Etnabook, primo Festival Internazionale del Libro e della Cultura nato a Catania

Tre giorni, 19, 20 e 21 settembre, per l’Etnabook, il primo Festival Internazionale del Libro e della Cultura nato a Catania e creato dall’associazione No_Name. Presentazioni di libri, mostre, proiezioni, un laboratorio di scrittura, un contest “Un libro in una pagina” ed il concorso “Cultura sotto il vulcano” saranno a tema antifascista.

Un inno alla libertà di espressione, alla possibilità di poter fare della cultura uno strumento con il quale creare e risvegliare la capacità di giudizio. Il modo migliore per fare tutto ciò, è con l’emblema della divulgazione per eccellenza: il libro. Lo sanno bene i membri dell’associazione culturale No_ Name (nata per la promozione di progetti nel campo del cinema e delle arti) che, con un gioco di squadra, hanno dato vita alla prima edizione dell’Etnabook- Festival Internazionale del Libro e della Cultura, il 19, 20 e 21 settembre a Catania. Organizzato in collaborazione con il Comune di Catania,  l’evento culturale ricco di: incontri; presentazioni di libri; mostre; proiezioni; anteprime; un laboratorio di scrittura e il contest “Un libro in una pagina”, vedrà come tematica l’antifascismo nella sua accezione contemporanea, invitando autori, librai, studenti ed appassionati a partecipare e ad intervenire per difendere i preziosi valori legati alla democrazia e libertà. A completare l’evento il concorso letterario “Cultura sotto il vulcano”, la cui opera migliore appartenente alle categorie: poesia, saggio e racconto breve, verrà selezionata e poi inserita all’interno del palinsesto di pubblicazione della casa editrice Bonfirraro Editore. La giuria della sezione Poesia sarà formata da esperti del mondo dell’editoria e della cultura locale: la giornalista Agnese Maugeri; l’autore e giornalista Dario Miele e l’editore Marco Tomaselli.

La giuria tecnica del concorso con presidente lo scrittore e psicopedagogista Salvatore Massimo Fazio, vedrà tra i membri: l’autore e produttore di testi musicali Sal Costa; il docente dell’Università degli Studi di Catania Nunzio Famoso; la giornalista Mariateresa Papale; le autrici e giornaliste Milena Privitera e Samantha Viva e la scrittrice e sceneggiatrice cinematografica Debora Scalzo. La premiazione di tutti i concorsi del Festival è prevista nel cortile della Cgil Catania nella serata di gala di chiusura. Grande soddisfazione da parte di Cirino Cristaldi, a capo del direttivo del quale fanno parte anche Giampiero Gobbi e Sara Adorno “È  un’idea-dice Cristaldi- partorita qualche anno fa e alla fine dello scorso anno abbiamo deciso di metterla in piedi con tanta voglia di fare e passione. Siamo partiti pian piano e con molta cautela, eppure nel giro di pochi mesi abbiamo subito riscosso successo tra gli addetti ai lavori ed il pubblico”.   

Bruno Berni e la letteratura Scandinava

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Intervista a Bruno Berni

Di Francesca Rossetti

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Bruno Berni è un grande esperto di letteratura scandinava a livello internazionale ed ecco cosa ci racconta del suo affascinante mondo.

Chi è Bruno Berni e come nasce il Suo interesse per gli autori scandinavi?

Ho studiato letteratura tedesca e letterature nordiche all’Università di Roma terminando il percorso all’inizio degli anni Ottanta. Alla Scandinavia mi sono avvicinato presto per affinità con la lingua tedesca e già nel corso degli anni di università l’interesse è diventato prevalente, soprattutto per l’assoluta novità di quelle culture per un italiano: erano un mondo tutto da scoprire. Diversi soggiorni in Germania, poi in Danimarca, prima e dopo la laurea, hanno fatto il resto, poi la traduzione – quest’anno sono trent’anni che traduco letteratura danese –, la ricerca, e alla fine ci si trova in un meccanismo in cui le cose da fare aumentano e quelle fatte sembrano sempre poche. Mediare una cultura in un’altra, soprattutto nel caso della cultura nordica – prevalentemente danese nel mio caso – in Italia, dove fino a pochi decenni fa se ne sapeva davvero poco, non è una cosa che si fa in un anno né in dieci. Nemmeno in trenta.”

In quali Paesi sono nati e quali sono i generi letterari che li caratterizzano?

