Natale. Comune, la Galleria si illumina con l’albero di Swarovski

Sull’albero una campanella in cristallo creata in edizione limitata per un’iniziativa benefica: restaurare la storica campana di Palazzo Reale

albero-natale-swarovski-3Milano, 3 dicembre 2015 – Torna l’Albero di Natale firmato Swarovski in Galleria Vittorio Emanuele II: più scintillante e maestoso che mai, inaugura ufficialmente l’inizio del periodo più magico dell’anno e simboleggia il legame della Maison austriaca con la città di Milano. “Anche quest’anno Milano e la Galleria si illuminano della magia del Natale – hanno detto Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano, Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, e Franco D’Alfonso, assessore al Commercio –. Ringraziamo Swarovski che anche quest’anno si è impegnato a regalare un albero bello ed elegante testimoniando la sua generosità e l’attaccamento per la città”. Realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, l’Albero brillerà nel “salotto di Milano” fino al 6 gennaio. Alto più di 12 metri, decorato da oltre 10.000 ornamenti, fra cui più di 1.000 stelle di Natale, illuminato da 36.000 luci ed impreziosito da nastri in argento e da un imponente puntale a forma di stella, l’albero è collocato al centro esatto della Galleria. Alla base, un’insolita mostra-installazione: più di trenta maxi-scatole blu, riproduzione delle iconiche ‘blue box’, in varie dimensioni, circondano il perimetro dell’albero con tanto di fiocco argentato come in attesa di essere scartate. Simbolo della condivisione e del desiderio di donare che il Natale porta con sé, le ‘blue box’ accolgono una serie di schermi e vetrine, che raccontano tutte le emozioni del Natale. Attraverso una serie di video e di installazioni speciali, la mostra metterà in luce le creazioni più legate al Natale.
All’interno della mostra avrà un posto d’onore una creazione molto speciale: una campanella in cristallo trasparente creata in edizione limitata per un’iniziativa benefica a favore della città. Realizzata in soli 450 esemplari, la campanella porta inciso l’anno di produzione e una dedica alla città. Sarà in vendita nelle sole boutique milanesi di Swarovski e nel corner di La Rinascente Duomo dal 1 dicembre. L’intero ricavato delle vendite sarà destinato a restaurare la storica campana di Palazzo Reale, restituendo ai milanesi uno dei simboli più amati della tradizione meneghina. L’albero milanese è uno dei più scenografici fra quelli che tradizionalmente Swarovski realizza in alcune delle più importanti città del mondo, da Innsbruck a Buenos Aires, da Sydney ad Hong Kong, da Shanghai a New York, dove la Stella di Swarovski brilla in cima al maestoso albero di Rockefeller Plaza da ormai dodici anni. “L’albero Swarovski nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è un omaggio a tutti coloro che amano il Natale e alla città di Milano. Un simbolo che unisce molte culture e che esprime la voglia di pace, condivisione e speranza che il Natale porta con sé – dichiara Michele Molon, Managing Director di Swarovski CGB Italia –. E’ un dono per tutti i milanesi e per i turisti: da parte di Swarovski, l’augurio di un Natale sereno e di un nuovo luminoso anno”.

Teatro Lirico. Assegnato il restauro, cantiere al via in gennaio

Assessore Rozza: “Bella notizia per Milano, per la cultura e per tutti coloro che amano l’architettura e lo spettacolo”

