CS SPAZIOCIMA – BOWIE BLACKSTARDUST: UNA MOSTRA PER I 70 ANNI DI DAVID BOWIE

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L’evento prevede l’esposizione di una selezione delle opere di pittori, illustratori e fumettisti emergenti e già affermati. Presenti anche le opere di Natino Chirico, Roberto Di Costanzo, Giusy Lauriola, Piero Petracci, Valerio Prugnola

 

UNA MOSTRA PER I 70 ANNI DI BOWIE – Una festa, un’esposizione, un omaggio: nel giorno in cui avrebbe dovuto festeggiare il suo settantesimo compleanno, David Bowie è l’assoluto protagonista di un grande appuntamento romano. Torna il 7 (vernissage ore 18:30) e l’8 gennaio, presso la galleria romana SpazioCima (via Ombrone 9, Roma), Bowie Blackstardust, un’iniziativa, organizzata da Roberta Cima e da Pietro Galluzzi, dedicata interamente al Duca Bianco, uno dei più grandi cantanti del ventesimo secolo, icona di stile e di arte. La mostra sarà visitabile dalle 15:30 alle 19:30.

 GLI ARTISTI IN MOSTRA – La mostra prevede una selezione delle opere di pittori, illustratori e fumettisti emergenti e già affermati. Ad essere esposte le opere di Giovanna Lacedra, Alessandro Palmigiani, Natino Chirico, Roberto Di Costanzo, Giusy Lauriola, Piero Petracci, Valerio Prugnola, nonché quelle dei fumettisti Tuono Pettinato, Lorenzo Ceccotti, Luca Ralli, Otto Gabos, Grazia La Padula, Adriana Farina e Ugo D’Orazio.

 Fanno parte del corpus artistico anche alcune opere spontanee dei fan, che hanno voluto in questo modo ricordarlo, con semplicità e creatività, partecipando ad un bando apposito. In mostra anche alcune foto inedite di Tania Bucci, fotografa di musica, teatro, spettacoli e cinema, scattate durante i tour del 1996, 1997 e 2003. Partirà a maggio, invece, la seconda edizione di “Bowie BlackStardust”, allo SpazioCima, con una nuova selezione di opere.

 LA MOSTRA DELLE FESTE – Prosegue, inoltre, l’esposizione della collettiva“AllmadaboutXmas”:nove artistiper un Natale tra viaggio e bellezza, modernità e classicismi. In mostra le opere di Roberto Di Costanzo, MarjanFahimi, Carlo Grechi, Giusy Lauriola, Laura Marinelli, Ottavio Marino, Piero Petracci, Valerio Prugnoli e Laura Stor. Gli artisti, tra ritrattistica e fotografia, pittura e tecniche sperimentali, incisione e classicismi, propongono opere che emozionano e impressionano, per la loro poliedricità e versatilità. Ma con un leitmotiv costante: il desiderio di una ricerca costante, alla conquista del sogno, tra lucidità e follia. Circa trenta opere per una mostra natalizia senza tempo, senza tempi. L’evento è organizzato con Ad Spem, Associazione Donatori Sangue Problemi Ematologici, e Faro, Associazione Promozione Sociale.

GIOIELLI IN MOSTRA – La linea di gioielli “El” racconta di relazione tra le parti, di ciò che si mostra in luce e ciò che si nasconde nell’ombra, di equilibri instabili, tensioni fragili, nodi incerti o traiettorie interrotte, metafore da indossare di un gioco di competizione tra pesi, materie, colori in cui non vince il più forte. Materia è tutto ciò che ha corpo, forma e occupa spazio, nel corpo. Ecco allora il vetro filato e lo smalto vitreo di Murano, le tessere in vetro e oro, la pietra naturale tagliata e grezza, l’ottone in lamina e i microprofili messi insieme in un’ibridazione tra materiali naturali e produzioni industriali, tra lavorazione a mano e in serie.

