reading

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