lirico_vista_da_altoMilano, 6 novembre 2015 – Il Comune di Milano ha assegnato il restauro del Teatro Lirico alla società Garibaldi srl che ha presentato un’offerta di 8.127.447 euro. L’avvio del cantiere è previsto per gennaio 2016: la durata complessiva dei lavori è di 450 giorni.“L’assegnazione dei lavori per il restauro del Lirico – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza – è una bella notizia per Milano, per la cultura e per tutti coloro che amano l’architettura e lo spettacolo. Ridaremo vita alla Scala del popolo milanese. Ricordo che dopo 16 anni di abbandono questa Amministrazione ha deciso un importante investimento per il suo restauro; la progettazione è stata affidata all’Ufficio tecnico dei Lavori pubblici che ha realizzato il progetto esecutivo in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha curato gli aspetti dell’acustica, e delle società Autodesk e Leica che, a titolo gratuito, hanno svolto attività di rilievo e restituzione grafica”. La gara, la cui base d’appalto era di 13.478.779 euro, ha visto un’ampia partecipazione e l’apertura delle buste di 43 candidati. Si tratta di un restauro conservativo, definito con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il paesaggio, per il recupero della struttura di via Larga che conterà 1.500 posti: è previsto il ripristino di finiture, decorazioni e tendaggi originali e l’eliminazione degli interventi che hanno alterato l’architettura e le forme originali. Sarà inoltre realizzato l’adeguamento impiantistico, igienico e di sicurezza, tra cui l’abbattimento delle barriere architettoniche. Previsto anche l’intervento per la rimozione dell’amianto rinvenuto nel teatro. Sono previste tre novità di rilievo rispetto alla fisionomia tradizionale. La più importante riguarda la creazione di un ristorante al primo piano dal quale, grazie ad una parete vetrata, sarà possibile vedere la sala teatrale e grazie ad una porzione di pavimento in cristallo si potranno osservare gli intonaci in marmorino originale recuperati in fase di restauro. Altra novità è data da un sistema meccanico del palcoscenico che consentirà, a seconda delle rappresentazioni, di allargare il palco sulla fossa per l’orchestra fino alla platea. Infine saranno realizzati 4 ascensori per il personale del teatro e per gli spettatori. Nato come Teatro alla Cannobiana, venne inaugurato il 21 agosto 1779,  a distanza di un anno dall’apertura del Teatro alla Scala, con uno spettacolo di opera buffa e balletti. Gli interventi più recenti sono stati il restauro dell’architetto Faludi del 1932 e la ristrutturazione dell’architetto Cassi Ramelli del 1939. Nel 1926 è avvenuto il passaggio di proprietà al Comune di Milano. Nel 1964 il Comune ha affidato il Lirico al Piccolo Teatro diretto da Giorgio Strehler: si è aperta un’importante stagione di opere di Brecht, di balletto ma anche di concerti di Mina, Vinicius De Moraes e Giorgio Gaber, cui è stato dedicato il teatro. Dal 1999 il Lirico è chiuso.

Al via “Conto, Partecipo, Scelgo”, il Bilancio partecipativo di Milano

Nove milioni di euro a disposizione dei cittadini. Pisapia: “Occasione per rafforzare un metodo di consultazione ampia, democratica e attiva”

banner-350x200.jpgMilano, 2 luglio – Per la prima volta Milano, unica tra le grandi città italiane a farlo sull’intera area comunale, vara il Bilancio partecipativo. E lo fa con nove milioni di euro, uno per ogni Zona, a disposizione dei cittadini per decidere quali interventi realizzare sul territorio. “Conto, Partecipo, Scelgo” è il nome del progetto che consentirà di decidere insieme ai cittadini gli interventi da inserire nel Bilancio 2015. L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che abitano, studiano o lavorano a Milano e che abbiano compiuto i 14 anni. L’Amministrazione mette a disposizione nove milioni di euro in conto capitale, cioè per opere pubbliche (da realizzare una sola volta). Il percorso si concluderà il prossimo novembre, così da poter inserire i progetti scelti dai cittadini all’interno del Piano delle opere pubbliche che l’Amministrazione si impegna a sviluppare già nel 2016. “Il Comune di Milano – ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia – affiderà direttamente ai milanesi la possibilità di decidere come destinare una parte delle risorse del bilancio attraverso un percorso partecipato che trae ispirazione dalle esperienze sviluppate con successo all’estero. Si potrà decidere dove creare un’area verde, come risolvere un problema o quale spazio potrebbe generare nuove opportunità. Il Bilancio partecipativo rappresenta un’occasione per rafforzare un metodo di consultazione ampia, democratica e attiva che oggi prosegue anche grazie a questa iniziativa”. “Il Bilancio partecipativo – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Francesca Balzani – è partecipazione in senso pieno: un coinvolgimento attivo dei cittadini le cui decisioni diventeranno investimenti reali, da vedere e da toccare con mano. Ed è anche una grande occasione per conoscere come sono spese le risorse pubbliche e quali sono i vincoli per poter fare le cose. La sfida del decidere insieme, per sé e per gli altri, è l’essenza della democrazia”. “Il Bilancio partecipativo – ha continuato l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza – riguarderà il conto capitale, dove il Comune di Milano e la Giunta fanno un passo indietro sulle decisioni degli interventi delle opere pubbliche sul territorio che saranno decisi esclusivamente dai cittadini. Gli uffici tecnici del Comune saranno a disposizione dei gruppi di lavoro per aiutare i cittadini nelle scelte e nell’analisi di fattibilità dei progetti in termini economici e sui tempi, secondo le procedure dettate dalla legge”. “Conto, Partecipo, Scelgo” si articola in quattro fasi. La prima è caratterizzata dall’ascolto e si sviluppa attraverso incontri pubblici che, già dai prossimi giorni, si svolgeranno nei diversi quartieri. Tutti gli appuntamenti saranno gestiti da facilitatori e sul sito web del progetto (www.bilanciopartecipativomilano.it) sarà disponibile la sintesi di ogni incontro.  Durante questi appuntamenti ogni partecipante potrà proporsi per i laboratori di co-progettazione degli interventi che caratterizzano la fase successiva. Infatti, la seconda tappa del percorso, prevista per ottobre, viene definita di co-progettazione e si svolgerà attraverso il lavoro di laboratori utili a ideare gli interventi. Grazie alle disponibilità raccolte nella fase di ascolto verrà selezionato un numero rappresentativo di partecipanti ai laboratori di co-progettazione, uno per ciascuna delle 9 zone della città. Durante le attività dei laboratori si analizzeranno gli spunti emersi nella fase precedente per produrre un numero limitato di progetti per ogni zona, da sottoporre successivamente alla fase di voto. Una volta definiti e resi pubblici i progetti, questi potranno essere votati dai cittadini nei diversi punti che verranno individuati, oppure attraverso il sito web. Per ciascuna zona saranno scelti i progetti più votati fino all’esaurimento delle disponibilità finanziarie. Approvati i progetti, la palla passerà al Comune che dovrà realizzarli. Sarà possibile anche monitorare lo stato di avanzamento dei progetti sul sito del Bilancio partecipativo. Si tratta di una sfida molto importante dalla quale nasceranno idee utili per migliorare la qualità di vita di tutti. In tutto il percorso per il varo del Bilancio partecipativo, Palazzo Marino sarà affiancato, a seguito di un bando pubblico, dall’Istituto per la Ricerca Sociale (Irs) e da Avventura Urbana sia per la fase di progettazione che di realizzazione esecutiva del progetto (organizzazione e conduzione incontri sul territorio e gestione delle fasi di voto). I primi incontri di presentazione sono promossi dal Comune di Milano in collaborazione con i Consigli di Zona.