Masayoshi Sukita: icons, David Bowie – Iggy Pop – Marc Bolan

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ONO arte contemporanea giovedì 1 settembre 2016, dalle ore 18.30 via santa margherita, 10 | bologna

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ONO arte contemporanea è lieta di presentare MASAYOSHI SUKITA: ICONE. David Bowie – Iggy Pop – Marc Bolan (T-Rex), una mostra che ripercorre, attraverso le immagini di tre icone della musica pop, l’arte del ritratto di uno dei più importanti fotografi giapponesi di sempre. Masayoshi Sukita (Nogata, 1938) dopo essersi diplomato al “Japan Institute of Photography” comincia a lavorare come fotografo professionista e dalla fine degli anni ’60 sviluppa un grande interesse per le sottoculture, che lo porteranno a partecipare al Festival di Woodstock nel 1969. Nel 1970, diventa fotografo freelance e inizia a frequentare assiduamente New York, all’epoca pervasa da una nuova energia che scaturiva dalla sua sottocultura, che mescolava arte, cinema e musica e che ruotava attorno alla figura di Andy Warhol. Ma sarà soprattutto Londra e influire in modo incisivo sulla sua carriera. Proprio a Londra infatti Sukita incontra e fotografa Marc Bolan e il suo gruppo, i T-Rex, considerati da molti come i padri fondatori del glam rock, che poi sarà ripreso e portato alle estreme conseguenze da David Bowie, che Masayoshi Sukita avrà modo di scoprire sempre in quel periodo. Le foto che ritraggono Bowie, già protagoniste di una mostra che ONO gli dedicò nel 2015, saranno, in questa seconda personale di Sukita, ampliate di alcuni scatti tratti dallo shooting che il maestro realizzò per la cover dell’album Heroes (1977). «Lui si muoveva in continuazione, cambiava espressioni, voleva esprimere la sua energia, io ci vedevo anche un pizzico di follia, di surrealismo. […] Gli mandai una ventina di scatti, e segnai i tre che preferivo. Un giorno mi chiamò e mi chiese una di quelle foto. Non sapevo ancora che sarebbe diventata la copertina di “Heroes”». David Bowie è sicuramente l’artista che ha più ha rivoluzionato non solo il mondo della musica, ma anche quello dell’arte in generale e l’intuizione della sua importanza estetica, ha trovato riscontro già nel 2013, quando il Victoria & Albert Museum di Londra, gli ha dedicato la mostra David Bowie is, che approderà in Italia a luglio 2016. Ma in quegli anni, tra il 1976 e il 1977, la figura di Bowie è strettamente legata a quella di Iggy Pop, col quale si trasferisce a Berlino, condividendo vizi e passioni, fino a produrne il suo primo album da solista, The Idiot (1977). Così anche Iggy Pop diventa protagonista dell’obiettivo di Sukita, che con queste immagini, completa il racconto di un’epoca tanto complessa quanto affascinante. Risalgono infatti agli anni Settanta tutti gli ingredienti di quelle strategie manipolative dell’immagine di sé che all’epoca si potevano ritrovare nell’arte come nella musica, e delle quali David Bowie su tutti, ne ha rappresentato sicuramente la quintessenza.  Non solo ma Sukita, lontano dal concetto frettoloso e limitante di fotografia rock, con l’obiettivo della sua camera realizza ritratti classici, e per questo senza tempo, che creano un legame immediato col pubblico italiano. La mostra (1 settembre – 1 ottobre 2016) è composta da 30 fotografie in diversi formati.

Masayoshi Sukita e David Bowie

La relazione tra Bowie e Sukita nasce nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex e, sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, decide di andare ad un suo concerto perché irresistibilmente attratto dal cartellone di The Man Who Sold the World che lo promuoveva. Una volta entrato Sukita ricorda: “Seeing David Bowie on stage opened up my eyes to his creative genius. I watched Bowie perform with Lou Reed and it was so powerful, Bowie was different to the other rock and rollers, he had something special that I knew I had to photograph”. Sukita riesce finalmente ad incontrare Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist YasukoTakahashi, pioniera di questo mestiere in terra nipponica nonché mente dietro alle prime sfilate londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che disegnò i costumi di scena di Bowie durante il periodo di Ziggy Stardust, come saranno visibili nelle foto in mostra. La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita all’allora manager di Bowie che gli accorda uno shooting. É così che comincia una relazione professionale e umana tra i due che sarebbe durata per il resto della vita del musicista inglese.

