Concorso Ippico Nazionale a 6******

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Dal 14 al 17 luglio – “Piazza di Siena” fra i monti della Carnia

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La piazza del Municipio come campo di gara, e tutt’attorno i monti della Carnia: giunge alla sua quinta edizione il Concorso Ippico Nazionale a 6 ****** di Arta Terme, nota località termale della montagna friulana. Ormai entrato di diritto tra gli appuntamenti da non perdere per gli appassionati degli sport equestri, l’evento si svolge nella centralissima piazza del Municipio, come una Piazza di Siena in miniatura, dal 14 al 17 luglio. Vi prendono parte amazzoni e cavalieri da tutt’Italia e dall’estero. Per l’edizione 2016 sono attesi circa 250 cavalli, che verranno alloggiati nelle scuderie appositamente costruite per l’evento. Anche quest’anno tra i cavalieri presenti ci saranno grandi nomi dell’equitazione internazionale. Si disputeranno gare di varie categorie riservate a professionisti ed amatori. Ma il Concorso non è uno spettacolo solo per appassionati di ippica. Nel week end si susseguiranno, a fare da contorno alle gare, musica, animazione, mercatini di prodotti tipici e per l’equitazione, animazione per i bambini. Fra gli appuntamenti più curiosi, sabato sera, si terrà la Cena del Cavaliere. Il Concorso può essere quindi la piacevole e curiosa occasione anche per chi non pratica l’equitazione di conoscere da vicino questo affascinante mondo e i suoi protagonisti e di vivere l’elettrizzante atmosfera di un importante competizione sportiva. A fare da corollario, la possibilità di ritemprarsi e di concedersi un po’ di benessere nel Palazzo delle acque con piscine termali, o nell’area Wellness delle Terme, radicalmente ristrutturate da poco.

“Malga che vai, formaggio che trovi…”

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Negli alpeggi della Carnia per scoprire un mondo di genuinità e di sapori dimenticati. Escursioni, trekking, feste

di Kat

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“In Carnia malga che vai, formaggio che trovi…” Ogni alpeggio, infatti, esprime nei propri latticini molteplici note di gusto e aroma. La variabilità di terreni, vegetazione e microclima che caratterizza ogni singola malga e l’assoluta naturalità dell’alimentazione delle mandrie al pascolo rendono il latte ricco di fermenti e microrganismi assolutamente tipici e unici. Non solo prodotti diversi per gusto, e a volte anche per lavorazione, da malga a malga: negli alpeggi carnici si trovano anche persone autentiche e fiere del loro lavoro, un mondo miracolosamente sopravvissuto all’industrializzazione e all’omologazione, paesaggi intatti di rara bellezza. Sono una cinquantina le casere ancora attive fra queste selvagge montagne del Friuli: dalla fine di giugno a metà settembre i malghesi – seguendo i tradizionali riti della monticazione – vi portano le mandrie a pascolare nei prati in quota, ricchi di erbe e fiori che conferiscono al latte (e quindi a burro e formaggi) profumi e sapori unici.  La maggior parte delle malghe vende direttamente i prodotti. In molte è anche possibile degustarli o assaporare i piatti della tradizione preparati con semplicità e sapienza e serviti su rustici tavoli in legno all’aperto o in piccoli ambienti riscaldati dal fogolâr. In alcune, infine, si può anche dormire, magari con il sacco a pelo e godere così dell’incanto della volta stellata e dei suoni della notte. Vale la pena di salire in malga di prima mattina, in modo da poter osservare il bestiame al pascolo e assistere alla lavorazione del latte per la produzione del burro, del tradizionale formaggio di malga in forme di buona pezzatura (fra i 4 e i 6 kg) e della ricotta (che si usa anche affumicare). Fra i formaggi tradizionali, si producono anche Formadi salât a pasta dura, la Scuete frante (ricotta appena pressata e frantumata che, con aggiunta di panna, sale, pepe ed eventuali semi di finocchio selvatico, acidifica e matura in appositi contenitori per 40-50 giorni) e il Formadi frant leggermente piccante, ottenuto reimpastando con sale, pepe, panna e latte le scaglie di formaggi che presentano piccoli difetti. Chi volesse andare alla scoperta di questo mondo fatto di antiche usanze, genuinità, semplicità, può partecipare alle Giornate in malga, escursioni guidate organizzate questa estate da PromoTurismoFVG.  Oppure trascorrere qualche giorno en plein air, facendo il Trekking della Via delle malghe. Una quindicina i percorsi fra cui poter scegliere, con partenza da vari paesi della Carnia: dedicati ciascuno ad un tema (storia, natura, arte&fede, gastronomia…) portano anche oltralpe, in Carinzia. Dalla fine di giugno alla fine di settembre, la Carnia dedica alle sue malghe una serie di gustose e autentiche manifestazioni. DenominateMondo delle malghe, si tengono in Val Lumiei, in Val Degano e in Val Pesarina: la Sagra del Malgaro ad Ovaro (2-3 luglio), la Festa del Formaggio Salato a Sauris (13-15 agosto), la Festa della demonticazione e Arlois e Fasois a Prato Carnico (11 settembre), la Mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga a Enemonzo (10-11, 17-18 settembre).

