Legalità. Sindaco Pisapia aderisce all’iniziativa ‘Stop alle false cooperative’

Pisapia: ” Le cooperative svolgono una funzione molto importante ma è evidente che bisogna distinguere chi opera correttamente da chi non segue le regole”

stop_alle_false_cooperativeMilano, 10 settembre 2015 – “Sostenere la legalità nel mondo delle cooperative per garantire un mercato sano e trasparente è un dovere delle Istituzioni. Per questo ho voluto dare il mio supporto a questa legge di iniziativa popolare che vuole portare avanti la battaglia contro ogni forma di illegalità in questo settore. Le cooperative svolgono una funzione molto importante ma è evidente che bisogna distinguere chi opera correttamente da chi non segue le regole”. Così il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia in occasione della firma a sostegno dell’iniziativa ‘Stop alle false cooperative’, promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane (costituita da AGCI, Confcooperative, Legacoop). “In questi anni è stato concreto l’impegno del Comune di Milano per garantire la trasparenza, la regolarità, oltre che la qualità, delle cooperative che collaborano con l’Amministrazione. Inoltre ci siamo anche impegnati a riservare il 5% degli appalti per la fornitura di beni, servizi e lavori diversi da quelli socio-sanitari ed educativi alle cooperative sociali di tipo B, quelle con almeno il 30% di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiati”, conclude il Sindaco Pisapia.

Made in Italy, Cooperative sono un quarto del fatturato alimentare

Presentato a Roma il nuovo Rapporto dell’Osservatorio sulla Cooperazione agricola alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina: la cooperazione agricola italiana genera un fatturato di quasi 35 miliardi di euro utilizzando il 99% di materia prima italiana

Di Ram

 

CMYK baseRoma, 17 febbraio – Con le sue 5.042 imprese attive, la cooperazione agricola italiana garantisce occupazione a più di 93.400 addetti e genera un fatturato di quasi 35 miliardi di euro, pari al 23% del valore dell’alimentare italiano, ottenuto attraverso la lavorazione e trasformazione di una quota pari al 37% della materia prima agricola italiana, per un valore di 19 miliardi di euro. Questi i numeri principali emersi dal Rapporto 2014 dell’Osservatorio sulla Cooperazione agricola, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole e sostenuto dalle organizzazioni Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Unicoop, che è stato presentato oggi a Roma a Palazzo della cooperazione, alla presenza del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Di rilievo anche l’ambito delle esportazioni, che vede le cooperative rappresentare il 13% del totale dell’export agroalimentare italiano, pari a 4 miliardi di euro. Ma l’elemento forse tra i più significativi riguarda le performance economiche della cooperazione che nel 2013 ha fatto segnare un +5,8% di crescita del fatturato rispetto all’anno precedente, contro un più contenuto +1,5% dell’alimentare nel suo complesso. Soddisfatto del quadro emerso il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri che – a proposito della buona tenuta dei principali indicatori macroeconomici delle cooperative – ha evidenziato come sia proprio questo “il grande merito che ha avuto la cooperazione negli ultimi anni, ovvero quello di indirizzare la produzione delle aziende agricole in un’ottica tutta orientata al mercato, nazionale ed estero, valorizzando al massimo i prodotti conferiti dai soci”. Permane anche nell’ultimo Rapporto una certa disomogeneità del tessuto imprenditoriale cooperativo sul territorio nazionale: il 45% delle cooperative ha sede al Nord Italia ed è capace di generare l’82% del fatturato totale contro il 7% e l’11% generato rispettivamente dalle cooperative del Centro e del Sud Italia; le dimensioni medie d’impresa sono pari a 13 milioni di euro per le cooperative del Nord Italia e di appena 2 milioni per quelle del Sud, anche se qualche segnale di crescita dimensionale va registrato anche in alcune regioni del Mezzogiorno. Le cooperative giocano un ruolo fondamentale per la valorizzazione di prodotti made in Italy tanto in Italia quanto sul mercato estero: le imprese cooperative, infatti, lavorano materia prima che per il 73% è di provenienza locale, per il 26% è nazionale e solo per l’1% viene dall’estero. Carne, ortofrutta, latte e vino si confermano i principali settori cooperativi grazie al forte legame con la base produttiva agricola. In questi settori le imprese cooperative sono divenute casi di eccellenza sul territorio e veri e propri big player a livello nazionale ed internazionale. Le cooperative sono, infatti, leader di settore nel vino, nell’ortofrutta fresca e trasformata e nelle carni avicole; rappresentano il segmento più ampio della produzione di formaggi a denominazione di origine e contemporaneamente sono i principali attori nazionali nel comparto del latte fresco, in cui competono con grandi multinazionali estere. Si tratta di cooperative che utilizzando le materie prime agricole conferite dai soci agricoli, realizzano il 38% del loro fatturato dai prodotti a marchio proprio e il 15% da private label. “Un pezzo importante della cooperazione fa oggi parte dell’alimentare avanzato – ha commentato Ersilia Di Tullio di Nomisma, responsabile scientifico dell’Osservatorio – ma allo stesso tempo tiene saldi i propri fini solidaristici, che la differenziano dalle imprese di capitali. Il rapporto con il socio è sempre privilegiato come indica un grado di mutualità pari in media al 79%. Ci sono però ulteriori spazi di crescita; oggi grazie ai suoi approvvigionamenti di materia prima la cooperazione italiana valorizza il 39% della produzione agricola nazionale. In altri paesi europei, a forte matrice cooperativa, questa quota è superiore, assestandosi al 55% in Francia ed al 68% in Olanda”.

 

Roma,presentazione rapporto dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana 2014

Il 17 Febbraio 2015 alle 10.30 presso il Palazzo della Cooperazione, Via Torino 146, Roma

di Ram

 

 

agricolturaMartedì 17 febbraio, alle ore 10,45, presso il Palazzo della Cooperazione di Roma, verranno presentati i risultati dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana 2014, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e sostenuto da Agci – Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Unicoop. Dopo i saluti d’apertura di Giorgio Mercuri, Presidente di Alleanza delle Cooperative Agricole, Ersilia Di Tullio, Responsabile Cooperazione di Nomismapresenterà il Rapporto 2014 dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana. A seguire, dalle ore 11.30, si terrà una tavola rotonda – moderata daMaurizio Tropeano, de La Stampa – con la partecipazione di Corrado Casoli, Presidente del Gruppo Italiano Vini e di Cantine Riunite CIV, Maurizio Gardini, Presidente Conserve Italia e Confcooperative e Francesco Pugliese, Presidente di ADM (Associazione della Distribuzione Moderna). Chiuderà i lavori l’intervento di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.  Lo studio offre una fotografia completa del ruolo dell’impresa cooperativa nel sistema agroalimentare italiano, mettendo a disposizione di tutti i professionisti dell’agroalimentare una fonte preziosa di informazioni; le attività di ricerca, condotte da Nomisma già a partire dalla prima edizione dell’Osservatorio nel 2005, si basano su analisi condotte grazie a indagini dirette – interviste, focus group, casi di studio – e approfondimenti specifici, mirati a tracciare un profilo completo delle imprese cooperative agroalimentari, con particolare attenzione al loro peso economico in termini di fatturato ed esportazioni, ai settori produttivi di rilievo, alla loro distribuzione sul territorio ed alle loro performance economico-finanziarie.

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