Il calendario dei primi incontri:

Zona 1, lunedì 6 luglio ore 20:30 CAM Garibaldi-Falcone e Borsellino
corso Garibaldi 27

Zona 2, mercoledì 8 luglio ore 18 Consiglio di Zona 2, viale Zara 100

Zona 3, mercoledì 15 luglio ore 18 sede Acli Lambrate, via Conte Rosso 5

Zona 4, mercoledì 8 luglio ore 21 Centro Polifunzionale Polo Ferrara, piazzale Ferrara 2

Zona 5, venerdì 10 luglio ore 18 Consiglio di Zona 5 viale Tibaldi 41

Zona 6, giovedì 9 luglio ore 18 Spazio Seicentro via Savona 99

Zona 7, giovedì 9 luglio ore 19 Consiglio di Zona 7 via Anselmo da Baggio 55

Zona 8, mercoledì 8 luglio ore 19 CAM Sandro Lopopolo via Lessona 20

Zona 9, giovedì 9 luglio ore 18:30 Consiglio di Zona 9 via Guerzoni 38

Giorno del Ricordo. Milano commemora i martiri delle foibe

 Assessore Rozza alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe

Di Ram

1115189-foibeMilano, 11 febbraio  – Ieri mattina l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza è intervenuta in rappresentanza del Comune di Milano alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe. “La giornata di oggi, istituita molto tardivamente nel 2004, è dedicata alla memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati – ha dichiarato l’assessore -. Negli anni a cavallo del 1945, migliaia di italiani furono trucidati barbaramente sul confine orientale e 350.000 connazionali costretti all’esilio dalle terre natie in Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione del maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica nei confronti dei cittadini italiani. Questa memoria parla anche all’Europa di oggi in cui si sta determinando una situazione non uguale ma simile in Ucraina”.  “Nel corso degli anni – ha proseguito Carmela Rozza – questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime di Tito”. “Nel 1980, in seguito all’intervento delle associazioni combattentistiche, patriottiche e dei profughi istriani-fiumani-dalmati, il pozzo di Basovizza e la Foiba numero 149 vennero riconosciute quali monumenti d’interesse nazionale. Il sito di Basovizza, sistemato nel Comune di Trieste, divenne il memoriale per tutte le vittime degli eccidi del 1943 e 1945, ma anche il fulcro di polemiche per il prolungato silenzio e il mancato omaggio delle più alte cariche dello Stato. Tale omaggio giunse nel 1991, quando a Basovizza si recò l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga seguito, due anni più tardi, dal successore Oscar Luigi Scalfaro che nel 1992 aveva dichiarato la Foiba di Basovizza monumento nazionale”, ha concluso l’assessore.

 

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