Non c’è un genere letterario che caratterizza la cultura dei paesi nordici, anche se a volte può sembrare così, per esempio in questo momento di grande produzione di gialli. Ma si tratta di mode destinate a passare, derivano dalle tendenze del momento in Scandinavia: come una volta ‘tirava’ il realismo sociale, che in Italia non piaceva, così ora funziona il giallo, che in Italia piace. La Svezia e la Norvegia hanno prodotto a fine Ottocento grande teatro, con Ibsen e Strindberg, la Danimarca no, ma nella prima metà dell’Ottocento ha avuto un grande filosofo, Kierkegaard, e un grande narratore, Andersen, e Norvegia e Svezia non possono dire altrettanto. Ma per il resto non si può dire che ci siano caratteristiche diverse nei vari paesi nordici. Però ci sono tendenze ricorrenti, per esempio in Scandinavia si scrive molta poesia, e sto cercando di portarne un po’, come traduttore.”

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Spesso questi Paesi sono collegati alle fiabe: quali sono i più importanti favolisti e cosa comunicano con le loro fiabe?

La fiaba, la cultura tradizionale, che comprende anche il canto popolare, con i suoi temi ha sempre avuto una grande influenza sulla cultura letteraria nordica: personaggi, situazioni, ricorrono spesso nella letteratura, anche al di fuori dell’ambito fantastico. Sono elementi nazionali riconoscibili e come tali tornano nella vita di un paese, sicuramente più di quanto accada in Italia. Le fiabe, e anche i canti popolari, nel corso dell’Ottocento sono stati raccolti come patrimonio nazionale e hanno avuto un pubblico molto ampio. Poi ci sono stati gli autori come Andersen, che oltre a essere molto noto a livello popolare ha anche influenzato la lingua letteraria danese.”

Come si collegano fiabe e vita quotidiana e quali simbologie presentano dietro alla narrazione apparentemente fantastica?

Molti aspetti della letteratura ‘popolare’ creano simbologie di uso comune nella lingua di tutti i giorni, ma gli elementi simbolici delle fiabe derivano essi stessi dalla vita quotidiana, sono stilizzazioni delle esperienze umane, delle esperienze che l’uomo ha sempre dovuto affrontare, l’iniziazione, le prove. Tutto questo entra in modo stilizzato dalla vita alla fiaba, poi dalla fiaba torna con valore simbolico alla vita.”

In tempi più moderni abbiamo conosciuto personaggi come Nils Holgersson e Pippi Calzelunghe: quali differenze presentano con le fiabe antiche?

Nils Holgersson è immerso in un universo fantastico, la sua storia è una storia che ha aspetti fantastici, ma la sua composizione ha scopi educativi. La Lagerlöf utilizzò elementi fantastici per scrivere un libro di geografia della Svezia, che è anche una specie di fiaba, che è anche un romanzo di formazione e ha una precisa morale. Gli elementi fantastici della tradizione, come dicevo, entrano nella letteratura moderna e fanno da contorno ad altro. Pippi è una cosa diversa: l’elemento fantastico è molto limitato – sebbene sia presente –, mentre è prevalente l’elemento educativo anche se pare il contrario, vista la libertà della bambina. Ma fu proprio il dibattito sulle nuove idee in Svezia per l’educazione dei bambini – più autonomia, più libertà – a generare Pippi, che a sua volta fece da volano per diffondere quelle idee. Del resto pochi anni prima – Pippi inizia nel 1945 – ovvero prima della guerra, c’erano in Danimarca – e anche in Italia – i libri di Bibi, di Karin Michaëlis, che più o meno seguivano la stessa strada di libertà, ma senza elemento fantastico.”

Quali sono i romanzi di altro genere più famosi dell’area scandinava?

In questo momento, e da una decina d’anni, come dicevo, si scrivono molti gialli in tutta la Scandinavia, ma non bisogna credere che si scriva solo un genere per un certo periodo di anni, per poi passare ad altro. C’è molto realismo, un buon filone di realismo magico, ci sono romanzi storici, romanzi psicologici, e gli stessi gialli in Scandinavia nascondono spesso, sotto la maschera di un unico genere, opere con caratteristiche molto diverse che si vestono da giallo perché il mercato chiede questo. Si parla infatti di ‘romanzo ibrido’, che va dal thriller puro, poliziesco o giornalistico o medico-legale, a quello scientifico a quello psicologico, c’è l’analisi sociale, il giallo storico, il thriller metafisico, lo splatter e il giallo fantasy, l’eroe e l’antieroe, insomma molti generi che si nascondono sotto le spoglie di quello che definiamo ‘giallo nordico’.”

Alcuni autori hanno vinto dei premi? Quali?

È un po’ difficile dare una risposta. Il più grande premio letterario, il Nobel, per esempio, che esiste dai primi anni del Novecento, è un premio internazionale ma attribuito in Svezia, e nei primi anni andò con una certa frequenza ad autori nordici, anche autori che ormai sono dimenticati, ma ormai non è più così da decenni e molti autori nordici che forse lo avrebbero meritato – la Blixen, per esempio, o Inger Christensen – non l’hanno mai avuto. Però la grande diffusione dei nordici da qualche anno ha portato anche loro a ricevere premi un po’ ovunque. Björn Larsson per esempio ha ricevuto numerosi premi in Francia e in Italia.”

