Servizio radiodiffusione Dab+: anche Quattroruote denuncia l’inadempimento Rai

Interrogazione del senatore Sergio Divina(Ln) in merito alla denuncia lanciata dal periodico “Quattroruote” (numero di febbraio 2016; pagine 60 e 61) relativa al mancato raggiungimento della copertura del segnale Dab+ del territorio nazionale da parte della Rai

abbonamento-del-tv_NG1Trento, 5 febbraio –

Al Ministro dei Trasporti e Telecomunicazioni Graziano Delrio

Sull’effettivo grado di copertura del servizio di radiodiffusione Dab+ sul territorio nazionale da parte di Rai ho sempre avuto dei dubbi, nonostante gli sforzi da parte del Governo Renzi e della stessa Autorità garante per le comunicazioni (AgCom) di certificare l’esatto opposto. Ora, a smentire la posizione del Governo, di AgCom e della stessa Rai arriva anche l’autorevole periodico Quattroruote che, nel numero di febbraio della rivista, pubblica un servizio dedicato proprio allo stato dell’arte del Dab+ in Italia, evidenziando che “se i due consorzi provati che distribuiscono il segnale digitale nazionale – Club Dab Italia ed Euro Dab – coprono il 70% della popolazione, la diffusione della Rai arranca: non ha ancora raggiunto un italiano su due (nel Regno Unito, la radio Dab della BBC arriva al 97%). D’altra parte, lo scorso ottobre erano attivi solo 18 dei 60 impianti Dab+ di RayWay previsti entro fine 2015”. Ora, a 2015 ampiamente terminato, è evidente che il concessionario di un pubblico servizio quale è la Rai è sostanzialmente inadempiente al contratto di servizio sottoscritto con lo Stato italiano e la stessa AgCom di fatto ha abdicato ai suoi compiti di vigilanza e di sanzionamento degli obblighi non rispettati previsti dal contratto di concessione Rai. La rapida realizzazione della rete Dab+ in Italia permetterebbe saldo economico positivo sia per le entrate statali riferite all’Iva sui nuovi ricevitori, sia per l’occupazione e il commercio, prevendendo che nel nostro paese esiste un possibile bacino per oltre 20 milioni di nuovi ricevitori radiofonici moderni. La mancata attività della concessionaria Rai produce un danno al sistema radiofonico, ai cittadini e all’economia del Paese.

Premesso quanto sopra, il sottoscritto Senatore interroga il Governo per sapere:

 

  1. se la denuncia lanciata dal periodico “Quattroruote” (numero di febbraio 2016; pagine 60 e 61) relativa al mancato raggiungimento della copertura del segnale Dab+ del territorio nazionale da parte della Rai (che fa seguito alle segnalazioni del sottoscritto già contenute in mie precedenti interrogazioni al Governo e segnalazioni ad AgCom) è corrispondente al vero;
  2. in caso di risposta affermativa al quesito di cui sub 1), quali siano i provvedimenti esemplari che il Governo intende intraprendere nei confronti del concessionario pubblico Rai che, a differenza dei soggetti privati Club Dab Italia e Euro Dab, non ha rispettato gli obblighi di copertura del segnale radiofonico digitale Dab+, che prevedevano, nel caso di Rai l’installazione di 60 impianti di trasmissione Dab+ entro il 2015;
  3. che posizione s’intenda prendere nei confronti di AgCom che, nonostante le ripetute segnalazioni del sottoscritto, non ha provveduto ad attivare le procedure di vigilanza di sua competenza nei confronti dell’inadempimento da parte di Rai in tema di mancata copertura del territorio nazionale con il segnale Dab+;
  4. se, come giustamente evidenzia il periodico “Quattrouote” succitato, il Governo intenda intervenire a fare chiarezza presso i consumatori finali attivando un’adeguata campagna informativa circa il significato della radiofonia a standard Dab+ e i suoi vantaggi in termini di qualità del segnale, facilità di utilizzo e ridotto impatto ambientale rispetto all’attuale standard trasmissivo analogico FM, anche facendo obbligo ai distributori e rivenditori di apparecchi radiofonici di applicare da subito sui dispositivi ancora privi di sintonizzatore Dab+ un’apposita etichetta di dimensioni adeguate all’imballaggio (e comunque facilmente individuabile dal consumatore) recante la critta “questo apparecchio radiofonico riceve solo le trasmissioni analogiche a standard FM. Non è abilitato alla ricezione delle nuove trasmissioni radiofoniche digitali a standard Dab+”.
  5. Se come avviene in altri paesi non sia opportuno, vista l’alta copertura del servizio di radio digitale, introdurre l’obbligo di commercializzazione di apparati riceventi con il doppio standard FM/ Dab+ in modo da garantire lo sviluppo della radiofonia e tutelando i consumatori
  6. Se come avviene negli altri paesi europei sia opportuno invitare formalmente la concessionaria Rai a collaborare con gli operatori privati nel programmare e realizzare al più presto il completamento della copertura nazionale ed il servizio in galleria, come previsto dalle direttive europee sulla sicurezza, ottenendo il duplice effetto di offrire servizi gratuiti ai cittadini e ottenere un notevole risparmio energetico ed economico, con un drastico minor impatto ambientale.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Lega Nord Trentino

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