CDC presenta alla Corte di Cassazione due quesiti sulla legge elettorale

Il CDC intende quanto prima procedere alla attivazione del comitato referendario

Coord_Dem_Cost_logoRoma, 17 ottobre- Ieri mattina una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha presentato alla Corte di Cassazione due quesiti per l’effettuazione di altrettanti referendum abrogativi della legge elettorale recentemente approvata dalla attuale maggioranza parlamentare (italicum). Il CDC, sentito il parere di numerosi costituzionalisti, ritiene che la nuova legge non rispetti la sentenza della Corte Costituzionale (la n. 1 del gennaio 2014) che ha dichiarato lncostituzionale il cosiddetto ‘porcellum’ e in realta’ ne riproponga gli inaccettabili effetti distorsivi ipermaggioritari che porterebbero nuovamente alla composizione di un Parlamento non rispondente alla volontà espressa dagli elettori e dalle elettrici. Viene così tradito il principio della rappresentanza, fondamento di qualunque sistema democratico. I quesiti presentati chiedono in particolare:

– la restituzione ai cittadini del potere di scegliere i propri rappresentanti, mediante la cancellazione della priorità assegnata alla figura dei capi-lista nei vari collegi e della facoltà loro concessa di candidature plurime (fino a 10), che consente alle segreterie di partito il potere di nominare gran parte dei deputati;

– l’abbandono del meccanismo del ‘premio’, che assegna di fatto la maggioranza assoluta alla lista (cioè al partito) che ottiene il 40% dei voti, e del ‘ballottaggio’, che amplifica gli effetti negativi del ‘premio’, assegnandolo alla lista che, pur non avendo ottenuto nemmeno il 40%, vince il secondo turno indipendentemente dal numero dei votanti; si potrebbe così assegnare un potere assolutamente sproporzionato a un partito che avesse ottenuto meno del 25% (per esempio) dei consensi. Il quesito è volto a ristabilire l’eguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto di voto e ad assicurare il carattere rappresentativo della assemblea parlamentare.

Il CDC ritiene indispensabile che su un provvedimento così gravemente lesivo del dettato costituzionale, approvato da una maggioranza raccogliticcia di un Parlamento la cui legittimità è stata messa in discussione dalla citata sentenza della Corte costituzionale, siano chiamati a esprimersi gli elettori, soprattutto per le conseguenze gravissime che deriverebbero dalla eventuale approvazione anche delle modifiche costituzionali attualmente all’esame del Parlamento. Si verrebbe così a creare una intollerabile concentrazione di potere nelle mani del leader del partito vincente, privo di controlli e garanzie per le minoranze parlamentari (che rappresenterebbero però la maggioranza degli elettori). Il CDC intende quanto prima procedere alla attivazione del comitato referendario, invitando alla collaborazione tutte le organizzazioni e i cittadini che condividono le sue preoccupazioni e intendono far valere la sovranità assegnata loro dall’articolo 1 della Costituzione.

Divina (LN), ‘neo presidente Mattarella sia arbitro imparziale’

Il senatore Divina della Lega Nord: ‘le prime leggi alla firma del nuovo Capo dello Stato hanno forti elementi di incostituzionalità, sia la legge elettorale sia la riforma del titolo quinto’

 

