India , in pericolo Daddy’s Home patria di 1.200 bambini

Una decisione governativa minaccia di espropriare parte del terreno di Daddy’s Home, villaggio per bambini di strada di Care & Share

bambini_cs-600x356Roma, 17 settembre –“ Una decisione governativa minaccia di espropriare parte del terreno di Daddy’s Home, villaggio per bambini di strada di Care & Share. Così facendo perdiamo parte della scuola, la fattoria che produce alimenti per i bambini alcuni laboratori e la sartoria in cui si confezionano vestiti, scarpe e quaderni per tutti i bambini del programma. Firmiamo contro questo provvedimento che ha l’aria di essere una speculazione commerciale. Vi invito tutti a firmare la petizione”. E’ questa la richiesta d’aiuto urgente di Care & Share in opposizione al piano di confiscare il terreno che ospita 1.200 bambini di strada dello stato indiano di Andhra Pradesh. “Nel 1999 quando abbiamo comprato Daddy’s Home,” – spiega l’organizzazione umanitaria – “il vicino aeroporto era chiuso da 15 anni. Attorno a noi nient’altro che il piccolo villaggio rurale di Buddavaram e risaie a perdita d’occhio. Pochi anni fa l’Aeroporto è rientrato in servizio con pochi voli giornalieri a corto raggio. Oggi sono non più di 5 o 6 i voli al giorno per un flusso di 174.000 passeggeri l’anno. Gran parte del terreno dell’Aeroporto di Gannavaram, al momento, è foresta. Le voci relative alla possibile confisca di una parte del nostro terreno si sono accavallate in questi anni, ma finora non c’era stato nessun atto concreto.
Ora Vijayawada, la città in cui operiamo è stata proclamata, insieme a Guntur, popolosa città a circa 35 km di distanza, nuova capitale dello stato dell’Andhra Pradesh da parte del nuovo Primo Ministro di questo stato, Mr. Chandrababu Naidu.  Questo in seguito alla scissione dello stato dell’Andhra Pradesh le cui province a nord sono oggi lo stato separato del Talangana.
Nella terra che ci vogliono espropriare si trova una parte della nostra scuola, la fattoria con un allevamento che produce latte, uova, polli, pesce,  5 piccole sartorie e laboratori che producono abiti, calzature, quaderni, e zaini, confezionati in parte per i nostri bambini e in parte per raccogliere fondi per il loro mantenimento tramite vendita sul mercato interno. Tutto ciò è stato costruito e avviato negli anni con molto lavoro e molto denaro giunto tramite donatori stranieri, voi! Ricevendo un terzo in meno di donazioni all’anno a causa della lunga crisi economica, con la confisca di questo terreno  non saremo più nella posizione di tenere i 1.200 bambini che dipendono da noi. La decisione governativa lascia sgomenti e increduli anche perché il nostro piccolo pezzo di terra appare del tutto irrilevante ai fini dell’ampliamento reale dell’aeroporto. Sembra infatti che verrà destinato ai fini commerciali dell‘Aeroporto, in definitiva affittato a privati a scopo di lucro.  Il proprietario del terreno incolto adiacente ha già manifestato l’intenzione, per ora inutilmente,  di lasciare tutto il suo terreno all’aeroporto pur di impedire il sequestro del nostro”. L’appello ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere un congruo numero di firme utili a smuovere una decisione che sembra già in itinere e che soddisfa solo interessi economici tralasciando il futuro benessere di ben 1200 bimbi senza famiglia. Di seguito le indicazioni per la raccolta firme

https://secure.avaaz.org/en/petition/Mr_Chandrababu_Naidu_Chief_Minister_of_Andhra_Pradesh_We_call_on_you_to_save_the_home_and_lives_of_1200_children/?drMboib

 

 

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