Donatello Petillo un nome un destino

Intervista al pittore contemporaneo Donatello Petillo

Di Francesca Rossetti

pietàRoma, 20 Aprile- Citare paragone col grande artista rinascimentale Donatello è senz’altro uno dei più importanti pittori del Rinascimento: oggi siamo con un suo omonimo, anche lui pittore ma di genere contemporaneo, Donatello Petillo: a lui la parola.

Chi è Donatello Petillo e come nasce la tua passione per la pittura?

“Donatello è un quarantenne nato e cresciuto tra le dolci colline lucane (sono nato a Viggianello, nel parco nazionale del Pollino). Sin da piccolo ho avuto una forte attrazione per i colori, essendo figlio di imbianchino/decoratore (a sua volta appassionato di arte e pittura in particolare). Ho sempre fatto della pittura il mio passatempo preferito e solo da poco sto pensando di farne una “scelta di vita”. Amo l’arte in tutte le sue forme ma la pittura mi trasmette emozioni indescrivibili.”

Quali sono i tuoi soggetti e tecniche preferite e cosa cerchi di comunicare con le tue opere?

“Mi considero un pittore “realista” quindi prediligo le figure umane. Avendo anche un grande interesse per la fotografia, cerco sempre un connubio tra pittura e fotografia il più possibile armonico. Credo che la perfezione pittorica, intesa come rappresentazione perfetta del reale, si possa raggiungere. Con le mie opere cerco di comunicare il bisogno di ritornare a fare arte come un tempo, il ritorno al bello oggettivo. Amo la pittura ad olio ma spesso mi esprimo meglio con l’acrilico.”

 A quali grandi Maestri ti rifai e perché?

“I maestri ai quali tendo sono, come è facile dedurre, i grandi del rinascimento e del barocco italiano (Raffaello, Michelangelo, Reni, Del Sarto, Lotto, Batoni, Guercino, Giordano, etc). Un discorso a parte merita Caravaggio, secondo me il deus ex machina della pittura di tutti i tempi. I miei sfondi scuri ed i colpi di luce violenta che imprimo alle mie immagini sono un continuo richiamo alla sua genialità artistica.”

Quali saranno le tue prossime mostre?

“Vorrei fare molte altre mostre, anche se ancora non ho in programma nulla. Spero, un giorno, di riuscire a fare una mostra personale anche se mi piacciono molto le mostre collettive perché permettono alle opere di entrare in sintonia con stili e gusti diversi, allargandone notevolmente le potenzialità espressive.”

Un grande in bocca al lupo a Donatello e per ammirare le sue bellissime opere

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