E’ operativo il nuovo prestito vitalizio ipotecario

Ministro Guidi firma decreto di attuazione. Scende a 60 anni l’età per richiedere il finanziamento

j_45345_01Roma 23 dicembre 2015 – E’ diventato operativo il nuovo prestito vitalizio ipotecario, una particolare forma di finanziamento riservato alle persone più mature. Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato il decreto di attuazione della legge che, tra le altre cose, ha allargato la platea degli utilizzatori abbassando da 65 a 60 anni l’età per accedere al finanziamento che non si estingue più solo con la morte del proprietario ma anche con il trasferimento, in tutto o in parte, dei diritti reali di godimento sull’immobile dato in garanzia. Mutuando l’esperienza internazionale dei cosiddetti «lifetime mortgage» è stato rilanciato questo strumento finanziario che si caratterizza per essere garantito da una proprietà immobiliare residenziale che consente al proprietario di convertire parte del valore dell’immobile in contanti al fine di soddisfare le esigenze di consumo senza lasciare l’ abitazione ovvero a ripagare il capitale e gli interessi sul prestito fino alla scadenza del contratto. Il prestito vitalizio ipotecario si pone, pertanto, come alternativo alla vendita dell’immobile attraverso la nuda proprietà, uno strumento molto utilizzato negli ultimi anni da una percentuale sempre più elevata di persone in età avanzata. Tra le novità, oltre all’abbassamento dell’età, c’è il fatto che il finanziamento non si estingue pù solo con la morte del proprietario ma anche qualora vengano trasferiti in tutto o in parte i diritti reali di godimento sull’abitazione data in garanzia: ciò sottintende la possibilità in qualsiasi momento per il consumatore di estinguere anticipatamente il prestito e vendere o trasferire i diritti reali sull’immobile in favore di terzi. In pratica resta in capo al soggetto finanziato la piena disponibilità o la proprietà dell’immobile. Inoltre gli interessi possono essere rimborsati tutti alla scadenza ovvero a scadenze prestabilite. Se si sceglie la formula del rimborso alla scadenza, nulla è dovuto alla banca nel corso della durata del prestito. In questo caso non esistono possibilità di insolvenze relative al finanziamento. Infine viene definita una procedura rigorosa per la vendita della casa al fine del rimborso che avviene al prezzo di mercato. In questo modo la parte eccedente il capitale residuo del finanziamo è destinata agli eredi che possono così beneficiare dell’eventuale andamento positivo dei prezzi dell’immobile. Infine sotto il profilo fiscale, è stata confermata l’applicazione dell’imposta sostitutiva agevolata dello 0,25%.

Urge una legge a tutela dei lavoratori dei Call center

A Milano  l’assessore Tajani: “Necessaria una normativa nazionale che protegga il lavoro nei cambi di appalto”

 

call centerMilano, 13 marzo  – “Sensibilizzare il Governo e il Parlamento nella formulazione di una normativa nazionale che tuteli i lavoratori nei cambi di appalto per la fornitura dei servizi di call center evitando la delocalizzazione del lavoro e la compressione di occupazione e salario” cosi l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca Cristina Tajani ha sintetizzato quanto emerso nel corso dell’incontro tra Amministrazione e le OOSS delle telecomunicazione svoltosi questa mattina presso gli uffici dell’Assessorato alle Politiche per il Lavoro di Via Dogana. “È necessario evitare che la congiuntura negativa e la riduzione delle commesse sia pubbliche sia private pesi esclusivamente sull’occupazione e produca dumping salariale – ha proseguito l’Assessore Tajani – precisando che il Comune di Milano ha aggiudicato il proprio bando per l’affidamento del servizio 020202 attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa invece che quella del massimo ribasso proprio per evitare che l’efficientamento necessario del servizio pesi sulle condizioni lavorative del personale impiegato”. “Milano – ha continuato l’assessore – è tra le poche Amministrazioni ad aver inserito un vincolo territoriale nel bando di gara onde evitare la delocalizzazione del lavoro, cosa che non ha fatto Roma che vede il suo call center addirittura a Crotone”. “Senza uno standard nazionale fissato dalla legge – ha concluso Tajani – la nostra attenzione rischia di essere vana e soprattutto penalizzante per gli Enti che adottano criteri di responsabilità sociale negli appalti. Siamo infatti chiamati ad offrire un servizio migliore del passato riducendo allo stesso tempo i costi. Questo esercizio non può andare a detrimento del lavoro. Mi rendo disponibile sin da ora a partecipare ad un tavolo di monitoraggio delle crisi del settore da tenersi presso Regione Lombardia”. A conclusione dell’incontro l’Assessore ha informato le organizzazioni sindacali presenti dell’esito positivo dell’incontro svoltosi nella giornata di ieri tra il Comune e il nuovo aggiudicatario del servizio 020202 per il mantenimento degli livelli occupazionali sul territorio comunale.