Maggie Van Der Toorn ed il mondo della letteratura

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Intervista a Maggie Van Der Toorn

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Di Francesca Rossetti

Maggie Van Der Toorn è una bellissima donna di origine olandese, da tempo trapiantata in Romagna e che si occupa di letteratura, arte, musica e tanto altro: a lei la parola.

Chi è Maggie Van Der Toorn e come nasce la tua passione per la letteratura?

Sono una scrittrice, una sceneggiatrice e un event-manager. Sono di madrelingua olandese ma vivo in Italia da più di trent’anni. Nella lingua del mio paese adottivo ho trovato il miglior modo per esprimermi. L’Italiano ha un vocabolario talmente ricco e coinvolgente che permette di esternare le mie ispirazioni ed emozioni nei testi e negli eventi che organizzo. Ho sempre avuto la passione della scrittura ma soltanto da qualche anno me ne occupo professionalmente. Ho realizzato uno spettacolo teatrale del titolo “Animal’estate”, indirizzato a bambini e famiglie, e organizzo incontri culturali; ho vinto ben otto premi letterari.  Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro “Labirinti”, nel 2015 “Partenze” e l’ultimo “Posti a sedere” nel 2016 con Giulio Perrone Editore di Roma.  Mi definisco una “Emotioner”. Scrivere è la mia arte primaria, fonte della mia fantasia, che mette poi in moto tutto il resto. Mi sento come una nomade visto che esploro più campi con la mia esigenza di espressione anche nel disegno, nel teatro e nel cinema. Ho realizzato anche un cortometraggio “Labirinti Urbani” che è stato proiettato a giugno 2014 durante la Biennale di Venezia al Morphos Festival e sto lavorando ad un prossimo progetto. Il punto focale è la generazione e la trasmissione di emozioni, da quì il termine “emotioner”. Vivo all’entroterra della provincia di Rimini dove gestisco un B&B denominato: Artemusica,

artemusicabb.weebly.com.

La mia passione per la letteratura nasce fin da piccola. Mi piaceva chiudermi in camera e leggere i racconti per ragazzi. Poi ho preso la penna in mano e scrivevo intero quaderni di racconti, quella volta nella mia lingua madre naturalmente. Scrivevo anche per il giornalino della scuola. Poi quando mi sono trasferita in Italia mi sono avvicinata alla letteratura e alla cultura italiana e mi sono trovata a casa.”

Maggie

Di che cosa parlano i tuoi racconti e a quali grandi autori ti ispiri?

I miei racconti sono storie di vita che affrontano temi sociali e coinvolgono emozioni. Scrivere è viaggiare, diventare un’altra persona, capire e capirsi. Attraverso le mie narrazioni cerco di coinvolgere il lettore nelle mie opere lasciando un messaggio positivo pur nei racconti drammatici: un incentivo ad apprezzare le cose semplici che offre la vita e di vedere situazioni da diverse angolazioni. Le idee mi vengono dall’osservazione della realtà che mi circonda. Quando vivevo in Olanda mi appassionavano i romanzi di Jan Wolkers ma poi, quando mi sono trasferita ho scoperto i grandi autori italiani come Calvino, Pirandello, Morante. La mia autrice preferita è sicuramente Dacia Maraini che apprezzo molto per lo stile di espressione così coinvolgente e la semplicità del suo linguaggio. Per quanto riguarda il cinema, Giuseppe Tornatore per l’imprevedibilità e la perfezione.  Pur tuttavia, questi esempi così illustri mi spingono a cercare uno stile mio, riconoscibile, originale, che richiami le icone dell’Arte, ma che non ne copi i tratti. Vorrei, senza presunzione, essere riconosciuta come Maggie Van der Toorn, non come uno dei tanti cloni di scrittori famosi. Scrivo in maniera diretta, misto nordico-mediterraneo e nei miei testi spicca la grande passione per l’Italia, paese che riesce a sorprendermi quotidianamente, in maniera positiva.

Vincere un premio letterario è una grande gratificazione. Un ornamento del proprio lavoro.

