Diventa virale il post degli “auguri piu’ belli d’Italia”

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A solo poche ore dalla pubblicazione la lettera ha cominciato ad essere condivisa ed a spopolare sul web raggiungendo oltre 3.000 like, 400 commenti e oltre 400 condivisioni.

È un post di auguri ai lavoratori ed agli onestista spopolando sui social in queste ore, toccando il cuore di tanti. Gli auguri sono opera del cantautore toscano Christian Palladino che li ha pubblicati sulla sua pagina Facebook (www.facebook.com/christianpalladinoofficial), e sono stati definiti “i più belli d’Italia“. A solo poche ore dalla pubblicazione la lettera ha cominciato ad essere condivisa ed a spopolare sul web raggiungendo oltre 3.000 like, 400 commenti e oltre 400 condivisioni. Questo il post integrale degli “auguri più belli d’Italia”: “Buon feste a tutti ma soprattutto a chi diventando grande ha smesso di crederci. Alla signora di Manduria, incontrata qualche giorno fa all’ ospedale di Sarzana, sola, accompagnata da una pensione sociale pari all’ affitto di casa che non può riscaldare e preferisce passare le feste nel caldo letto di un’ infermeria. A tutti gli ambulanti che passeranno le notti al freddo per provare a vendere qualcosa in più e poi multati per uno scontrino non fatto, ai fornai, lavoratori operosi che in questo periodo raddoppieranno le ore di veglia per portare avanti la “baracca”, ai musicisti che lavoreranno a capodanno ed ai locali che li ospiteranno, sperando che gli ispettori Siae possano essere più buoni a Natale e preferire un caffè ad una penale. tutti i militari che passeranno le feste lontani dalle famiglie, lontani dai caldi abbracci delle loro donne e le donne degli uomini, lontani/e dai figli, con l’ illusione di poter guadagnare di più ma poi qualcuno decide di convertire in ore quelle notti trascorse senza nemmeno una carezza. Ai giornalisti, soprattutto quelli freelance e mal pagati, chinati sulla scrivania nelle notti che verranno per coprire il foglio del giornale. Buone feste ai vecchi nelle case di cura, sperando che non vengano maltrattati da alcuna assistente frustrata, ai figli dei divorziati che forse preferiscono festeggiare per strada anziché dividersi tra uno e l’altro, alle donne maltrattate da compagni ubriaconi ed egoisti che berranno dalle botti confondendo la nascita del bambinello con il Dio Tavernello. Buone feste ai parcheggiatori abusivi che in questi giorni lavoreranno come muli pur di portarsi il pane a casa, ai filippini con le rose, ai magrebini con i calzini, alle prostitute sbattute al freddo della notte, col dolore nel cuore ed il ricordo del sole. Buone feste ai gay, donne vestite da uomini ingannate nell’aspetto e dalla finta società, buone feste ai portatori di handicap e dignità, a chi lotta per la salute e a chi la salute non basta. Buone feste alla povera gente che non sa vivere senza soldi e ai ricchi che riescono a vivere senza tasche. Buone feste a chi ha imparato ad amarsi e ad amare qualsiasi simile senza derubarlo. Buone feste quindi a tutte le persone buone, che a prescindere dal ruolo che hanno, sappiano dare valore umano ad un fratello”.

Profughi Siria, lettera We Are Onlus a Mattarella

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Lettera aperta della onlus We Are al Presidente della Repubblica Italiana per manifestare l’indignazione per quanto accade in questi giorni alla popolazione civile in fuga da Aleppo.

WeAreOnlus, a seguito delle recenti e continue tragiche notizie sulle repressioni subite dalla popolazione civile in fuga da Aleppo Est, a seguito della nomina del nuovo Ministro per gli Affari Esteri e del nuovo Governo Italiano, ha deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per invitarlo ad utilizzare la sua capacità di persuasione e consiglio per fini umanitari sul nuovo indirizzo di politica estera in fase di attuazione dal Ministro Alfano.

E’ intenzione della onlus bolognese tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto adesso che, con lo spostamento di uno dei fronti di guerra, per la popolazione siriana in uscita da Aleppo Est sembra non esistere via di fuga che possa garantire la sicurezza del diritto a vivere in maniera permanente.

I profughi, infatti, si ritrovano, da un lato, a scappare dalle spietate repressioni del regime di Assad (supportato per oltre il 70% da milizie non siriane) e, dall’altro, a non poter usufruire del sicuro passaggio attraverso il confine turco perchè ostacolati dal muro di contenimento finanziato con fondi europei.

Ecco il testo della lettera:

Egregio Signor Presidente,

 come cittadini del Mondo siamo preoccupati per le sofferenze ed i danni umanitari subiti dalla popolazione siriana. Le scriviamo perchè crediamo fermamente che il nostro Paese, pacifico per cultura, possa e debba fare qualcosa perchè si trovi una soluzione  non-violenta agli incessanti ed indiscriminati bombardamenti su Aleppo e dintorni, soprattutto a partire da quanto accade in questi giorni.

Ogni giorno giungono notizie dal territorio siriano che mostrano il supplizio che civili inermi intenti a muoversi dopo aver subito la perdita delle proprie abitazioni e dopo essere stati costretti a sopravvivere senza viveri ed assistenza sanitaria. E’ inconcepibile ai giorni nostri vedere in atto strategie di repressione verso civili che, per quanto distanti dall’adesione al regime di Assad, sono da considerarsi inermi.

La situazione in continuo divenire accostata dalla notazione delle pratiche brutali di repressione delle milizie lealiste, in gran parte non siriane, ci impedisce di considerare come buon auspicio una semplice, per quanto utile a tanti civili, tregua temporanea.

