LETIZIA LANZAROTTI E L’ARTE DEL MOSAICO

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Letizia Lanzarotti è una giovanissima ma già affermata artista nel campo del mosaico che realizza autentici capolavori: l’ho incontrata per conoscere questo affascinante mondo.

Di Francesca Rossetti

Chi è Letizia Lanzarotti e come nasce la passione per il mosaico?

“Letizia Lanzarotti è nata a Rho nel 1990.

 

Fin da piccola aveva le idee chiare, è stato infatti all’asilo che affermò, per la prima volta: “da grande voglio fare l’artista”.

 

Il suo percorso è stato lineare e finalizzato.  Dopo le scuole medie si è iscritta al Liceo Artistico Volta di Pavia e, una volta diplomata, ha frequentato l’Accademia di Belle  Arti di Sanremo Laureandosi a pieni voti.

 

Ha sempre amato viaggiare. Oggi vive a Roma, ma il suo lavoro la porta a viaggiare continuamente, infatti espone le sue opere nelle maggiori città Italiane ed estere, inoltre le capita spesso di ritirare premi ed essere chiamata per meeting e conferenze in occasione di diversi eventi.

 

Letizia Lanzarotti ha sempre lavorato sulla figura, specializzandosi in ritratti classici e moderni e realizzando, negli anni accademici, numerosi studi a gessetto e pastello su carta. Si è sempre distinta vincendo prestigiosi riconoscimenti scolastici ed è sempre stata una delle migliori studentesse della scuola nelle materie artistiche: pittura, scultura, incisione, grafica e mosaico. Ha sperimentato diverse volte anche la tecnica mista, concentrandosi sull’utilizzo di materiali poveri, di recupero, e in particolare su materiali contemporanei, come la plastica.

 

Solo dal 2009, però, approda alla tecnica di cui lei stessa si definisce inventrice: il “Mosaico Contemporaneo”, ovvero un Mosaico costituito interamente di pezzetti di plastica, giocattoli, bigiotteria, cancelleria, materiali di recupero, che non sono dipinti ma sono utilizzati esclusivamente nel loro colore originale, come fossero tasselli per comporre il colore, ma anche per comporre la forma, la profondità e i chiaroscuri del soggetto rappresentato.

 

Letizia Lanzarotti acquisisce il nome d’arte Lady Be dall’assonanza con “Let it be”, nata dalla sua passione sfrenata per i Beatles, ma anche come “Be” nel senso di “Essere” contrapposto all’”Apparire”. Infatti, le opere di Lady Be vogliono “Essere” un fondamentale messaggio sociale, sensibilizzando al recupero dei materiali e all’eco-sostenibilità.

 

Il primo Mosaico Contemporaneo, però, nasce dalla mente di Lady Be con un intento forse ancora più “nobile” e profondo, interiore, ovvero nasce per essere un “Museo” o, più modestamente, un “Diario” di ricordi personali. Infatti, la prima Marilyn di misura 150 x 150 cm era un mosaico di oggetti esclusivamente appartenuti all’Artista e utilizzati e conservati durante la sua infanzia e adolescenza. Oggetti “effimeri” e “popolari”, conosciuti da tutti ma allo stesso tempo molto personali, oggetti a cui Lady Be era affezionata e non voleva staccarsene, ma allo stesso tempo li suddivideva per ordine di colore a causa del suo amore quasi ossessivo per le tinte forti e per i colori più “Pop”.”

Quali materiali utilizzi e quali sono i soggetti che predligi?

“Sono dunque materiali costituiti prevalentemente di plastica, materiali di recupero e oggetti di poco valore, da qui la vicinanza all’Arte Povera. La scelta degli oggetti da utilizzare è fondamentale ed è alla base di tutta la mia ricerca artistica. Gli oggetti appaiono talvolta “kitsch” oppure divertenti, giocosi, in quanto nelle mie opere utilizzo una quantità inimmaginabile di giocattoli come Sorpresine, Barbie, macchinine, miniature di personaggi dei comics, pedine di giochi da tavolo. È fondamentale, per me, trasmettere questo importante messaggio sociale del riciclo anche ai più piccoli, che spesso ammirano le mie opere con molto interesse ed entusiasmo, osservando e riconoscendo anche i più piccoli particolari. Altri materiali che utilizzo sono quelli più vicini a ciò che viene utilizzato ogni giorno da qualunque individuo: tappi di bottiglie, penne e ogni articolo di cancelleria, componenti di bigiotteria, involucri di creme e make-up, pezzi di accessori come occhiali, orologi, suole di scarpe oggetti per i capelli, pettini, cavi e componenti elettronici come cellulari rotti, tastiere, caricatori guasti e ogni componente plastico inerente alla ferramenta, bottoni,  pinze e mollette e molto altro.