image1Roma, 3 febbraio – “Se sarà un “arbitro imparziale” saremo i primi a compiacerci. Ed egli avrà a breve modo di darcene prova: le prime leggi che verranno sottoposte alla sua firma hanno forti elementi di incostituzionalità, sia la legge elettorale sia la riforma del titolo quinto. Se sarà arbitro imparziale lo vedremo presto!” è il commento di Sergio Divina vicecapo gruppo al Senato della Lega Nord al termine del discorso di insediamento del presidente della Repubblica appena eletto, Sergio Mattarella. “Auspico – ha sottolineato infatti nel suo primo discorso  il Presidente Mattarella – che il percorso delle riforme si porti a compimento” al fine di “rendere più adeguata la nostra democrazia”. “L’arbitro sarà imparziale – ha affermato – ma i giocatori lo aiutino con la loro correttezza”, evidenziando tra le priorità che le due  ‘squadre’ contrapposte in Parlamento devono affrontare, spicca l’approvazione di una nuova legge elettorale in tempi rapidi. “Benchè il nuovo Presidente della Repubblica non sia espressione di legittime indicazioni della Lega, a conti fatti è sempre meglio dei tanti nomi assurdi, a volte ridicoli, paventati nei giorni scorsi, – chiarisce Divina, – quantomeno si tratta di un uomo politico integro, anche se con  il discorso odierno non ha certo brillato per originalità: una serie di schemi collaudati, come la citazione dei diritti su cui si basa la Costituzione che tutti conosciamo a memoria, che hanno ottenuto come in un teatro d’elite, scrosci di applausi quasi scontati. Resta il dubbio quanti di questi erano dettati da vera ammirazione e quanti da un’ipocrita necessità del momento”. “Noi però vogliamo valutare il neopresidente non per quanto ha detto o non detto oggi, ma per quanto saprà fare da domani” conclude critico il senatore Sergio Divina.

 

Il Senato approva legge elettorale. Divina (LN): Italiani conteranno sempre meno

I sì sono stati 184,  66 i no e 2 gli astenuti. La lega all’opposizione: ‘Una legge che umilia gli elettori del nostro Paese’

legaRoma, 28 gennaio – Approvata dal Senato la nuova legge elettorale, una versione modificata dell’Italicum che mantiene in essere il patto Renzi–Berlusconi. Ora torna alla Camera per l’approvazione definitiva. La legge passa con 184 voti a favore, 66 contro e 4 astenuti. Non hanno partecipato al voto  24 senatori della minoranza del Pd e quando sarà promulgata, non sarà subito operativa perché una clausola prevede che entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2016. In caso di voto prima di quella data, per eleggere il Parlamento si dovrà utilizzare il cosiddetto Consultellum, cioè la precedente legge nota come Porcellum. Ad esclusione dalle parti dichiarate illegittime dalla sentenza della Corte Costituzionale. “Gli Italiani conteranno sempre meno” commenta con disappunto Sergio Divina, vicecapo gruppo della Lega Nord al Senato, che si oppone alla nuova legge. .
“Non eleggeranno più le province ordinarie pur rimanendo queste in vita, non eleggeranno più il Senato, in quanto saranno i consiglieri regionali a farlo, – incalza Divina –  non peseranno nemmeno nel formare la Camera dei Deputati in quanto la maggioranza dei suoi membri sarà scelta ed imposta dai segretari di partito. Cento posti garantiti ad ogni segretario.
Ancorché scolastica l’ipotesi, se dalle urne uscissero 6 partiti con poco più del 16%, nessuno dei membri della Camera verrebbe eletto con le preferenze” spiega il senatore della Lega e aggiunge “ La legge “truffa” di memoria degasperiana al confronto sembrerebbe elaborata da dilettanti. Tanti parlamentari anche di maggioranza non se la sono sentita di avvallare tale scempio” con chiaro riferimento ai 24 senatori Pd che si sono rifiutati di votare: Felice Casson, Vannino Chiti, Paolo Corsini, Erica D’Adda, Nerina Dirindin, Marco Filippi, Federico Fornaro, Maria Grazia Gatti, Miguel Gotor, Maria Cecilia Guerra, Paolo Guerrieri, Silvio Lai, Sergio Lo Giudice, Doris Lo Moro, Patrizia Manassero, Claudio Micheloni, Maurizio Migliavacca, Corradino Mineo, Massimo Mucchetti, Carlo Pegorer, Lucrezia Ricchiuti, Roberto Ruta, Lodovico Sonego, Walter Tocci. Tra le modifiche approvate rispetto al passato un premio di maggioranza al partito che supera il 40 per cento dei voti, o al più votato in caso di ballottaggio al secondo turno tra i due più votati se nessuno supera quella soglia. In questo modo al partito vincente vanno 340 seggi,  a tutti gli altri ne restano 290. Lo sbarramento al primo turno è fissato al 3% dei voti. Cento i collegi in ognuno dei quali sono scelti ed  eletti 6-7 deputati; per ogni partito il capolista è bloccato (cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio) mentre  per gli altri candidati valgono le preferenze. Un candidato si può presentare in più collegi per un massimo di dieci. Sono possibili due preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima, pena la nullità della seconda. Le liste devono esser composte in modo tale  da alternare un uomo ad una donna, e sono possibili due preferenze purchè di diverso genere. La scheda avrà a  fianco del simbolo di ciascun partito il nome del capolista bloccato, e due spazi dove scrivere le due eventuali preferenze. “Noi, senatori della Lega, con i numeri di cui disponiamo abbiamo fatto l’impossibile per non licenziare una legge che umilia ( se vi fosse ancora spazio per ulteriori umiliazioni) gli elettori di questo Paese” – spiega Sergio Divina – “ Sotto ricatto di Renzi, però, oltre alla maggioranza governativa, anche i bistrattati senatori Trentini hanno votato questa legge che annulla la volontà dei cittadini”.  E conclude , con chiara denuncia di un ulteriore perdita in democrazia ed autonomia del territorio da cui proviene e in cui è stato eletto  “ Bistrattati perché, come i servi sciocchi, nonostante la loro totale sottomissione, ad ogni nuova manovra il Governo di Renzi espropria continuamente al Trentino risorse che dovrebbero invece servire a garantire l’effettiva gestione dell’Autonomia. Avere competenze ma non avere le risorse per esercitarle è esattamente come non avere nulla. Ma nonostante ciò i colleghi trentini continuano a gridare “viva Renzi”. Autonomia provvisoria?”