La collezione di arte di David Bowie all’asta da Sotheby’s

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Tra le opere che saranno battute nel mese di novembre anche “A Bruit Secret” di Duchamp e “Air Power” di Basquiat considerato il lotto più prezioso dell’asta

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Sono circa 300 le opere della collezione privata di David Bowie, tra cui Damien Hirst, Henry Moore e Marcel Duchamp. Bowie in realtà aveva tenuto sempre abbastanza nascosta la sua attività di collezionista, anche se in una intervista alla Bbc nel 1999 aveva confessato che l’unica cosa che comprava in maniera ossessiva-compulsiva era proprio l’arte. La sua collezione sarà mostrata al pubblico prima di essere battuta all’asta da Sotheby’s a Londra nel mese di novembre. Sipari dai una collezione del valore di circa 10 milioni di sterline, composta perso più da opere di artisti britannici del XX secolo, ha detto Oliver Baker, presidente di Sotheby’s Europa. Bowie era attratto da i “cronisti” di strada come Leon Kossoff e Frank Auerbach, ma cena dai paesaggi inglese. In collezione infatti ci sono anche opere di John Virtù. Tuttavia l’ampia raccolta non si limita alla sola parte britannica. Tra le opere in particolare anche un pezzo di “A Bruit Secret” di Duchamp che potrebbe essere battuto intorno alle 250mila sterline. Il lotto più prezioso è tuttavia considerato quello di Jean-Michel Basquiat con “Air Power”, acquistato dal cantante dopo aver interpretato il ruolo di Andy Warhol, nel film del 1996 “Basquiat”. L’opera ha attualmente un valore stimato tra i 2 milioni e mezzo e i milioni e mezzo di sterline. 

Omaggio a David Bowie

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Una settimana di iniziative ed eventi dedicati all’arte del Duca Bianco

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Dal 10 gennaio 2016 il mondo non è più stato uguale a prima. La notizia della morte di David Bowie ci ha lasciati senza fiato e da subito un’ondata di lutto collettivo ha invaso la rete e gli organi di stampa, dando voce a un cordoglio globale che andava ben oltre i confini dell’arte musicale. Eccentrico, provocatore, infaticabile esploratore di nuove frontiere, Bowie è stato un artista totale e ha ridefinito i confini della performance musicale e stravolto la forma della canzone. Dal Major Tom di “Space oddity” a “Ziggy Stardust”, dal Thin White Duke di “Station to Station” al diafano post-rocker di “Heroes”, dai trionfi di “Let’s dance” e di “The next day” fino a “Lazarus”, ultimo singolo del suo straordinario testamento musicale “Blackstar”, Bowie (nome d’arte di David Robert Jones) in 50 anni di carriera ha abbattuto barriere e rivoluzionato la storia della musica, della moda, dell’arte, trasformando se stesso e le sue mille incarnazioni in altrettante icone dell’immaginario collettivo e della cultura di massa. Per celebrare genio e talento di uno degli artisti più amati e sfuggenti di tutti i tempi, dall’11 al 17 luglio arriva “Omaggio a David Bowie”: una settimana di iniziative ed eventi dedicati a Bowie che permetterà a tutti i fan italiani di ritrovarsi per rendere il proprio tributo al Duca Bianco. Si parte con il ritorno al cinema dall’11 al 13 luglio (elenco delle sale su www.nexodigital.it) di “David Bowie is”, il documentario sulla mostra evento del Victoria & Albert Museum che rivedremo finalmente sul grande schermo. Si prosegue poi il 14 luglio, quando la mostra “David Bowie is” del V&A inaugurerà al MAMbo di Bologna la sua unica tappa italiana e l’ultima tappa europea. Intanto sui social prende il via l’iniziativa #OmaggioABowie che invita tutti i fan del Duca Bianco a raccontare il proprio legame con l’artista attraverso un’immagine o un testo di omaggio. I pensieri più originali saranno pubblicati e condivisi sulle pagine social ufficiali dell’evento. L’esposizione David Bowie is – che potremo visitare fino al 13 novembre 2016 nelle sale del MAMbo di Bologna – insieme al catalogo edito in Italia da Rizzoli – celebrano la prodigiosa carriera di David Bowie e la sua inesauribile capacità di reinventarsi senza mai tradire se stesso e il suo pubblico. Il percorso si articola attorno a una serie di contenuti “multimediali” che permettono al visitatore di rivivere il processo creativo di Bowie e di capire con quale cura e studio il suo lavoro fosse capace di rielaborare la lezione dei protagonisti del teatro, della danza, dell’arte figurativa del Novecento, facendo confluire nelle sue canzoni ed esibizioni correnti e tendenze di discipline confinanti – come l’arte orientale, la fantascienza, la cabala, la danza, la moda. Il ritratto che ne emerge è quello di un artista che ha condizionato l’estetica e il gusto di varie decadi del secolo scorso, anticipando visioni della società contemporanea con uno sguardo originale e indelebile, che influenza la nostra cultura visiva e pop.  

