UNICEF: il 2016 l’anno peggiore per i bambini della Siria.

Nuovo dossier sulle conseguenze del conflitto sui bambini, ormai giunto al sesto anno.

Le gravi violazioni contro i bambini in Siria nel 2016 hanno raggiunto il livello più alto mai registrato, ha dichiarato l’UNICEF dopo un’attenta analisi delle conseguenze del conflitto sui bambini, ormai giunto al sesto anno. Oggi l’UNICEF presenta il dossier “Hitting Rock Bottom” (letteralmente: toccando il fondo): casi verificati di uccisioni, mutilazioni e reclutamento di bambini sono aumentati vertiginosamente lo scorso anno in seguito ad una drastica escalation di violenze in tutto il paese.

Questi i principali dati del Dossier:

  • Almeno 652 bambini sono stati uccisi – un aumento del 20% dal 2015 – rendendo il 2016 l’anno peggiore per i bambini della Siria, da quando sono cominciate nel 2014 verifiche formali sulle violenze che hanno coinvolto i bambini;
  • 255 bambini sono stati uccisi all’interno o nei pressi di scuole;
  • oltre 850 bambini (anche di 7 anni) sono stati reclutati per combattere nel conflitto, oltre il doppio di quelli reclutati nel 2015. I bambini sono stati utilizzati e reclutati per combattere direttamente sulle linee del fronte e stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nei combattimenti, compresi casi estremi di utilizzo come esecutori, attentatori suicidi o guardie carcerarie;
  • Sono stati verificati almeno 338 attacchi contro ospedali e personale medico;

“Le profonde sofferenze hanno raggiunto livelli senza precedenti. Milioni di bambini in Siria sono sotto attacco ogni giorno, le loro vite sono state stravolte”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell’UNICEF per il Nord Africa e il Medio Oriente, parlando ad Homs in Siria. “Ogni bambino è segnato a vita con terribili conseguenze sulla sua salute, sul benessere e sul futuro”.

Le difficoltà d’accesso a diverse aree della Siria impediscono un’analisi completa delle sofferenze dei bambini e dell’urgente assistenza umanitaria necessaria per i bambini e le bambine più vulnerabili. Oltre alle bombe, ai proiettili e alle esplosioni, i bambini spesso muoiono in silenzio per malattie facilmente prevenibili. L’accesso alle cure mediche, ad aiuti salva vita e ad altri servizi di base resta ancora difficoltoso.

Tra i bambini più vulnerabili della Siria, 2,8 milioni sono in aree difficili da raggiungere, compresi 280.000 bambini che vivono in aree sotto assedio, quasi completamente tagliati fuori dall’assistenza umanitaria.

Dopo sei anni di guerra, circa 6 milioni di bambini adesso dipendono dall’assistenza umanitaria, un aumento di 12 volte rispetto al 2012. Milioni di bambini sono sfollati, alcuni fino a 7 volte. Oltre 2,3 milioni di bambini vivono come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Egitto e Iraq.

All’interno della Siria e ai confini, i meccanismi di adattamento sono al limite, e le famiglie stanno attuando misure estreme di sopravvivenza, spesso spingendo i bambini a contrarre matrimoni precoci o al lavoro minorile. In oltre due terzi delle famiglie, i bambini lavorano per sostenerle, molti in condizioni estreme, inappropriate anche per gli adulti.

Ma nonostante gli orrori e le sofferenze, ci sono tante storie di bambini determinati a seguire le proprie speranze e aspirazioni. Darsy (12 anni), adesso rifugiato in Turchia, ha detto: “Voglio diventare un chirurgo per aiutare i malati e le persone ferite in Siria. Io sogno una Siria senza guerra, così da poter tornare a casa. Sogno un mondo senza guerre.”

“Noi continuiamo ad essere testimoni del coraggio dei bambini della Siria. Molti hanno superato aree di combattimento solo per sostenere gli esami scolastici. Questi bambini continuano ad apprendere, anche in scuole sotterranee. Ci sono così tante cose che possiamo fare e che dovrebbero essere fatte per cambiare tutto questo per i bambini della Siria,” ha concluso Cappelaere.

