Goran Kuzminac, l’aria è (ancora) fresca

In occasione del suo concerto al Decumano, ad Ascoli Piceno, abbiamo incontrato Goran Kuzminac, un cantautore che dopo cinquant’anni di carriera ha ancora molto da dire.

di Luca Cameli

kuzminac1-2Ascoli Piceno, 1 Aprile -Goran  Kuzminac  è uno di quegli enigmi della canzone italiana difficili da spiegare; apprezzato dalla critica, riconosciuto come un’ innovatore della canzone d’autore italiana, per aver introdotto nel nostro paese  il finger style, modo di suonare la chitarra già in voga negli stati Uniti negli anni ’60, ma lontano dal successo che effettivamente meriterebbe. Autore di brani come “Stella del Nord”, “Stasera l’aria è fresca” ed “Ehi, ci stai”, autore per molti suoi colleghi, produttore, tournista, per non sottostare alle schizofreniche regole della discografia ha scelto di uscire dalla luce dei riflettori e di auto prodursi, portando la sua musica in giro durante i suoi numerosissimi concerti.

Signor Kuzminac…

Niente signore, chiamami pure Goran

Goran, hai mai pensato di fondere in un progetto, le tue origini balcaniche, con il cantautorato italiano?

No, non mi è mai interessato particolarmente avvicinare queste due realtà. La vedo come una limitazione, io voglio sentirmi libero di muovermi liberamente all’interno di tutto il panorama musicale, magari domani scrivo un pezzo reagge. Poi ad essere sinceri, di vera musica balcanica non è che ce ne sia così tanta in giro; prendi Bregovic, lui ha il merito di aver portato l’attenzione su certe tradizioni musicali, ma anche la sua non è vera musica balcanica.

Oggi nel mondo del lavoro si parla tanto dell’importanza del networking. Com’era la situazione al “bar della RCA” ?

Decisamente migliore rispetto ad oggi, perché c’era un confronto vero, che è fondamentale per crescere. Oggi si parla troppo poco di canzoni e troppo di playlist.

Negli anni ’70, con il clima socio-politico che c’era nel paese, ha mai dovuto accettare compromessi? Erano anni difficili, e la figura dell’artista era associata ad una certa ideologia politica.

No, non ho mai dovuto subire compromessi di natura politica, anche perché a me non è mai fregato nulla, a me interessava solo potermi esibire. Semplicemente, molto spesso le feste dell’unità erano l’unica occasione per esibirsi in un’ evento di una certa portata.

Lei ha dichiarato che la tecnologia le ha permesso di “farsi tutto in casa”, perché secondo lei in pochi seguono questa strada? A me pare un’ ottimo metodo per essere liberi…

Sono in pochi a seguire questa strada, perché manca il coraggio. Però è sicuramente molto più piacevole essere liberi

Oggi i giovani inseguono il successo ad ogni costo, bruciando le tappe con mezzi come i talent show. C’è qualcuno fuori dal coro che attira la sua attenzione?

Il meccanismo dei talent è pericolo per molti ragazzi, che magari sono davvero in gamba, ma che non avranno mai una seconda occasione. E’ dura tornare nell’ombra, dopo aver accarezzato il successo, la notorietà. Lo trovo un modo molto cinico di sfruttare la passione delle persone, non ha niente a che fare con l’arte, è solo business. Onestamente non vedo in giro molti nuovi talenti interessanti.

Una volta per farsi conoscere c’erano le radio e i live. Oggi con internet si può potenzialmente arrivare ovunque. Non si corre il rischio che per raggiungere tutti, non si arrivi veramente a nessuno?

La rete è una grande possibilità, ma è un mezzo che va usato nel modo corretto. I “like” e le visualizzazioni, non fanno curriculum, ed il rischio di perdersi nel mare di infinite possibilità che ci vengono offerte è concreto

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho appena finito di allestire il mio nuovo studio di registrazione, a terminato il tour, mi metterò al lavoro su dei nuovi pezzi. Ci sono due cose che non riesco a smettere di fare: scrivere nuove canzoni, e fumare. A proposito Luca, hai mica una sigaretta?

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