Sergio Divina, con sanzioni alla Russia crolla il mercato agroalimentare

Divina (Ln): “Perché mai poi andrebbero prolungate le sanzioni da parte dell’Europa alla Russia che tra l’altro fa parte della coalizione militare europea che, con Francia, Germania e Gran Bretagna, sta combattendo militarmente l’Isis in Siria?”

divinaRoma, 16 Marzo – “Prolungare le sanzioni europee alla Russia sarebbe assurdo. Come Italiani dovremo opporci con ogni mezzo”. E’ quanto asserisce il Senatore Sergio Divina, vice capogruppo della Lega Nord al Senato e membro Osce, in merito alla decisione presa dai Governi dell’Unione Europea che la scorsa settimana hanno deciso di mantenere il congelamento dei beni Russi e i divieti di viaggio fino a metà settembre. “Il ministro Gentiloni, al termine del Consiglio Affari Esteri tenutosi oggi a Bruxelles,” spiega Sergio Divina “ha parlato di un possibile prolungamento delle sanzioni alla Russia quasi che la cosa non ci toccasse in alcun modo. Forse il ministro dimentica che grazie alle sanzioni europee le esportazioni italiane nel mercato russo sono crollate raggiungendo il minimo da dieci anni, ovvero appena 7,1 miliardi, con un crollo di 3,7 miliardi rispetto al 2013, l’anno precedente all’introduzione delle sanzioni. Frutta, come le mele trentine, assieme alle verdure fresche e latticini, settori che sopravvivevano grazie all’export verso i paesi nordici, hanno subito un vero tracollo dall’embargo russo.  Perché mai poi andrebbero prolungate le sanzioni da parte dell’Europa alla Russia che tra l’altro fa parte della coalizione militare europea che, con Francia, Germania e Gran Bretagna, sta combattendo militarmente l’Isis in Siria? E indirettamente tutela la sicurezza stessa del continente europeo? Si pensi anche ai nostri agricoltori nei prossimi Consigli Europei quando si dovranno rivedere le politiche sanzionatorie verso la Federazione Russa.”

Acqua: interrogazione Lega su arsenico nel pontino e Sabaudia‏

Sen. Paolo Arrigoni: “il numero limitato di campionamenti effettuati dagli enti di controllo, rispetto alla vastità del territorio coinvolto non può offrire certezze sullo stato generale delle acque di Sabaudia e della provincia di Latina”

di Romolo Martelloni

acqua_arsenico-696x462ROMA, 23 Febbraio – “da una consultazione delle fatture e bollette relative al consumo dell’acqua che ricevono gli utenti e da documenti redatti da ASSOUTENTI (Associazione degli Utenti di pubblici servizi), si apprende che le analisi chimiche dell’acqua per uso domestico distribuita a Sabaudia e nella provincia di Latina riporterebbero valori prossimi a quello massimo di tolleranza per un veleno nocivo alla salute, l’Arsenico”, e’ quanto scrive in una interrogazione al Ministro dell’Ambiente, Galletti, il capogruppo della Lega Nord in commissione ambiente del Senato, Paolo Arrigoni dopo che allo stesso parlamentare si sono rivolti molti cittadini del territorio e l’associazione Laboratorio Sabaudia con il suo presidente Paolo Mellano. Nell’acquedotto “Sardellane” relativo al prelievo del Serbatoio del Comune di Sabaudia, si legge nell’interrogazione, si evidenziano i valori di Arsenico pari 8,1 microgrammi per litro e nella sezione della bolletta relativa alle caratteristiche qualitative dell’acqua distribuita per uso idropotabile si evidenzia una media di 9 µg/l, rispetto ad un limite massimo di legge consentito (D. Lgs. 31/2001) pari a 10 µg/l; Il limite dell’Arsenico in acqua pubblica in Italia era pari a 50 µg/l, ridotto in 10 µg/l con il recepimento delle direttive europee attraverso il D.Lgs. n. 31/2001; si apprende dai media che le richieste di deroga per innalzamento dei limiti richiesti dal Governo Italiano all’UE, per l’Arsenico, sono state accolte 3 volte ed hanno interessato, per quasi un decennio, Lazio, Campania, Toscana, Umbria, Lombardia, Trentino Alto Adige. “il numero limitato di campionamenti effettuati dagli enti di controllo, rispetto alla vastità del territorio coinvolto – evidenzia il sen. Arrigoni – non può offrire certezze sullo stato generale delle acque di Sabaudia e della provincia di Latina. Secondo quanto riportato dall’ Associazione Laboratorio Sabaudia, campionamenti effettuati da privati hanno evidenziato valori pari a 15,6 μg/l alla stazione di Campoleone ad Aprilia, l’ASL Latina a maggio scorso sembra che abbiaindividuato valori pari a 16 e 17 μg/l, mentre alla stazione di viaCapitancelli a Velletri è stato misurato un valore pari a 10 μg/l,confermando che sussistono pericoli di sforamento rispetto ai 10μg/l consentiti dalla legge”.  A Galletti, il parlamentare della Lega chiede di sapere “se intenda esaminare le criticità del territorio di Sabaudia e di Latina per la presenza di Arsenico nell’acquaidropotabile e adottare tutte le iniziative di propria competenza per garantire la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche in ordine ad iniziative che possano stimolare gli enti locali interessati ad acquisire gli strumenti necessari per abbattere il valore dell’arsenico”.