Per i bambini della Siria, l’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto, a tutti coloro che possono avere parte attiva, alla comunità internazionale e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questi bambini di:

  • trovare un’immediata soluzione politica per porre fine al conflitto in Siria;
  • porre fine alle gravi violazioni contro i bambini compresa l’uccisione, la mutilazione e il reclutamento e gli attacchi contro scuole e ospedali;
  • porre fine a tutti gli assedi e garantire accesso incondizionato a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto, ovunque essi siano in Siria;
  • garantire alle comunità e ai Governi che ospitano rifugiati supporto per i bambini vulnerabili, non importa quale sia il loro status legale;
  • Finanziare le operazioni di soccorso con aiuti salvavita dell’UNICEF per i bambini della Siria, in modo costante.

UNICEF/YEMEN: da marzo 2015 1.400 bambini uccisi e oltre 2.140 feriti

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Dichiarazione di Meritxell Relaño, rappresentante UNICEF in Yemen, su attacchi vicino a scuola

 “È stato confermato che un bambino è stato ucciso e altri quattro feriti in due attacchi vicino la scuola al-Falah, nel distretto di Nihm, che si trova fuori dalla capitale Sana’a.

“Gli attacchi alle aree civili continuano a uccidere e ferire sempre più bambini in Yemen. Invece di studiare, questi bambini stanno assistendo a morte, guerra e distruzione.

“Con l’intensificarsi del conflitto, da marzo 2015, le Nazioni Unite hanno verificato che circa 1.400 bambini sono stati uccisi e oltre 2.140 sono stati feriti. Probabilmente i numeri reali sono molto più elevati. Circa 2.000 scuole in Yemen non possono più essere utilizzate perché distrutte, danneggiate, utilizzate come rifugi per famiglie sfollate o per scopi militari.

“Le scuole devono essere luoghi di pace sempre, un santuario in cui i bambini possano imparare, crescere, giocare ed essere al sicuro. I bambini non dovrebbero mai rischiare le loro vite solo per andare a scuola.

“L’UNICEF rinnova il suo invito a tutte le parti in conflitto in Yemen e a coloro che hanno influenza, a proteggere i bambini e fermare gli attacchi sulle infrastrutture civili, comprese le scuole e le strutture per l’istruzione, secondo il diritto Internazionale Umanitario”.

 

In Yemen 365 bambini uccisi e 484 feriti a causa del conflitto.

Unicef, più di 1 milione di bambini sono a rischio di malnutrizione acuta

epa04861481 Displaced Yemeni children who fled their areas affected by fighting and airstrikes carried out by the Saudi-led coalition, gather at a shelter inside a school turned temporary evacuation center in Sana'a, Yemen, 26 July 2015. The Saudi-led coalition has announced a five-day humanitarian truce in its airstrike campaign against Houthi forces in Yemen would take effect on 26 July evening at 12:00 p.m local time (21:00 GMT) to allow the delivery of humanitarian aid to civilians in the war-ravaged country.  EPA/YAHYA ARHAB

27 luglio 2015 – Il Direttore Regionale dell’UNICEF Peter Salama ha appena concluso una missione sul campo di tre giorni in Yemen, durante la quale ha visto con i propri occhi l’impatto che il brutale conflitto nel paese ha sulle vite dei bambini. Secondo i nuovi dati dell’UNICEF, con l’intensificarsi del conflitto a fine marzo, 365 bambini sono stati uccisi e altri 484 sono stati feriti.  Oltre alle conseguenze del conflitto, milioni di bambini devono affrontare anche un aumento del rischio di contrarre malattie infettive prevenibili, curabili e potenzialmente mortali,  come il morbillo, la malaria, la diarrea e la polmonite. Inoltre, più di 1 milione di bambini sono a rischio di malnutrizione acuta. Salama ha parlato prima della fine di una tregua di cinque giorni fissata dalla coalizione per consentire la distribuzione di aiuti umanitari nel paese. “Questi dati mostrano quanto i bambini dello Yemen continuino ad essere vittime innocenti di spaventose violenze. E’ completamente inaccettabile. Dato che la fine del conflitto non sembra essere vicina, la sicurezza e il benessere dei bambini dovrebbero venire prima e andare al di là di qualsiasi riflessione militare e politica” – ha dichiarato Salama.  “Tragico, come solo le morti e il ferimento dei bambini possono essere, l’impatto indiretto delle violenze potrebbe causare nel lungo periodo un numero ancora più alto di morti di bambini e potrebbe avere conseguenze su un’ intera generazione. Il conflitto ha aggravato anche la condizione di miseria in cui i bambini vivono nelle regioni più povere del paese”, ha aggiunto.

