Massimo Pasquarelli ed il suo album personale “Sono”

Un lavoro introspettivo che diviene realtà, a coronamento di una lunga carriera al servizio della musica, è l’album “Sono” del cantante romano Massimo Pasquarelli. Dieci brani audio ricchi di contaminazioni pop, melodiche, soul ed in parte swing.

La puntina del giradischi genera il segnale audio, è il Rigoletto di Verdi che si propaga dalle finestre aperte ed un balcone di un appartamento in un condominio romano, ad interpretarlo è la voce di un bambino di cinque anni, celato alla vista, intento a destare dal riposino postprandiale i vicini. Non è l’incipit di una commedia, ma la storia di una vita dedicata alla musica, quella del cantante romano Massimo Pasquarelli, classe ’63, spirito allegro e serio al contempo, dopo gli Actor’s studio di Roma intraprende la gavetta musicale dividendo il palco con numerosi artisti: Renato Zero, Renzo Arbore, Sergio Cammariere, Giorgio Faletti, Michele Zarrillo per citarne alcuni. Partecipa alla trasmissione Televiggiù, canta nell’orchestra del maestro Gianni Mazza, si affianca agli Emporium, band in cui suona il basso un giovanissimo Max Gazzé. Nel ’97 diventa consulente musicale di Rai International nelle trasmissioni di Renzo Arbore, Sabrina Ciuffini e Gianni Bisiach, curando anche un format di lirica. Non solo musica, ma anche un breve periodo di teatro con la Compagnia del Cilindro, con la partecipazione in commedie musicali. Adesso, dopo una lunga carriera e la creazione della band “Soul System”, ha deciso di presentare il suo disco personale “Sono”, prodotto da Mariella Restuccia per Musitalia Srl, composto da dieci brani in cui si può avvertire una contaminazione tra più generi musicali: pop, melodico, soul ed in minima parte lo swing. “Noi-dice Pasquarelli-siamo quello che abbiamo incontrato nella nostra vita, per cui avendo ascoltato molti generi musicali, nel momento in cui compongo li tocco un po’ tutti. Credo di aver fatto un lavoro dignitoso e tutte le critiche sono ben accette”.

Musicista preferito?
«Ce ne sono tanti, i musicisti soul come Ray Charles, ma anche i Simply Red, tutta la musica degli anni ’70-’80 e anche la musica inglese: Beatles, U2, Simple Minds».

L’esperienza che lo ha forgiato maggiormente?
«Quando ho fatto la scuola di recitazione e canto agli inizi degli anni ’80. Ho cominciato a collaborare con musicisti più grandi di me, che avevano fatto grosse tournée e avevano collaborato con Renato Zero, Loredana Bertè e tutti i musicisti di livello».

C’è un’artista che preferisce tra quelli con cui ha condiviso il palco?
«Dal punto di vista umano e musicale Max Gazzé, andavamo molto d’accordo, abbiamo fatto circa 300 serate, lui al basso ed io voce».

Com’è stato lavorare nell’orchestra del maestro Gianni Mazza?
«È stato ‘un momento di grazia’, perché suonavo in locali belli, andavo in televisione ed era buona cosa per la visibilità. Figurati che mi chiamavano persone che non sentivo da vent’anni».

Le mancano le apparizioni televisive?
«No. Serve ad un discorso di visibilità. Se devi cantare una canzone di 3-4 minuti, c’è molta tensione perché sai che ne canti una e ti stanno guardando molti telespettatori, è una cosa meccanica che manca di spontaneità. Invece, nelle serate al secondo, terzo e quarto pezzo diventi te stesso, piano piano ti sciogli e diventi più naturale».

Ha collaborato con la Compagnia del Cilindro per tre anni. Meglio la musica o la recitazione?
«La musica, perché non sono un grande attore. Però mi è stato utile perché, in certi momenti, la recitazione ti aiuta a stare sul palco».

