Alcoa: Ministro Guidi sollecita risposta GLENCORE e conferma massimo impegno per occupazione nel Sulcis

Si è svolto presso il Mise un incontro al quale hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, con i vertici di GLENCORE

87-ministero-sviluppo-economicoRoma, 21 marzo 2016 – Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha sollecitato una risposta da parte della GLENCORE in merito all’Alcoa di Portovesme e conferma il massimo impegno per l’occupazione nel Sulcis. Nei giorni scorsi, si è svolto presso il Mise un incontro, al quale hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, con i vertici di GLENCORE per verificare le intenzioni della multinazionale svizzera all’acquisizione dello smelter Alcoa, alla luce delle proposte dettagliate in materia di energia formulate dal Governo. GLENCORE ha chiesto il 15 marzo nuove delucidazioni che il Ministro Guidi ha fornito con una lettera del 18 marzo nella quale viene espressamente confermata la volontà del Governo “di creare le condizioni di sostegno all’investimento attraverso gli strumenti di carattere generale vigenti nel sistema italiano, ampiamente conosciuti e coerenti con la disciplina comunitaria”. Contemporaneamente ha però chiesto a GLENCORE di chiarire se le delucidazioni fornite ”sono definitivamente ritenute sufficienti per confermare la volontà di rilevare l’impianto”. L’impegno del Governo per dare prospettive all’Alcoa di Portovesme non solo è confermato, ma proseguirà fino alla individuazione di una soluzione che dia risposte concrete alle esigenze occupazionali e di sviluppo del territorio coinvolto.

Settore farmaceutico strategico per l’Italia: le proposte del governo per consolidare il rilancio

Ministro Guidi e Sottosegretario De Vincenti presiedono tavolo su regolazione mercato e strategie industriali

 

farmaciaRoma 9 luglio 2015 –  In Europa, l’Italia è seconda solo alla Germania per valore della produzione farmaceutica pari a 29 miliardi (in crescita del 5,3% tra il 2009 e il 2014), con 63.000 occupati diretti e un indotto di 65.000 addetti. L’industria farmaceutica è inoltre la prima per investimenti in R&S con una intensità più che doppia dei settori a medio/alta tecnologia. Sono impiegati circa 6.000 ricercatori, con investimenti superiori a 1,3 miliardi. I dati sono emersi in occasione del Tavolo su regolazione del mercato e strategie industriali nel settore farmaceutico che si è riunito al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Ministro Federica Guidi e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti e con i rappresentanti del Ministero della Salute, del MEF e di AIFA. Il settore è stato definito tra quelli maggiormente trainanti la fuoriuscita dal periodo di crisi del manifatturiero italiano.  Le esportazioni farmaceutiche sono cresciute del 71% tra il 2009 e il 2014, quasi il doppio della crescita dell’export manifatturiero, arrivando a rappresentare il 4,5% delle esportazioni totali del Paese con un saldo di bilancia commerciale fortemente positivo. Tuttavia è necessario consolidare e sviluppare il ruolo dell’Italia come piattaforma industriale del comparto in Europa e nel mondo, sia mantenendo la leadership nelle produzioni consolidate, sia sviluppando ulteriormente la filiera dei prodotti più innovativi che permetteranno di mantenere la leadership anche in futuro. Il Mise, insieme al Ministero della Salute e alla Presidenza del Consiglio, è al lavoro per  eliminare le condizioni penalizzanti che rischiano di compromettere le potenzialità della filiera del farmaco. La riunione ha fatto il punto sul lavoro svolto finora ed ha elaborato un primo pacchetto di proposte destinati a confluire in provvedimenti mirati, anche in occasione della prossima legge di stabilità.  Il metodo scelto per il Tavolo della farmaceutica è stato quello di individuare tre ambiti di discussione e raccolta di proposte: la ricerca clinica, i farmaci innovativi e l’Health Technology Assesment (HTA), per tenere insieme innovazione e sostenibilità della spesa, quantificando il contributo che l’innovazione farmacologica può dare in termini di “costi evitati” sulla cura di molte malattie; il sistema produttivo e distributivo del farmaco, la regolazione in senso pro concorrenziale del mercato per il rafforzamento della capacità produttiva e competitiva dell’industria farmaceutica nazionale; la rivisitazione del sistema di governance della spesa farmaceutica, con particolare attenzione al sistema dei tetti sulla spesa ospedaliera e del payback,

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