Diana Castagna, La Porta “iniziatica” verso l’Arte

Roma, Spazio Veneziano, 28 novembre

1ROMA, 22 novembre – 28 novembre 2015 ore 18 – Presso il prestigioso ed elegante Spazio Veneziano, sito in Via Reno, 18/a, nel noto Quartiere COPPEDE’, la I.S. IDEA SERVICE S.C., rappresentata da QUIRINO MARTELLINI e specializzata nell’ideazione ed organizzazione di eventi d’ogni tipo, inaugura la Mostra dal Titolo “La Porta iniziatica verso l’Arte” relativa alla “poliedrica ed emergente” Artista italo-americana DIANA CASTAGNA.

PRESENTAZIONE A CURA DI QUIRINO MARTELLINI – L’Artista che proponiamo, italo-americana nata a Los Angeles, si è affacciata raramente nel mondo artistico-espositivo romano. Lo ha fatto, da ultimo, con la nostra Organizzazione I.S. Idea Service, appunto solo lo scorso anno 2014 in occasione del Primo Festival internazionale d’Arte da noi organizzato presso il Complesso Museale l’Agostiniana in Piazza del Popolo dal 20 al 26 novembre 2014. Si è trattato di una Mostra collettiva della durata di una settimana espositiva in cui hanno partecipato una sessantina tra pittori, scultori e fotografi parte dei quali si è cimentata nel tema del relativo Premio dal titolo “LE MEMORIE DI ROMA”. Tra di loro abbiamo molto apprezzato la presenza dell’Artista Castagna la quale, oltretutto, utilizza e padroneggia normalmente le tecniche pittoriche e fotografiche. Da subito ci siamo accorti del suo non comune talento e versatilità: ha trattato l’acquarello, l’acrilico, il pastello, l’incisione, govache, i disegni a penna e a matita, il carboncino, le fotografie in bianco e nero e a colori. Ed è poi una ritrattista di raro talento! La varietà dei soggetti da lei trattati è sbalorditiva: si passa dal paesaggio al ritratto, alla scena di costume, alla natura morta, dagli oggetti ai beni di consumo. Si può vedere, se solo lo si volesse, l’umore del cielo di Roma quando gli uccelli, volteggiando bizzarri e spensierati attorno a certi punti della città Eterna, s’uniscono in stormo. Con pochi, rapidi tocchi questa nostra artista ti dice il dove della sua foto e del suo disegno. Dal carattere schivo e delicato, colpisce per la sua sensibile e quieta riservatezza, per il “soffice approccio” con cui gestisce le sue pubbliche relazioni ed anche per la compassata lentezza con cui affronta i temi artistici ispirati dal mondo che la circonda. Una artista che rimanda ad altri tempi e che ricerca il bello e persino il buffo laddove è possibilmente concesso in un’epoca in cui troppe miserie e rovine vengono volgarmente imposte. Diana, a suo modo, illumina lo spazio ed il tempo che percorre facendo godere i nostri sensi di “creazioni minimaliste” e interrogando le nostre coscienze sulla fragilità e fugacità delle nostre esistenze.

INTRODUZIONE A CURA DI CORRADO VENEZIANO – Diana Castagna ha uno sguardo di artista complesso e duplice: capace di vedere le cose da lontano, con il distacco oggettivo, la valutazione prospettica, la coerente spazialità e, parallelamente, da vicino: per scavare i dettagli più minuti, le sfumature più delicate e fuggevoli, la grana stessa dei soggetti da restituire pittoricamente. Diana ha una sensibilità dì artista profonda e sincera: una discrezione appartata che manifesta il solitario lavorìo dell’esperienza creativa e, al medesimo tempo, la capacità di non esimersi dall’eccessivo e dal ridondante: quasi che, una volta catturato l’oggetto da disegnare, provi il “piacere tecnologico” di ripeterlo serialmente. Diana ha il coraggio dell’artista che sperimenta codici, figure e stili differenti: una versatilità che sottintende padronanza tecnica e che la porta a misurarsi con immagini apparentemente opposte: da ritratti vernacolari ad olii “astratti” e magmatici, da fotografie a lavori in creta, a t-shirt montate su grucce colorate. Diana Castagna ha un respiro locale e internazionale che traspare sia da un sentimentale radicamento romano, si pensi al vivido ritratto di Trilussa, sia da una pronunciata “testimonianza” degli anni trascorsi negli Stati Uniti, ossia da figure e da rimandi all’arte di Warhol, oppure alla naturalezza del mettersi in gioco esibendo le sue “ludiche proiezioni visive”: si pensi solo per un istante al volto del giornalista Giuliano Ferrara raccontato nelle sue espressioni più plastiche ed espressive. Ed è forse proprio questo – il “movimento” – a segnare il comune denominatore di opere così orgogliosamente eterogenee: un dinamismo che fotografa l’ ”istante” ancora in fieri e che, quando si fa fissa e si fa definitivo, mostra comunque irrequietezza: una volontà inappagata che solo gli artisti più umili – e autentici – riescono a manifestare. Diana Castagna, dunque, è un’artista vera.

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