Roma, primo appuntamento del progetto CulturTango

Un suggestivo viaggio di ricerca alla scoperta degli aspetti salienti che caratterizzano questa danza dai ritmi caldi e avvolgenti, nota per la sua straordinaria forza espressiva e per i tanti significati che si celano dietro ogni passo.

eCampus_loca_Culturtango_Psicologia24AprileRoma, 21 aprile – Il 24 aprile 2015 alle ore 18.30 si terrà, presso la sede romana dell’Università eCampus in Via Matera 18, il primo appuntamento del progetto CulturTango, quattro incontri tematici per avvicinare il pubblico alla magia di uno tra i balli più sensuali del mondo, il tango. L’iniziativa, che gode del Patrocinio Istituzionale dell’Ambasciata Argentina in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, è frutto della collaborazione tra l’Ateneo e la Scuola di Tango Argentino AmarTangO, diretta da Victoria Arenillas & Leonardo Elias, e si propone di accompagnare i partecipanti in un suggestivo viaggio di ricerca alla scoperta degli aspetti salienti che caratterizzano questa danza dai ritmi caldi e avvolgenti, nota per la sua straordinaria forza espressiva e per i tanti significati che si celano dietro ogni passo. A dare il “La”, sarà dunque un evento preparatorio, “CulturTango nella psicologia”, a cura di Maria Rita Conrado, psicologa e psicoterapeuta, membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi (SLP) e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP), che presenterà il tango sotto una luce diversa, inedita e inaspettata: il tango come forma artistica, certo, ma anche e soprattutto come specchio di emozioni e sensazioni recondite. Nel corso del convegno, infatti, s’indagherà a fondo sulle complesse dinamiche di coppia che coinvolgono i ballerini, sul rapporto tra i due sessi e sull’eterno duello tra Eros e Thanatos. Un’analisi psicoanalitica che, dalla mente al corpo, racconterà la storia e l’identità di un’intera nazione. È tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX che il popolo argentino tentò di rispondere all’angoscia della perdita e del distacco attraverso le malinconiche impressioni di ritmi e melodie che oggi ci sembrano così familiari, ma che allora avevano un sapore proibito e rivoluzionario. La costruzione dell’esperienza tanguera, dunque, affonda le sue radici nell’inconscio, in un quadro clinico preciso e affascinante. Esso verrà riproposto alla luce degli insegnamenti di Sigmund Freud e Jacques Lacan e fungerà da preambolo per i successivi appuntamenti, “CulturTango in concerto” (15 maggio), “CulturTango nella ricerca” (12 giugno) e “CulturTango danzando” (10 luglio). Il convegno, ad ingresso libero, sarà seguito da un cocktail

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