 

“David Bowie Is” al cinema: 11-13 luglio

Nel 2013 il Victoria and Albert Museum di Londra inaugurò la più incredibile mostra mai allestita un tributo multimediale all’artista, una vera e propria “Bowie Experience”, il pubblico la prese d’assalto e il Museo registrò ingressi da record. Visitare David Bowie Is è un’esperienza unica: un viaggio nel tempo e nello spazio, fra trasformazioni e personaggi, eccentrici costumi di scena indossati da manichini con le sue sembianze e una colonna sonora di canzoni leggendarie: 300 pezzi che includono filmati, fotografie, manoscritti e lettere, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Grazie alla disponibilità di Bowie, che ha reso possibile l’accesso ai suoi archivi: tutti possono esplorare l’universo dell’uomo che ha esteso i confini e la bellezza della musica. Descritta da The Times come “elegante e oltraggiosa” e da The Guardian come “un trionfo”, la mostra su Bowie è stata un successo clamoroso e un primato nella storia del V & A Museum. Nel film documentario con lo stesso titolo veniamo accompagnati nell’allestimento del V&A  da guide molto speciali, tra cui il leggendario stilista giapponese Kansai Yamamoto e il front-man dei Pulp Jarvis Cocker, che ci fanno scoprire le storie dietro ad alcuni dei migliori pezzi esposti. I curatori Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Dipartimento di Teatro & Performance V & A hanno dichiarato: “Siamo felici che questa mostra straordinaria viaggi per il mondo, che le persone possano immergersi nel tour cinematografico dell’esposizione di Londra. Il film offre affascinanti dettagli sugli oggetti chiave del David Bowie Archive, commenti di ospiti speciali e naturalmente… una fantastica colonna sonora! “. Conservando il biglietto del cinema e presentandolo alla biglietteria del MAMbo o in uno dei punti vendita Vivaticket gli spettatori avranno la possibilità di acquistare un biglietto di ingresso alla mostra al costo ridotto di 13€ ed il giovedì con apertura serale a 10 €. Allo stesso modo, presentando la prenotazione della mostra alle biglietterie delle sale cinematografiche che aderiranno alla promozione, si potrà acquistare il biglietto del film a prezzo ridotto.

 

“David Bowie Is”: la mostra a Bologna

David Bowie Is, una delle mostre di maggior successo degli ultimi anni realizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra è la prima retrospettiva dedicata alla straordinaria carriera di David Bowie. La tappa di Bologna rappresenta l’unico appuntamento italiano e l’ultima occasione per visitare la mostra in Europa. La mostra, che nella sola Londra è stata vista da oltre 300.000 visitatori, è tematicamente suddivisa in tre principali sezioni:

la prima introduce il pubblico ai primi anni di vita e della carriera di David Bowie nella Londra del 1960, risalendo man mano fino al punto di svolta del singolo “Space Oddity” nel 1966.