Servizio radiodiffusione Dab+: anche Quattroruote denuncia l’inadempimento Rai

Interrogazione del senatore Sergio Divina(Ln) in merito alla denuncia lanciata dal periodico “Quattroruote” (numero di febbraio 2016; pagine 60 e 61) relativa al mancato raggiungimento della copertura del segnale Dab+ del territorio nazionale da parte della Rai

abbonamento-del-tv_NG1Trento, 5 febbraio –

Al Ministro dei Trasporti e Telecomunicazioni Graziano Delrio

Sull’effettivo grado di copertura del servizio di radiodiffusione Dab+ sul territorio nazionale da parte di Rai ho sempre avuto dei dubbi, nonostante gli sforzi da parte del Governo Renzi e della stessa Autorità garante per le comunicazioni (AgCom) di certificare l’esatto opposto. Ora, a smentire la posizione del Governo, di AgCom e della stessa Rai arriva anche l’autorevole periodico Quattroruote che, nel numero di febbraio della rivista, pubblica un servizio dedicato proprio allo stato dell’arte del Dab+ in Italia, evidenziando che “se i due consorzi provati che distribuiscono il segnale digitale nazionale – Club Dab Italia ed Euro Dab – coprono il 70% della popolazione, la diffusione della Rai arranca: non ha ancora raggiunto un italiano su due (nel Regno Unito, la radio Dab della BBC arriva al 97%). D’altra parte, lo scorso ottobre erano attivi solo 18 dei 60 impianti Dab+ di RayWay previsti entro fine 2015”. Ora, a 2015 ampiamente terminato, è evidente che il concessionario di un pubblico servizio quale è la Rai è sostanzialmente inadempiente al contratto di servizio sottoscritto con lo Stato italiano e la stessa AgCom di fatto ha abdicato ai suoi compiti di vigilanza e di sanzionamento degli obblighi non rispettati previsti dal contratto di concessione Rai. La rapida realizzazione della rete Dab+ in Italia permetterebbe saldo economico positivo sia per le entrate statali riferite all’Iva sui nuovi ricevitori, sia per l’occupazione e il commercio, prevendendo che nel nostro paese esiste un possibile bacino per oltre 20 milioni di nuovi ricevitori radiofonici moderni. La mancata attività della concessionaria Rai produce un danno al sistema radiofonico, ai cittadini e all’economia del Paese.

Premesso quanto sopra, il sottoscritto Senatore interroga il Governo per sapere:

 