Perché ha deciso di proporre un suo progetto musicale?
«Non avendo padronanza di uno strumento, mi è sempre piaciuto scrivere testi e musica. Mi piaceva il fatto di creare qualcosa, non cantare le cose degli altri, provare a fare qualcosa di mio».

Ci parli di “Sono”
«Questo titolo esprime ciò che penso, ho scritto quello che sono ed ho preso ispirazione dalla vita di tutti i giorni. Le nove canzoni comunicano la gioia di conoscere qualcuno che ti dà la speranza di aver trovato l’amore vero, mentre l’ultimo si sofferma su quelle storie che finiscono perché non hanno più lo stesso sapore di prima. Le emozioni prevalenti sono quelle positive, tutte le canzoni seguono un filo logico ed il suo messaggio è quello di volersi bene».

Se potesse descrivere la sua musica?
«Il sentimento della vendetta fa sempre due vittime. Sicuramente c’è vendetta, ma allo stesso tempo muori tu, perché essa è una forma di violenza che si perpetra su di noi».

Fa musica perché…
«A prescindere dal fatto che è la mia passione, quando mi metto lì a fare musica che siano due, tre o dieci ore, non penso ad altro e credo sia una cosa splendida. È un diversivo totale, soprattutto la composizione, perché pensi solo a quello, è come fare una vacanza. Faccio le vacanze tutti i giorni».

Quale musicista sceglierebbe per fare un featuring?
«Michael Bublé. L’avrei fatto volentieri con Sinatra, ma non c’è più. Dico questo perché sono un baritono, lavoro molto sui registri bassi e potremmo avere le stesse tonalità, perché spesso capita di cantare con chi ha tonalità diverse, ci si deve adattare e molte volte non si canta al massimo delle possibilità».

Dopo “Sono” ha in cantiere un nuovo progetto?
«Certo, sto già scrivendo e ho del materiale. Credo che sarà leggermente diverso da ‘Sono’, perché toccherò qualche altro registro dal punto di vista compositivo».

Link di distribuzione “Sono”:

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Il ritorno di Battiato: un compleanno festeggiato con il ventennale “Fleurs”

Venerdì scorso, l’uscita del vinile di Franco Battiato “Fleurs”, per il ventennale anniversario (1999-2019), con copertina realizzata dall’art-director e storico amico Francesco Messina, con un particolare del dipinto di Battiato “Derviscio con Rosa”. L’artista, riconosciuto come musicista, compositore e cantautore, è anche regista e pittore.

Una copertina inedita, che racchiude al suo interno un 33 giri di 180 grammi rosso con una riproduzione del dipinto “Derviscio con Rosa”, per celebrare il ritorno del musicista catanese Franco Battiato, ha il titolo di “Fleurs – Esempi Affini di Scritture e Simili”. L’uscita del disco di grande successo è avvenuta venerdì, occasione per festeggiare il 74° compleanno, il 23 marzo, ed il 20° anniversario dalla pubblicazione avvenuta nel 1999. Pubblicato dalla Universal Music Italia per la prima volta in vinile e registrato in soli due giorni nella sua casa di Milo alle pendici dell’Etna, “Fleurs” è un concept album ed i brani sono collegati da un filo comune, quell’affinità di scrittura richiamata nel sottotitolo, unita a una sottile malinconia. Al suo interno alcuni brani scelti da Battiato con un tributo ad autori italiani come: Fabrizio de André, Sergio Endrigo; e francesi: Charles Aznavour, Jacques Brel, Charles Trenet; alla romanza napoletana con “Era De Maggio” ed ai Rolling Stones con “Ruby Tuesday”, singolo scelto per il lancio del disco nell’ottobre 1999 e presente nella colonna sonora del film “I Figli Degli Uomini” di Alfonso Cuaròn.

