UE e UNICEF: scuole “vitali come cibo e medicine” per i bambini coinvolti in conflitti o altre emergenze

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Si conclude a Bruxelles con un evento pubblico al Parlamento Europeo la campagna #EmergencyLesson, che ha coinvolto più di 70 milioni di persone solo su Twitter

 

senza-titolo-12Sono circa 2 milioni i bambini che, grazie alla collaborazione fra il Dipartimento per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione europea e l’UNICEF, negli ultimi quattro anni, in 20 diversi paesi, hanno proseguito il loro percorso scolastico, affrontando le conseguenze di conflitti, disastri naturali o emergenze di altro tipo.

I risultati del programma per l’Istruzione nelle Emergenze – supportato dall’Unione Europea – sono stati presentati nel corso di un evento pubblico a Bruxelles, a conclusione di un’innovativa campagna attraverso i social media per diffondere consapevolezza sul tema e coinvolgere i giovani europei.

“Quando esplodono conflitti o altre crisi, i bambini non hanno bisogno solo di cibo, riparo e medicine”, ha dichiarato nel corso dell’evento al Parlamento Europeo Christos Stylianides, Commissario Europeo per gli Aiuti Umanitari e la Gestione delle Crisi.

“L’istruzione può essere più di un salvavita, può fornire ai bambini uno spazio sicuro e protetto e contribuire a dare loro quegli strumenti utili per costruire un futuro migliore per sé stessi e per le loro comunità. L’Unione Europea sta quindi facendo da apripista nel supporto all’istruzione nelle emergenze”.

Dei 462 milioni di bambini in età scolare e di giovani che vivono in paesi colpiti da emergenze, circa 75 milioni hanno urgente bisogno di supporto per l’istruzione. Nonostante ciò, l’istruzione continua a essere uno dei settori che riceve minori finanziamenti dagli appelli umanitari. Ad oggi, meno del 2% delle risorse umanitarie a livello mondiale sono impiegate a tale scopo.

La campagna #EmergencyLessons dell’Unione Europea e dell’UNICEF, durata 7 mesi, ha coinvolto più di 70 milioni di persone solo su Twitter, raggiungendo in particolare i giovani di sette paesi dell’Unione Europea (Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito).

I sostenitori sono stati invitati a diffondere il messaggio fra i loro coetanei attraverso i social media, nelle loro scuole e durante eventi pubblici. La campagna si basa sulle toccanti storie di vita di bambini in Iraq, Ucraina, Nepal e Guinea, che hanno continuato a studiare nonostante guerre, disastri naturali ed epidemie.

“I bambini sono pronti a compiere sforzi straordinari pur di continuare a studiare, anche nelle circostanze peggiori”, ha dichiarato Justin Forsyth, Vice Direttore Generale dell’UNICEF. “Spetta a noi garantire che abbiano a disposizione le risorse necessarie per farlo. L’Unione Europea è stata d’esempio: si è impegnata ad aumentare, nel 2017, fino al 6% i fondi per gli aiuti umanitari per l’istruzione nelle emergenze. Speriamo che questo esempio venga seguito da altri”. Christos Stylianides ha dato questo annuncio lo scorso 30 novembre, a Bruxelles, nell’ambito dell’International Education in Emergencies Forum.

La campagna ha ricevuto anche il supporto di altre celebrità, come l’attore britannico Tom Hiddleston, l’astronauta dell’ESA/Agenzia Spaziale Europea, Capitano Pilota dell’Aeronautica Militare e Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia Samantha Cristoforetti, il giocatore di basket sloveno Boštjan Nachbar, la conduttrice ungherese Kriszta D. Tóth e il ballerino slovacco Jaro Bekr.

Nel corso dell’evento a Bruxelles, una rappresentanza di bambini e ragazzi dei Paesi coinvolti nella campagna – tra cui la Giovane Ambasciatrice della campagna per l’Italia Jovana Kuzman – ha lanciato il proprio appello per chiedere un maggiore impegno a livello internazionale sui programmi che permettono ai bambini nelle emergenze di proseguire il loro percorso scolastico.

All’evento ha partecipato anche una delegazione italiana composta da 4 ragazzi e ragazze, di età compresa tra i 17 e i 18 anni: Emanuele Greco, Elisa Ciaffei, Hiba Nairi e Christian Recchia.