La seconda parte accompagna il visitatore all’interno del processo creativo di David Bowie e rivela le differenti fonti d’ispirazione che hanno dato forma alla sua musica e allo stile delle sue performance.

La terza, delle stesse dimensioni delle precedenti, immerge il pubblico nello spettacolare mondo dei grandi concerti live di Bowie. In quest’ultima sezione, le presentazioni audio e video di grandi dimensioni sono accoppiate all’esposizione di diversi costumi di scena e materiali originali dell’artista.

Questo format espositivo consente al visitatore di apprezzare tutta l’energia teatrale e performativa di Bowie in una modalità aperta e senza alcuna limitazione.  

ONO arte contemporanea: David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance

Opening, domenica 29 maggio, ore 17.30 

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Roma, 22 Maggio – Dopo il successo ottenuto dalla mostra Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz, si rinnova la collaborazione tra Mantova Outlet Village e ONO arte contemporanea. Il nuovo evento sarà la mostra David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance (29 maggio – 17 luglio 2016), che si propone di celebrare, a pochi mesi dalla sua scomparsa, l’artista che ha saputo rivoluzionare non solo il mondo della musica, ma anche quello dell’arte in generale. L’intuizione dell’importanza estetica di Bowie infatti, ha trovato riscontro già nel 2013, quando il Victoria & Albert Museum di Londra, gli ha dedicato la mostra David Bowie is, che approderà in Italia a luglio 2016. Attraverso le fotografie di Michael Putland e il lavoro grafico di Terry Pastor, la mostra ripercorre le fasi più importanti che hanno caratterizzato la carriera di Bowie, nonché la costruzione del suo mito. L’esposizione è curata da ONO arte contemporanea e sarà presentata da Daniela Sogliani del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, domenica 29 maggio alle ore 17.30. La mostra si divide in 4 sezioni, ognuna delle quali rappresenta un nodo cruciale per comprendere una figura così complessa e sfaccettata come quella di David Bowie. La prima sezione, con un servizio scattato ad Haddon Hall – l’allora residenza di Bowie -, racconta, in modo intimo e rilassato, un giorno di quel fatidico 1972, poco prima che l’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” uscisse, e soprattutto poco prima che Bowie diventasse un fenomeno mondiale, grazie al suo alter ego più famoso, Ziggy Stardust. Oltre alle fotografie di Putland legate a questo periodo, saranno esposti in mostra i lavori grafici di Terry Pastor, artista inglese che ha realizzato le cover degli album di “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” e di “Hunky Dory”. La seconda sezione è dedicata al “Sottile Duca Bianco”: nel gennaio del 1976 esce Station to Station, disco che anticipa le sonorità della cosiddetta Trilogia di Berlino. Il disco fu seguito da una tournée in Europa e negli Stati Uniti, nella quale Bowie prende le sembianze del cosiddetto Thin White Duke. Le foto in mostra di Michael Putland relative a questo periodo, lo immortalano durante il tour promozionale europeo di Station to Station, questa volta proprio sul palco, regalandoci alcuni tra gli scatti più famosi di quel momento. Con la terza sezione giungiamo poi agli anni ‘80 e al suo più grande successo commerciale, Let’s Dance. Ancora una volta, l’obiettivo di Michael Putland, ci mostra un Bowie sorridente, tra palco e backstage, a testimoniare un carisma che ha pochi eguali in quegli anni. A concludere questa parabola ascendente, la quarta ed ultima sezione, che comprende alcune immagini scattate nell’aprile del 1992, al Wembley Stadium di Londra, durante il concerto-tributo a Freddie Mercury leader dei Queen. Bowie, uno dei protagonisti della serata, è sul palco a salutare l’amico morto di AIDS e, insieme a Annie Lennox. La performance di quella sera rimarrà impressa nella memoria dei fan presenti allo stadio e Michael Putland, uno dei pochi fotografi accreditati, scatta loro alcuni primi piani che definirà tra i suoi scatti migliori. Bowie, è un personaggio camaleontico, che ha fatto della sua vita un’opera d’arte totale, rendendo difficile una separazione tra realtà e finzione, così come tra pubblico e privato. Bowie può essere considerato “l’artista definitivo”, la Star per antonomasia, sempre capace di reinventarsi. Ha dato vita a mode e tendenze, facendo spesso l’occhiolino alla cultura alta, rendendola così di massa. Le sue numerose identità sono entrate nell’immaginario collettivo e sono, ancora oggi, punti di riferimento per intere generazioni di artisti.

