Camorra: agroalimentare sotto tiro, nel settore infiltrazioni criminali producono oltre 240 reati al giorno

La Cia plaude al blitz di Polizia e Gdf a Roma contro presunti affiliati del clan Moccia che operavano nel mercato dei prodotti ortofrutticoli e caseari nella capitale: la criminalità organizzata cerca di accrescere i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera agroalimentare, dai campi all’intermediazione dei prodotti fino alla tavola.

agricoltura-campo-campi-rsooll-fotolia-750x447-620x400Roma, 9 febbraio – La criminalità organizzata allunga sempre più spesso i suoi tentacoli su tutta la filiera agroalimentare: si va dall’accaparramento dei terreni agricoli, l’intermediazione dei prodotti, il trasporto e lo stoccaggio, fino all’acquisto e all’investimento in bar, ristoranti e centri commerciali. Nel settore le infiltrazioni di mafia e camorra producono oggi oltre 240 reati al giorno e, dal campo alla tavola, generano un giro d’affari stimato in oltre 15 miliardi di euro. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani, plaudendo all’operazione della squadra mobile di Roma e del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha portato a sette arresti nei confronti di presunti apicali, affiliati e prestanome del clan camorristico Moccia che operavano nella capitale nel settore ortofrutticolo e delle mozzarelle. La criminalità organizzata non si limita a esercitare un controllo sul territorio -spiega la Cia- ma è interessata a fare nuovi guadagni, a far fruttare i patrimoni, conquistando quei comparti che si sono dimostrati “anti-crisi” diventando determinanti per l’economia italiana, come è appunto l’agroalimentare. Ma gli effetti sono devastanti, perché questa presenza mafiosa “strozza” il mercato, distrugge la concorrenza e instaura un “controllo” basato su paura e coercizione -continua la Cia-. Le organizzazioni criminali, infatti, impongono i prezzi d’acquisto agli agricoltori, controllano la manovalanza degli immigrati con il caporalato, decidono i costi logistici e di transazione economica, utilizzano proprie ditte di trasporto, possiedono società di facchinaggio per il carico e scarico e arrivano anche alla tavola degli italiani, mettendo a rischio la salute dei cittadini, con l’ingresso nella Gdo e nella ristorazione. Per questo “operazioni come quella di oggi sono fondamentali -osserva il presidente della Cia Dino Scanavino-. Bisogna sgretolare il potere delle mafie nell’agroalimentare e per questo serve fare ‘rete’ con le istituzioni, la magistratura e con le forze dell’ordine, colpirli nei loro interessi economici, prima di tutto attraverso il sequestro e la confisca dei beni”.

La Camera di Commercio pubblica la manifestazione d’interesse per l’adesione alla “Rete per la legalità”

Le associazioni della provincia di Reggio Calabria, in possesso dei requisiti previsti, sono invitate a presentare domanda di adesione alla “Rete per la legalità”, entro e non oltre il 20 Novembre 2015.

