G8 Genova, Strasburgo condanna l’Italia

Lo stato italiano ha violato l’articolo 3 della convenzione sui Diritti dell’Uomo che  recita: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”

di Kat

corte-strasburgo-01-largeRoma, 7 aprile – La Corte europea dei diritti dell’ uomo ha condannato l’Italia per tortura, per quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz dove dormivano i manifestanti anti-G8 di Genova. Il  ricorso è stato presentato a Strasburgo da Arnaldo Cestaro,  il quale  ha affermato che quella notte fu brutalmente picchiato dalle forze dell’ordine tanto da dover essere operato. La Corte europea dei diritti umani  ha condannato l’Italia non solo per il pestaggio subìto da Cestaro, ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. I giudici hanno affermato,  nella sentenza, che se i responsabili non sono mai stati puniti è soprattutto a causa dell’inadeguatezza delle leggi italiane, che devono essere modificate. La Corte ritiene che la mancanza di leggi adeguate a determinati reati non permette allo Stato di prevenire efficacemente il ripetersi di possibili violenze da parte delle forze dell’ordine. Lo stato italiano ha violato l’articolo 3 della convenzione sui Diritti dell’Uomo che  recita: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

Provincia di Reggio Calabria, presentato “Universo della detenzione” con Lidu onlus

libroIl testo, curato da Domenico Alessandro De Rossi ( Lidu), passa in esame i diritti umani e civili del detenuto, le possibilità di recupero, la rieducazione del condannato, le opportunità di studio, di lavoro e di cure mediche, nel rispetto dell’artico 27 della Costituzione

 Roma, 19 ottobre – Le inumane condizioni dei detenuti in Italia al centro della conferenza stampa di presentazione del libro “Universo della  detenzione”, edito da Mursia e curato dall’architetto Domenico Alessandro De Rossi, responsabile nazionale per il progetto carceri della Lidu (Lega Italiana Dei Diritti dell’Uomo), presentato giovedì scorso a Palazzo Foti, sede della provincia di Reggio Calabria. L’iniziativa si inserisce in una serie di eventi voluti dal presidente del consiglio Antonio Eroi con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica  sui problemi legati al sovraffollamento carcerario e alla cattiva gestione in  termini di rieducazione del detenuto. Emergenza tanto grave da aver prodotto nel gennaio del 2013 una sanzione da parte della Corte di Strasburgo ai danni dello Stato italiano con la cosiddetta sentenza Torreggiani . “L’universo della detenzione ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili e illegali” – ha spiegato Eroi in apertura dell’incontro con i giornalisti – Continue Reading

Reggio Calabria, su arresto giornalista Francesco Gangemi, il presidente Antonio Eroi oppone questione di principio indicata da Corte Strasburgo

Libertà-di-stampa-300x200Il reato commesso dal direttore de ‘Il Dibattito’ è la diffamazione a mezzo stampa, oltre alla falsa testimonianza per non aver rivelato ai giudici le ‘fonti’ che utilizzava per la sua professione. “La libertà di stampa è base della democrazia per Ue” afferma il presidente del consiglio provinciale di Rc

 Roma, 6 ottobre –  Che il lavoro di giornalista spesso sia scomodo, soprattutto quando sfiora poteri forti, è risaputo a tal punto che anche la Corte di Giustizia europea di Strasburgo ultimamente è stata più volte sollecitata ad esprimere sentenze su casi specifici, in tema di reato di diffamazione a mezzo stampa. Ultima in ordine di tempo quella sul ricorso presentato da Maurizio Belpietro, ex direttore de ‘Il Giornale’ ed attualmente del quotidiano ‘Libero’, condannato per tale reato a quattro mesi di detenzione,  caso su cui la Corte ha stabilito pochi giorni fa che “a causa della misura e della natura della sanzione imposta l’ingerenza nel diritto alla libertà d’espressione non era proporzionata ai fini perseguiti”. Senza voler commentare ma ricordando che proprio la Ue ci indica da tempo la strada della depenalizzazione su un reato che in maniera controversa sembra oltraggiare la libertà di stampa e di pensiero costituzionalmente tutelata, si riportano le dolorose parole del figlio di Gangemi , Maurizio, anch’egli giornalista e direttore de ‘Il Reggino’ che dalla sua  testata scrive: “Le sentenze si rispettano! Si discutono e si commentano, certo, ma si rispettano. Chiunque ne sia il soggetto destinatario, anche mio padre! Detto questo, con la convinzione di chi ha avuto in eredità dal padre proprio rettitudine, onestà e, soprattutto, dignità, a me non resta che discuterne un po’. Posso, per esempio, dire che per reati molto più gravi si rimane liberi (magari di reiterarli); Continue Reading

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