  1. se la denuncia lanciata dal periodico “Quattroruote” (numero di febbraio 2016; pagine 60 e 61) relativa al mancato raggiungimento della copertura del segnale Dab+ del territorio nazionale da parte della Rai (che fa seguito alle segnalazioni del sottoscritto già contenute in mie precedenti interrogazioni al Governo e segnalazioni ad AgCom) è corrispondente al vero;
  2. in caso di risposta affermativa al quesito di cui sub 1), quali siano i provvedimenti esemplari che il Governo intende intraprendere nei confronti del concessionario pubblico Rai che, a differenza dei soggetti privati Club Dab Italia e Euro Dab, non ha rispettato gli obblighi di copertura del segnale radiofonico digitale Dab+, che prevedevano, nel caso di Rai l’installazione di 60 impianti di trasmissione Dab+ entro il 2015;
  3. che posizione s’intenda prendere nei confronti di AgCom che, nonostante le ripetute segnalazioni del sottoscritto, non ha provveduto ad attivare le procedure di vigilanza di sua competenza nei confronti dell’inadempimento da parte di Rai in tema di mancata copertura del territorio nazionale con il segnale Dab+;
  4. se, come giustamente evidenzia il periodico “Quattrouote” succitato, il Governo intenda intervenire a fare chiarezza presso i consumatori finali attivando un’adeguata campagna informativa circa il significato della radiofonia a standard Dab+ e i suoi vantaggi in termini di qualità del segnale, facilità di utilizzo e ridotto impatto ambientale rispetto all’attuale standard trasmissivo analogico FM, anche facendo obbligo ai distributori e rivenditori di apparecchi radiofonici di applicare da subito sui dispositivi ancora privi di sintonizzatore Dab+ un’apposita etichetta di dimensioni adeguate all’imballaggio (e comunque facilmente individuabile dal consumatore) recante la critta “questo apparecchio radiofonico riceve solo le trasmissioni analogiche a standard FM. Non è abilitato alla ricezione delle nuove trasmissioni radiofoniche digitali a standard Dab+”.
  5. Se come avviene in altri paesi non sia opportuno, vista l’alta copertura del servizio di radio digitale, introdurre l’obbligo di commercializzazione di apparati riceventi con il doppio standard FM/ Dab+ in modo da garantire lo sviluppo della radiofonia e tutelando i consumatori
  6. Se come avviene negli altri paesi europei sia opportuno invitare formalmente la concessionaria Rai a collaborare con gli operatori privati nel programmare e realizzare al più presto il completamento della copertura nazionale ed il servizio in galleria, come previsto dalle direttive europee sulla sicurezza, ottenendo il duplice effetto di offrire servizi gratuiti ai cittadini e ottenere un notevole risparmio energetico ed economico, con un drastico minor impatto ambientale.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Lega Nord Trentino

Stabilità: Divina (LN), governo attenui differenze tra comuni di confine e quelli di regioni autonome

Intervento del vicepresidente dei senatori leghisti, Sergio Divina sulla legge di stabilità
image1ROMA, 4 NOVEMBRE. ” Oggi ho incontrato il sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa,  assieme ai sindaci, al segretario generale e al Presidente dell’ASSCO (comuni di confine). L’obiettivo è quello di riuscire a mettere nella legge di stabilità  una somma che consenta di attenuare la differenza fra loro e i comuni delle Regioni  e Province Autonome. Purtroppo, Bressa non si è sbilanciato sostenendo che il suo Ministero non ha fondi sufficienti per l’operazione”. “Sarà un impegno mio convincere i colleghi senatori che è bene mantenere e rifinanziare il fondo che consentirà di evitare il pericolo dello spopolamento delle aree montane più penalizzate per carenza di servizi.” “Ciò farà attenuare anche le tensioni e le gelosie nei confronti delle nostre Province Autonome.”
Lo dichiara il vicepresidente dei senatori leghisti, Sergio Divina.

Divina (LN) Isis, diventerà emergenza Europea

“Agire subito senza alcun indugio prima che i terroristi arrivino a casa nostra” 
sergio-divina-2Roma, 30 settembre- Come Lega lo avevamo sostenuto da tempo, “il terrorismo va fermato prima che diventi una emergenza interna”. Oggi apprendiamo che queste sono anche le posizioni di Vladimir Putin, che afferma alle agenzie “L’unico modo giusto di lottare contro il terrorismo internazionale e’ agire in anticipo, combattere e distruggere miliziani e terroristi sui territori gia’ occupati da loro e non aspettare che arrivano a casa nostra”.  Ci troviamo sempre più in sintonia col presidente russo, anche perché in si limita a fare affermazioni ma agisce di conseguenza. Infatti mentre altri ricercavano soluzioni “diplomatiche”, Putin inviava truppe e mezzi in Siria per debellare il cancro rappresentato dall’Isis.  Lo afferma il vicepresidente della Commissione Difesa del Senato Sergio Divina.

Riforme: Divina (LN), Renzi si prepara al discorso del Bivacco?

