Capelli, in Italia è boom dell’autotrapianto

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4.000 solo nell’ultimo anno

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Rassegnarsi a diventare calvi? Moltissimi italiani non si arrendono e cercano di correre ai ripari. Oltre 4.000 sono stati infatti i trapianti di capelli eseguiti in Italia nell’ultimo anno. La maggior parte dei richiedenti sono uomini con età che oscilla tra i 20 e i 60 anni. «Avere una chioma fluente è il sogno di molti uomini condannati dalla genetica a perdere i capelli – afferma Luca Cravero, (www.lucacravero.it) chirurgo plastico di Torino socio del Sitri, la Società Italiana di Tricologia, oltre che di Aicpe e Isaps -. Il trapianto di capelli, tuttavia, è uno di quelli a più alto rischio di cattiva riuscita. Anche perché le false promesse in questo settore abbondano». Cosa fare quindi per scegliere bene? Ecco i punti che chi sta pensando a un trapianto di capelli deve conoscere. Primo, imparare a distinguere i veri professionisti dagli imbonitori. «I veri professionisti sono i chirurghi specializzati in chirurgia delle calvizie che hanno dedicato anni della loro carriera specializzandosi in questo intervento, partecipano ai congressi dedicati alla chirurgia della calvizie e ai workshop di aggiornamento delle nuove terapie – spiega Cravero -. Gli imbonitori sono tutti quelli che promettono false aspettative: internet può diventare una vera trappola, ho rioperato diversi pazienti rovinati per essere finiti nelle mani sbagliate, per questo consiglio di essere certi della professionalità di chi scegliete». Punto secondo, non tutti i pazienti possono sottoporsi all’intervento di autotrapianto. «A seconda del grado di diradamento o di calvizie, scelgo di intervenire chirurgicamente solo quando non si compromette l’esito finale: ci sono infatti terapie di supporto che in alcuni casi possono evitare l’intervento – afferma lo specialista torinese -. Ovviamente mi riferisco a diradamenti recuperabili con le terapie galeniche o il PRP (plasma ricco di piastrine). La mesoterapia e alcuni integratori hanno come scopo quello di aumentare la componente vascolare, ridurre l’eccesso di diidrotestosterone, fornire maggior nutrimento al bulbo pilifero. L’intervento chirurgico diventa necessario solo quando tutte queste alternative risultano inefficaci». Terzo punto: il trapianto di capelli è un intervento chirurgico vero e proprio. «L’autotrapianto è un’operazione che presuppone la partecipazione di più figure specializzate e quindi di un team di professionisti che insieme al chirurgo garantiscano il buon esito dell’intervento e la sicurezza del paziente stesso – precisa Cravero -. È necessaria la presenza di un anestesista e di almeno quattro infermiere professioniste e specializzate in chirurgia della calvizie che si occupano della separazione e conservazione delle unità follicolari». Quarto, per l’autotrapianto di capelli esistono due tecniche, entrambe valide a seconda dei casi e delle aspettative del paziente. «La prima è la tecnica STRIP o FUT che prevede l’escissione di una losanga prelevata chirurgicamente dalla nuca e contenente fino a un massimo di 4000 unità follicolari a seconda della densità per centimetro quadrato e della lunghezza. La seconda tecnica è la FUE che prevede l’estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di effettuare il taglio sulla nuca. Con la prima tecnica si recuperano molte unità follicolari da impiantare in una sola seduta, nella seconda le unità follicolari prelevabili sono decisamente inferiori, la scelta dell’una o dell’altra è a discrezione del chirurgo» puntualizza il medico, che è anche socio della Società Italiana di Tricologia. Quinto, di solito una seduta è sufficiente per rinfoltire in modo importante aree che lo necessitano. «Ma bisogna mettere in conto che, se la densità per centimetro quadrato della zona donatrice non dovesse garantire un così alto numero di unità follicolari, è necessario reintervenire» dice Cravero. Sesto, il prezzo. «I costi variano poco per le due tecniche, la STRIP/FUT si aggira tra i 3.000 e i 6.500 euro. Per quanto riguarda la tecnica FUE siamo tra i 4.000 e 6.000 a seconda delle unità follicolari». Settimo e ultimo punto: l’autotrapianto di capelli è un intervento che riduce le aree glabre o diradate, ma da sola non arresta e cura la caduta dei capelli. «Nella scelta del chirurgo affidate la vostra testa a mani esperte che vi seguano anche dopo l’intervento e che vi accompagnino nel percorso con le terapie mirate al mantenimento della vostra chioma» conclude il chirurgo torinese.

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