“Una nuova ‘Matres’ al Museo Campano”

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Giovedì 21 luglio 2016, ore 19,00_ Museo Campano di Capua: Esposizione della “Maternità”, installazione dell’artista Laura Niola.

 

di Marina d’Angerio di Sant’Adjutore

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1) Cara Laura descrivici la tua opera :”Maternità consumata”, come mai questo titolo e quali materiali hai usato e perché?

1) “Maternità consumata” è un’ installazione monumentale nata nel 2006, dall’effetto sicuramente drammatico e teatrale. Una maternità realizzata in gesso ma interamente ricoperta di stracci di juta , mappine direi, gli stessi su cui troneggia e contemporaneamente soccombe. Solo avvicinandosi ci si rende conto che si tratta di pezze di juta, perché la monocromia del colore rimanda ad una scultura in tufo o pietra lapidea. Usare delle pezze non è stata una scelta ma un’esigenza, per evocare il lacero, il troppo usato , il consunto, uno strappo che sicuramente coinvolge il concetto stesso dell’amore materno.

2) Quali sono le misure dell’opera?

2) Le misure sono variabili rispetto alla disposizione degli stracci, 2 metri x 1, 30 di altezza.

3)Ti sei ispirata a qualche opera del passato, magari rivisitandola in chiave moderna?

3) Più volte mi è stato rimandato che quest’opera è memore della Venere di Pistoletto, ma in tutta onestà, non c’è stato un solo momento che ho pensato a quella Venere mentre lavoravo alla mia maternità. Per gli stracci? Le mie “mappine” sono le pezze che le donne a Napoli usano per lavare a terra, perché spesso è così che le madri si riducono. La mia è una Maternità /Pietà , di certo non una Venere.

4) Come s’inquadra la tua opera in “Fragmenta”?

4) La rassegna “Fragmenta” è un’ iniziativa ideata e realizzata dall’Associazione di promozione sociale Artemia, che da diversi anni collabora con il Museo Campano di Capua. Si tratta di un Museo Archeologico, secondo in Campania solo a quello di Napoli, e come tale, custodisce opere e frammenti archeologici di notevole pregio, provenienti solo dal casertano. Ma attrazione fascinosa del museo è la stanza delle Matres Matuae. Madri troneggianti con in braccio da uno a dodici figli, ex voti si sostiene, tutte in tufo. Quale posto migliore, dunque, per la mia maternità, è quasi un sentirsi a casa. Ed ancora per qualche giorno al Museo Campano c’è una Matres in più.

5) Questa opera parla di una Maternità sacra o profana?

5) A questa domanda, di getto, mi viene di rispondere entrambe. La monumentalità’ dell’opera , idealmente, rimanda ad una Madonna col bambino, o addirittura ad una Pietà. Maria/madre, però è vestita e rivestita di stracci, dal volto chino e dal corpo ripiegato sul figlio in fare protettivo ed amoroso. Un’opera che sicuramente lambisce il sacro, ma vive anche sospesa tra povertà e bellezza, tra autorevolezza e lacerazione, tra il dentro ed il fuori.

6) Alla luce dei tempi moderni la maternità è da vedere ancora come dono di Dio per l’umanità intera e la donna partorisce ancora con dolore ma con amore?

6) Generare e ricevere la vita è sempre un dono, al di là di ogni credenza religiosa o non. Dare la vita è un atto d’amore. La gratitudine, per averla ricevuta, è il sentimento che ogni figlio dovrebbe avere, sempre, nei confronti dei propri genitori.

7) PERSONALMENTE LA TUA MATERNITÀ‘ MI RIEVOCA IL DOLORE DELLA “Pietà DI MICHELANGELO”, MA CERTAMENTE L’OPERA D’ARTE EMOZIONA DIVERSAMENTE LA SENSIBILITÀ’ UMANA . MA IL DOLORE DI UNA MADRE BEN SI RICOLLEGA AI TEMPI ODIERNI, E LA PACE NEL MONDO è DA AUSPICARE PER IL BENE DELL’INTERA Umanità, VERO? SAI, PENSO AL DOLORE DI TUTTE LE MADRI I CUI FIGLIOLI SONO LE VITTIME INNOCENTI DEL TERRORISMO E DELLA GUERRA .

7) Certo, c’è sicuramente anche questa chiave di lettura.

QUANTO LA Maternità DESIDERA PROTEGGERE CON AMORE I FIGLI DALLA GUERRA, DALLA VIOLENZA E DAL TERRORISMO, LO Può SAPERE SOLO IL CUORE DI UNA MAMMA, CHE PARLA AL CUORE DI TUTTE LE MAMME DEL MONDO. GRAZIE ANCORA LAURA . Viva LA PACE E L’AMORE , MAI Più GUERRE !

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