E’ nostra preoccupazione infatti che tali pratiche di repressione, che reputiamo indegne per l’umanità, continuino incessantemente con lo spostamento del fronte di guerra ed a maggior ragione se si considerano gli impedimenti al passaggio in sicurezza dei tanti profughi derivanti dalla presenza dello spregevole muro di contenimento turco finanziato dalla nostra Unione Europea.

La repressione del dissenso è meritevole di condanna in paesi civilizzati. Ancor più se quello stesso dissenso è generato dai gesti che le forze armate a sostegno del regime di Assad compiono travalicando, nel ventunesimo secolo, persino il semplice buon senso.

Riponendo in Lei, e nella sua capacità di persuasione ed indirizzo, enorme fiducia Le chiediamo di farsi portavoce presso il governo italiano, della diffusa indignazione nell’opinione pubblica italiana per quanto generato dalla strategia di annientamento della popolazione siriana e del suo dissenso e promotore del dialogo necessario ad impedire tali repressioni.

 

Con i nostri rispettosi saluti

 WeAreOnlus è stata fondata da 10 volontari già coinvolti e presenti nell’aiuto verso i rifugiati siriani nei campi turchi e siriani. In particolare, si è prestata sempre attenzione ai bambini e alla loro educazione. Il compito è quello di raccogliere sostegni finanziari e materiali, al fine di organizzare progetti umanitari a sostegno della popolazione siriana e inviare aiuti nei campi profughi.

 

Link utili:

Per info su WeAreOnlus – http://www.weareonlus.org/it/noi-siamo/

Pagina Facebook WeAreOnlus – https://www.facebook.com/WEAREonlus/

 

Seconda lettera di un uomo ombra a Papa Francesco

28842-500356-carmelo-musumeciCarmelo Musumeci, ergastolano ostativo, scrive al Pontefice che ha abolito ergastolo in Vaticano

Roma, 20 novembre – Di seguito il testo della seconda lettera al Papa di Carmelo Musumeci, ergastolano ostativo, che da anni si batte per l’abolizione del ‘fine pena mai’

“Papa Francesco, scusa, sono di nuovo io, ti ho già scritto una volta. E lo rifaccio ancora. So che in questi ultimi tempi, da quando hai abolito l’ergastolo in Vaticano, ti stanno scrivendo molti ergastolani per chiederti di fare qualcosa anche per loro. Io invece questa volta se scrivo di nuovo è per raccontarti un episodio della mia infanzia. Papa Francesco, una volta in collegio un prete mi raccontò la storia di un bambino che parlava  con Gesù. Si chiamava Marcellino. Era un trovatello. E i frati si erano presi cura di lui. Un giorno Marcellino aveva trovato  nel solaio del convento un grande crocefisso con un Gesù inchiodato. Lui iniziò a parlargli. E Gesù a rispondergli. Marcellino iniziò pure a portargli un po’ di pane e vino. E per questo in seguito i frati chiamarono il bambino “Marcellino pane e vino”. La storia finiva bene. Bene per modo di dire, a seconda dei punti di vista: Marcellino si era gravemente ammalato. Ed era morto. E Gesù se l’era portato in cielo. Papa Francesco, anch’io volevo che la mia storia finisse bene. E dopo un paio di giorni che avevo sentito questo racconto ero andato in chiesa di nascosto per parlare con Gesù. Continue Reading

Lettera aperta al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri

28842-500356-carmelo-musumeciCarmelo Musumeci, ergastolano ostativo: ‘che senso hanno tutti questi anni di rieducazione se sono condannato a vita?’

Roma, 18 ottobre – “Signora Ministra, sono ininterrottamente detenuto dal ventuno ottobre 1991, in esecuzione della pena dell’ergastolo. Sono entrato in carcere con la quinta elementare, mi sono laureato in Scienze Giuridiche prima, in Giurisprudenza dopo. Attualmente sono iscritto alla Facoltà di Filosofia di Padova (in sei mesi ho dato cinque esami, con voto: ventisette, ventisette, trenta, ventotto, trenta e lode).  Ho ricevuto tre encomi, in data 24 maggio 2010, 19 maggio 2011 e 20 giugno 2012. Ho pubblicato quattro libri: “Zanna Blu: Le avventure”, Gabrielli Editore, 2012; “Undici ore d’amore di un uomo ombra”; Gabrielli Editore, 2012; “Gli uomini ombra e altri racconti” Gabrielli Editore, 2010;  ed è appena uscito “L’urlo di un uomo ombra” Edizioni Smasher, 2013. Inoltre sono tra i 20 finalisti del concorso “Racconti dal carcere”, patrocinato dal DAP, e i cui racconti sono stati pubblicati da Arnaldo Mondadori Editori. Continue Reading

Roma. Si toglie la vita a 14 anni, vittima di angherie perchè omosessuale

suicida romaLascia una lettera alla famiglia il 14enne suicida deriso e allontanato dai suoi coetanei: “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma

Roma 11 agosto –  Si è lanciato giù dalla terrazza condominiale il 14enne romano residente nel quartiere di S. Basilio. Un gesto estremo dettato dalla disperazione : “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”, scrive il giovane prima di morire. E’ l’ennesimo caso di discriminazione verso chi viene considerato ‘diverso’ , il ragazzo infatti nel suo messaggio spiega i motivi che lo hanno condotto a prendere una decisione senza possibilità di ripensamenti. Nella lettera racconta  di numerose angherie e prese in giro da parte dei coetanei, culminate con l’esclusione dalla compagnia. Continue Reading

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