A chiusura dell’album due brani inediti: “Medievale” che rimanda al gusto dell’artista per la musica d’Oriente e “Invito al Viaggio”, in cui il compianto amico filosofo, saggista e cantautore Manlio Sgalambro recita versi liberamente ispirati ad un’omonima poesia di Baudelaire. Soffici melodie create da Michele Fedrigotti (pianoforte e co-arrangiamenti) e dagli archi del Nuovo Quartetto Italiano, accompagnati dal virtuosismo canoro di Simone Bartolini (sopranista), conducono in una dimensione quasi mistica. E a chi fa commenti riguardo alla salute, il musicista dice: “Il peggio è passato. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. E sto lavorando ad un brano nuovo».

PIERO MAZZOCCHETTI, PUNTA DI DIAMANTE DELLA MUSICA ITALIANA NEL MONDO

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Piero Mazzocchetti è uno dei cantanti italiani più bravi e conosciuti al mondo: nel 2007 si è classificato terzo al Festival di Sanremo con la stupenda “Schiavo d’Amore” e da allora la sua parabola ascendente è in continua crescita, dopo i primi successi in Germania. Ecco cosa ci racconta della sua vita e del suo bellissimo lavoro.

di Francesca Rossetti

Chi è Piero Mazzocchetti e come nasce la passione per la musica?

“Piero Mazzocchetti è un uomo di 38 anni che ha sempre vissuto nella musica da quando aveva 8 anni e la passione per la musica è nata non per caso: avevo a casa un organo e riproducevo già a 5-6 anni le musiche delle pubblicità ed io ero sempre con il dito sul tasto quando ad esempio in tv c’era lo spot della Barilla. I miei genitori si accorsero che avevo talento per la musica e non mi sono più fermato: la musica mi ha sempre accompagnato da quando ero in chiesa con il coro durante la Messa della domenica fino ad oggi, girando un po’ tutto il mondo e vivendo in tanti Paesi.”

Come nasce l’esperienza della musica in Germania?

“ E’nata lì perché quando avevo 18 anni, per esigenze economiche, dopo la scuola, dovetti partire e fare pianobar per guadagnare qualche soldino e permettermi di pagare per gli studi. Da lì, in un ristorante di Monaco molto importante quale era frequentato da calciatori e manager del Bayer Monaco molto importanti e che in qualche modo si affezionarono a me durante i miei concertini di pianobar e mi vollero promuovere in Germania facendomi firmare un contratto con una casa discografica molto importante, la Universal e da lì in poco tempo scalai le classifiche e vendetti un disco d’oro, per cui  fu per caso ma la determinazione di andare all’estero, ignaro di una lingua e di un Paese che magari agli Italiani era anche abbastanza ostile come la Germania qualche anno fa”.

Hai duettato con il grande tenore José Carreras: cosa ci puoi raccontare di quell’esperienza?

“Aver duettato con José Carreras è stato uno dei momenti più belli della mia vita perché ho davvero imparato da lui l’umiltà, la semplicità dei grandi e mi sono accorto che nella mia vita gli incontri davvero straordinari che ho fatto mi hanno sempre dato la consapevolezza di essere sicuro che più si è grandi, più si ha la possibilità e l’umiltà di rimanere con i piedi per terra, perché quando si è consapevoli del proprio talento non c’è bisogno in qualche modo di rivestire un ruolo che non ti appartiene o di in qualche modo avere una maschera che sia anche un po’ uno sdoppiamento della personalità di un artista che potrebbe essere anche fraintesa come un bipolarismo: tanti artisti che magari vivono un forte dramma di insoddisfazione e di insicurezza cercano con l’arroganza e con la prosopopea di poter in qualche modo bilanciare queste difficoltà e queste carenze. Nel mio caso ho avuto degli insegnanti e degli insegnamenti molto importanti come Pavarotti, come Magiera, come Carreras che mi hanno reso davvero un artista sicuro, anche se nelle sue insicurezze e nelle sue difficoltà, ma sicuro di poter comunicare grazie alla musica ed alla mia voce senza dover avere per forza di cose un caratteraccio, che poi magari ce l’ho sotto certi altri aspetti ma di certo sono uno di quelli che comunque riflette e che cerca di trovare nella comunicazione le risorse giuste per andare avanti”.

Che cos’è Crossover Academy?