Michael Putland, uno dei più famosi fotografi britannici, ha iniziato a fotografare professionalmente alla fine degli anno 60. Nei primi anni 70 diventa fotografo ufficiale dei Rolling Stones con i quali lavora tuttora. Putland ha fotografato continuativamente tutta la scena culturale anglosassone fino ai giorni nostri: da Lennon a Madonna e da Bob Marley a Tony Blair. Alcuni dei suoi scatti sono presenti in questi giorni alla galleria Saatchi di Londra nell’ambito della mostra museale dedicata ai Rolling Stones dal titolo Exhibitionism. Sempre con gli Stones sta lavorando ad un libro fotografico che abbraccia tutta la loro carriera.

Mantova Outlet Village, inaugurato nel 2003, attualmente conta oltre 110 punti vendita dei brand di moda più famosi. Di proprietà del Gruppo Blackstone e gestito da Multi Outlet Management Italy Srl, rappresenta insieme a Franciacorta, Valdichiana, Palmanova e Molfetta Outlet Village, uno dei principali Network italiani del settore. È meta ambita di un importante numero di visitatori (3.000.000/anno) e turisti – vista la vicinanza con il Lago di Garda e la città di Verona, oltre che al posizionamento strategico sull’A22, uscita di Mantova Sud. L’Outlet, che nasce per essere una realtà commerciale, si caratterizza ed è noto sul mercato, come struttura promotrice e attiva nell’organizzare al suo interno grandi eventi di carattere artistico (mostre d’arte), culturale (rassegne cinematografiche e incontri letterari con autori di spicco), musicale (grandi concerti, opere liriche, circo contemporaneo) e molti altri. L’influenza e la collaborazione con la città di Mantova, famosa per i grandi Festival, oltre che per il patrimonio culturale (quest’anno ha ricevuto al nomina di Capitale Italiana della Cultura 2016) hanno sicuramente promosso lo sviluppo di queste caratteristiche da parte dell’Outlet.

La mostra (29 maggio – 17 luglio 2016) è composta da 30 fotografie in diversi formati, l’ingresso è libero.

 

DOVE:

Mantova Outlet Village

Via Marco Biagi

Bagnolo San Vito (MN)

Per info e orari: 0376/25041

info@mantovaoutlet.it

www.mantovaoutlet.it

ONO arte contemporanea presenta il talk David Bowie a cura di Gino Scatasta

L’incontro è l’ultimo della rassegna Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro

downloadRoma, 3 Maggio – ONO arte contemporanea in collaborazione con NipPop e Power to the Pop – Osservatorio sulle culture pop presenta David Bowie, talk a cura di Gino Scatasta in conversazione con Paola Scrolavezza. Dopo la morte di Bowie, molti hanno sottolineato come il cambiamento sia stato un elemento costante della sua produzione. Ci sono però degli elementi che tornano costantemente nelle sue canzoni, nei video e nei film che lo vedono protagonista, uno dei quali è l’interesse per la fantascienza. All’interno della sua fascinazione, centrale è il tema ricorrente dell’astronauta morto, o quanto meno destinato alla morte. Major Tom, protagonista di Space Oddity, torna in Ashes to Ashes, si insinua in Hello Spaceboy e nel video dell’ultimo Blackstar. Oppure il tema dell’alieno, declinato in varie forme: dall’uomo che vende la terra, che rimanda al titolo di un famoso romanzo di Heinlein, allo Starman che invita all’edonismo fino al predicatore a metà fra il tragico, come nell’Uomo che Cadde sulla Terra,  e il grottesco (il video di Next Day o ancora Blackstar) . Senza dimenticare la distopia, a metà fra Orwell e Burroughs, di Diamond Dogs e la fascinazione per il superuomo che, più che a Nietzsche o al presunto nazismo del Bowie losangelino, sembra rimandare alla tristezza e alla solitudine cosmica di alcuni superuomini Marvel o DC.

