“Intervista al Maestro Carlo Morelli, Direttore del Coro giovanile del “Teatro San Carlo” di Napoli.”

Il Maestro Carlo Morelli, un anno fa, aveva dato vita al primo laboratorio musicale dell’Istituto penale per minorenni di Nisida

di Marina d’Angerio di Sant’Adjutore

13221651_10206519780896288_6656430620913363684_nNapoli, 12 Maggio

1) Maestro Morelli, il ‘San Carlo’ è il primo teatro lirico in Italia ad avere un coro giovanile, nato peraltro circa quattro anni fa da una sua idea. Ci può illustrare le tappe fondamentali di questo progetto divenuto in breve tempo esperienza di successo nazionale e internazionale?

 

1- Maestro) Il Coro è nato nel giugno del 2012 ed è l’unica fondazione lirica ad avere un Coro Giovanile. Quando sono stato per la prima volta a Vigliena, periferia est di Napoli disastrata dalla deindustrializzazione, ho visto questo luogo fantastico le cui stanze contemplavano il silenzio dei luoghi e mi sono detto “perché non istituire un Coro giovanile che possa dar voce ai ragazzi delle periferie?”. Ne ho parlato con il sovrintendente Rosanna Purchia e con il sindaco Luigi de Magistris ed il progetto è gemmato. Il Coro nasce dalla necessità di intercettare i talenti della nostra città e nel contempo di portare la Cultura della bellezza nelle sacche di povertà e di disastro della nostra Napoli. La musica non può assolvere solo ad una funzione edonistico-ricreativa, ma deve recuperare il suo significato etico-conoscitivo. Istituire un Coro Giovanile significa rendere centrale la musica nell’educazione dei ragazzi.  I 58 giovani componenti del Coro sono oggi un unico gruppo affiatato, sia sul palco che fuori, nonostante l’eterogeneità dei singoli membri, diversi per età, esperienze musicali e provenienza. In questo percorso che ha portato all’unione delle molteplici personalità ed esperienze, l’impegno del Maestro è stato indispensabile.

2) Ci racconta come siete arrivati ad essere un’unica armonia di voci?                                                                                                                                                

 2- Maestro) L’inizio è stato difficile, ma era scontato. Ragazzi di diversa formazione culturale e di diversa estrazione sociale si sono confrontati. Chi proveniva dal conservatorio riteneva di conoscere appieno il linguaggio musicale e chi veniva dal mondo del Pop/Rock credeva che il mondo della classica fosse ingessato ed antico. Questo scontro-incontro ha creato un ensemble esplosivo, unico. Il dato significante è che i ragazzi che provengono dai conservatori oggi ascoltano Lou Reed, Art Tatum, Janis Joplin ed i ragazzi che non amavano la Lirica oggi hanno l’abbonamento al Teatro San Carlo per l’intera Stagione.

 

3) “Change” è il musical scritto e interpretato dal Coro, che, dopo il grande successo del 2015, vi vedrà nuovamente impegnati nel mese di Novembre al Teatro Politeama. Il sottotitolo è “Napoli cambia” perché, come si legge nella descrizione dello spettacolo, la musica “viene portata nelle periferie della nostra città per attuare una rivoluzione fondamentale: cambiare la mentalità della gente, risvegliarne le coscienze per evocare un moto di riscatto, che riporti in auge la città di Napoli ed i napoletani, attraverso l’arte e la cultura”. Partendo da questo forte messaggio ci può dire cosa, secondo lei, le istituzioni, la politica e la società civile dovrebbero fare perché si dia vita a un vero riscatto?

 

3-Maestro) Change è il musical fantastico scritto da alcuni ragazzi del Coro che oggi portano in maniera autonoma il loro prodotto intellettuale al Teatro Politeama di Napoli. Parla di quanto la Musica possa cambiare la vita delle persone e di come tale linguaggio possa essere l’antidoto contro le violenze e contro le mafie. Napoli è una meravigliosa città d’arte, ma spesso viene sbiadita da fatti efferati di camorra. Il musical sostiene che, solo attraverso una militarizzazione musicale e culturale, la città può ritornare a risplendere.

                                                                                                                                       

4) Il Coro è a tutti gli effetti un’eccellenza napoletana e italiana e in meno di quattro anni avete esportato, sotto una nuova veste, la cultura e la musica partenopee in giro per il mondo. Anche tra i Sancarlini, però, c’è stata qualche “fuga” da Napoli dei giovani membri, in cerca di opportunità lavorative e di crescita professionale. Secondo lei, che da anni è impegnato nella promozione dei giovani talenti, quali sono gli strumenti indispensabili per invertire la rotta e consentire ai nostri giovani di rimanere nel territorio natio?