“ Crossover Academy è la pietra, in qualche modo la culla di tutto ciò che ho imparato in questi tanti anni di gavetta e di arte. E’ il mio tempio, è il posto in cui io medito, il posto in cui tanti credenti della mia musica e della musica di un certo livello, intesa non solo come lato qualitativo ma anche e soprattutto come lato umano, trovano rifugio. Trovano riparo in una struttura che vive di arte, che preserva l’arte in maniera intatta e tutela i ragazzi da tutto ciò che è il mondo se vogliamo brutto della musica, dello spettacolo, quindi di fatto forse l’unica cosa concreta che in questi anni sono riuscito a fare, perché la carriera di un artista è sempre abbastanza altalenante, fatta di successi ed insuccessi, ma fondamentalmente non riesce a toccare con mano il successo. Invece avere una struttura che ti permette di comunicare con i ragazzi e di accoglierli è qualcosa di straordinario e credo che non debba essere fatto a fine carriera di un artista ma nel momento in cui è all’apice, perché ha la possibilità, grazie alla sua esperienza ed al palcoscenico, di portare poi quella formazione che in qualche modo è necessaria per insegnare ai ragazzi qualcosa di nuovo.”

Come si combinano musica e beneficenza?

“Unire musica e beneficenza credo che sia…qualche giorno fa sono stato ospite del Telethon e continuo a fare beneficenza per le associazioni in cui credo. La beneficenza credo che debba essere fatta in maniera molto silenziosa, ovviamente noi artisti non possiamo rimanere molto in silenzio perché la musica essendo un linguaggio universale ha più possibilità di essere divulgata e di toccare i cuori delle persone, sensibilizzarle alla beneficenza che non deve in qualche modo ridursi al periodo natalizio o delle feste importanti durante l’anno ma dev’essere spalmata a 365 giorni, cercando con dei piccoli gesti di compiere dei grandi miracoli. Questa è la cosa bella della musica, che riusciamo grazie a dei nostri piccoli gesti a muovere le menti e l’animo di tante persone.”

Quali saranno i prossimi concerti?

“Dopo quello dello scorso 23 dicembre in Abruzzo, nella mia terra, al Teatro Auditorium di Atessa ( Ch) che fortunatamente ha registrato il sold out e di questo sono molto, molto felice, il 24 ho partecipato al “Concerto di Natale” che è andato in onda su Canale 5 in prima serata in duetto con Deborah Iurato, il 27 sono stato a Bolzano, il 29 al Teatro di Sorrento, il 31 ho partecipato al “Concerto di Capodanno” su Rai Uno a Potenza, a “L’anno che verrà”. Il 9 gennaio sono stato al Circus di Pescara, il 12 sono partito per Shanghai ed il 15 in Algeria. Quindi tanti concerti in giro per l’Italia e nel mondo, dove è possibile portare la mia musica e la musica dell’Italia è sempre un grandissimo piacere, soprattutto è un onore essere un Ambasciatore del nostro Paese che ha bisogno sempre di essere messo in mostra non per le sue vicende negative ma per la cultura che ha e la sua grande risorsa che è l’arte”.

Davvero bravissimo il Nostro e per informazioni  https://www.facebook.com/Piero-Mazzocchetti-43818762711/

Eventi nel 2016 in onore e in memoria del celebre cantante lirico bulgaro-italiano M° NICOLA GHIUSELEV

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Per l’80 anniversario della nascita e i 50 anni di carriera lirica sulle scene internazionali.

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Siamo lieti di presentarvi in breve la Fondazione ‘’Nicola Ghiuselev’’, costituita nel 2015 in onore e in memoria al memorabile artista bulgaro-italiano, scomparso nel 2014, cantante lirico, pittore e maestro di canto NICOLA GHIUSELEV, Commendatore della Repubblica Italiana, Dottore Honoris Causa di BAS (Accademia Nazionale delle Scienze di Bulgaria), insignito del prestigioso premio Verdi d’Oro per i suoi meriti nel Belcanto. Istituita su volontà di Anna Maria Petrova-Ghiuselev, moglie del cantante, la Fondazione ‘’Nicola Ghiuselev’’ ha tra le sue finalità principali la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell’arte musicale operistica, la promozione della memoria del Maestro Nicola Ghiuselev ed il suo importante contributo nel sostegno del Belcanto a livello mondiale, come anche la formazione professionale di giovani cantanti e musicisti di talento nel mondo.