L’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto di:

–          Rispettare le leggi umanitarie internazionali;

–          Non utilizzare come obiettivi la popolazione e le infrastrutture civili comprese le scuole, le strutture sanitarie e idriche;

–          Garantire alle agenzie umanitarie un accesso sicuro e adeguato per raggiungere tutti i bambini nel paese, ovunque essi si trovino;

Inoltre, l’UNICEF chiede a tutti i partner di lavorare insieme per trovare il modo di ampliare i programmi per la sopravvivenza e altri settori, per le donne e i bambini dello Yemen; e ai donatori internazionali di dare rapidamente il proprio supporto per i programmi umanitari in Yemen, in un momento così difficile. L’UNICEF sta ampliando i suoi programmi per: la sopravvivenza dei bambini e delle madri, la nutrizione, l’acqua e i servizi igienico sanitari, l’istruzione e la protezione. L’UNICEF ha in Yemen uno staff di oltre 130 persone, che sono rimaste per tutta la durata del conflitto, e porta avanti le sue operazioni in ogni area del paese.

UNICEF: nel Sud Sudan un bambino su 3 è malnutrito nelle aree colpite dalle violenze

In sud Sudan  il conflitto in corso sta causando una diminuzione delle scorte di cibo per le famiglie e una contrazione dell’economia

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Roma, 29 maggio  – Secondo l’UNICEF la vita di circa 250.000 bambini è a rischio a causa del rapido deterioramento della situazione alimentare  in alcune parti del Sud Sudan. Il conflitto in corso sta causando una diminuzione delle scorte di cibo per le famiglie e una contrazione dell’economia. Secondo le ultime previsione dell’IPC Technical Group, del quale l’UNICEF è membro, il numero di persone che affrontano condizioni di grave insicurezza alimentare è quasi raddoppiato dall’inizio dell’anno, passando da 2,5 milioni di persone a circa 4,6, compresi 874.000 bambini sotto i 5 anni. Questo è il più alto numero di famiglie con livelli di crisi o emergenza dovuti ad insicurezza alimentare dall’inizio del conflitto, nel dicembre 2013. L’UNICEF avverte  che i bambini intrappolati dai combattimenti senza accesso a cure mediche di base e a cibo dovranno lottare per sopravvivere a questa stagione secca in mancanza  di assistenza umanitaria nelle aree colpite dal conflitto. “Nonostante tutti i progressi fatti l’anno scorso con i nostri partner per curare quanti più bambini possibile contro la malnutrizione, le vite di donne e di bambini vulnerabili – che hanno esaurito tutti i mezzi a loro disposizione – sono appese a un filo”, ha dichiarato Jonathan Veitch, Rappresentante UNICEF in Sud Sudan. Almeno 1 bambino su 3 sotto i 5 anni è malnutrito nelle aree maggiormente colpite del Greater Upper Nile, Warrup e Nortern Bahr el Ghazal. In una recente indagine dell’UNICEF  sull’Unity State sono stati osservati tassi molto alti di malnutrizione acuta grave (fino al 10%).  Se non saranno raggiunti con cure, questi bambini avranno 9 possibilità in più di morire rispetto ad un bambino in salute. A questa già terribile situazione, si aggiungono i duri combattimenti nel Greater Upper Nile, che hanno costretto almeno 100.000 persone a lasciare le loro case soltanto a maggio, abbandonando scorte vitali di cibo, bestiame e colture. Alcuni partner dell’UNICEF per la nutrizione sono stati costretti a ritirare la propria assistenza, mentre le scorte nutritive sono state rubate. “Se non sarà dato accesso all’assistenza umanitarie per distribuire aiuti salva vita ai bambini e per continuare a predisporre aiuti prima che le strade diventino impraticabili durante la stagione delle piogge, una situazione già fragile diventerà catastrofica”, ha continuato Veitch. Attraverso il National nutrition Scale Up Programme e la Rapid Response Missione a distanza, nelle aree colpite dal conflitto, l’UNICEF e i suoi partner hanno curato solo nel 2015 oltre 50.000 bambini che soffrivano di malnutrizione acuta grave. Con una mancanza di fondi del 75% quest’anno, l’UNICEF sta urgentemente chiedendo fondi per 25 milioni di dollari per poter proseguire  i suoi programmi in campo nutrizionale in Sud Sudan.