L’incontro è l’ultimo di cinque appuntamenti della rassegna, dal titolo Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro, che si propone di tracciare un percorso nella sci-fi del secondo dopoguerra: da Godzilla a Star Wars, da Gō Nagai a Ballard, proiezioni utopiche o distopiche di una realtà  troppo spesso spaventosa hanno raccontato di un’umanità fragile, sospesa fra due millenni, assetata di nuovi modelli che possano anticipare o raccontare ciò che è prossimo, ciò che speriamo non si verifichi mai o il percorso che si compirà per arrivarci. Le creazioni letterarie e artistiche della fantascienza aiutano a comprendere e raccontare le metamorfosi in atto e a prospettare e immaginare futuri diversi.

L’ultimo abbraccio di Lindsay Kemp a David Bowie nel video di Camilla Fascina

Lindsay Kemp e Camilla Fascina insieme nel video di “Time” in quello che è l’ultimo saluto a Bowie

Roma, 23 gennaio – Solo pochi giorni fa il maestro Lindsay Kemp aveva annunciato dalla sua pagina fb il video della sua discepola vicentina Camilla Fascina in omaggio a David Bowie.  Quel video, oggi suona come un abbraccio del maestro Lindsay Kemp a David Bowie. Dal giorno della morte di Bowie, il 10 gennaio, quel video ha assunto un significato magico: contiene una coincidenza troppo forte per essere ignorata, una magica sintonia tra Lindsay e David.  Lindsay, nel video, fissa infatti una candela che si consuma, pensando alla vita che si consuma per tutti noi, mentre Bowie contemporaneamente apre il suo ultimo album “Blackstar” con queste parole: “In the villa of Ormen stands a solitary candle in the centre of it all”. “È come se i sentimenti di Lindsay e David – ha dichiarato l’artista Camilla Fascina – si fossero magicamente incontrati in un abbraccio. E io sono commossa di partecipare a questo abbraccio.” Appena entrata in Freecom, il laboratorio di progettazione indipendente italiano della cooperativa “Doc Servizi – i professionisti dello spettacolo”, Camilla Fascina esce con il video del brano, cover di David Bowie, riarrangiato in versione voce, pianoforte e violino, e inserito nell’ep dell’artista Camilla Fascinated by Bowie che sarà disponibile tra pochi giorni nei digital store: grazie alle sue personalissime reinterpretazioni delle perle di Bowie, da tre anni Camilla si esibisce in apertura a Morgan nel David Bowie Bash, concerto tributo annuale dedicato alla rock star inglese in occasione del suo compleanno. I ballerini, sembrano decorati da lucciole: i loro movimenti si fanno sempre più alieni, e il corpo sparisce all’interno delle scie luminose simboleggiando la labilità del corpo umano che si crea e si dissolve nell’inesorabilità del tempo. Il video, con la coreografia di Lucia Salgarollo  e la regia  di Mattia Ottaviani è stato realizzato tra il teatro di Fumane (VR) e il teatro di Livorno, ed è stato presentato in anteprima a Londra il 7 gennaio, in occasione del compleanno di David Bowie e dell’annuale concerto nel quale Camilla si è esibita nel suo spettacolo di apertura a Morgan. In Italia il video è stato presentato il 9 gennaio al Vinile Rock Club di Bassano del Grappa (VI): Sony Music Italy è stata partner di entrambi gli eventi.