Divina: ” Se ci sono ancora uomini liberi, bisogna avere il coraggio di dire che questa riforma non s’ha da fare’.

sergio-divinaROMA, 28 SETTEMBRE – ”C’è una grossa concentrazione di poteri cui aspira il signore di Palazzo Chigi. Andiamo a leggere cosa abbiamo scritto nella riforma che stiamo esaminando: andiamo ancor di più verso un centralismo statale. L’analogia con il 1922 e la presa al potere di Mussolini e il suo conseguente discorso ‘del bivacco’ e’impressionante”. Lo scrive, in una nota, il senatore trentino della Lega Nord, vicepresidente del gruppo parlamentare, Sergio Divina che di seguito riporta le parole del duce appena preso il potere: ”Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”. ”Le correzioni apportate al Titolo V – afferma Divina – prevedono meno potestà legislativa alle Regioni: infatti le Regioni ordinarie vengono completamente spogliate della potestà legislativa concorrente. Noi che veniamo dalle Regioni a statuto speciale potremmo anche dire che tutto sommato a noi è andata bene. Invece non è andata bene per nulla. Se andiamo a vedere, quando è prevista un’intesa per le modifiche dei nostri statuti speciali, qualora l’intesa non si trovi, scatta il potere sostitutivo del Governo. Cosa conta a questo punto il nostro potere? È un potere di veto, se vogliamo, o di non siglare l’intesa, quando comunque l’intesa non trovata trova il Governo che si sostituisce e che deciderà”. Continua Divina: ”Dovremmo poi sentirci indignati – qui mi rivolgo ad ogni singolo senatore – per il fatto che sempre quel signore che citavo prima stabilisce anche le date e dice che vuole che questa riforma sia approvata entro una data certa, cioè entro il 15 ottobre; stabilisce pure i termini di lavoro in questa Assemblea. Dove è finita l’autonomia di questa Assemblea? Dobbiamo parlare velocemente e dobbiamo accelerare i tempi, perché egli, senza sentire alcuna ragione, vuole che la riforma sia approvata entro quella data”. E conclude: ”Stiamo intraprendendo un percorso di una pericolosità assoluta. Se ci sono ancora uomini liberi, bisogna avere il coraggio di dire che questa riforma non s’ha da fare’.

Divina (Ln) su Marò:”Amburgo valuti violazione diritto internazionale e diritti umani”

Commento del Vicepresidente commissione Difesa del Senato, senatore Sergio Divina, sul caso marò che approda in sede di Arbitrato internazionale del mare

 

