Al via la Consulta Nazionale del Vino Italiano

Unire le forze per elaborare progetti concreti che promuovano il patrimonio vitivinicolo italiano coinvolgendo prima di tutto le giovani generazioni

vinoMilano, 19 ottobre – È con questo obiettivo che nasce la Consulta Nazionale del Vino Italiano (Co.N.V.i.), presentata questa mattina nello Slow Food Theather a Expo 2015. A fare gli onori di casa il vice presidente di Slow Food Italia, Lorenzo Berlendis: «Il progetto è nato dalla collaborazione tra le principali associazioni legate al settore vitivinicolo nazionale. Una novità assoluta, dal momento che mai prima d’oggi i rappresentanti delle diverse fasi della filiera si erano uniti in un progetto comune senza interessi di categoria, ma anche un importante stimolo in un momento in cui in Italia il consumo pro capite di vino negli ultimi 50 anni è sceso da 100 a 46 litri. Sempre più feticcio di ambienti ristretti, il vino ha perso il suo ruolo nutrizionale e il suo posto sulle nostre tavole, soprattutto per le giovani generazioni». Ed è proprio sui giovani che si concentrerà il lavoro della Consulta, come ha indicato il presidente di ONAV e coordinatore CoN.V.i., Vito Intini, nel raccontare le iniziative che le associazioni vogliono mettere in campo per gettare un ponte tra la tradizione che abbiamo ereditato e il futuro rappresentato dai nostri figli: «La Consulta nasce per dare una risposta al crescente calo dei consumi di vino in Italia. La nostra scelta è stata partire dai giovani. L’idea è raccogliere tutto il nostro patrimonio storico e ambientale per introdurre il vino e la sua conoscenza come parte della nostra identità nazionale. Parleremo ai ragazzi di vino e cultura, perché il vino è un elemento del nostro essere italiani, e spiegheremo loro cosa vuol dire fare un prodotto di qualità in questo paese. Partiremo ovviamente dall’educare i giovani a bere consapevolmente, fornendo loro gli strumenti per avvicinarsi al vino in modo intelligente». La reazione degli educatori non ha tardato ad arrivare, e a settembre ha preso vita nella provincia di Brescia il primo progetto pilota, apripista di una serie di iniziative che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale, verso il quale già ben 50 istituti scolastici nella sola Lombardia hanno manifestato interesse. L’obiettivo è duplice: valorizzare la conoscenza della tradizione enologica nostrana e del suo significato nella nostra storia, ma anche promuovere il tema del consumo consapevole, come ricorda la professoressa Ida Zampella, intervenuta in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale di Brescia: «Il sistema scuola è molto delicato e questi argomenti devono essere introdotti con la dovuta attenzione, altrimenti si rischia di muoversi maldestramente all’interno di una cristalleria. Per questo stiamo seguendo passo passo le prime fasi di questo progetto pilota, in maniera tale da metterlo a punto e proporlo come modello verificato per i numerosi altri istituti che hanno mostrato interesse». E se grande attenzione è dedicata al vino come simbolo identitario e culturale nazionale, non manca l’accento anche sul delicato e fondamentale lavoro di chi questo simbolo lo raccoglie e lo trasforma, intrecciando il proprio sapere artigianale con la natura stessa dei territori, anch’essi da tutelare e da raccontare. Lo ha ricordato nel suo intervento Rosanna Zari, vice presidente Conaf: «Naturalmente non si può fermare il progresso, ma vanno considerati quegli elementi caratteristici dei paesaggi nati dall’opera dell’uomo. Vogliamo diffondere i tanti esempi virtuosi di integrazione tra tradizione e innovazione: i risultati di questa Consulta dovranno avere un panorama vasto, interessare tutte le nostre regioni, anche attraverso l’introduzione nelle nostre scuole di corsi legati ai temi dell’agricoltura, prevista da un disegno di legge che speriamo venga presto alla luce». Il prossimo passo a livello organizzativo sarà la realizzazione di un marchio comune della Consulta, presentato a tutto il mondo vitivinicolo nazionale in occasione del prossimo Vinitaly. A livello politico invece la prossima sfida della Consulta sarà coinvolgere in questa grande opera di educazione e formazione ministeri e istituzioni potenzialmente interessati.

Le associazioni costituenti della Consulta al 19 ottobre sono:

AGIVI; AIS; ASPI; ASSOCIAZIONE NAZIONALE LE DONNE DEL VINO; CONAF; FISAR; FIVI; MOVIMENTO DEL TURISMO DEL VINO; SLOW FOOD ITALIA; SIVE; ONAV; VINARIUS.

