Elezioni in Calabria. Una regione allo sbando

Carlo Taccone candidato Ncd alle regionali : ”In attesa di un Gladiatore, io speriamo che me la cavo”

parlamento-vuoto_1Vibo Valentia – Riallacciandomi ad un articolo inviato un paio d’anni fa, trovo giusto e consequenziale verificare cosa si è prodotto nell’arco di tempo trascorso, «oramai si è in prossimità della linea d’arrivo». I concorrenti al ruolo di Consigliere Regionale (ed io mi escludo volentieri) ansimano per le «roads» provinciali alla ricerca affannosa ed affannata dell’ultimo voto. Sembrano animali inferociti che nella nostra cara location «Sahara appunto», si azzuffano, si minacciano, si sbranano per una preferenza che possa cambiargli la vita. «Il tutto somiglia tanto alle Circenses Colosseum di qualche secolo fa, con i padroni del vapore (leggasi segreterie regionali di partito) a far la parte sempre più indecente del leone affamato, nel sabbietto polveroso dell’arena elettorale. Non credo possa uscirne un Gladiatore, degno di tal nome, ammesso che le preferenze ottenute con il sudore dei portafogli, bastino ad eleggerne uno.
Servo lo Stato-Sanità da oltre 34 anni ed oggi posso riconoscere a me stesso, che solo grazie ad un prudente disincanto, mi è concesso di sopravvivere tra le pieghe del nulla, fatto di ingiustizie, squallide bugie, miserie umane. Una campagna elettorale ricca di meschinerie, che replica un consunto copione di vecchio stampo. Ricerca quasi disperata dell’amico, dell’amico a cui hai concesso un favore, accordi innominabili per “pacchetti di voti”, promesse di incarichi nel sottogoverno che verrà. Ma qualcuno ha letto di una possibile “lista” delle cose da affrontare nell’emergenza calabrese?
Cari candidati oggi e domani consiglieri, siete andati a studiarvi lo stato delle criticità tutt’ora in corso sul territorio calabrese? Quelle risolvibili e l’eventuale tempistica di risoluzione? Conosci la grammatica delle procedure amministrative o pensi di impararla dopo? Nell’anno 2013 hanno lasciato la Calabria 8500 persone in cerca di lavoro, ed ora? «I nostri padri e nonni che non ci son più, chiudendo gli occhi fecero cenno ai loro figli che il futuro stava in un altrove».
Ridotte le linee ferroviarie, cassa integrazione a go-go per le grandi aziende, mercato dell’export a ramengo, posti pubblici/privati di lavoro nisba, riduzione e accorpamento degli uffici pubblici, bloccata l’Alta velocità ferroviaria, contrazione dei mutui bancari per imprese e famiglie.
Qualcuno solo ora si è accorto che Gioia Tauro aspetta la Z.E.S (Zona Economica Speciale ) da più di 2 anni dal Parlamento italiano.
Qualcun altro dei nostri Politici altolocati si premura di sfoggiare con sfavillante luccichio, le sue benemerenze Romane.
Lo spread che li separa, in termini di valore politico ed umano, anche dal famoso Sen. Razzi-Crozza, è immenso, tale da dover essere inserito in un listino di borsa a parte.
Comunque io spero di cavarmela insieme a tanti altri, compresi gli immigrati africani e quelli calabresi all’estero, per il resto «SI PUO’ ATTENDERE… Tutto il SUD PUO’ ATTENDERE»
Alla prossima…

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