di Sergio Divina
Vicepresidente commissione Difesa del Senato

divinaRoma, 14 agosto – Inizia l’arbitrato internazionale della corte di Amburgo.  Tardivamente di fronte ad un atteggiamento della giustizia indiana inconcludente, farraginoso e succube di pressioni politiche prima locali e poi nazionali. Tutto ciò di fronte ad una palese violazione del diritto internazionale ed anche dei diritti umani che vengono sbandierati ai quattro venti quando si tratta di annunci e invece spesso sono disattesi in parte o totalmente quando si tratta di applicarli. Il punto è che una persona accusata di aver commesso un reato ha diritto di essete giudicata in tempi ragionevoli dal suo giudice naturale.  È il caso dei due fucilieri di marina del San Marco. Non si tratta di affermare che siano colpevoli o innocenti.  Si tratta di affermare che hanno il diritto di essere giudicati. Da chi ? Da un collegio giudicante in territorio italiano e non da altri e men che meno in India. Semplicemente perché l’episodio di cui sono accusati è avvenuto quando la nave Enrica Lexie si trovava inconfutabilmente in acque internazionali ( come rilevato dalle apparecchiature) e poiché batteva bandiera italiana era territorio italiano. Dunque giudice italiano: su questo punto il diritto marittimo internazionale è chiarissimo. Le Autorità politiche indiane erano e sono di avviso contrario per assecondare l’opinione pubblica locale, in primis quella dello Stato del Kerala e poi quella nazionale con il montare del caso. Il tira e molla indiano è stato inaccettabile e ha palesato la debolezza italiana sia politica che gestionale . A questo riguardo è semplicemente disdicevole e duole ricordare che per ottenere un nulla di fatto l’Italia ha sostenuto costi legali per oltre 5 milioni di euro ! E non è finita perché la Corte di Amburgo non emetterà un verdetto di assoluzione o di colpevolezza ma si limiterà a sentenziare dove si dovrà svolgere il processo! Tempi ancora lunghissimi quindi. Cosa si sarebbe dovuto fare da parte italiana ?  Semplicemente quando i due fucilieri erano tornati in Italia in licenza, un Giudice italiano competente avrebbe dovuto avocare a se il diritto / dovere di giudicarli. Il Governo in carica di quel momento in ogni caso , in forza del diritto internazionale aveva il sacrosanto dovere di non rimandarli in India.  Anche perché cosi facendo, come ahimè ha fatto, ( l’unico a ben comportarsi è stato l’allora Ministro degli Affari Esteri Ambasciatore Giulio Terzi , insieme a  qualche voce parlamentare) ha violato la nostra Costituzione che vieta qualsiasi estradizione verso paesi che applicano sentenze di pena di morte: i due Marò come ampiamente riportato anche da organi di stampa italiani e indiani rischiano tale pena , se giudicati in India!  È semplicemente orrendo che il Governo del paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria si sia comportato in questo modo! Non sarà mai sufficiente deprecare e provare un senso di distacco per il comportamento pusillanime e colpevole del Presidente Monti in violazione del fondamentale diritto alla vita solennemente sancito dalla nostra Costituzione.  La cosa più assurda è che il Governo per giustificare l’improvvido trasferimento in India di La Torre e Girone, abbia citato il proprio impegno a rimandarli in India sottoscritto con un documento , vuoto di significato per i predetti motivi costituzionali, che coprivano invece indicibili interessi industriali per altro disattesi successivamente da parte indiana. Il Governo indiano da par sua ha violato, con il blocco della libertà di movimento del nostro Ambasciatore,  l’immunità diplomatica che rappresenta un fondamentale pilastro dei rapporti internazionali senza che l”Italia, come avrebbe dovuto, strepitasse e facesse il diavolo a quattro in tutti i Fori internazionali!  Il caso dei nostri due fucilieri di Marina è dunque un compendio di diritti internazionali e umani violati , la cui gravità non è stata percepita compiutamente dalla nostra pubblica opinione forse distratta dalle varie strumentalizzazioni che di volta in volta hanno accentuato solo alcuni aspetti della intera questione. Purtroppo, al momento , questa vicenda che rappresenta una tragedia per i due fucilieri e per le loro famiglie ma anche per l”intero popolo italiano , è ancora lontana da una corretta e legittima soluzione . Dio non voglia da un esito orrendo in punta di diritto e di sensibilità delle coscienze.

Matteo Salvini tra i protagonisti di “Acourma!”

Il “salotto” ai piedi del Monte Bianco dedicato all’attualità

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini  incontra la stampa a margine del congresso del partito a Milano, 20 giugno 2015. ANSA / MATTEO BAZZI

Courmayeur, 23 luglio 2015_ È iniziato il conto alla rovescia per la prima edizione di aCOURMA!, la nuova rassegna dell’estate di Courmayeur, che si terrà dal 31 luglio al 2 agosto 2015. Tra gli ospiti spicca il nome di Matteo Salvini, protagonista dell’ultima stagione politica, che ha polarizzato il dibattito pubblico riguardo a temi “sensibili” come quello dell’immigrazione. Il segretario della Lega Nord salirà sul palco del Jardin de l’Ange, in centro, sabato 1 agosto, alle ore 21.00, insieme al suo vice segretario federale Edoardo Rixi. Tra gli ospiti della rassegna, molti esperti e volti noti, capaci di raccontare, ciascuno secondo il suo punto di vista, l’Italia del futuro: il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, Bruno Vespa, Monica Maggioni,Mauro Giordano, Alessandra Necci e Candida Morvillo, e ancora i “food writers” Gigi e Clara Padovani, il responsabile della comunicazione istituzionale del comparto Intelligence della Repubblica ItalianaPaolo Scotto di Castelbianco, l’ingegner Luca Marigo, esperto di biogas e Massimo Donatoni,responsabile Advisory di Azimut Wealth Management. “aCOURMA!” si propone come un forum indipendente di attualità, economia e innovazione che per tre giorni trasformerà il Jardin de l’Ange, il “salotto all’aperto” nel cuore del centro storico di Courmayeur, inun’arena per dibattiti, presentazioni e interviste, uno spazio condiviso dove elaborare idee e discutere di temi che scaldano l’opinione pubblica.