Roma, 16 i matrimoni gay trascritti da Marino in barba alla legge nazionale

Il sindaco Marino dal Campidoglio: ‘ogni uomo o donna ha diritto ad amare’. Solo la legge però sancisce i diritti

coppie_gay_roma_00 - CopiaRoma, 18 ottobre – Una pioggia di applausi ha atteso oggi il sindaco di Roma Ignazio Marino al suo arrivo in  Campidoglio, per la trascrizione di sedici matrimoni di coppie gay celebrati all’estero. In un’atmosfera carica di commozione e speranza, il primo cittadino ha dichiarato: “Dobbiamo pensare che oggi sia un giorno normale perchè crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti. E allora quale diritto più importante c’è di quello di poter dire al proprio compagno o compagna ‘Ti amo’. Un diritto che deve essere garantito a ogni uomo e ogni donna. In Italia abbiamo un percorso da fare con  leggi che possano permettere a tutti di avere gli stessi diritti. Oggi atti importanti vengono trascritti nel registro di stato civile del Comune di Roma». Non tarda ad arrivare la risposta del prefetto della capitale Giuseppe Pecoraro che ammonisce il sindaco Marino “Cancelli le trascrizioni o le annullo io”. E’ infatti questo il nodo cruciale che rende i matrimoni di oggi a Roma nulli e fuori ‘legge’, nel senso che il disegno di legge preannunciato dal presidente del Consiglio qualche giorno fa non è mai passato al vaglio del Parlamento. L’unico documento ufficialmente legale su una querelle che va avanti da molto tempo è la circolare emanata dal ministro Alfano per ordinare ai Prefetti di sospendere la registrazione dei matrimoni tra omosessuali contratti all’estero. Tali matrimoni trascritti all’anagrafe del Comune di competenza, pur anche se Roma capitale, non sono conformi alla legge italiana e trattasi in definitiva di alterazione di stato documentale, punita in modo molto più grave dei delitti di falso dalla nostra legislazione. In sostanza così come nei precedenti casi di Milano, con 12 trascrizioni di matrimoni gay da parte del sindaco Pisapia, ma anche di Bologna, Firenze, Udine, Empoli, Grosseto e Napoli, tutti comuni del medesimo colore politico, più che di traguardi raggiunti si può parlare di ribellioni in atto. Ed in attesa di una opportuna legislazione è la popolazione, qualsiasi sia l’orientamento sessuale,   la vittima di una lotta tra rappresentanti, a vario titolo, della gestione della cosa pubblica. Una situazione che crea solo sconcerto soprattutto in chi oggi ha pensato di aver coronato un sogno d’amore nel proprio Paese, e resta invece in attesa che il premier Renzi realizzi e ottenga una celere approvazione sul progetto di legge in itinere, che in sintesi prevede una sostanziale uniformità con il matrimonio ad eccezione della possibilità di adozione per le coppie omosessuali.