 

BIOGRAFIA

Camilla Fascina è una giovane cantautrice che ama osservare il mondo quotidiano per raccontarlo in musica. È diplomata all’Accademia Superiore di Canto di Verona e ha completato un percorso di studi di composizione al CPM di Milano. Lavora all’Università di Verona per il Dottorato di Ricerca in Lingue e Letterature Angloamericane. A questi studi affianca una preparazione artistica a tutto tondo: canto, composizione, recitazione e danza. Camilla si avvale dell’insegnamento di grandi figure, come il magnifico Lindsay Kemp (maestro e collaboratore di David Bowie e Kate Bush), e l’energica Mary Setrakian, famosa vocal coach e coreografa americana di Nicole Kidman e Mary J. Blige. Il suo brano “Bambola” – una piccola allegra ribellione ai modelli di donna imposti dalla Tv e dalla pubblicità – è stato apprezzato da Cristiano Malgioglio che l’ha qualificato finalista al Festival Show, ha ricevuto il premio iTunes & More Digital Store Festival Show 2013 e si è classificato terzo a Saint Vincent 2013 (unico inedito sul podio). Il 23 gennaio 2015 è stata chiamata a cantare al Gran Teatro Geox di Padova per l´evento “Buon Compleanno Sic” assieme ai comici di Zelig e tanti altri artisti (Niccolò Fabi, Marco Masini, Sonohra, Matteo Becucci). Nel gennaio 2015 ha aperto il concerto di Morgan (Marco Castoldi) durante il David Bowie Bash al Totem (VI) e ha presentato il suo primo EP “Camilla FascinaTed by Bowie”, lavoro che è stato menzionato sul sito ufficiale di David Bowie. Nel settembre 2014 si è esibita presso gli studi televisivi di Italia Mia (Caserta) per l´evento “Ragazza Cinema” in onda su SKY 920 e nel luglio 2014 è stata vincitrice della tappa di semifinale al Festival di Castrocaro 2014 con il brano inedito “Il Vestito Rosso” di cui Camilla ha composto testo e musica. Nel 2014 a Torino ha interpretato alcune canzoni di Mia Martini a un evento cui ha presenziato Leda Bertè, la sorella maggiore di Mia Martini, Presidente dell’Associazione Onlus “Minuetto” fondata per la tutela di tutto il patrimonio artistico lasciato da Mia Martini. Il 21 e 22 febbraio 2014 si è esibita al Palafiori di Sanremo con il patrocinio di Radio Italia e Casa Sanremo per l’evento canoro Sanremo Unlimited. Nel gennaio 2014 ha accompagnato Morgan (Marco Castoldi) al Revolution di Molvena e nel gennaio 2013 ha condotto la serata speciale “Morgan talks about David Bowie” al Panic Jazz Club di Marostica. Ha cantato al David Bowie Bash dal 2012, prima voce femminile chiamata ad esibirsi a questo evento che si svolge ogni anno in tutto il mondo per celebrare il compleanno del Duca Bianco. In febbraio 2013 è stata selezionata personalmente dal grande coreografo inglese Lindsay Kemp  per un laboratorio che culmina con lo  spettacolo di teatro danza “Perché sei tu?” tratto da Romeo & Juliet di Shakespeare e messo in scena al Teatro Nuovo di Verona in aprile 2013. Con il riarrangiamento di “Normalmente triste” Camilla è fra gli artisti che omaggiano i “Frigidaire Tango”, al fianco di molte presenze prestigiose tra cui Federico Fiumani dei Diaframma e Xabier Iriondo degli Afterhours. Album “Artisti vari risuonano i Frigidaire Tango”, etichetta Go Down Records. Nel 2012 Camilla realizza il videoclip del suo primo inedito “Gabrielle’s story” da lei presentato  come contributo alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne e inoltre si aggiudica il concorso “L’Amo d’Oro” al Lido di Venezia. Ha partecipato al TOUR MUSIC FEST 2008, poi selezionata per Tour Music Tv con un brano inedito e convocata a Roma per le registrazioni del programma Tour Music Tv andato in onda su sky 869. Nel maggio 2008 è stata ospite di Caterina Balivo a “Festa Italiana” su RAI 1 assieme ai Los Locos.

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