 

 

Yemen: centinaia di bambini uccisi e feriti in un mese di combattimenti

Secondo l’UNICEF, dal 26 marzo nello Yemen almeno 115 bambini sono stati uccisi e 172 feriti a causa del conflitto

 

107961-mdRoma, 24 aprile  – Secondo l’UNICEF, dal 26 marzo nello Yemen almeno 115 bambini sono stati uccisi e 172 feriti a causa del conflitto. Caute stime sull’immenso impatto del conflitto sui bambini indicano che almeno 64 bambini sono stati uccisi in bombardamenti aerei, 26 da ordigni e mine inesplose, 19 da colpi di arma da fuoco, 3 da bombardamenti e 3 da cause legate al conflitto non ancora verificate. 71 bambini sono stati uccisi nel nord del paese, 44 nel sud. L’UNICEF diffonde questi cauti dati mentre il processo di verifica è ancora in corso. Il numero totale di bambini uccisi o feriti dal conflitto in Yemen probabilmente aumenterà. “Centinaia di migliaia di bambini nello Yemen continuano a vivere in situazioni molte pericolose, molti si svegliano di soprassalto nella notte al suono delle bombe e dei colpi di arma da fuoco”, ha di chiarato Julien Harneis, Rappresentante UNICEF in Yemen. “Il numero delle vittime tra i bambini dimostra chiaramente cosa rappresenta questo terribile conflitto per i bambini nel paese. Senza la fine delle violenze, i bambini non potranno tornare alla vita di tutti i giorni”. L’UNICEF conferma anche che durante lo stesso periodo, almeno 140 bambini sono stati arruolati da gruppi armati, mentre 23 ospedali sono stati attaccati e 30 scuole danneggiate o occupate dalle parti in conflitto. Con l’inizio della quinta settimana di conflitto, i bambini rimangono i più vulnerabili. Sono necessarie azioni urgenti per porre fine a queste gravi violazioni nei confronti dei bambini, come l’arruolamento o l’uso da parte di gruppi armati, affinché le parti in conflitto rispettino gli obblighi previsti dalle Leggi Internazionali. Tutte le parti coinvolte non devono danneggiare le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e le strutture mediche, e porre fine all’occupazione delle scuole.

UNICEF/Siria: portati aiuti con 43 camion nel nord est del paese

L’UNICEF stima che ci siano almeno 1 milione i bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel nord est della Siria

bannerRoma, 14 aprile – L’UNICEF ha completato la distribuzione di aiuti umanitari – portati da 43 camion- a Qamishli, nel nord est della Siria. I camion sono passati attraverso il valico di Nusaybin in Turchia negli ultimi giorni e raggiungeranno 2,3 milioni di persone che hanno bisogno. L’UNICEF stima che ci siano almeno 1 milione i bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel nord est della Siria. “La consegna di questa aiuti umanitari così necessari arriva in un momento critico in cui l’accesso in tutta la Siria sta diventando una sfida per l’UNICEF e per le altre organizzazioni umanitarie”, ha detto Hanaa Singer, Rappresentante UNICEF in Siria. Gli aiuti comprendono: prodotti per il trattamento delle acque, kit igienici e per i bambini, compresse per la potabilizzazione dell’acqua, saponi, kit contro malattie diarroiche e ostetrici. Gli aiuti aiuteranno le persone recentemente sfollate che hanno cercato rifugio in questa area, fuggendo dalle violenze nelle città di Al-Hassakeh, Tal Abyad, e nelle aree rurali di Deir Az-Zour, Damasco Rurale e Homs. In tutto il paese ci sono più di 5,6 milioni di bambini siriani che hanno bisogno urgente di aiuto, compresi oltre due milioni che vivono in aree difficili da raggiungere con limitato o nessun accesso all’assistenza umanitaria. “Questo è un significativo punto di svolta, ma non è certamente sufficiente; noi avremo bisogno di molto di più per raggiungere i bambini colpiti dal conflitto in tutto il paese, soprattutto quelli che vivono in aree difficili da raggiungere”, ha aggiunto Singer.