Francia, approvata la legge per una reale parità tra donne e uomini

Il 23 luglio il Senato francese ha votato in larga maggioranza una legge quadro sulla parità di genere

arton6796-656eaRoma, 28 luglio – Il 23 luglio l’Assemblea nazionale francese ha approvato il disegno di legge per una vera parità tra donne e uomini, portata avanti dal Ministro dei diritti delle donne Najat Belkacem-Vallaud, e adottata anche dal Senato. Si tratta di una legge quadro sulla parità di genere, che mira a raggiungere la parità in tutti gli ambiti sociali. Tra le novità principali la riforma del congedo parentale, al fine di stabilire pari responsabilità tra padre e madre rispetto alla prole. Il congedo parentale ha come novità principale la durata del distacco lavorativo in occasione della nascita del primo figlio che viene portato a un anno, mentre per il secondo figlio il congedo viene ampliato a tre anni, a condizione che almeno sei mesi siano goduti dal padre. Sempre in ambito di diritto di famiglia la legge introduce l’aumento delle pene quando non vengono pagati gli assegni di mantenimento e la garanzia sugli alimenti da parte dello Stato quando il genitore separato non provveda, con l’obbligo di restituire la somma anticipata. Inoltre riguardo alla violenza subita da donne entro le mura domestiche, il giudice potrà espellere il coniuge violento con un provvedimento immediato e senza attendere la condanna penale. La Francia introduce anche il numero telefonico unico nazionale “3919″ per rispondere alle chiamate che denunciano violenze coniugali, mutilazioni sessuali o matrimoni forzati. Viene poi stabilito il divieto ai concorsi di bellezza per le minori di anni 16 e una maggiore tutela per le donne che vogliono abortire: con la nuova legge l’aborto è diventato un diritto a prescindere dalle motivazioni. Fino ad oggi una donna per abortire doveva dichiarare di essere povera, sola, oppure di essere in “situation de détresse”, cioè in condizione di disagio e disperazione. Nel campo del lavoro le aziende che pagano più l’uomo che la donna a parità di mansione, non potranno più partecipare a gare di appalto pubbliche.

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Cultura, Caligiuri: riformare il settore dello spettacolo con una legge organica

Ministero-Beni-Culturali‘Dopo sei mesi di confronto tra Regioni, Ministero dei Beni Culturali e le categorie del settore oggi è stato dato il via libera al testo al quale sono state richieste significative modiche dalle Regioni.’

Roma, 12 giugno – Le Regioni hanno espresso un’intesa condizionata al decreto ministeriale che individua le modalità di assegnazione del Fondo Unico per lo Spettacolo. “Dopo sei mesi di confronto tra Regioni, Ministero dei Beni Culturali e le categorie del settore oggi è stato dato il via libera al testo al quale sono state richieste significative modiche dalle Regioni. Pur dando il nostro assenso a questo decreto abbiamo ribadito al Ministro Franceschini, che ha condiviso l’impostazione, la necessità di una riforma di sistema del settore dello spettacolo che non può essere realizzata solo attraverso decreti d’urgenza”. E’ quanto affermato il coordinatore della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni Mario Caligiuri, assessore regionale della Calabria. Inoltre sempre nella riunione di oggi, le Regioni hanno offerto il proprio contributo anche al cosiddetto Decreto legge “Cultura” ed all’assegnazione dei fondi ai siti UNESCO italiani.

 

Calabria, proposta di legge al Parlamento:leggere in carcere per ridurre la pena.

carcere5-570x300Mario Caligiuri assessore alla Cultura della Regione Calabria fa approvare in Giunta una proposta di legge al Parlamento, che promuove la lettura nelle carceri: per ogni libro letto 3 giorni di sconto della pena

Roma, 5 maggio – “La lettura e’ uno straordinario antidoto al disagio e favorisce la consapevolezza e il riscatto sociale e personale”. Con queste parole l’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri ha illustrato la proposta di legge al Parlamento, tramite il Consiglio Regionale, approvata oggi nella seduta della Giunta Regionale e riguardante la promozione della lettura nelle carceri. In base a questo provvedimento, si prevede che i detenuti, condannati a pena detentiva superiore Continue Reading

Gran Bretagna, ok ai matrimoni gay

img1024-700_dettaglio2_nozze-gayA mezzanotte scorsa è entrata in vigore la legge che regola i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Soddisfazione di Stonewall, l’arcigay britannica