camera-di-commercio-2Reggio Calabria, 12 novembre – La Camera di Commercio di Reggio Calabria, nell’ambito del suo rinnovato impegno affinché alla criminalità ed illegalità diffusa si contrapponga la legalità partecipata, pubblica una specifica manifestazione d’interesse con la quale invita le associazioni della provincia di Reggio Calabria, in possesso dei requisiti previsti, a presentare domanda di adesione alla “Rete per la legalità”, entro e non oltre il 20 Novembre 2015. La Rete per la legalità, già costituita nel 2014, si concretizza in un programma condiviso di iniziative tra l’Ente camerale e le associazioni, finalizzate a prevenire la diffusione dei fenomeni criminali e, nel contempo, favorire la sensibilizzazione ai principi della legalità e leale concorrenza. Alle associazioni aderenti alla Rete la Camera di Commercio affiderà, fino ad un importo massimo di 5 mila euro, la realizzazione di iniziative nel territorio provinciale, in uno dei seguenti ambiti d’intervento: A) Sportelli per la legalità: promozione di una rete di sportelli quale presidi territoriali informativi, di affiancamento ed assistenza per la prevenzione dei fenomeni del racket e dell’usura, e di supporto agli imprenditori in difficoltà. B)Educazione alla legalità: percorsi informativi e di sensibilizzazione sui temi della legalità e dell’imprenditorialità etica, sulla gestione dei beni confiscati e il ruolo della cooperazione sociale, sui temi della sicurezza (usura, racket, corruzione, contraffazione), rivolti ai docenti referenti per la legalità e agli studenti degli istituti scolastici della provincia di Reggio Calabria. C) Legalità e ambiente: informazione e sensibilizzazione per una maggiore diffusione della cultura ambientale, per favorire la conformità normativa ambientale delle imprese e per la prevenzione dei fenomeni di illegalità. “Nell’ambito della Rete per la legalità, promossa dalla Camera di Commercio, sono state già realizzate con le Associazioni aderenti (A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa; Associazione Antiracket di Taurianova; Confesercenti; Osservatorio sulla ndrangheta; Riferimenti) un fitto programma delle iniziative che ha visto come protagonisti le imprese, le famiglie, i consumatori, gli studenti ed i docenti, direttamente ed attivamente coinvolti in campagne di sensibilizzazione su media, web e social network; diffusione di newsletter; distribuzione di manuali e vademecum; seminari informativi; laboratori didattici; incontri presso le scuole; visite guidate presso le imprese vittime di fenomeni di illegalità; convegni istituzionali”, ha dichiarato la Dr.ssa Natina Crea, Segretario Generale della Camera di Commercio di Reggio Calabria. “L’Ente camerale rinnova il proprio impegno. Vogliamo promuovere l’adesione alla Rete per la legalità perché siamo convinti che il nostro territorio possa contrapporre al fenomeno dell’illegalità una legalità partecipata, attraverso un programma condiviso di iniziative finalizzate a favorire lo sviluppo di un’economia sana e l’affermazione di imprese libere dalla rete dell’illegalità”. Tutta la relativa documentazione, comprensiva del modulo di domanda di adesione, è disponibile sul sito istituzionale della Camera di Commercio di Reggio Calabria. (www.rc.camcom.gov.it).

Milano, nasce una Casa dove educare con l’arte i ragazzi a rischio di esclusione sociale

La Casa dell’ArtEducazione sorgerà vicino al Parco Trotter, presso la scuola media Rinaldi

Di Ram

news_34365_imageMilano, 29 gennaio  – Una Casa dedicata ai ragazzi a rischio esclusione sociale, dove attraverso l’arte saranno realizzati progetti pedagogici alla scoperta della bellezza. La Casa dell’ArtEducazione rappresenterà il primo luogo in Italia dove l’arte sarà il fulcro vitale dell’educazione, e non solo un metodo per ‘intrattenere’ i ragazzi. Qui sarà offerta la possibilità di esprimersi attraverso la musica, il teatro, le arti figurative e visive a bambini e ragazzi (dagli 11 ai 18 anni), a rischio di esclusione sociale (difficoltà economiche, dispersione scolastica, bullismo, criminalità e/o droga, violenza, etc…). Ma non solo. La Casa dell’ArtEducazione sarà aperta a tutti i cittadini milanesi. In questo luogo si svilupperà una solida rete per la città, dove si intrecceranno l’azione sociale, l’azione istituzionale, la produzione di conoscenze, istruzione, cultura e formazione professionale. La Casa dell’ArtEducazione si inaugurerà nelle prossime settimane a Milano, presso la scuola secondaria di primo grado Rinaldi, in via Pontano 43, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Casa del Sole, vicino al Parco Trotter, in Zona 2. Il progetto della Casa dell’ArtEducazione, presentato oggi a Palazzo Marino, è nato su ispirazione del progetto brasiliano del Centro di Accoglienza dell’Axé, che si trova a Salvador de Bahia. Tra i due centri ci sarà un confronto costante, ma la metodologia pedagogica si articolerà in interventi contestualizzati alla città di Milano e alle sue necessità e culture. Finora sono già 30 i ragazzi coinvolti attraverso gli educatori di strada e altri 30 attraverso gli insegnanti nelle scuole del quartiere.  “La Casa dell’ArtEducazione sarà un luogo speciale per Milano: – ha spiegato l’assessore all’Educazione e istruzione Francesco Cappelli – qui anche i ragazzi che vivono situazioni di disagio sociale ed economico potranno esprimersi attraverso l’arte, la musica, il teatro scoprendo un nuovo modo di comunicare e di relazionarsi con se stessi e gli altri. Siamo lieti di ospitare un progetto di così alto valore educativo e culturale in una scuola del Comune. La Casa darà ulteriore valore al quartiere di via Padova, già così ricco e vivace socialmente. Un progetto pilota che diventerà un punto di riferimento anche per altre città italiane”. La Casa sarà così un luogo di formazione, di scambio di pratiche, un luogo in cui l’arte contaminerà le strade, le scuole, il quotidiano dei ragazzi ad alto rischio che vivono in città. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Milano, Coop. Tempo per l’infanzia, ForMattArt, ICS Giacosa, Progetto Axé e Università di Torino, grazie ai contributi della Fondazione Cariplo e Fondazione Alta Mane Italia. La Casa, inoltre, intende anche riconoscere a educatori, assistenti sociali e insegnanti il diritto fondamentale alla formazione professionale, nella convinzione che solo professionisti qualificati sono la garanzia per un’azione di educazione di qualità rivolta a chi non ha nulla o ha molto poco. La Casa intende configurarsi come un polo di riferimento a livello internazionale per la formazione in ArtEducazione. In questi giorni si sta svolgendo un corso di formazione professionale per gli operatori, che si concluderà il 30 gennaio, a cui partecipano psicoterapeuti importanti come Gustavo Pietropolli Charmet e grandi artisti come Dori Ghezzi.