In Carnia sabato 6 febbraio 2016 Carnevale di Sauris

Uno dei più antichi e caratteristici carnevali dell’arco alpino

Sauris_carnevale 03Udine, 10 dicembre – Fra i monti innevati della Carnia, per partecipare a uno dei più antichi e caratteristici Carnevali dell’arco alpino, quello di Sauris, Perla delle Alpi, che si svolge da secoli secondo i medesimi rituali e quest’anno ha il suo clou sabato 6 febbraio. Tradizionale come la lingua di origine tedesca e le architetture in pietra e legno del paese (il comune a maggiore altitudine del Friuli Venezia Giulia), il Carnevale di Sauris –Voshankh – è due protagonisti incontrastati, il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita e agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine; indossa abiti rozzi ed ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa: il volto celato da una maschera di legno, ha vesti lacere e una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni in cui vuole entrare. Dopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica. Nel pomeriggio di sabato, le due figure percorrono le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte (Schentena schembln) o belle (Scheana schembln): l’importante è che chi vi partecipa sia irriconoscibile e quindi abbia il volto coperto. Le maschere che coprono il volto sono di legno e si rifanno a quelle antiche, di cui sono conservati bellissimi esemplari antichi al Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo, la “città” della Carnia.

Sauris_carnevale 02All’imbrunire prende quindi il via la Notte delle lanterne, una suggestiva passeggiata fra i boschi a cui tutti sono invitati: il corteo, guidato dalle maschere, parte da Sauris di Sopra al lume delle lanterne e si inoltra nel bosco alla volta di un grande falò propiziatorio innalzato in una radura, attorno al quale ci si può riscaldare con vin brulè e rifocillare con dolci, fra cui le tradizionali frittelle di Carnevale insaporite con la salvia. La serata si conclude con piatti tipici saurani, musica, balli e con la premiazione delle migliori maschere.

In Carnia Mercatini & presepi fanno da cornice a sci e sport invernali

Antiche tradizioni, folclore, buona tavola si coniugano con sci e sport invernali

Carnia_Natale_phL.Gaudenzio_ArchTurismoFVG22, novembre – Fra le vette innevate della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, antiche tradizioni, folclore, buona tavola si coniugano con sci e sport invernali sulle piste dello Zoncolan, di Forni di Sopra, Sauris e Forni Avoltri, che da gennaio proporranno pacchetti per Settimane bianche e week sulla neve. In dicembre i caratteristici paesi di queste montagne incuneate fra Slovenia ed Austria, si animano con Mercatini e Presepi, che fanno da preludio e contorno al Natale.