Inizia il 5° anno di crisi in Siria

UNICEF: 14 milioni di bambini colpiti dal conflitto in Siria e in Iraq

siriaRoma, 12 marzo  – Secondo l’UNICEF circa 14 milioni di bambini nella regione soffrono a causa del conflitto in Siria e in Iraq. Con l’inizio del quinto anno di conflitto in Siria, la situazione di più di 5,6 milioni di bambini all’interno del paese rimane ancora più disperata. Di questi, 2 milioni di bambini vivono nelle aree del paese maggiormente tagliate fuori dall’assistenza umanitaria a causa dei combattimenti o di altri fattori. Circa 2,6 milioni di bambini siriani non vanno a scuola. Almeno 2 milioni di bambini siriani vivono come rifugiati in Libano, Turchia, Giordania e altri paesi. A questi si aggiungono 3,6 milioni di bambini delle comunità che accolgono i rifugiati, che sono già in difficoltà per conto loro a causa di servizi sanitari e scolastici già al collasso.  Intanto, la crisi sempre più grave in Iraq ha costretto più di 2,8 milioni di bambini a lasciare le proprie case, molti altri sono intrappolati in aree controllate da gruppi armati. “Per i bambini più piccoli, questa crisi è l’unica realtà che abbiano mai conosciuto. Per gli adolescenti che si affacciano ai loro anni di formazione, le violenze e le sofferenze non hanno solamente rovinato il loro passato, ma anche cambiato profondamente il loro futuro,” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Con l’ingresso della crisi nel quinto anno, questa generazione di giovani è ancora in pericolo di perdersi nel ciclo delle violenze – trasmettendo alla prossima generazione quello che loro hanno sofferto”.  Nonostante gli sconvolgimenti causati dal conflitto, i bambini e i giovani continuano a dimostrare un coraggio e una determinazione incredibili. In una serie di nuovi ritratti  sullo speciale sito web www.childrenofsyria.info  l’UNICEF racconta le storie di giovani e bambini come quella della sedicenne Alaa, scappata dalla propria casa nella città di Homs che sta continuando i suoi studi e insegna ad altri bambini, e di Cristina, 10 anni, che vive in un rifugio nel nord dell’Iraq e aiuta i bambini più piccoli a studiare. “Nonostante i danni subiti, il male che hanno dovuto sopportare e l’apparente impossibilità degli adulti di mettere fine a questo terribile conflitto, i bambini colpiti dalla crisi hanno ancora il coraggio e  la determinazione di costruirsi una vita migliore”,  ha dichiarato Lake.  L’UNICEF ha urgente bisogno di investimenti di lungo termine per i bisogni dei bambini e degli adolescenti, per dare loro gli strumenti e le motivazioni per costruirsi un futuro più stabile. Gli investimenti, secondo l’UNICEF, dovrebbero includere:

  • Opportunità per corsi di recupero, corsi di formazione professionale e attività ricreative per gli adolescenti. Sono circa 5 milioni i ragazzi siriani tra i 12 e i 18 anni che hanno bisogno di aiuto.
  • Opportunità di apprendimento formale e informale per i bambini colpiti dal conflitto e sistemi certificati che li aiutano a continuare a studiare.
  • Servizi per i bambini vulnerabili, compresi quelli che sono sopravvissuti alle violenze, che garantiscano sostegno psicologico e assistenza.
  • Rafforzamento dei sistemi educativi e sanitari, e di assistenza alle comunità ospitanti, per tutti i bambini colpiti dal conflitto in diversi modi.

“Come UNICEF Italia, grazie ai donatori italiani, abbiamo raccolto oltre 3.619.000 euro per i bambini siriani. Ma il nostro impegno non si ferma: dobbiamo garantire a questi bambini la possibilità di vivere il loro futuro e di superare le difficoltà del presente: non possiamo abbandonarli. Il nostro appello è rivolto a tutti agli italiani per chiedere di continuare a sostenere l’UNICEF”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia.

#WhatDoesItTake

Emergenza Siria/Iraq, donazioni all’UNICEF tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Siria/Iraq”

– carta di credito online sul sito www-unicef.it,  oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Siria/Iraq”.

