Alla fondazione Benetton la mostra “Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan”

Treviso 13 Maggio 3 Luglio 2016

mostralancioRoma, 7 Maggio – Venerdì 13 maggio alle ore 18, apre al pubblico, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra documentaria e fotografica dedicata a Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan, luogo designato dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2016, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Aperta fino a domenica 3 luglio, l’esposizione sarà inaugurata con un incontro pubblico con musiche “dalle antiche vie della seta”, con Siamak Guran (liuti orientali e voce) e Pino Petraccia (percussioni); letture di Isabella Panfido. La mostra, realizzata dalla Fondazione Benetton, prende avvio dai contenuti che presentano in sintesi le finalità e l’organizzazione del Premio Carlo Scarpa, con un primo sguardo agli aspetti peculiari del luogo, caratterizzato dalla straordinaria presenza del melo selvatico, così come ci appare dal risultato di campagne fotografiche svolte dall’associazione Alma – e in particolare da Catherine Peix – dal 2010 impegnata per sensibilizzare il governo kazako e la comunità internazionale, per diffondere la conoscenza e preservare le foreste dei meli selvatici. Una seconda sezione descrive il contesto storico e geografico del luogo designato rispetto all’Asia Centrale, e i legami che in passato sono esistiti con i flussi commerciali, politici e culturali delle antiche vie della seta. A questo si affianca la descrizione delle foreste, nella loro collocazione geografica e ambientale rispetto al sistema montuoso del sud-est kazako. Vengono in particolare descritti i caratteri della specie Malus sieversii che caratterizza queste formazioni, per ripercorrere la storia della sua scoperta e le vicende che accompagnano il rapporto tra il regime sovietico e la ricerca scientifica nel campo genetico e biologico, con una speciale attenzione alla vicenda umana e scientifica di Aymak Djangaliev (1913-2009), che tra il 1930 e il 1990 si è dedicato per primo allo studio della popolazione kazaka di Malus sieversii e alla sua salvaguardia. Una terza sezione si sofferma sulla storia e il lavoro portato avanti dall’associazione Alma. Viene qui proiettato continuativamente il film documentario di Catherine Peix Les origines de la pomme ou “Le jardin d’Eden retrouvé”/Le origini della mela ovvero “il giardino dell’Eden ritrovato”, messo a disposizione dalla regista e dal produttore Kri-Kor Films-Seppia-arte-fr3 (2010) in un’apposita nuova edizione in lingua italiana della durata di circa 30 minuti; il film sarà proiettato anche presso il Teatro Comunale di Treviso sabato 14 maggio alle ore 17 in apertura della cerimonia di consegna del Premio. Nella quarta sezione la mostra illustra le vicende storiche e agronomiche che accompagnano in tempi più recenti la coltivazione del melo in diverse realtà italiane ed europee. Le riflessioni si estendono a temi come la conoscenza e la salvaguardia delle coltivazioni tradizionali, la moderna frutticoltura e i problemi ambientali ed ecologici a essa connessi; lo sguardo, infine, sulle attuali condizioni del luogo d’origine dei meli, in particolare sulla collocazione geopolitica del Kazakistan, al centro di flussi per i quali è possibile parlare di vie della seta in un’accezione contemporanea. In questa sezione sarà disponibile anche la bibliografia raccolta in relazione alle ricerche svolte e un video-diario del viaggio di studio in Kazakistan e Uzbekistan, realizzato con la Fondazione dal regista Davide Gambino.

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