Il tempo della materia. I bronzi di Aligi Sassu (1939 – 1996)

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Circolo degli Artisti dal 30 Luglio al 28 Agosto

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Il Circolo degli Artisti di Albisola e il Casinò di Sanremo rinnovano il loro oramai quadriennale consolidamento per la progettazione condivisa di mostre ed eventi artistici. In quest’occasione, l’idea è quella di mettere in mostra ventun bronzi di Aligi Sassu (1912 – 2000), opere raramente viste, e metterle a disposizione del pubblico sia di Albisola che di Sanremo. Entrambi i contesti risultano più appropriati che mai, da una parte il Circolo degli Artisti, che spegne 60 candeline e lo fa grazie alla lezione dello stesso Aligi Sassu; dall’altra, Sanremo, che, in passato, aveva già promosso un’antologia dell’artista, del quale conta due sue opere nella propria collezione privata. Questa mostra, “Il tempo della materia. I bronzi di Aligi Sassu (1939 – 1996)” a cura di Federica Flore, vuole sfatare il mito di un Sassu artista esclusivo, da soggetto unico: i cavalli; ma intende collocarlo all’interno del panorama politico e intellettuale del Novecento. Aligi Sassu ha militato nel Futurismo prima, in Corrente dopo; infine lo possiamo definire artista attento alle nuove sfide dell’estetica dello scorso secolo, a partire dall’Informale fino alla Transavanguardia. Sebbene la mostra si possa considerare itinerante, il percorso espositivo cambierà in base agli spazi ospitanti; mettendo in luce, ogni volta, nuovi aspetti delle stesse opere, sempre tese a stupire il grande pubblico. Due spazi di grande importanza storica, che il Circolo degli Artisti e il Casinò invitano a visitare non solo per approfondire la figura di Sassu, ma anche per mostrare gli ambienti da lui caldamente vissuti. La Fondazione De Mari di Savona ha concesso il suo determinante contributo affinché il Circolo degli Artisti, in economia di scala con il Casinò di Sanremo, potesse celebrare adeguatamente il grande maestro Sassu.

Enzo Dente & Mauro Malafronte – “Attenti a quei due”

Sabato 7 novembre 2015 alle 17, al Circolo degli Artisti, Pozzo Garitta, 32, Albissola Marina

2015 ENZO DENTE MAURO MALAFRONTE Attenti a quei due - LOCANDINA iNVITOSavona, 30 ottobre- Inaugurazione della bipersonale dei Maestri Dente e Malafronte, un abbraccio tra i mari ligure ed adriatico nel segno della “voluta contaminazione” fra concetto, uomo, solidarietà sociale e tecnica espressiva. La mostra si protrarrà fino a domenica 22 novembre. Orario di apertura con ingresso libero dalle 16,00 alle 19,00 escluso il lunedì. Prenotazioni visite fuori orario tf 338 6127404

MAURO MALAFRONTE

Nasce a Finale Emilia (Mo) nel 1966
Si avvicina alla pittura ispirandosi alle correnti americane degli anni 50 quali “Action Painting ” e “l’Espressionismo astratto americano”. Il linguaggio astratto di Malafronte si plasma di volta in volta in base all’emozionalità e alle scelte dell’artista di materie e colori che stende sulle tele come graffiature incise sulla pelle. Nell’azione del gesto e nella stesura del colore si nota il forte impatto cromatico e materico.“….Non dipingo sul cavalletto. Preferisco fissare le tele sul muro o sul pavimento. Ho bisogno dell’opposizione che mi dà una superficie dura. Sul pavimento mi trovo più a mio agio. Mi sento più vicino al dipinto, quasi come fossi parte di lui, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorarci da tutti e quattro i lati ed essere letteralmente “dentro” al dipinto…”

ENZO DENTE

Per questo artista l’arte è la lunga via degli interrogativi e dei problemi che si distendono davanti a noi e da come si attuano, si fanno consenso o dissenso nei confronti della contemporaneità del mondo. L’organicità della forma inseguita si anima di colori a volte forti e a volte tenui; è l’oggetto dell’indagine, della trasposizione formale. La volumetria dei contenuti non si arrende, al contrario, acquista corpo nell’aggetto cromatico. I lavori di Enzo DENTE  non si possono definire con elementari indicazioni, ma solo con un’attenta analisi di contenuto intimo, e queste analogie ci trasportano verso un irrazionalismo che si trasforma nella cultura e nei tempi in cui le opere sono state create. La tematica è intesa come solidarietà nei confronti del dramma che l’uomo oggi vive. Come si può constatare DENTE cambia, ma con coerenza: “non è un disperato”, al contrario, questo artista dalla creatività ciclopica è il “nuovo” che sorge dentro di sè per farci partecipi del suo percorso interiore finemente mentale, E’ l’Uomo solo che decapita i valori sensibili da cui affiora un nichilismo che Nietzsche intende come l’atto in cui “i valori supremi perdono ogni valore” come la morte dell’uomo servile, e “quel piccolo animale da gregge che è l’Europeo moderno”

Gianni DACCOMI

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