 

 

UNICEF/Sud Sudan,bambini di nuovo a scuola

Sono 400.000 i bambini che torneranno a scuola nonostante il conflitto

Sud_Sudan_07Roma, 20 febbraio – Circa 400.000 bambini che non frequentavano più le lezioni a causa del conflitto in Sud Sudan, avranno la possibilità di tornare a scuola nei prossimi 12 mesi. La campagna “Back to Learning”, lanciata a Juba dall’UNICEF e dal Presidente del Sud Sudan Salva Kiir Mayardit raggiungerà i bambini che non vanno più a scuola in tutti e 10 gli stati, comprese le aree colpite dal conflitto. L’UNICEF e i suoi partner garantiranno un programma completo per l’istruzione per i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 18 anni che sono rifugiati presso i campi per sfollati interni o che sono ospitati in altre comunità devastate dalla guerra dove i servizi educativi non sono disponibili. Il programma comprenderà : l’istruzione pre-scolare e di base, la ripresa di programmi per gli adolescenti e sostegno psicologico nelle classi. “Circa il 70% delle 1.200 scuole  nelle principali zone di conflitto sono state chiuse; per questo siamo molto preoccupati che un’intera generazione di bambini potrebbe rimanere indietro a causa della guerra civile” , ha dichiarato Jonathan Veitch, Rappresentante UNICEF in Sud Sudan. L’istruzione di qualità è uno elemento molto importante per lo sviluppo economico, sociale e culturale di un paese. E’ anche uno dei principali diritti umani”. L’interruzione delle scuole, a causa della guerra, ha aggravato un sistema scolastico già debole che garantiva istruzione primaria soltanto al 42% dei bambini in età scolare, con un tasso di completamento degli studi del 10%.Come parte di una campagna di 42 milioni di dollari, l’UNICEF, in partnership con 20 organizzazioni locali e internazionali non governative, intende raggiungere 200.000 bambini con scuole e spazi per l’istruzione nelle aree di conflitto. Altri 200.000 bambini saranno iscritti in 1.000 scuole nelle aree non colpite dal conflitto. Sarà garantita la formazione di 4.000 insegnanti e facilitatori per lo sviluppo della prima infanzia e di 1.500 membri della Parent Teacher Association.  “Abbiamo investito fortemente in questo settore, ma abbiamo urgentemente bisogno di ulteriori 12 milioni di dollari per garantire kit per l’istruzione  da distribuire nelle scuole”,  ha continuato Veitch. “Con quest’iniziativa saranno investiti 100 dollari per l’istruzione di ogni bambino. E’ un piccolo costo per ridare speranza e nuove prospettive per il futuro”.

 

Sud Sudan: 229.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave a causa del conflitto in corso

Unicef chiede stop alle violenze per evitare catastrofe nutrizionale nelle aree del paese coinvolte dal conflitto.

Il-Sudan-nella-guerra-civile-620x372Roma, 4 febbraio– L’UNICEF chiede ai gruppi  in conflitto in Sud Sudan di affrettarsi a rispettare il patto di cessate il fuoco, raggiunto lunedì, o altrimenti si andrà incontro ad una catastrofica penuria alimentare nelle aree del paese coinvolte dal conflitto. Sulla base dell’ultimo rapporto di un gruppo di esperti “Integrated Food Security Phase Classification” (IPC) lanciato questa settimana,  il conflitto in corso sta riducendo rapidamente le scorte di cibo e sta rallentando l’accesso umanitario a coloro che hanno più bisogno di aiuto. Un gran numero di persone sta lasciando le aree di conflitto a causa della mancanza di cibo. L’ultimo rapporto dell’UNICEF sulla nutrizione conferma i risultati dell’IPC. Secondo questo rapporto solo un rapido ampliamento dell’aiuto umanitario potrebbe prevenire l’ulteriore aggravarsi della situazione nutrizionale, in particolar modo negli stati più duramente colpiti. “L’UNICEF deve poter  accedere alle aree remote rese inaccessibili dai combattimenti laddove la crisi sta emergendo”, ha dichiarato Jonathan Veitch, Rappresentante UNICEF in Sud Sudan. “Entrambe le parti coinvolte nel cessate il fuoco devono raggiungere un accordo di lungo termine o dovranno affrontare una crescente crisi alimentare entro la fine della stagione secca”. “Siamo in bilico e l’aumento delle violenze taglierà le vie per il soccorso,  distruggerà il commercio e interromperà l’ accesso umanitario. Tutto questo potrebbe essere catastrofico per i bambini colpiti da malnutrizione acuta e potrebbe rapidamente portare ad alti livelli di mortalità”. Si ritiene che almeno 229.000 bambini soffrano di malnutrizione acuta grave – il numero è raddoppiato dall’inizio del conflitto, poco più di un anno fa. Insieme con il Programma Alimentare Mondiale (WFP), l’UNICEF ha predisposto aiuti per i bambini malnutriti in Sud Sudan. Nel 2014 l’UNICEF e i suoi partner hanno garantito trattamenti nutrizionali terapeutici ad almeno 100.000 bambini gravemente malnutriti e per il 2015 ha l’obiettivo di raggiungere 137.000 bambini sotto i 5 anni, che soffrono di malnutrizione acuta grave. L’UNICEF e il WFP stanno anche inviando squadre di esperti nelle zone remote tagliate fuori dall’aiuto umanitario, attraverso quelle che vengono chiamate Missioni a Risposta Rapida. Durante le missioni, l’UNICEF verifica le condizioni nutrizionali dei bambini e registra e cura quelli che soffrono di malnutrizione grave e moderata. Lo staff registra anche i bambini non accompagnati per riunirli alle loro famiglie, garantisce supporto medico di base e servizi per l’istruzione e distribuisce strumenti per garantire acqua sicura. Più di 600.000 persone, compresi oltre 142.000 bambini sotto i 5 anni sono stati raggiunti durante 37 missioni effettuate fino ad oggi. L’UNICEF chiede urgentemente ulteriori 34 milioni di dollari per ampliare la risposta nutritiva in Sud Sudan per il 2015.