 

4- Maestro) Il nostro territorio è dilaniato dalla mancanza di opportunità. E’ paradossale che una terra luminosa di talenti debba assistere sconfitta all’allontanamento dei propri figli. La politica centrale deve ridestarsi e ritornare al suo ruolo originario, ovvero occuparsi dei problemi della Polis e, nel contempo, i ragazzi devono sgusciarsi da questo torpore anestetizzante che li avviluppa ed urlare al mondo la loro voglia di riscatto. Napoli rispetto a 5 anni fa è radicalmente cambiata: mi ricordo i cumuli di immondizia spacciati come postazioni artistiche di arte contemporanea. Ad ogni modo un esiguo gruppo non può farcela da solo. Deve essere il Popolo a riappropriarsi della Città augurando una nuova fase di cittadinanza attiva. Mi taccio perché ha toccato una ferita aperta.

 

5) Poco più di un anno fa, ha dato vita al primo laboratorio musicale dell’Istituto penale per minorenni di Nisida, dove, grazie ai suoi insegnamenti, il recupero dei giovani ospiti della struttura passa anche per la musica. Cosa l’ha spinta ad intraprendere questo progetto? E in che modo l’esperienza a Nisida l’ha cambiata?

 

5-Maestro) Nisida la porto nel Cuore. Sono stato invitato dal Direttore del Carcere, Gianluca Guida, persona fantastica che lavora alacremente con i ragazzi, a tenere un laboratorio musicale. Io ero stato più volte in concerto con il ‘Coro Giovanile’ all’interno del carcere e da subito ho capito che la musica poteva essere catartica per i ragazzi reclusi. L’approccio iniziale è stato drammatico, nessuno voleva cantare, anche perché tale termine per loro ha una colorazione e sfumatura diversa. Oggi tanti ragazzi cantano e diversi suonano la  batteria, e percussioni. E’ stata una scommessa vinta.

 

6) Ci può quindi anticipare i progetti in cantiere?

 

6-Maestro) Io personalmente in questo periodo ho tanti inviti da nazioni estere. La città di Honk Kong mi ha invitato per un progetto culturale formativo con i ragazzi cinesi e mi vorrebbe per un triennio. Il mio problema è che il legame con Napoli è di natura elettro-magnetica e questo rende molto difficile il mio allontanamento. Un altro progetto fantastico è la mia nuova nomina come direttore del Coro della Città di Napoli e la mia idea di portare avanti un progetto sulle performing arts mi vede impegnato con il cuore e la mente. Spero di rintracciare i numerosi talenti della nostra Regione e di dar loro concrete opportunità di studio e lavoro.

Caro Maestro Morelli la ringrazio di cuore per avermi rilasciato questa bella intervista, sempre lieta di aver partecipato a questa meravigliosa iniziativa nel primo anno, di aver visto da vicino con quanta dedizione ed impegno, energia e gioia di vita si dedica alla musica, ai giovani e alla nostra amata Napoli.                                              

Un passo della ‘LETTERA DI SANTO GIOVANNI PAOLO II AGLI ARTISTI’:                             

“Ricorda loro che contemplando ed esprimendo la bellezza partecipano all’azione di Dio creatore e al suo progetto di salvezza mediante la bellezza. …

La « Bellezza » che salva

  1. “Sulla soglia ormai del terzo millennio, auguro a tutti voi, artisti carissimi, di essere raggiunti da queste ispirazioni creative con intensità particolare. La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell’essere umano, di fronte alle meraviglie dell’universo, l’unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore.

Da qui, dallo stupore, potrà scaturire quell’entusiasmo di cui parla Norwid nella poesia a cui mi riferivo all’inizio. Di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all’orizzonte. Grazie ad esso l’umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino. In questo senso è stato detto con profonda intuizione che « la bellezza salverà il mondo ».(25)

La bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente. E invito a gustare la vita e a sognare il futuro.  …

I vostri molteplici sentieri, artisti del mondo, possano condurre tutti a quell’Oceano infinito di bellezza dove lo stupore si fa ammirazione, ebbrezza, indicibile gioia.”(Dal Vaticano, 4 aprile 1999, Pasqua di Risurrezione.Santo Papa Giovanni Paolo II)

changeilmusical.it

 

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