Winter Folk Festival ad Terme

Un weekend sonoro, vitale e multiforme che raccoglie esperienze musicali molto diverse tra loro, colonna sonora ideale di questo tempo d’Avvento: il 12 e 13 dicembre Arta Terme viene animato dalla prima edizione del Winter Folk Festival. La località termale, addobbata a festa e con le bancarelle del tradizionale Mercatino di Santa Lucia, diventa lo scenario in cui musicisti di fama internazionale italiani e stranieri portano la loro voce e la loro musica a risuonare negli spazi aperti e chiusi così da rendere ancor più magica l’atmosfera prenatalizia. Folk e world music come espressione moderna di contaminazioni proprie sia delle aree di confine, quale è appunto la Carnia, che della nuova società complessa che avvicina e confronta culture diverse. Noti musicisti si alterneranno in concerto in vari locali e alberghi di Arta: il Duo Michele Pucci (virtuoso chitarrista) – Massimo Gatti (uno dei migliori mandolinisti europei di genere moderno); il Duo Giulio Venier (violinista, premiato come miglior musicista e ricercatore del FVG) –  Lino Straulino ( cantautore, chitarrista polistrumentista carnico esponente di spicco della “Gnove musiche furlane”); il Trio Griff  (ovvero Remi Decker, Colin Deru, Raphael De Cock che suonano e cantano antiche melodie usando vari tipi di cornamuse e flauti); il quartetto Antiche Ferrovie Calabro-Lucane (Ettore Castagna, Domenico Corapi, Gianpiero Nitti, Giuseppe Ranieri, strumentisti e ricercatori di talento nel mondo etno-musicale meridionale); Fabio Turchetto, talento italiano del Bandoneon, vanta prestigiose collaborazioni e ha suonato in diversi teatri nel mondo.

Natale nella Val Bût a Paluzza

Una “festa per i cinque sensi”, che accompagna il visitatore ad ascoltare musica, ad ammirare i sapienti lavori degli artigiani e i giochi di luce delle decorazioni natalizie, a respirare il profumo di cannella e spezie che insaporiscono i dolci e i piatti delle feste ed infine a gustare i prodotti tipici locali della Carnia e delle vicina Carinzia: questo il filo conduttore di Natale nella Val Bût, che anima il 12 e 13 dicembre il caratteristico borgo di Paluzza.  Ed ecco che il centro storico del paese si affiancano varie isole tematiche, dal “Natale fatto a mano” (Artigiani e Hobbisti), ai “Sapori del Natale” (Agroalimentare), al “Natale oltre confine” (Bancarelle internazionali) e la centrale via Roma viene addobbata con decine di alberi di Natale realizzati, in un’amichevole competizione a suon di originali decorazioni dalle associazioni locali. Fra gli appuntamenti, sabato all’imbrunire la gara di orientering “Lanternes di Nodaal” e domenica i giochi di ieri e di oggi per i più piccini. Per chi vuole pernottare, pacchetti turistici personalizzati sono proposti dall’albergo diffuso La Marmote.

Sutrio - Albergo Diffuso Borgo Soandri - Progetto GAST Comunita Ospitale - BORGHI E PRESEPI - Foto Elia Falaschi © 2013 - http://ww.eliafalaschi.it

 Borghi e Presepi a Sutrio

A Sutrio, il paese degli artigiani del legno ai piedi dello Zoncolan, da domenica 20 dicembre all’Epifania si possono ammirare decine di straordinari presepi allestiti nei cortili delle sue case più antiche e belle e lungo le strade del centro, in una sorta di percorso sacro tra le vie del paese, che per l’occasione sono addobbate con grandi alberi di Natale in legno da riciclo, realizzati dagli artigiani del paese. A realizzare i presepi esposti sono gli artigiani di Sutrio e dei paesi della Carnia, ma molti provengono anche da altre regioni italiane (ad iniziare dall’Alto Adige) e straniere, fra cui la Slovenia, la Carinzia, la Germania. A fare da cornice, scene di Presepe vivente con rappresentazioni dei vari momenti della Natività, degustazione di specialità tradizionali, musica. Cuore di Borghi e Presepi è il Presepio di Teno, un’opera eseguita nel corso di ben 30 anni di lavoro da Gaudenzio Straulino (1905-1988), maestro artigiano di Sutrio. L’opera, che riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, animati con ingranaggi meccanici, regala uno straordinario spaccato etnografico sulle tradizioni, la vita, i lavori, le usanze della montagna carnica. Per vivere a pieno l’atmosfera natalizia, si può alloggiare a Borgo Soandri, l’accogliente albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese.

