Meridiana: Ministro Guidi sollecita azienda e sindacati su contratto ed esuberi

Essenziali tempi rapidi per consentire la partnership strategica con Qatar Airways

img528924Roma, 23 marzo 2016 – Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha sollecitato oggi i responsabili di Meridiana e le organizzazioni sindacali a ricercare in tempi rapidi l’accordo sul nuovo contratto di lavoro e sugli strumenti necessari ad una sostanziale riduzione delle eccedenze occupazionali previste dal piano industriale della compagnia aerea allo scopo di rendere possibile la partnership, strategica per il futuro dell’azienda, con Qatar Airways. Nel corso di un incontro svoltosi oggi, il ministro Guidi ha comunicato che è in fase di emanazione, da parte del Governo, il decreto che consente la garanzia del Fondo speciale per il Trasporto aereo per i prossimi sette anni: si tratta – ha detto il ministro  – di un risultato importante che si aggiunge agli impegni presi, e mantenuti, per superare la grave crisi di Meridiana che hanno consentito l’individuazione della partnership con Qatar Airways e la tutela dei lavoratori con un adeguato supporto al reddito. Il ministro Guidi ha assicurato le parti che il Governo continuerà l’impegno per una positiva soluzione della crisi Meridiana ribadendo la necessità che azienda e sindacati agiscano rapidamente per ricercare, nei tempi compatibili con la scadenza degli ammortizzatori sociali in essere, l’accordo sul nuovo contratto di lavoro (avendo a riferimento il contratto nazionale di settore) e l’individuazione degli strumenti necessari a ridurre sostanzialmente gli esuberi previsti. Soltanto così – ha concluso il ministro – sarà possibile assicurare il rilancio di Meridiana in partnership con una delle più solide compagnie aeree a livello mondiale e ridurre gli effetti occupazionali sull’azienda.

Illegittimità costituzionale blocco rinnovo contratti pubblico impiego

Confsal: E’ stato dettato un  fondamentale principio di civiltà giuridica.  Il Governo ne prenda atto.

 

393a2a5646efff0e1d66b7908ea0d6b8-kJd-U106094217948PWF-700x394@LaStampa.itRoma, 25 giugno –  La Confsal, in relazione alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del blocco della contrattazione collettiva, esprime grande soddisfazione per l’esito del suo ricorso. In merito, il segretario generale della Confederazione autonoma Marco Paolo Nigi, ha dichiarato in una nota: “con la sentenza è stato dettato un fondamentale principio di civiltà giuridica a tutela dei lavoratori. D’ora in avanti non saranno più ammessi blocchi della contrattazione collettiva e non potrà più essere impedito al Sindacato di rappresentare i diritti e gli interessi normativi e economici dei pubblici dipendenti.” Si tratta della risposta della Corte Costituzionale sul ricorso contro il blocco dei contratti che era stato presentato dal sindacato Confsal-Unsa che se accolto in pieno avrebbe comportato un esborso per lo Stato di almeno 35 miliardi per il periodo tra il 2010 e il 2015. La Corte Costituzionale riunita in due giorni di camera di consiglio per decidere su questa delicatissima questione, ha decretato che il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego negli ultimi 6 anni è illegittimo, anche se la sentenza non vale per il passato. “La Corte Costituzionale, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato,”- recita la sentenza – “ con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione ita collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato. La Corte ha respinto le restanti censure proposte”.  Per gli oltre 3 milioni e 300 mila dipendenti pubblici il blocco contratti ha significato una perdita di circa il 10% della busta paga,  in media un lavoratore del settore pubblico in cinque anni ha perso ben 4800 euro di stipendio. Da qui le proteste sindacali ed il ricorso attuato da Confsal-Unsa, che ha portato alla sentenza attuale, contro il blocco del rinnovo dei contratti per i lavoratori del pubblico impiego, che era stato inserito da vari governi in decreti per il risanamento dei conti pubblici a partire dal 2009.

Lavoro, Confsal chiede lo sblocco dei rinnovi del contratto e del turn-over al ministro Madia

NIGI-VAR23102013114820Confsal, la proposta governativa è disorganica, incoerente e penalizzante per i lavoratori pubblici.

  Roma, 12 giugno –  La Confsal – la quarta confederazione sindacale – ha partecipato all’incontro di Palazzo Vidoni tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Marianna Madia, e le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego sulla riforma della pubblica amministrazione.La delegazione della Confederazione autonoma, guidata dal segretario generale, Marco Paolo Nigi, ha valutato la proposta go vernativa disorganica, incoerente e penalizzante per i lavoratori pubblici. Le politiche del personale, soprattutto per quanto riguarda gli istituti del trattenimento in servizio, della mobilità, dell’esonero dal servizio e del  part-time non potranno realizzare l’annunciato obiettivo di un “significativo” ricambio generazionale, in assenza di un immediato sblocco del turn-over.La Confsal, inoltre, ha denunciato la grave invadenza del legislatore in materia contrattuale al punto da intaccare i principi fondanti della privatizzazione e della contrattualizzazione del rapporto di lavoro. La confederazione autonoma, infine, denuncia con forza la mancanza di una “precisa” proposta governativa per il rinnovo dei contratti pubblici, scaduti nel lontano dicembre 2009.Alla fine dell’incontro il segretario generale, Marco Paolo Nigi ha dichiarato: “La proposta governativa non garantisce le giuste tutele dal punto di vista giuridico ed economico per i dipendenti pubblici, già penalizzati da ricorrenti provvedimenti finanziari pesanti e iniqui”. Nigi ha continuato: “La vera riforma della Pubblica Amministrazione dovrà essere incentrata sul ricambio generazionale con l’immediato sblocco del turn-over e sulla valorizzazione economica del personale attraverso il rinnovo del contratto di lavoro”. E ha concluso: “Alla luce dei deludenti esiti dell’incontro con il ministro Madia, non possiamo escludere la programmazione di azioni sindacali di protesta e di lotta”.

 

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