Per la chiusura della campagna #Emergencylessons, l’UNICEF e l’Unione Europea lanciano l’ultima video storia “Emoji” ambientata in Nepal, che nel 2015 è stato colpito da un violento terremoto in cui sono morte 9000 persone. Con questa video storia, un bambino nepalese, Amosh ha raccontato la sua terribile esperienza e descrive attraverso un Emoji il significato che per lui ha avuto l’istruzione in questa emergenza.

UNICEF – UE, lancio video storia per campagna #Emergencylessons su due ragazze della Guinea che si impegnate contro Ebola

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“L’istruzione è sopravvivenza”

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Nell’ambito della campagna #EmergencyLessons, l’UNICEF e l’UE lanciano la video-storia “L’istruzione è sopravvivenza” ambientata in Guinea a seguito dell’emergenza Ebola, per sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da conflitti e disastri. Dal 2014, l’Ebola ha ucciso oltre 11.000 persone in Africa Occidentale. Questa video storia racconta l’esperienza di M’mah Camara e Adamah Ba, due ragazze a Forecariah in Guinea, un posto devastato dall’Ebola. Il loro impegno è stato di proteggere i loro compagni di scuola applicando le misure per la prevenzione del terribile virus Ebola, come la misurazione quotidiana della temperatura corporea o il controllo del lavaggio delle mani con sostanze igienizzanti o di sensibilizzare ed informare le persone intervenendo in programmi radiofonici. Le due ragazze hanno affrontato l’emergenza Ebola grazie ai programmi sostenuti dall’UNICEF: “Il mio nome è M’mah Camara e lei è Adamah Ba… “- dicono nel video- “Quando si è manifestata l’Ebola nella nostra scuola, abbiamo preso misure preventive… Da quando è arrivata l’Ebola abbiamo dovuto rispettare misure igieniche. Se lo facciamo, possiamo porre fine all’Ebola. Adesso è andata, ma non è ancora finita”. La campagna #EmergencyLessons si basa sulle esperienze di vita dei bambini che vivono in emergenza in paesi come Guinea, Iraq, Nepal e Ucraina. Le loro storie personali sulla straordinaria difficoltà che affrontano per ottenere un’istruzione ci dimostrano perché i bambini possono e devono continuare ad imparare. La mancanza di accesso all’istruzione influenza direttamente la sicurezza e il benessere dei bambini. Quando ragazzi e ragazze non vanno a scuola sono più esposti a rischio di violenza, sfruttamento, abuso e abbandono.  Ancora oggi nel mondo, circa 1 bambino su 4 in età scolare – 462 milioni – vive in uno dei 35 paesi colpiti da crisi, compresi i circa 75 milioni di bambini (di cui 16 milioni rifugiati) che hanno disperato bisogno di supporto per l’istruzione. Le ragazze che vivono in paesi colpiti da conflitti hanno 2,5 volte maggiore probabilità di essere escluse dalla scuola rispetto ai ragazzi. La campagna di sensibilizzazione UNICEF-UE #EmergencyLessons ha l’obiettivo di raggiungere, attraverso i social media, 20 milioni di persone in Europa, in particolar modo i giovani con meno di 25 anni in Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito, e ispirarli a supportare milioni di bambini e adolescenti che hanno interrotto il percorso scolastico a causa delle emergenze. Nei prossimi mesi, saranno condivise altre storie attraverso social media nell’ambito della campagna #EmergencyLessons. Allo stesso tempo saranno condivise anche informazioni per accrescere la consapevolezza, far comprendere e supportare i bambini e i giovani che non possono andare a scuola. Con questo video viene chiesto ai ragazzi di indicare la loro attività scolastica preferite e di condividere il video sui social

UNICEF – UE, lancio Video storia – “L’istruzione è vita” (Iraq) per campagna #Emergencylessons

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Nell’ambito della campagna #EmergencyLessons, l’UNICEF e l’UE lanciano la video storia “l’istruzione è vita” in Iraq per sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da conflitti e disastri.