Per informazioni: Carnia Welcome

Tel. 0433.466220 – [email protected]www.carnia.it

 

Farine di Flor, mulini, farine e delizie della Carnia

Protagoniste della festa sono le molteplici varietà di farina utilizzate un tempo in Carnia

Carnia_Sutrio_Farine di flor 3Udine, 9 settembre, 2015- Farine di Flor – Mulini, farine e delizie della Carnia: la cultura contadina, la coltivazione dei cereali e i prodotti che da tempo immemorabile ne derivano sono al centro di questo gustoso e rustico appuntamento che anima l’11 ottobre il caratteristico borgo di Sutrio, nelle montagne del Friuli Venezia Giulia. Protagoniste della festa sono le molteplici varietà di farina (di granoturco, di segala, di canapa, di frumento, tanto per citare le più diffuse) utilizzate un tempo in Carnia e tutti i loro innumerevoli impieghi in campo gastronomico, dalla polenta alle minestre, dal pane ai biscotti e alla pastafrolla. Un gustoso percorso in sei tappe si dipana nel centro storico di Sutrio e porta alla scoperta di sapori antichi, ancestrali. Ciascuna tappa porta il nome, in friulano, di un mulino ancora attivo (o comunque visitabile) in una località della zona: Mulin di Socleif (a Socchieve), da Moras (a Trivignano), dal Flec (a Illegio), Mulin di Croce (a Cercivento), Mulin di Cianet (a Forni di Sopra), Mulin di Cjase Cocel (a Fagagna). In ogni location si raccontano – con esposizione di farine, oggetti di lavoro, attrezzi da cucina- le lavorazioni di un tempo e quelle di oggi, le diverse tipologie di farine, i loro utilizzo migliore. È inoltre possibile degustare cibi particolarissimi, dai sapori dimenticati abbinati alle pregiate birre di 6 birrerie artigianali del Friuli Venezia Giulia: la treccia all’aglio di resia con formaggi di malga, il crostino di pane rustico conformadi frant  affinato alle erbe, l’orzotto alle ortiche i campo con mignon di pane chia (pianta della specie della salvia i cui semi sono ricchi di omega 3) , il pane di segale con il  pastorut ( formaggio erborinato a pasta molle, in cui dolce e piccante convivono armoniosamente), la polenta di Gemona con il frico ( tortino a base di formaggi e patate, il più tipico piatto della Carnia) nelle versione di Sutrio. E poi, pani e grissini di molteplici tipi abbinati a formaggi e salumi carnici e, fra i dolci, la montagna di farro e cioccolato, la crostata di fragole, i biscotti plume di soreli dal colore tipico del granturco giunto a maturazione o quelli di farina di mais e noci. La coltivazione dei cereali è strettamente legata alla storia e alla magra economia rurale dell’alta Val del But, dove si trova Sutrio, ed ha antiche origini: risale infatti al periodo dei Patriarchi (1077), che concedettero alcune terre agli abitanti. Iniziò da quel momento la loro opera faticosa per rendere fertile e coltivabile il terreno, sterile e ghiaioso. Nonostante le condizioni climatiche poco favorevoli, riuscirono a coltivare il grano, l’orzo, il grano saraceno (Pajan), la segale e, dopo la metà del 1700, anche il granoturco, che finirà col soppiantare tutti gli altri cereali. In tempi recenti, tuttavia, alcuni agricoltori e mulini locali hanno rivalorizzato gli antichi cereali, che Farine di Flor, antichi sapori della Carnia contribuisce a far riscoprire. Farine di Flor può essere lo spunto per trascorrere un week end in Carnia, andando magari alla scoperta degli antichi mulini ancor oggi in funzione, come il Mulin da Flec di Illegio, che fa parte della rete di Carnia Musei (www.carniamusei.org). Per alloggiare, calde e accoglienti sono le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) dell’albergo diffuso Borgo Soandri ricavate dalla ristrutturazione di antiche case di Sutrio (www.albergodiffuso.org)

 

Artigianato in Carnia, il futuro della tradizione

Dal 26 luglio al 30 agosto in mostra a Socchieve l’artigianato e l’arte della Carnia

