Il Divino e il Divano, trattato sulla fede ed i suoi aspetti nascosti

Intervista all’autore Machma Chmakoff, psicanalista francese

Di Francesca Rossetti

copertina DivinoRoma, 9 novembre- Machma Chmakoff, psicanalista francese, ha da poco pubblicato un interessante trattato, « Il Divino ed il Divano » che parla della fede e dei suoi aspetti latenti. Ecco cosa ci racconta in merito.

Chi è Macha Chmakoff e di cosa parla il Suo libro « Il divino ed il divano » ?

« Dopo aver terminato studi di lingue, ho preso il diploma alla Scuola Nazionale Superiore delle Belle Arti di Parigi, poi il Diploma di Studi Superiori Specializzati di Psicologia Clinica e Patologica. Ho conseguito poi il diploma in teologia e studiato psicanalisi dopo aver seguito io stessa un periodo di psicanalisi ed oggi esercito al tempo stesso l’attività di pittrice e di psicanalista. « Il divino ed il divano » , sottotitolato « piccole insidie ordinarie della fede » fornisce alcuni indizi per cercare di capire perché i valori fondamentali e la pratica della fede possono essere impercettibilmente distorti dalla loro visuale umana, la maggior parte delle volte a nostra insaputa. Questi micro fattori passano facilmente inosservati o sembrano innocui, ma non per questo sono meno distruttivi. Alcune tendenze psicopatologiche dell’essere umano possono facilmente seguire le orme di alcune rappresentazioni religiose e delle pratiche loro afferenti. Le tendenze psicopatologiche possono trovare nelle rappresentazioni e nelle pratiche religiose una forma sottile di garanzia, persino di rafforzamento. Cercare di valutare l’impatto di questa « trappola » sul processo di umanizzazione ( e dunque di « santificazione » poiché umanizzazione e santità sono sulla stessa linea) è l’oggetto di questo libro. Ho utilizzato alcune nozioni psicoanalitiche per riparare a queste « piccole insidie ordinarie della fede » e per dimostrare in modo un po’ sorprendente, come i 3 voti evangelici di povertà, castità ed obbedienza costituiscono una vera pedagogia di crescita personale. Il libro oltrepassa il quadro della fede cristiana emostra alcuni punti di riferimento fondamentali che possono interessare i credenti di tutte le religioni, così come le persone interessate ad un approccio spirituale ma anche tutti coloro che fanno un lavoro su se stessi. « 

Come è nata l’idea di questo genere di libro e qual è il messaggio che Lei desidera comunicare ai lettori ?

« La mia esperienza professionale di circa 30 anni vicino a credenti in difficoltà psicologiche mi ha portato a constatare che molte persone sulla via cristiana sono limitate nella loro libertà psicologica, come se il loro percorso di fede non avesse contribuito a liberarli, anzi, sembra che qualche volta li abbia ostacolati. Queste situazioni non sono casi isolati e riguardano il rapporto con la religione di ciascuno di noi. Mentre le grandi figure della fede (Santi) indicano il cammino che hanno seguito per diventare tali, queste persone sono il contrario, sono l’esempio di come ciascuno di noi possa alienare la sua umanità a causa di ostacoli che si interpongono in maniera nascosta nel nostro modo di credere e vivere la fede. Da questo emerge che alcune rappresentazioni e/o pratiche religiose possono impedire al credente di arrivare ad una reale posizione come soggetto libero e questo è assai preoccupante perché entra in contraddizione con il messaggio stesso della fede. Inoltre questo fenomeno tocca le diverse sensibilità spirituali e le correnti « tradizionali », « carismatiche » o « progressiste » , con delle sfumature e delle particolarità. Ho condotto il lavoro seguendo questa ipotesi : come tutti sappiamo dall’antichità la liberazione della nostra soggettività ( e dunque della coscienza e della libertà) passa attraverso i tormenti della conoscenza di noi stessi spogliandoci dai nostri camuffamenti coscienti e non coscienti. Nonostante q uesto, una parte di noi stessi resiste potentemente a questo passaggio , poichè siamo spaventati dal salto nel buio, soprattutto nella parte più sconosciuta di noi stessi che non corrisponde all’immagine che ci siamo fatti di noi medesimi e che diamo a vedere agli altri. D’altro canto possiamo, inconsciamente, mettere tutto insieme, comprese le referenze religiose, per evitare l’incontro con noi stessi e la trasformazione di noi stessi.

Quali sono gli altri libri che Lei ha scritto e di che cosa parlano ?