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Nell’ambito della campagna #EmergencyLessons, l’UNICEF e l’UE lanciano la video-storia “L’istruzione è vita” ambientata in Iraq per sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da conflitti e disastri.  Questa video storia racconta l’esperienza di Raparine, fuggita dalla Siria e rifugiata ad Erbil, dove proprio nella scuola costruita dall’UNICEF e Unione Europea a sostegno dei bambini in fuga dalle violenze, ha incontrato Malak, fuggita ai bombardamenti di Baghdad, che è diventata la sua migliore amica. “La sua amicizia significa molto per me. Perché l’amicizia è molto più che una parola. Amiamo la scuola perché ci ha unito” – ha dichiarato Raparine. Negli ultimi due anni il conflitto in Iraq ha costretto oltre 3,4 milioni di iracheni a fuggire dalle dolo case. 10 milioni di iracheni, quasi un terzo della popolazione, necessitano di assistenza umanitaria urgente. L’Iraq oggi ospita circa 250.000 rifugiati siriani. Questa crisi ha colpito duramente i bambini in Iraq: quasi 2 milioni in tutto il paese sono esclusi dall’accesso a scuola. La campagna #EmergencyLessons si basa sulle esperienze di vita dei bambini che vivono in emergenza in paesi come Guinea, Iraq, Nepal e Ucraina. Le loro storie personali sulla straordinaria difficoltà che affrontano per ottenere un’istruzione ci dimostrano perché i bambini possono e devono continuare ad imparare.

La mancanza di accesso all’istruzione influenza direttamente la sicurezza e il benessere dei bambini. Quando ragazzi e ragazze non vanno a scuola sono più esposti a rischio di violenza, sfruttamento, abuso e abbandono.  Ancora oggi nel mondo, circa 1 bambino su 4 in età scolare – 462 milioni – vive in uno dei 35 paesi colpiti da crisi, compresi i circa 75 milioni di bambini (di cui 16 milioni rifugiati) che hanno disperato bisogno di supporto per l’istruzione. Le ragazze che vivono in paesi colpiti da conflitti hanno 2,5 volte maggiore probabilità di essere escluse dalla scuola rispetto ai ragazzi. La campagna di sensibilizzazione UNICEF-UE #EmergencyLessons ha l’obiettivo di raggiungere, attraverso i social media, 20 milioni di persone in Europa, in particolar modo i giovani con meno di 25 anni in Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito, e ispirarli a supportare milioni di bambini e adolescenti che hanno interrotto il percorso scolastico a causa delle emergenze. Nei prossimi mesi, saranno condivise altre storie attraverso social media nell’ambito della campagna #EmergencyLessons. Allo stesso tempo saranno condivise anche informazioni per accrescere la consapevolezza, far comprendere e supportare i bambini e i giovani che non possono andare a scuola.

 UNICEF-UE: lanciata campagna #EmergencyLessons per sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da conflitti e disastri

Circa 1 bambino su 4 in età scolare  adesso vive in uno dei 35 paesi colpiti da crisi, compresi i circa 75 milioni di bambini