OSCE: Divina(LN), da Usa e Canada spinte per rompere con Russia

Assemblea Parlamentare in seduta plenaria ad Helsinki. 

sergio-divina Helsinki, 8 luglio – ”Stati Uniti e Canada vogliono che l’Europa rompa con la Russia”. E’ l’accusa che muove Sergio Divina, senatore della Lega Nord, membro dell’ Osce da Helsinki che punta il dito contro il
Nordamerica unito contro Mosca. Dopo aver chiesto all’ assemblea se si vuole ”veramente cercare un
dialogo” e se ”ci sono spinte per destabilizzare l’Europa”, il parlamentare italiano non usa mezzi termini contro i promotori dell’ iniziativa: ”se io guardo i promotori dell’iniziativa guarda caso viene dal Canada la proposta. Sulla Russia non ci sono mai obiettivita’ ma solo tifoserie, chi parteggia o chi e’ contro con
motivi legati piu’ sul passato che sulle questioni da affrontare contingentemente”. ”In ucraina – ha ricordato il sen. Divina ai parlamentari riuniti ad Helsinki- e’ avvenuto un colpo di stato guarda caso anche questo stimolato da paesi oltreatlantico. si poteva immaginare una reazione ? Qualcuno ha gia’ citato la storia della Crimea, da chi la abita e come si sente quella popolazione”. Dopo aver ricordato i principi ispiratori dell’ Osce tra cui ”l’autodeterminazione dei popoli”, il senatore trentino ha voluto ricordare questioni identiche all’ Ucraina come il Kosovo dove ”nessuno ha obiettato nulla o come  il Nagorno-Karabach che e’ territorio azero occupato militarmente dall’ Armenia. Se ci deve essere riconoscimento dell’ autodeterminazione allora ci deve essere per tutti. Le sanzioni contro la Russia che ancora una volta vengono da oltreoceano e che tutta l’Europa passivamente si e’ adeguata le stiamo pagando noi occidentali che ci siamo rotti gli ultimi rapporti commerciali che avevamo con un mercato importante quale quello russo. Mentre – ha concluso – c’e’ l’Isis alle porte che taglia teste e fa uccidere poveri prigionieri da baby killer magistralmente istruiti e qui l’Europa, gli Usa, il Canada nel piu’ assordante silenzio”.

Politica, interrogazione del senatore Divina (Ln) su riforma del 730

La dichiarazione dei redditi per la quale circa mezzo milione di contribuenti, dall’inizio dell’anno, ha richiesto le credenziali di accesso ai servizi on line, nella realtà dei fatti sembra invece indicare ulteriori disagi e lungaggini burocratiche rispetto al precedente sistema

 

SERGIO DIVINA POLITICO

Roma, 27 maggio – “In questi giorni le Agenzie delle Entrate provinciali sono prese d’assalto da innumerevoli contribuenti intenti a richiede il famoso PIN! Quello che doveva essere una semplificazione (dichiarazione dei redditi precompilata dall’amministrazione pubblica) si sta rilevando un vero e proprio calvario”. E’ questa la lucida analisi di Sergio Divina, capogruppo al Senato della Lega nord che spiega:”Il call center è eterno, chi prova via internet desiste dopo pochi tentativi, chi si reca agli sportelli lo deve fare più volte perché il PIN viene dato in più fasi a distanza di tempo. Un disastro. Ho interrogato pertanto il Ministro competente sulla questione in modo che si possa (dato che il sistema precedente era sicuramente meno oneroso per i cittadini)  tamponare questa brutta avventura per milioni di contribuenti italiani”. Divina si riferisce allo sconcerto ed alla confusione della popolazione in seguito alla riforma introdotta in aprile che anziché veder inviata una dichiarazione precompilata a tutti i contribuenti, in realtà vede il contribuente impegnato spesso a scaricarla dal web  con grave rischio di esclusione dei cittadini più deboli. Da una indagine condotta dalla Unione Europea nel nostro Paese nello scorso anno, si apprende che appena il 56% delle persone usa internet almeno una volta alla settimana, un numero ben al disotto della media Ue, e solo il 54% si collega alla rete, mentre il 34% dei nostri concittadini non ha invece mai usato il web rispetto al 20% della media registrata nell’Unione. Dallo studio risulta che il 60% degli italiani non ha competenze digitali e all’interno della forza lavoro, il 50% degli italiani occupati ha competenze digitali basse o nulle.  In ogni caso la riforma  non considera affatto la possibilità che con le nuove procedure, e le susseguenti difficoltà a misurarsi con la tecnologia necessaria e l’inesperienza, si possano verificare errori che rischiano di ripercuotersi negativamente sull’intero sistema fiscale e sui contribuenti stessi. “Si potrebbe dire che una flotta che va alla velocità della nave più veloce di sicuro lascia per mare le navi più lente” spiega Sergio Divina a motivo del suo intervento “ una riforma che non tiene conto delle possibilità di tutti i cittadini, carenze burocratiche comprese, non è una riforma, è un’utopia che non ha corrispondenze con la realtà del Paese”.