 

Divina, senatore LN: la Legge Fornero compromette il futuro degli italiani

La Corte Costituzionale boccia il referendum della Lega. Sergio Divina(LN) replica: Consulta ha  espresso un giudizio politico e non giuridico, i 600mila firmatari hanno diritto a chiedere di cambiare il loro destino

10945004_403912459777519_8221573203673232874_nRoma, 20 gennaio – “Le pensioni di domani garantiranno forse un tozzo di pane a chi ci arriva alla pensione. La legge Fornero assieme al sistema contributivo comprometterà la vita futura di molti Italiani” lo dice con rabbia e preoccupazione Sergio Divina, vicecapogruppo al Senato della lega Nord dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla legge Fornero che in questi mesi aveva visto il forte impegno proprio della Lega nella raccolta firme.   “La Consulta oggi ha preferito dar ragione al Governo e non ai cittadini. Il suo è stato un giudizio politico e non giuridico. In 600 mila avevano chiesto di potersi esprimere su una legge che avrebbe cambiato i loro destini. Giuridicamente ne avevano diritto!“- tuona Divina – “Ma la Corte suprema ha preferito non turbare i sonni del Governo piuttosto che consentire la libera espressione del popolo”. Ecco il testo che boccia la richiesta del Carroccio: “La Corte costituzionale, nell’odierna Camera di consiglio – informa una nota – ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum relativa all’articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici)”, la cosiddetta legge Fornero, appunto, “convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive”. Bagarre  in aula alla Camera dove i leghisti hanno esposto cartelli con scritto “Ladri di democrazia”. E dal Senato Sergio Divina commenta critico :”Quante pensioni vengono pagate per scelta dei Governi di sinistra a persone che non hanno mai versato un euro? I genitori o nonni ultrasessantacinquenni di immigrati che hanno chiesto la ricongiunzione familiare, si vedono riconoscere assegni per oltre 500 €. Anche se rientrano nel loro paese d’origine. Una depredazione delle nostre casse previdenziali a danno di chi ha lavorato e pagato contributi. Ed a questi lavoratori oggi si vieta pure di dire che non condividono queste scelte”.

Consulta: chiuso sondaggio online senatori ‘Italia Lavori In Corso’, preferenze a Rodotà

C_4_articolo_2050550_upiImageppCurriculum e pagine dedicate in rete sono stati determinanti nella scelta dei componenti la Consulta da parte degli elettori M5S. La tre giorni di sondaggi online promossa dai senatori del gruppo misto Ilc decreta la più alta percentuale di preferenze a favore di Stefano Rodotà

Di Romolo Martelloni
Roma 12 giugno – Si chiude dopo quasi tre giorni il sondaggio online promosso dalla componente del Gruppo Misto al Senato Italia Lavori In Corso, formata dai senatori ex M5S. Il sondaggio era stato aperto Lunedì alle 12 con una rosa di nomi in parte decisa dal gruppo di senatori ed in parte formulata secondo delle indicazioni di attivisti arrivate sul blog ufficiale www.italialavoriincorso.it. Di tutti, i partecipanti al sondaggio hanno potuto visionare il curriculum e le pagine internet a loro dedicate, in modo tale da verificare prima del voto i requisiti di onorabilità, competenza, trasparenza, e imparzialità necessari per ricoprire il ruolo di giudice di questo importantissimo organo per il funzionamento della nostra democrazia. “Con questa procedura – si legge in una nota di Fabrizio Bocchino a nome dei senatori di Ilc – abbiamo voluto dare un nuovo corso al modo in cui bisogna fare politica, al modo in cui la vogliamo fare noi. Il coinvolgimento di attivisti e elettori informati nelle definizione delle scelte politiche del gruppo parlamentare, anche in quelle più importanti, è un punto fondamentale del concetto di democrazia partecipata, un punto che non abbiamo potuto sviluppare appieno durante la nostra permanenza nel gruppo del M5S”, ha dichiarato il Sen. Bocchino. “La vicenda delle espulsioni e delle dimissioni dei colleghi in segno di protesta contro le modalità seguite, oggetto ieri di discussione in aula del Senato, e nella quale lo stesso Sen. Buccarella ha ammesso che sono stati compiuti degli errori  è emblematica. Il ricorso alla rete deve essere fatto in modo imparziale e non tendenzioso. Quando a decidere veramente è solo in uno, si combinano sempre pasticci, proprio come succede nella vecchia politica.” conclude Bocchino. Venendo al sondaggio, alla domanda  “Voi, chi vedreste meglio a ricoprire il ruolo di giudice della Consulta?”, gli iscritti al
portale web hanno risposto Stefano Rodotà (22%), Francesco Saverio Borrelli (18%), Lorenza Carlassarre (15%) e Giancarlo Caselli (13%), mentre altri candidati hanno ottenuto meno del 10% di preferenze.

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