16 maggio 2016 – L’Unione Europea e l’UNICEF lanciano oggi #EmergencyLessons, una nuova campagna che ha l’obiettivo di sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da emergenze. Circa 1 bambino su 4 in età scolare – 462 milioni – adesso vive in uno dei 35 paesi colpiti da crisi, compresi i circa 75 milioni di bambini (di cui 16 milioni rifugiati) che hanno disperato bisogno di supporto per l’istruzione. Le ragazze che vivono in paesi colpiti da conflitti hanno 2,5 volte maggiore probabilità di essere escluse dalla scuola rispetto ai ragazzi. Questa campagna di sensibilizzazione sarà veicolata attraverso i social media per raggiungere 20 milioni di persone in Europa, in particolar modo i giovani con meno di 25 anni in Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito, e ispirarli a supportare milioni di bambini e adolescenti che hanno interrotto il percorso scolastico a causa delle emergenze. La campagna #EmergencyLessons si basa sulle esperienze di vita dei bambini che vivono in emergenza in paesi come Guinea, Iraq, Nepal e Ucraina. Le loro storie personali sulla straordinaria difficoltà che affrontano per ottenere un’istruzione ci dimostrano perché i bambini possono e devono continuare ad imparare. Nei prossimi 7 mesi, queste storie saranno condivise attraverso social media nell’ambito della campagna #EmergencyLessons. Allo stesso tempo saranno condivise anche informazioni per accrescere la consapevolezza, far comprendere e supportare i bambini e i giovani che non possono andare a scuola. “I giovani capiscono meglio di chiunque altro l’importanza dell’istruzione per le loro vite oggi e il loro futuro. Chi può sapere meglio di loro che il loro domani dipende da ciò che imparano oggi? Chi, meglio dei giovani di oggi, può chiedere che il mondo gli garantisca le competenze di cui hanno bisogno per costruire un mondo migliore? Il loro futuro, e il nostro, dipendono da questo”, ha dichiarato Anthony Lake Direttore generale dell’UNICEF. Oltre a non proseguire il proprio percorso di studi e alla perdita dei benefici che ne possono derivare per loro e le loro società, i bambini fuori dalla scuola sono più vulnerabili ad abusi, sfruttamento e reclutamento da parte di forze armate. Le scuole garantiscono un luogo sicuro dove possono essere protetti da queste minacce. La campagna sottolinea anche gli altri benefici di andare a scuola – avere amici, avere insegnanti che aiutano i bambini a superare i loro traumi, avere una stabilità seguendo le lezioni in classe. “Qui in Europa tendiamo a dare per scontato l’accesso all’istruzione, e a dimenticare quanto sia una parte importante della vita di un bambino, soprattutto quando ogni cosa attorno è distrutta” ha dichiarato Christos Stylianides, Commissario dell’Unione Europea per gli Aiuti Umanitari e la Gestione delle Crisi. “Speriamo che questa campagna possa aiutare gli europei a comprendere meglio perché, quando si verifica un disastro, l’apprendimento è importante quanto l’accesso al cibo, all’acqua, ai vaccini e ai rifugi.” Diverse celebrità stanno dando il loro supporto a #EmergencyLessons, come Samantha Cristoforetti, Astronauta italiana dell’ESA/Agenzia Spaziale Europea, Bostjan Nachbar, giocatore sloveno di basket e Kriszta D. Tóth, presentatrice delle news e personalità dei media ungherese, e Jako Bekr, ballerino slovacco.

LANCIO IN ITALIA- Il lancio della campagna è avvenuto oggi a Roma, alla presenza di 200 studenti dei Liceo “Tasso“, in un incontro moderato da Geppi Cucciari, alla presenza di: Samantha Cristoforetti, Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia, Astronauta dell’ESA/Agenzia Spaziale Europea e Capitano pilota dell’Aeronautica Militare, protagonista di Futura, la seconda missione di lunga durata a bordo della ISS, dell’Agenzia Spaziale Italiana, Paolo Rozera, Direttore generale dell’UNICEF Italia, Jovana Kuzman, Giovane Ambasciatrice per l’Italia della campagna, Rappresentante del MAE, Mario Baldi, Ministro Plenipotenziario, Capo Ufficio VI- Interventi Umanitari e di Emergenza, Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Ministero Affari Esteri, Antonio Race, Rappresentante dei Giovani per l’UNICEF Italia, Marilena Viviani, Direttore Ufficio Liaison UNICEF di Ginevra e Laurence Argimon-Pistre, Ambasciatore e Capo delegazione dell’Unione Europea a Roma in rappresentanza di ECHO. Durante l’incontro sono stati presentati: il video-messaggio di Tom Hiddleston, testimonial della campagna e la video-storia “Ucraina, la scuola di Yaroslav e Nastya”.

Dipartimento della Commissione Europea per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile (ECHO):

Il Dipartimento della Commissione Europea per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile (ECHO) supporta operazioni di sostegno per le vittime di disastri naturali e conflitti in tutto il mondo. Gli aiuti sono garantiti in maniera imparziale, direttamente alle persone che hanno bisogno di aiuto, senza discriminazione di razza, gruppi etnici, religione, genere, età, nazionalità o appartenenza politica. Per ulteriori informazioni:http://ec.europa.eu/echo/index_en

UNICEF:

L’UNICEF promuove i diritti e il benessere di ogni bambino, in ogni azione che porta avanti. Insieme ai suoi partner, lavora in 190 paesi e territori per tradurre il suo impegno in azioni pratiche – con particolar attenzione a raggiungere i bambini più vulnerabili ed esclusi – a sostegno di tutti i bambini, ovunque.

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