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione del senatore Sergio Divina

Interrogazione a risposta scritta

Premesso che:

La riforma del 730 precompilato nasce dall’esigenza di velocizzare e sburocratizzare un’obbligazione a cui, ogni anno, il contribuente deve dedicare una consistente parte del suo tempo, oltre alla necessità, dettata dalla difficoltà di compilazione dei modelli, di dover sostenere degli oneri aggiuntivi per il ricorso all’aiuto di professionisti abilitati o dei centri di assistenza fiscale. Ad oggi, però, lo scopo della nuova normativa non sembra aver raggiunto i risultati sperati, in particolare per quel che attiene l’ottenimento del pin necessario ad ottenere il modello precompilato, scopo primario della semplificazione. Nonostante il comunicato dell’Agenzia delle Entrate del 9 aprile 2015 dichiari il successo del 730 precompilato, per il quale circa mezzo milione di contribuenti, dall’inizio dell’anno, ha richiesto le credenziali di accesso ai servizi on line, la realtà dei fatti sembra invece indicare ulteriori disagi e lungaggini burocratiche rispetto al precedente sistema. In totale, secondo i dati dell’Amministrazione finanziaria, i contribuenti abilitati a Fisconline sarebbero già 2,5 milioni, per un totale di 7 milioni, considerando anche i 4,5 milioni di contribuenti già in possesso del pin per l’accesso alla piattaforma telematica dell’Inps. Per accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, quest’ultima, in diversi comunicati e bollettini, specifica che sono a disposizione del contribuente quattro diverse modalità di ottenimento del necessario pin: direttamente dal sito on line dell’Agenzia, per telefono tramite call center, recandosi presso qualsiasi Ufficio dell’Amministrazione finanziaria o tramite la Carta nazionale dei Servizi. Infatti, anche qualora non si sia già in possesso del pin Inps, quest’ultimo non è sufficiente per accedere al servizio telematico, poiché questo è un pin cosiddetto “consultivo” che deve essere convertito in un pin “dispositivo”. È necessario quindi scaricare un pdf da compilare, firmare, scansionare e caricare di nuovo sul sito dell’Inps provvisto di fotocopia del documento. Nel caso invece in cui il contribuente non sia in possesso del pin Inps, il procedimento si fa ancora più complicato poiché prevede, qualsiasi sia la strada scelta (sito online, call center o sportello), un’attesa minima di 15 giorni per ottenere la seconda metà del codice. Una volta ottenuto l’accesso, il contribuente deve rintracciare l’importo registrato nella dichiarazione dei redditi 2014 ed aggiungere le spese sanitarie – spesso le più consistenti – che saranno inserite dall’Amministrazione fiscale solo a partire dal prossimo anno: la responsabilità in questo caso sarà  del contribuente, con conseguente possibilità di obbligo al pagamento di interessi e sanzioni qualora il modello dovesse presentare degli errori. Come molti organi di stampa riportano, ma soprattutto, come molti contribuenti lamentano, il procedimento è lungo e non semplicissimo anche per coloro che normalmente sono abituati ad utilizzare il computer. Tenuto però conto che il modello730 viene compilato soprattutto per ottenere il rimborso delle spese sanitarie e tenuto altresì conto che, secondo la Cgia di Mestre, è presentato da circa 6,5 milioni di pensionati, i quali, tra tutti, hanno il maggior interesse alla presentazione del modello con l’unico motivo del rimborso delle spese mediche – che per questi, naturalmente, costituiscono una buona fetta delle spese annuali –, il procedimento scelto non sarà certo facilmente esperibile da tutta questa parte della popolazione che sarà costretta, nuovamente, a ricorrere all’aiuto di professionisti e centri di assistenza fiscale. I Caf, inoltre, risultano ingolfati in tutto il territorio nazionale, costringendo così i contribuenti a dover impiegare buona parte del loro tempo in file molto lunghe, a cui, sono ovviamente costretti anche gli anziani.  In questo modo si sta arrecando un grave pregiudizio al contribuente, che è inoltre costretto: a recarsi almeno due o tre volte presso i centri di assistenza fiscale per terminare tutto il procedimento; a sostenere spese aggiuntive prima non previste (perché è richiesta una maggiore documentazione); ad attendere anche fino a 20 giorni, esponendolo inoltre al rischio di perdere qualche agevolazione a causa delle lungaggini richieste per la procedura.