 

Non esiste persona al mondo che non possa riconoscere almeno uno degli oggetti utilizzati sulle mie opere, ed è per questo che definisco le mie opere “Pop” nel senso di “Popolari”; è un popolare “caldo” e personale, perché ogni oggetti è legato anche ai ricordi più intimi di ogni individuo.

 

Con questa particolare tecnica, il “Mosaico Contemporaneo”, è possibile realizzare qualunque soggetto. Anni di esperienza mi hanno portato ad un’abilità di addentrarmi nei particolari e nei dettagli fotografici, nella prospettiva e nella profondità di luci ed ombre, che ora mi è possibile riprodurre o creare qualunque  cosa; dalle nature morte, ai paesaggi, alle scritte, alle composizioni miste o addirittura soggetti surreali o astratti.

 

Ciò che preferisco fare, però, sono i ritratti, a cui posso dare espressività e attraverso i quali posso trasmettere le emozioni fino ad estrapolare, attraverso lo sguardo, l’anima dei soggetti rappresentati che voglio veder “rivivere” attraverso le mie opere. I soggetti che realizzo più spesso sono icone pop, ovvero i personaggi visivamente più conosciuti da tutti, di tutte le epoche. Ho realizzato soggetti storici/politici, come Nefertiti, Zio Sam, Che Guevara, Mussolini, Hitler, Silvio Berlusconi, soggetti musicali, come Mozart, i Beatles, John Lennon, Paul Mc Cartney, Michael Jackson, Jimi Hendrix, Elvis Presley, Madonna, Freddie Mercury, Giorgio Gaber, David Bowie, Bob Marley e altri. Soggetti appartenenti al mondo del cinema e del fumetto come Batman, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Steve Mc Queen, Sophia Loren, soggetti artistici come Giorgio Armani, Andy Warhol, Frida Kahlo, Salvator Dalì, Pablo Picasso, Vincent Van Gogh, Roy Lichtenstein, la Gioconda, Leonardo da Vinci, soggetti del mondo della scienza come Einstein e Rita Levi Montalcini,  soggetti legati alla letteratura o ai cartoni animati come Pinocchio e Geppetto, William Shakespeare e Dario Fo e la serie delle famose “Barbie Tumefatte” per dire No alla Violenza sulle donne.

 

Se devo parlare però dei soggetti che personalmente prediligo, sono i ritratti di gente comune; adoro ritrarre le persone con un viso particolare, cogliere un’espressione o uno sguardo colmo di emozioni, oppure lasciarmi ispirare dai mille volti di persone appartenenti a qualunque parte del mondo, ormai facilmente raggiungibili e visibili grazie ai social network. Il mio sogno è specializzarmi nei ritratti personali, ritratti che attualmente eseguo con molto piacere su richiesta specifica.”

 

Come nascono le opere, sono su commissione?

“Molte delle opere che realizzo, infatti, sono su commissione. Talvolta il cliente preferisce scegliere personalmente il soggetto, e studiare insieme a me un’interpretazione particolare, per rendere il soggetto ancora più unico.

 

Questo processo è facilitato dalle possibilità che ci dona oggi la tecnologia, ovvero poter inviare con incredibile rapidità un bozzetto modificato con Photoshop tramite e-mail o Whatsapp, ottenendo un feedback immediato oppure una modifica in tempo reale.

 

Una volta che la bozza definitiva è approvata dal cliente, il lavoro comincia subito e dalla tecnologia più moderna si viaggia indietro nel tempo tornando ai metodi più classici; il primo passaggio per me, infatti, è riprodurre il soggetto disegnandolo su tavola tramite l’utilizzo della grafite, che mi permette di tracciare i contorni della figura ma anche di abbozzare già ombre e chiaroscuri; preziosa eredità degli studi accademici.

 

In molti casi, il cliente commissiona un proprio ritratto, diventando egli stesso il soggetto dell’opera. Questa è la tipologia di opere che consiglio di acquistare, perché un ritratto rimane sempre un soggetto unico e irripetibile, e anche come investimento, è destinato ad acquistare maggior valore negli anni.”

 

Quali mostre hai fatto? Hai vinto alcuni premi?