  • Primo premio nel concorso letterario sezione racconti brevi “Premio Orlando”, organizzato da Giulio Perrone Editore: con il racconto “Pensieri circolari”, pubblicato nell’antologia “Premio Orlando” dall’Erudita casa editrice, Roma. (2013)
  • Primo premio nel concorso “Un immagine per una storia”, organizzato da Bookolico, Torino con il racconto “Creatura del buio” (2012)
  • Terza classificata per la sezione racconti inediti al concorso “Vinceremo le malattie gravi” con il racconto “Il posto dei desideri”, organizzato dall’Istituzione Universum, Milano (2013)
  • Diploma d’onore sezione racconto inedito “Il ritorno”, Concorso letterario “Il Molinello”, Firenze (2015)
  • Premio della Giuria con l’opera “Partenze” Premio Letterario Internazionale Montefiore V^ Edizione, Cattolica (RN) (2015)
  • Premio Autore dell’anno 2015 II edizione organizzato dall’Associazione Culturale Il club dei Cento. Radio Italia Uno Torino
  • Menzione d’onore per il racconto “Viola” nel libro “Posti a sedere” 2016, Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards
  • Premio di poesia e narrativa “Megaris” (Napoli) 2016, Premio speciale per il libro “Posti a sedere”.

Ti occupi di teatro e disegni. Di cosa si tratta?

Mi piace esprimermi in varie forme d’arte. Vengo da una famiglia di pittori, ho sempre osservato i nonni, mio padre e mio zio con i pennelli in mano. La copertina di Labirinti è tratto da un quadro di mio zio, Martin Van Der Toorn, noto pittore residente in Australia. Mi piace esprimermi attraverso il disegno, prevalentemente in bianco e nero, con il carboncino.  Scrivo sceneggiature, spettacoli e organizzo incontri letterari. Presento i libri di altri autori, scrivo recensioni sul mio blog scintilledimaggie.wordpress.com e per la rivista on-line Rete di Sapere.”

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Mi considero un’esploratrice e come tale mi riesce difficile a stare ferma. Viaggerò molto perché è attraverso i viaggi e l’incontro con le persone che nascono nuove idee e nuovi racconti.  Organizzo anche concorso letterari sul mio blog. Scintille in 100 parole è alla terza edizione che porterà tre vincitori, premiati in una premiazione ufficiale a Rimini dalla giuria di qualità. Attualmente sto terminando il mio primo romanzo, dovrebbe uscire nel 2017 e ho in mente una raccolta di racconti in inglese.  Poi continuo a promuovere il mio ultimo libro “Posti a sedere” in giro per l’Italia perché credo che il contatto diretto con il pubblico è fondamentale per un autore e per capire come migliorare il proprio lavoro.”

Al MA*GA di Gallarate la quinta edizione di SI Scrittrici Insieme

Festival di Letteratura al Femminile, che rinnova un importante momento di confronto, divertimento e scambio di idee

scrittrici-insieme-2015-447636.610x431Gallarate, 27 maggio – Dal 28 al 31 maggio 2015, il Museo MA*GA di Gallarate ospita la quinta edizione di SI Scrittrici Insieme. Festival di Letteratura al Femminile, che rinnova un importante momento di confronto, divertimento e scambio di idee grazie all’amore per i libri delle sue attuali promotrici: il medico Silvana Baldini, la libraia Anna Carù, la fotografa Chiara Cicciocioppo, l’imprenditrice Rosi Garda e la scrittrice Helena Janeczek. Nato nel 2011, per iniziativa di Emilio Paccioretti, il piccolo festival letterario, originariamente ospitato nella bella cornice di Villa Montevecchio a Samarate è cresciuto nel tempo vedendo la partecipazione di narratrici e saggiste di grande fama e prestigio, esordienti alla ribalta, scrittrici del passato riscoperte dalla passione e competenza di lettrici odierne, e un pubblico curioso e affezionato. SI Scrittrici Insieme si è aperto sin dal primo momento anche a musica, fotografia e cinema, nonché alla bellezza del confronto tra scrittori e scrittrici. La leggerezza e autenticità del dialogo come cifra del festival ha creato sintonie che negli aperitivi in concerto a cura di Anna e Paolo Carù trovano un momento di piacevolezza conviviale. Vario e innovativo, il programma 2015 vedrà protagoniste Rosita Missoni e Inge Feltrinelli, Daria Bignardi, Laura Pariani, tributerà un omaggio particolare a Grazia Livi e Lalla Romano. Attraverso i loro libri, altre autrici parleranno di violenza domestica o di amore per i gatti, condurranno alla scoperta delle origini del gossip mondano e offriranno uno sguardo dietro le quinte del lavoro editoriale. Ci saranno “duetti” come quello tra il pluripremiato scrittore Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, artista esposta alla Biennale, il reading con Franco Buffoni e Francesca Matteoni, nonché il recital su testi di Cecilia Resio a cura di Federica Fracassi, una delle massime attrici del nostro teatro, accompagnata dal violinista Piercarlo Sasso e creato ad hoc per Scrittrici Insieme. La quinta edizione, con la direzione artistica di Silvana Baldini e Helena Janeczek, si terrà per la prima volta al Museo MA*GA di Gallarate dal 28 al 31 maggio con un ritorno affettuoso a Villa Montevecchio nella serata del 28 maggio.

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