Turismo: ad Asti il “turista fai da te” per aprire i beni culturali chiusi al pubblico

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Asti  il computer prende per mano il turista e lo accompagna durante la visita ad alcuni siti culturali non presidiati e chiusi al pubblico

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L’Italia ha un patrimonio culturale immenso, unico al mondo, ma gran parte dei beni non è fruibile. Le risorse ridotte all’osso e il ristretto numero di visitatori, spesso non consentono la presenza di una biglietteria e di una guida. Per visitare uno di questi gioielli “minori” non resta che fissare un appuntamento e aspettare il proprio turno. Non ad Asti dove, invece, il computer prende per mano il turista e lo accompagna durante la visita ad alcuni siti culturali non presidiati e chiusi al pubblico.   La visita può essere facilmente programmata e arricchita grazie a un’applicazione multimediale gratuita per dispositivi mobili (smartphone e tablet). Il sistema elettronico, primo in Europa, riconosce le persone, controlla l’accesso ai siti, accoglie il visitatore e lo segue (passo-passo, audio-video) durante la visita, monitora le condizioni ambientali in cui è situato il bene (temperatura, umidità, vibrazioni ecc.), gestisce gli eventi provenienti da altri impianti tecnologici (antifurto, antincendio, illuminazione ecc.) ed elabora i dati relativi ai flussi dei visitatori. L’idea, nata due anni fa, è del Politecnico di Torino. A promuovere e finanziare il progetto, la Regione Piemonte, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, la Fondazione Palazzo Mazzetti (ente capofila) e la Città di Asti. A realizzare il sistema, un pool di piccole imprese hi-tech, tutte di Torino e dintorni: Elex, Gaidano & Matta, nfctech.eu, Ni.Co. e TonicMinds. Nel giro di alcuni mesi, attraverso una serie di interventi coordinati, ben sei siti culturali della città del Palio sono stati messi in rete: Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri, Domus Romana, Cripta e Museo di Sant’Anastasio, Torre Troyana e Complesso di San Pietro. I siti sono d a oggi visitabili acquistando un unico biglietto d’ingresso, lo SmarTicket Asti Musei, e sono tenuti sotto controllo da un’unica postazione remota (la Control Room)

Computer quantistici: due fotoni al prezzo di uno

20130804-180005.jpgUn team di ricercatori della Sapienza e dell’Università di Napoli Federico II hadimostrato per la prima volta come sia possibile trasferire l’informazione quantistica inizialmente scritta in due o più fotoni separati in un solo fotone. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista ‘Nature Photonics’.

Roma, 4 agosto- Il team diretto da Fabio Sciarrino dell’Unicersita’ Sapienza di Roma e il team diretto da Lorenzo Marrucci, dell’Università di Napoli Federico II, hanno dimostrato il processo di compressione quantistica dell’informazione da due fotoni ad un singolo fotone, ed hanno riportato i loro risultati in un articolo appena apparso nella rivista scientifica Nature Photonics (http://dx.doi.org/10.1038/NPHOTON.2013.107 ). L’articolo ha anche proposto un metodo per realizzare il processo inverso, ossia la “decompressione” dell’informazione quantistica. Il mondo moderno si basa sempre più sulla nostra capacità di gestire, trasmettere e processare l’informazione. Continue Reading

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