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 Roma, 29 marzo – Allo scoccare della mezzanotte tra il 28 e il 29 marzo è entrata in vigore la legge che permette i matrimoni gay in Regno Unito e Galles. La riforma, approvata con un forte consenso di entrambe le Camere del Parlamento inglese, vede in larga misura anche l’approvazione dell’opinione pubblica britannica. L’elemento di maggiore novità sta nel permettere alle organizzazioni religiose di celebrare matrimoni nelle loro chiese, rendendoli assolutamente legali. Rimane impossibile però la celebrazione di matrimoni gay all’interno delle chiese cattoliche o anglicane. Lo stesso premier David Cameron spiega con soddisfazione ” non sarà più importante in Gran Bretagna sapere se sei eterosessuale o omosessuale: lo Stato riconoscerà il rapporto nello stesso modo”.   La riforma ha soprattutto un valore simbolico: le coppie di fatto omosessuali, infatti, beneficiavano già del diritto di adozione, fecondazione assistita e maternità “surrogata”.  Continue Reading

Marocco, mai più stupri ‘premiati’ con matrimonio riparatore

maroccoAbolita la norma che permetteva ad uno stupratore di sposare la sua vittima minorenne per evitare il carcere

Melbourne, 24 gennaio – Il parlamento del Marocco ha abolito l’articolo 475 del codice penale grazie al quale l’autore di uno stupro nei confronti di una minorenne poteva evitare il carcere sposando la sua vittima. Dopo due anni di dibattito e a seguito del suicidio di Amina Filali, il Marocco muove un primo e concreto passo nel riconoscimento della dignità delle donne nell’ambito della tutela dei diritti umani. Era il 10 marzo del 2012, quando la 16enne Amina Filali  preferì togliersi la vita piuttosto che accettare l’imposizione del matrimonio con il suo stupratore. Un gesto dettato dalla disperazione che avuto eco in tutto il paese e nella comunità internazionale, e che  ha spinto il governo di impronta islamica a modificare una legge che salvava il ‘carnefice’ che, a seguito di una violenza sessuale, poteva sposare la sua vittima, evitando così il carcere. Continue Reading

Cina, passa deroga alla legge sul figlio unico, ma solo in città

legge-del-figlio-unico-cina-cittàIl Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo approva un pacchetto di riforme: ora nei centri urbani sarà possibile avere due figli. Via libera anche all’abolizione dei campi di lavoro.

 Roma, 28 dicembre – La politica cinese del ‘figlio unico’, istituita con legge del 1980, è arrivata al capolinea. Almeno nei centri urbani della Repubblica popolare cinese, dove sarà possibile mettere al mondo anche il secondo figlio a coppie in cui uno dei due coniugi è figlio unico. Lo ha stabilito il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo che ha  approvato un pacchetto di riforme del partito comunista. Una decisione presa a seguito del calo demografico che ha ridotto di 3 milioni i lavoratori cinesi nello scorso anno. Nel pacchetto riforme Continue Reading

Stop al carcere per i giornalisti accusati di diffamazione, unica sanzione una multa

img-_innerArt-_camera-dei-deputati-La Camera ha approvato il testo di legge che elimina il carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Obbligatoria la rettifica

Roma, 18 ottobre – Con 308 voti a favore e 117 contrari la Camera ha approvato la nuova normativa sul reato di diffamazione a mezzo stampa, eliminando il carcere per i giornalisti. Il provvedimento passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva ed introduce il diritto di rettifica  da parte dell’offeso senza alcun commento esterno. L’unica sanzione che il testo prevede è una multa da cinquemila a diecimila euro. Solo nei casi in cui l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato falso, la cui diffusione sia avvenuta con la consapevolezza della sua falsità, la  multa aumenta per un importo che va da ventimila a sessantamila euro. La rettifica, obbligatoria, può essere valutata dal giudice come motivo di non punibilità del giornalista querelato. Lo stesso, se condannato, vedrà pubblicata la sentenza di condanna e se recidivo, potrà essere interdetto dalla professione per un periodo che va da uno a sei mesi. La legge include i suoi effetti anche alle testate giornalistiche online registrate presso le cancellerie dei tribunali con esclusione dei blog. Continue Reading

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