Carnia_Scarpets_ph U.DaPozzoUdine, 21 luglio- Tramandati da padre in figlio e da madre in figlia, fra le montagne della Carnia si sono mantenuti intatti antichi mestieri: lavorare ed intagliare il legno, battere il ferro, tessere, lavorare la pietra, realizzare gli scarpets (le tradizionali pantofole di stoffa), modellare e dipingere terrecotte… Eredi di una tradizione la cui storia  è splendidamente documentata nel Museo della Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo, gli artigiani carnici aprono oggi le loro botteghe ai turisti e mostrano come – con gesti  precisi e semplici strumenti – sanno creare oggetti  d’uso comune e piccole opere d’arte. Un compendio di tutto quanto di meglio produce la Carnia oggi in fatto di artigianato è la Rassegna artigianale e artistica della Carnia, che si tiene dal 26 luglio al 30 agosto a Socchieve, organizzata dal Comitato “Gianfrancesco da Tolmezzo” di Socchieve. Giunta alla sua XXXVII edizione, vetrina di eccellenza dell’artigianato carnico, questa rassegna ormai “storica” valorizza e promuove la creatività e l’ingegno di artigiani ed artisti locali. Vi sono esposti oggetti legati alle tradizionali lavorazioni della montagna, ma anche pezzi frutto di nuove tecniche e opere d’artisti: oggetti e sculture in legno, pelletterie, ceramiche, gioielli, abbigliamento in lana cotta, biancheria per la casa tessuta con decori tradizionali, antichi mobili sapientemente restaurati e pezzi di liuteria insomma. Trenta gli espositori, per una raffinata mostra che di anno in anno seleziona e racconta le novità e l’evoluzione dell’artigianato artistico in Carnia. Una mostra da non perdere per scoprire il piacevole connubio tra modernità e tradizione, che la creatività carnica sa regalare. Molti gli appuntamenti collaterali, il cui calendario si può trovare www.rassegnacarnica.it.  Per commemorare il Centenario della Grande Guerra, una sala del Centro Culturale ospita una Mostra storica in cui è stata fra l’altro ricostruito uno spaccato di trincea italiana, e dove sono esposti cimeli, documenti e reperti risalenti al primo conflitto mondiale, in particolare relativi al settore “Zona Carnia”

Luogo: Centro Culturale, via Nazionale 37, Socchieve

Inaugurazione: 26 luglio, ore 10

Orario: 10-12/15-18

Ingresso libero

 

“Fasjn la mede”, antichi mestieri e tappe gustose fra gli stavoli

Il 26 luglio sullo Zoncolan si ritorna al passato con “Fasjn la mede”, la festa della fienagione, e a Forni Avoltri vanno in scena i frutti di bosco

GetAttachmentUdine, 11 luglio- Un tempo, le donne di Sutrio (il paese carnico degli artigiani del legno) salivano di prima mattina sul monte Zoncolan per sparpagliare nei prati l’erba sfalciata dagli uomini e farla seccare al sole, raccoglierla in alti covoni e poi riportarla la sera a valle, in pesanti gerle che si caricavano sulle spalle. Un lavoro faticoso, ritmato da canti, che alleggerivano il cuore e rendevano meno dura la fatica, interrotto allo scoccare del mezzogiorno, quando si riparavano all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule, il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto, che si portavano da casa. Lavori di un tempo, gesti antichi, che vengono riproposti il 26 luglio in “Fasjn la mede”, ovvero “Facciamo i covoni di fieno”. Un invito per una grande festa nei prati, con cibi, musica, balli. Dalla mattina alle 9.30 fino al tardo pomeriggio sullo Zoncolan (oggi tappa ormai mitica del Giro d’Italia) si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne in costume che rastrellano il fieno; la composizione (con l’aiuto di tutti) di altissimi covoni su cui donne e bambini si arrampicano con agilità. A fare da contorno a “Fasjn la mede” passeggiate naturalistiche alla scoperta delle erbe di montagna, biciclettate, musiche e balli tradizionali attorno ai covoni, giochi e esibizione di gruppi di bambini che giocheranno con il fieno e un originale percorso gastronomico-naturalistico negli stavoli (le caratteristiche baite col tetto a spiovente della Carnia) dello Zoncolan. In ciascuno di essi si degusterà un piatto tradizionale, preparato seguendo le ricette dell’indimenticabile chef Gianni Cosetti: aperitivo con frittatine e salam, frico con polenta e cjapus cu las frices, selvaggina polente e fagioli, i classici orzo e fagioli, orzotto, luanie fumade, vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare the alle erbe carniche. Nel corso della giornata passeggiate a cavallo a animazione per i bimbi a cavallo, massaggi sull’erba con il fieno, shopping goloso nel mercatino agro alimentare ed artigianale allestito nel piazzale dello Zoncolan. Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese.