UNICEF: in Ucraina chiuse quasi 150 scuole a causa del conflitto

Per oltre 1,7 milioni di bambini colpiti dalla crescente crisi in Ucraina orientale la situazione rimane molto grave. Da marzo 2014, oltre 1 milione di persone sono sfollate dalle aree di conflitto, 130.000 dei quali sono bambini 

HQ05_1776_Pirozzi_Ucraina_lowRoma, 19 dicembre – Il conflitto in Ucraina ha causato – dal 1° settembre – la chiusura di almeno 147 scuole nelle aree della provincia di Donetsk dove sono in corso i combattimenti e ha impedito a 50.000 bambini di ricevere un’istruzione. Molte scuole sono state danneggiate e altre sono ancora chiuse per problemi di sicurezza. Nell’area controllata dal governo, 187 istituti scolastici sono stati danneggiati o distrutti. “È fondamentale che i bambini tornino a scuola e riprendano a studiare. I bambini continuano a sopportare il peso del conflitto perché l’istruzione viene sospesa e l’accesso ai servizi di base ostacolato. Molti hanno assistito a combattimenti violenti e bombardamenti. Ricordiamo alle parti in conflitto in Ucraina di garantire a tutti i bambini la protezione dalle violenze in corso”, ha dichiarato Marie-Pierre Poirier, Direttore Regionale UNICEF per l’Asia centrale e l’Europa centrale e orientale. Durante un’emergenza, le scuole sono fondamentali per mantenere stabilità, organizzazione e normalità. In Ucraina, l’istruzione aiuta a superare i traumi e lo stress ai bambini che vivono nelle zone di conflitto. Per oltre 1,7 milioni di bambini colpiti dalla crescente crisi in Ucraina orientale la situazione rimane molto grave. Da marzo 2014, oltre 1 milione di persone sono sfollate dalle aree di conflitto, incluse le circa 530.000 persone che sono rimaste all’interno dell’Ucraina, 130.000 dei quali sono bambini. Per i bambini sfollati le possibilità di essere integrati nel sistema scolastico delle comunità ospitanti sono limitate; i genitori non li iscrivono alle nuove scuole perché si aspettano di spostarsi nuovamente o di tornare a casa. L’UNICEF richiede 32,4 milioni di dollari per ampliare la risposta umanitaria e garantire urgenti bisogni per 600.000 bambini e le loro famiglie in Ucraina:

  • 225.000 bambini in età scolare coinvolti hanno bisogno di aiuti per ricevere un’istruzione di qualità
  • 100.000 bambini hanno bisogno di sostegno per affrontare gli alti livelli di stress
  • Servono urgentemente vaccini antipolio per vaccinari i bambini, richiesti dal governo
  • 250.000 bambini e donne in zone colpite hanno bisogno di acqua e igiene forniture sicure.

“L’UNICEF è grato per i contributi ricevuti fino a questo momento. Chiediamo un sostegno urgente all’UNICEF e ai suoi partner per rispondere in modo più esteso alle urgenti necessità di questi bambini, soprattutto perché l’inverno estremamente rigido ha reso più grave l’impatto della crisi”, ha detto Marie-Pierre Poirier.

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