« Ho avuto la fortuna di illustrare con 52 miei quadri il libro « Raccolta di preghiere del cardinale Barbarin » – edizioni Fedeltà e sempre con lo stesso editore, nel mese di ottobre 2015, è stato pubblicato « I colori dell’Avvento – scene del Vangelo – volume I » con alcune riproduzioni di miei quadri su varie scene della vita di Cristo, ognuna con un breve commento.  Si tratta della prima parte di un’opera dedicata alla figura del Signore a partire dai testi dei 4 Vangeli e grazie alla mia lunga esperienza nel campo pittorico tento di suggerire, senza imporre nulla naturalmente, diverse visioni di questo o quel passaggio del Vangelo. E’ una sorta di esegesi, modesta e libera, della Parola Sacra, comprensibile per tutti e particolare perché in una sola immagine possono condensarsi diversi significati. Al libro è accluso un DVD che riproduce fedelmente l’ambientazione dei miei quadri e il primo volume riporta quelli relativi l’Annunciazione, la visita dell’Angelo Gabriele a Maria, la Natività, il Magnificat, i sogni di Giuseppe e di Simeone ed il ritrovamento di Gesù al Tempio.  Io stessa ho pubblicato un libro ed un DVD con alcuni miei quadri relativi personaggi, vite silenziose ed orizzonti e vorrei trovare il coraggio di scrivere un libro sulla sottomissione delle donne della nostra epoca, delle ragazze di oggi. E’ un argomento sul quale è difficile dibattere perché sembra inconcepibile, dato che il pensiero dominante, direi totalitario, è che al giorno d’oggi le donne siano libere…Questo dogma impedisce di chiedersi cosa ne è della loro sottomissione ai desideri degli uomini e personalmente soffro nel vedere le difficoltà delle mie giovani pazienti nelle loro relazioni con gli uomini, dato che accantonano il loro desiderio di un impegno duraturo e pensano di avere maggiori opportunità nel « sorvegliare » il loro uomo sia imitando il rapporto maschile a livello sessuale, sia ponendosi come una donna – figlia e talvolta facendo le due cose contemporaneamente. In questo modo mettono da parte la propria autostima e femminilità che potrebbe permettere loro di avere una relazione costruttiva sia per se stesse che per il partner e questa rinuncia è fatta in modo quasi inconsapevole, senza che possano mettere a fuoco una rappresentazione di quello che le ostacola e le maltratta in realtà : di conseguenza soffrono veramente molto. Qualche volta si sente parlare della sottomissione imposta dagli uomini alle donne ma non si parla di quella agli uomini che le donne infliggono loro, fino a quando si credono liberate. Il discorso del lavoro parla chiaro in termini di disuguaglianza degli stipendi o di ripartizione dei ruoli domestici, inoltre spesso succedono episodi di misoginia verso altro culture e religioni, ma sarebbe politicamente scorretto parlare di disparità dei sessi nei Paesi « occidentali ». Forse ci sarà presto un editore che mi incoraggerà a mettere i miei appunti sotto forma di libro da pubblicare…

Tornando alla pittura, quali sono i soggetti da Lei preferiti oltre a quelli dei quali parlavamo prima ?

« Amo dipingere paesaggi che chiamo « orizzonti » perché hanno sempre una linea di divisione fra cielo e terra, oppure fra cielo e mare e qualche volta non si sa se quello che si vede sia terra o acqua e mi piace girare la tela in modo che il cielo divenga mare e viceversa in modo che l’osservatore possa perdersi per costruire, cambiare, ricostruire la propria visione personale di quello che io suggerisco con l’opera. Si potrebbe dire che ogni mio quadro è un invito all’interpretazione (è uno dei punti in comune con il mio lavoro di psicoanalista) a partire dalla mia visione personale.  Dipingo anche «  nature morte » che nel XVIII°secolo erano chiamate «  vite silenziose » e le ho ribattezzate in questo modo perché spero di trasmettere un po’ di vita di oggetti che sono sempre gli stessi : un piatto, una teiera, alcune tazze, della frutta. Nonostante lavorando con la spatola di forma spessa a pigmenti frantumati all’olio di lino per rappresentare queste « vite silenziose », è la fluidità e la trasparenza che cerco, come se al di là della materia sperassi di immaginare la loro essenza e forse la loro « anima ». Ho dipinto molti personaggi, citati più spesso tramite delle figure abbozzate, spesso coppie sole od in un gruppo, che esprimono la loro tenerezza ma qualche volta anche dissenso, ma da 15 anni sono i personaggi della Bibbia che hanno preso il sopravvento nella mia produzione pittorica.

Sul mio sito www.chmakoff.com si trovano le mie opere migliori, ho attivato le gallerie « I 7 giorni della Creazione » e « Le 7 ultime parole di Cristo in croce » , entrambi disponibili in DVD e pubblicati da AME ed ACNAV. A marzo 2016 uscirà un libro con entrambe le raccolte e DVD inclusi ».

Per info su « I colori dell’Avvento « 

La Procure  http://www.laprocure.com/couleurs-avent/9782873566692.html

Amazon http://www.amazon.fr/Les-couleurs-lAvent-peinture-Chmakoff/dp/2873566698

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
redazione@thedailycases.com