 

 

 

 

Fedi (PD): Nella discussione sulla legge elettorale confusi tentativi di sconfinamento sul voto all’estero

marco fediAlla Camera la discussione sulla legge elettorale si è occupata anche del voto all’estero e del voto dei fuori sede. Il parere di Marco Fedi eletto nella circoscrizione estero Oceania, Africa, Asia e Antartide

Roma, 13 marzo – L’emendamento sulla incandidabilità dei componenti i Comites e il Cgie, presentato dal M5S in aula alla Camera in tema di legge elettorale, è stato respinto. Il movimento nel frattempo ha annunciato una proposta di riforma della legge 459 del 2001. ‘E’ legittimo chiedersi’,- commenta Marco Fedi(PD) eletto alla Camera nella circoscrizione estero Oceania, Africa, Asia e Antartide, – ‘se la ragione di questa norma, rispetto alla quale sono in totale disaccordo, per la diversa natura e qualità della rappresentanza di Comites e Cgie, non sia stata solo mediatica e propagandistica, con poco rispetto del Parlamento della Repubblica, cosa non nuova per il Movimento 5S’.  ‘Si è passati poi ad esaminare soluzioni diverse per i fuori sede’ – prosegue Fedi sulla seduta in aula- ‘Nel corso della discussione, Continue Reading

Lidu, solidarietà a Giachetti, vicepresidente Camera

giachettiLettera della Lega italiana dei diritti dell’uomo a Roberto Giachetti, in sciopero della fame da 25 giorni per abolizione Porcellum

 

Roma, 1 novembre – “La L.I.D.U. , Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo, intende esprimere all’On. Giachetti vivo apprezzamento e solidarietà per la sua battaglia condotta con metodi non-violenti, e unire la sua voce a quanti sollecitano la rapida adozione di una legge elettorale che garantisca ai cittadini, al cui complesso appartiene la sovranità come afferma la Costituzione, il diritto di eleggere deputati e senatori che realmente li rappresentino, ed a loro rispondano.

Il Deputato Giachetti sta facendo da giorni lo sciopero della fame per attirare l’attenzione su questa che, oltre agli aspetti politici ed istituzionali, si configura come una violazione dei Diritti Umani. Continue Reading

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