“Vivaldi vs Covid”: il messaggio di speranza degli allievi e degli insegnanti del Conservatorio “Santa Cecilia”

Che la musica sia stata uno dei protagonisti durante il periodo del “lockdown” – sia da parte dei musicisti di professione sia dei semplici amatori – non ci sono dubbi.

Gli italiani in quarantena (specie nel primo mese di isolamento) hanno suonato e ascoltato di tutto, dall’Inno d’Italia a “Bella Ciao”, dagli stornelli romani ai più notevoli brani di musica classica, proposti anche dai musicisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia intervistati in questa fase di silenzio delle istituzioni musicali sul sito della stessa Accademia.
In un momento storico tanto drammatico per l’arte, in cui gli enti e le fondazioni liriche o teatrali non hanno ancora un’unica idea precisa su quando riprenderanno le loro attività (per non parlare di come le riprenderanno), chi ha scelto il mestiere del musicista professionista non ha comunque mai rinunciato a far sentire la propria voce, ovviamente ricorrendo alle tecnologie che hanno permesso alla cultura di continuare a esprimersi.
Dunque fra i tanti contributi musicali di questa lunga fase non poteva mancare quello di una parte dei docenti, degli allievi e degli ex allievi del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, i quali si sono cimentati in una libera interpretazione del primo movimento del Concerto n° 5 di Antonio Vivaldi, intitolato “La tempesta di mare”.

Così, da un’idea del Maestro Alfredo Santoloci (docente di sassofono presso lo stesso Conservatorio ed ex Direttore di quest’ultimo), la brillante e gioiosa atmosfera di una delle composizioni più entusiasmanti per violino solista e orchestra d’archi rivive nell’unione di tanti giovani talenti, insegnanti e professionisti della musica, tutti insieme in un video-collage che costituisce innanzitutto un messaggio di speranza e positività per un avvenire migliore.
L’intento dei vari interpreti consiste perciò nel ricordarci quanto l’arte, la cultura e la bellezza sprigionata da esse possano indicare la via da perseguire nel prossimo futuro a tutto il mondo. Un mondo, lo sappiamo purtroppo, attualmente malato per colpa dei suoi stessi abitanti, la cui sensibilità nei confronti della natura e delle sue meraviglie (decantate nella storia proprio dall’arte e della musica in primis!), dovrebbe essere una caratteristica imprescindibile dell’educazione di ogni popolo.

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