 Domenica di dolci delizie: la Festa dei frutti di bosco a Forni Avoltri

4 Festa dei frutti di bosco_Forni AvoltriSi rinnova anche quest’anno il tradizionale appuntamento con la Festa dei frutti di bosco a Forni Avoltri, caratteristico paese alle pendici del Monte Coglians, con i suoi 2780 m di altitudine la cima più alta della Carnia: il 26 luglio sarà una dolcissima domenica tutte da assaporare. Un trionfo di fragoline di bosco, mirtilli, lamponi, more. In programma, fra l’altro, incontri dedicati ai frutti di bosco e alle erbe spontanee di montagna, escursioni guidate alla raccolta di lamponi e mirtilli, fragole e more, chioschi gastronomici dove si potranno degustare piatti tipici carnici e deliziosi dolci a base di frutti di bosco, un Mercatino dei prodotti agroalimentari (soprattutto quelli derivati dalla lavorazione dei piccoli frutti, ad iniziare da marmellate e sciroppi) ed artigianali della Carnia, dove si potranno vedere all’opera artigiani e intagliatori del legno. Il tutto con accompagnamento di musiche tradizionali e da osteria e da animazione per i bambini.

Carnia, una montagna da vivere e da gustare

Estate 2015 – Natura, sport, tradizioni

Carnia_malghe_ph U.DaPozzo ArchTurismoFVGBolzano, 5 luglio – Monti incontaminati, natura selvaggia e silenziosa, un patrimonio d’arte e storia che ben poche zone di montagna possono vantare, tradizioni antiche e prodotti genuini: questo, e molto altro ancora, è la Carnia, terra di boschi, rocce e vallate fra le più belle del Friuli Venezia Giulia, a due passi dal confine con l’Austria. La Carnia ha mantenuto intatti nei secoli i dialetti e le tradizioni della sua gente, sviluppando un turismo a dimensione d’uomo, ecocompatibile, non affollato, tanto che del rispetto ambientale ne ha fatto un portabandiera. Trascorrere una vacanza in Carnia significa, dunque, immergersi in un mondo fatto di autenticità e genuinità, essere accolti in strutture ben attrezzate, di qualità e a prezzi accessibili, siano esse piccoli hotel a conduzione familiare o alberghi diffusi, ricavati dalla ristrutturazione di antiche case di caratteristici paesi. Gli amanti dello sport possono sbizzarrirsi tra mountain-bike, cicloturismo, passeggiate, arrampicate, trekking fra i rifugi, equitazione, freeclimbing, trekking a cavallo, parapendio, canoa. Non solo vacanze attive: tutta da scoprire la particolarissima gastronomia della Carnia e i prodotti tipici delle sue malghe, la sua storia antica che ha origini celtiche e l’ha vista come protagonista nel periodo romano (come testimoniano il Foro, l’area archeologica e il Museo di Zuglio, l’antico Iulium Carnicum), l’arte, il folclore e l’artigianato, tutti segni di un passato custodito con orgoglio e riproposto con passione. Il naturale isolamento di queste montagne ha permesso anche di conservare una tradizione gastronomica originale, che ogni anno segue immancabilmente il corso delle stagioni, poiché ha alla base i prodotti, poveri e genuini, dall’agricoltura di montagna: la farina di mais e di grano saraceno, le patate, le carne suina e la selvaggina, le profumatissime erbe aromatiche, i saporiti funghi, l’eccezionale varietà di prodotti delle malghe (latte, burro, formaggi, ricotte salate e affumicate). I cramârs (venditori ambulanti che commerciavano spezie, erbe medicinali e stoffe) durante la bella stagione percorrevano le strade d’Oltralpe e, al loro ritorno, portavano a casa quanto rimaneva di spezie, frutta secca e aromi orientali sul fondo della loro crassigne (sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle). Le donne utilizzavano abilmente questi aromi, accostandoli ai prodotti locali, in un mix di sapori fra dolce, salato e speziato che è stato tramandato nel tempo e che è alla base del piatto più tipico della Carnia, icjarsòns, sorta di agnolotti con ripieno dolce a base di ricotta, di cui ciascuna famiglia e ciascun ristorante vanta una ricetta particolare. L’altro piatto simbolo di questi monti è la polenta con il frico, formaggio di malga a scaglie sciolto lentamente in una piccola padella, fino a formare una croccante frittata. In Carnia si producono il prosciutto crudo e leggermente affumicato di Sauris, insaccati (sono molte le macellerie che preparano in proprio salami, cotechini, coppe…), formaggi (latteria più o meno invecchiato, ricotte fresche e affumicate, stracchini, formaggi di capra e molti altri tipi si trovano in vendita direttamente nei caseifici e d’estate anche in alcune malghe) e si lavorano le carni di selvaggina. Da non dimenticare i saporiti ortaggi (ad iniziare da patate, fagioli, verze), frutti di bosco, mieli d’ogni tipo ed il tradizionale Slivowitz (grappa di prugne) di Cabia. Per tutta l’estate feste e kermesse – legate alla gastronomia, ad antiche tradizioni, allo sport – animano Arta Terme, Sutrio, Sauris, Ravascletto, Forni Avoltri, Ovaro, Enemonzo e le altre località turistiche e offrono l’occasione per trascorrere un week-end o una settimana “a tema” divertenti, rilassanti e diversi dal solito. Ad ogni iniziativa si accompagnano interessanti pacchetti turistici, comprensivi della sistemazione in albergo e della possibilità di partecipare ai momenti più significativi di ciascuna festa.