 

Milano, Anno Giudiziario. Pisapia passi in avanti, bene rafforzamenti organici

Il Sindaco, protocolli d’intesa e controlli hanno ottenuto risultati 

Di Ram

anno_giudiziario_milano2_fotogramma__2_Milano, 24 gennaio –  “Il 2015 si prospetta come un anno particolarmente importante e delicato per Milano, per questo accolgo con soddisfazione la decisione di rafforzare l’organico del Tribunale. Per quanto riguarda Expo è stato sottolineato come le attività di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata abbiamo ottenuti risultati concreti. I tentativi erano previsti e prevedibili, ma i controlli che abbiamo predisposto, attraverso i  protocolli di legalità, si sono dimostrati efficaci come dimostrano le oltre 70 interdittive emanate dal Prefetto. A Milano vi è da tempo una proficua collaborazione tra le istituzioni che certamente ha contribuito a ottenere questi risultati”
Lo afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia che oggi ha presenziato all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario milanese.
“Per quanto riguarda l’allarme su possibili attentati terroristici, c’è su questo fronte una attenzione da parte di tutti gli organi competenti che da tempo –prosegue Pisapia- sono impegnati per garantire il massimo della sicurezza possibile. Un appuntamento così importante, anche a livello internazionale, come Expo 2015 potrebbe portare l’attenzione su Milano, ma tutti dovrebbero capire che l’Esposizione è un grande evento di pace e confronto tra i popoli. Questa è la vera anima di  Expo”.
“Il bilancio della situazione della giustizia milanese presentato dal Presidente della Corte d’Appello Giovanni Canzio dimostra che ci sono stati ulteriori passi in avanti malgrado le difficoltà di bilancio e i problemi organizzativi che da anni vengono denunciati senza che ci sia una soluzione definitiva. I risultati raggiunti –aggiunge Pisapia- sono positivi, c’è stato un aumento della quantità dei procedimenti che arrivano a conclusione e al tempo stesso una diminuzione dei tempi processuali sia nel campo civile che in quello penale”.
“Purtroppo bisogna invece prendere atto della mancata approvazione di alcune riforme largamente condivise in discussione da tempo che non costerebbero nulla sul piano economico e contribuirebbero a rendere la giustizia più celere ed efficiente. Mi riferisco, come ha detto anche il Presidente Canzio, alla sospensione dei procedimenti nei confronti degli irreperibili, alla riforma della prescrizione, alla revisione dei riti alternativi e ad altri provvedimenti che porterebbero benefici all’intero sistema della Giustizia.”, conclude Pisapia.

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