“Le mie opere vengono esposte in numerose fiere d’arte: in Italia: Arte Padova, Arte Forlì Contemporanea, BAF di Bergamo, Arte Genova, Art Affordable a Milano, Paviart, Lucca Art Fair, Verona, Triennale dell’Arte Contemporanea, Parma, e all’estero (Parigi, Carrousel du Louvre, New York, Artexpo, Düsseldorf, Kappa, Londra), ho esposto anche in Musei, Palazzi, Monumenti, Fondazioni, Gallerie in varie città: New York, Parigi (Galleria Thuillier e sulla Torre Eiffel), Amsterdam, Londra, Barcellona (Museo Europeo di Arte Moderna MEAM), Bruxelles, Malta, e nelle principali città Italiane. Nel 2013 ho realizzato una Performance a Brescia in cui gli spettatori erano chiamati a staccare i pezzettini da 4 sagome dei Beatles a dimensioni naturali, lasciando i soggetti “nudi”. Ho inoltre esposto in diverse mostre personali: all’ex-studio di Piero Manzoni (Milano, Brera), al Castello di Bracciano (RM), alla Galleria l’Alfiere (Torino), alla Galleria Globart di Acqui Terme.

Ho vinto anche alcuni premi, come il premio “Miglior Artista giovane” al Concorso Internazionale Tokyo 2011, e alcuni premi recenti come il Premio Tiepolo a Milano e il Premio Casanova di Venezia.

Le mie opere sono presenti in numerosi cataloghi d’arte e riviste specializzate, hanno parlato della mia arte riviste di diversi settori e anche vari quotidiani e periodici italiani. L’opera “Barbie Tumefatta” contro la violenza sulle donne è stata inoltre in prima pagina sull’Arena di Verona, alcune riviste  hanno scelto di inserire l’opera di Lady Be in copertina. Ad esempio: Spazio Italia (Rivista Air Dolomiti partner Lufthansa, presente su tutti gli aerei) e MacPlas (Importante rivista specializzata).”

 

Come nascono le Barbie tumefatte e cosa comunicano?

“Ho realizzato otto Barbie Tumefatte che rappresentano tutti i diversi volti e corpi per ogni tipo di donna: due Barbie Bionde Tumefatte, La Barbie Calva, La Barbie Grassa, La Barbie Transessuale, La Barbie Nera e la Barbie Anziana.

Venerdì 25 Novembre 2016,  Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ho esposto le Barbie a Milano, quartiere Brera, presso l’Ex Studio di Piero Manzoni in via Fiori Chiari 16. Il titolo che ho voluto dare alla mostra è “Mai più violenza sulle donne”.

Le Barbie Tumefatte, infatti, nascono come messaggio sociale. Tutte le diverse Barbie di Lady Be hanno una caratteristica in comune: i segni della violenza sui loro volti e sui loro corpi: lividi, graffi, occhi neri, labbra gonfie e talvolta cerotti a coprire le ferite più gravi.

La Barbie, simbolo della bellezza perfetta e incontaminata, diviene portatrice di un messaggio molto importante: a ogni donna può succedere di subire una violenza.

Ma ogni violenza va denunciata, altrimenti rimarrà impressa come un segno indelebile, sia fisico sia psicologico.

Ogni donna può immedesimarsi nella Barbie perché è un simbolo associato alla donna da più di 50 anni, ci ricorda il gioco delle bambine ma anche il tanto aspirato ideale di bellezza femminile.

La prima Barbie Tumefatta di Lady Be fu presentata a Verona al Palaexpo, il 9 Giugno 2016 in occasione della Triennale dell’Arte Contemporanea. Molte testate giornalistiche e alcune trasmissioni televisive parlarono dell’opera, che finì in prima pagina sull’Arena di Verona. Lo stesso giorno, il noto critico Vittorio Sgarbi ebbe occasione di visitare e commentare l’opera davanti a centinaia di visitatori.

La mostra a Brera doveva concludersi il 9 Dicembre ma a causa del suo successo e delle numerose richieste, è stato deciso di prorogarla fino al 25 Dicembre 2016.

Anche il 2017 si prospetta ricco di novità: sarà possibile edere le mie opere in numerosi eventi e città Italiane ed estere. A gennaio sarò a Pisa dove mi verrà consegnato il Premio Internazionale Galileo Galilei “Lo scienziato che voleva diventare artista”, tornerò poi a Milano a inizio febbraio con alcune opere ad Affordable Art fair, la settimana dopo esporrò  ad Arte Genova, riceverò nella stessa città il Premio Cristoforo Colombo per meriti artistici. A marzo esporrò a Palermo al MeArt, Biennale d’Arte del Mediterraneo, successivamente sarò alla Biennale Internazionale Peschiera del Garda e alla Biennale d’Arte di Barcellona (4-6 Maggio)  al Museo Europeo di Arte Moderna. Esporrò inoltre a Londra e a Parigi.  Novità anche sul piano artistico: in arrivo una preziosissima opera realizzata interamente in vetro di Murano ed una serie unica di Bassorilievi in 3D, ultima sperimentazione. Si consiglia di rimanere sempre aggiornati sugli eventi e le mie nuove opere visitando il sito: www.ladybeart.com

 

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