Festa dell’asparago di bosco, del radicchio di montagna e dei funghi di primavera il 24 maggio ad Arta Terme

Week end naturalistico in Carnia, la regione più ricca d’Europa dal punto di vista botanico

 

Festa-dellasparago-di-bosco-del-radicchio-di-montagna-e-dei-funghi-di-primavera-arta-terme-18-maggioGorizia, 3 maggio – Con oltre 2100 specie conosciute di piante superiori, erbe, fiori, la Carnia, in rapporto alla sua superficie, è la regione più ricca d’Europa dal punto di vista botanico. Le fioriture iniziano a maggio e verso la metà di giugno raggiungono il loro massimo splendore, ma per tutta l’estate nei prati di bassa ed alta quota sbocciano fiori e crescono erbe delle più svariate specie alpine, dalle più comuni alle più rare (come ad esempio una ricchissima varietà di orchidee). Da tempo immemorabile, fiori ed erbe sono entrati a far parte della cultura, delle leggende, della farmacopea, della gastronomia carnica ed ancor oggi vengono raccolti per essere utilizzati in cucina o per preparare rimedi salutari. Ricche di principi attivi, sali minerali, fibre vegetali, le erbe selvatiche -oltre ad avere sapori introvabili nelle verdure coltivate- svolgono funzioni molto importanti per il nostro organismo: chi volesse saperne di più, imparare a conoscerle ed utilizzarle, può partecipare al Week end naturalistico organizzato dal 22 al 24 maggio Arta Terme in occasione della Festa dell’asparago di bosco, del radicchio di montagna e dei funghi di primavera. Con esperti botanici e naturalisti si andrà alla scoperta dei luoghi dove crescono le erbe spontanee con un’escursione lungo i sentieri di fondovalle, si imparerà come utilizzarle, si gusteranno i sapori inusuali delle specialità primaverili di queste montagne, si conosceranno le antiche ricette le donne si sono tramandate di generazione in generazione. Frutti selvatici, primizie – come l’asparago di bosco (Aruncus dioicus) e il radicchio di montagna -insieme ai profumatissimi funghi primaverili (Morchelle, Hygrophori, Collybie, Cantarelli ecc.) saranno i protagonisti della Festa dell’asparago di bosco, del radicchio di montagna e dei funghi di primavera che animerà Arta Terme per tutta domenica 24 maggio. In programma un Mercatino dei prodotti agricoli ed artigianali, una gustosa rassegna gastronomica nei ristoranti e degustazioni di specialità carniche a base di erbe e funghi. Con questa festa tradizionale, che inneggia ai regali che la natura offre a queste terre, prende il via il ricco calendario di feste gastronomiche che anima in primavera ed estate la Carnia (calendario su www.carnia.it).

 

 

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