Ciò equivale a rendere indisponibile il servizio in quanto molti contribuenti che necessitano di assistenza, oltre ai suddetti disagi, spesso non trovano posto nei Centri di assistenza fiscale ormai intasati e non possono quindi correttamente procedere con la compilazione dei modelli. Sono quindi costretti a procedere autonomamente con il relativo pericolo di operare a proprio discapito. La semplificazione, quindi, non sembra essere arrivata, anzi le nuove regole sembrano colpire le fasce più deboli, portando qualche contribuente a scoraggiarsi a tal punto tanto da rinunciarci. Recenti stime prevedono infatti che con la nuova riforma dell’ISEE si assisterà ad un calo del numero di contribuenti che accederanno alle agevolazioni sociali, a causa del minore spazio lasciato all’autocertificazione e all’aumento dei controlli. È chiaro come il Governo abbia commesso degli errori macroscopici in questo senso, sarebbe quindi necessario rimodulare quantomeno le procedure burocratiche così come evitare che i contribuenti si carichino in qualsiasi modo di spese aggiuntive prima non previste ed evitare che questi rinuncino al calcolo dell’Indicatore in oggetto perché ciò equivarrebbe a metterli in condizione di dover rinunciare al godimento di servizio essenziali che uno Stato di diritto sociale, quale il nostro si qualifica costituzionalmente, deve invece garantire, rimuovendo efficacemente ogni ostacolo di ordine economico e sociale suscettibile di alterare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini.  Il Ministro dell’Economia e delle finanze ha dichiarato che Ministero del lavoro sta provvedendo alla costituzione di un “comitato  consultivo ai fini del monitoraggio sull’attuazione della disciplina dell’ISEE e dell’eventuale proposta di correttivi” formato dai rappresentanti dei Ministeri, dell’ INPS, delle regioni e province autonome, dell’ANCI, delle parti sociali e delle associazioni nazionali. A questo proposito lo stesso Ministero starebbe richiedendo, a regioni e comuni, notizie relative “alle misure predisposte per garantire che l’erogazione delle nuove prestazioni avvenga in conformità con le disposizioni della nuova disciplina ISEE”, ma ad oggi, a ridosso dell’imminente scadenza, tutti i disagi dei contribuenti non sembrano essere stati appianati e molti rischiano di rimanere senza un’adeguata assistenza per la compilazione dei modelli. Agli interroganti appare chiaro come una tale consultazione sarebbe dovuta intervenire prima della riforma e non a riforma già attuata, al fine di studiare in maniera preventiva le possibili ripercussioni negative che il riordino avrebbe potuto avere sul contribuente, in luogo di aprire il tavolo di confronto a riforma già in atto quando i contribuenti hanno già scontato disagi e difficoltà.

 

Interroga per sapere

 

Quali misure il Ministro interrogato, nell’ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere al fine di rivedere le attuali norme procedurali di compilazione e rilascio del modello 730 precompilato, come anche dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente in modo da attuare effettivamente, e al più presto, una sostanziale sburocratizzazione e semplificazione a favore del contribuente che, attualmente, è costretto ad adempimenti maggiori rispetto al precedente sistema, che colpiscono i contribuenti appartenenti alle fasce più disagiate, così come specificato in premessa. Quali misure il Ministro interrogato, nell’ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere al fine di garantire a tutti i contribuenti in difficoltà un’adeguata assistenza, con particolare riferimento al fatto che, come specificato in premessa, a causa dell’eccessivo ingolfamento dei Centri di assistenza fiscale, molti non riescono a ricevere il giusto supporto per la compilazione dei modelli.

 

Sen. Sergio Divina

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