Nel 2016, il 17 agosto, avrebbe compiuto 80 anni e in questa occasione ci sono diverse iniziative in sua memoria sia in Bulgaria, che in Italia e in Francia.

Eventi – Concerti e Mostre –

il 26 agosto 2016 – Concerto di Musica e Poesia dedicati a lui durante l’Accademia Musicale estiva ‘’Rusalka’’ di Mar Nero Bulgaria;

il 16 settembre 2016 – Concerto lirico e nomina al suo nome del Teatro dell’Estate nella sua città natale Pavlikeni, Bulgaria;

il 20 settembre 2016 – a Sofia all’Accademia Nazionale delle Scienze di Bulgaria Concerto e mostra in memoria a Nicola Ghiuselev e la costituzione del Premio Internazionale ‘’Nicola Ghiuselev’’ per cantanti lirici e pittori;

il 22 settembre 2016 – a Parma nella storica sede della ‘’Corale Giuseppe Verdi di Parma’’ Concerto in memoria con la Corale Verdi e cantanti bulgari e italiani;

il 29 ottobre 2016 a Sofia al Teatro dell’Opera Nazionale di Sofia lo spettacolo del ‘’Don Carlo’’ di Verdi dedicato a lui con cast internazionale;

il 3 novembre 2016 a Roma con l’Ambasciata di Bulgaria in Roma e l’Istituto di Cultura di Bulgaria Concerto e presentazione di quadri e libri in memoria;

15-18 novembre 2016 a Strasburgo, Francia con l’Istituto bulgaro di Cultura in Francia e la Commissione EU Concerto in memoria;

il 2 dicembre 2016 a Sofia, al Palazzo della Cultura–NDK Mostra e presentazione dei nuovi libri e dischi musicali dedicati all’artista;

il 13 dicembre 2016 a Sofia, nella Sala 1 del Palazzo della Cultura–NDK durante il festival di Capodanno 2016 Grande Concerto In memoria al M° Nicola Ghiuselev con cast internazionale di suoi amici e colleghi. Direttore M° Donato Renzetti.

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Stiamo lavorando per la realizzazione di un nuovo film documentario lungometraggio per il celebre artista – ‘’Il Cavaliere dell’Opera’’del regista bulgaro Oleg Kovachev – film che avrà la collaborazione della BNTelevisione, la BNRadio, di NDK, dell’Istituto Italiano di Cultura a Sofia, del Ministero della Cultura di Bulgaria e dovrà essere completato per la fine di quest’anno. Il cast produttivo è di ‘’Adria Film International’’ Ltd. e ‘’Gala Film’’ Ltd. di Bulgaria insieme al distributore italiano ‘’Mediterranea productions’’ Srl. e il produttore esecutivo per l’Italia Associazione ‘’Artemidia’’ di Roma. Il film avrà la distribuzione tramite la Televisione Nazionale Bulgara e sarà presentato negli altri mercati televisivi. Avremo anche una distribuzione italiana “Mediaterranea Productions”Srl. e andrà nei vari festival.  Sarà istituito il Premio Internazionale ‘’Nicola Ghiuselev’’ per cantanti lirici e pittori di merito, la prima edizione del quale sarà assegnata durante il Concerto in memoria a Nicola Ghiuselev all’Accademia Nazionale delle Scienze di Bulgaria a Sofia il 20 settembre 2016. Per il suo 80 giubileo della nascita sono in stampa due libri in sua memoria e due nuove edizioni discografiche con le sue celebri interpretazioni liriche. Per le nuove iniziative importanti del 2016 saremo felici e lieti se potessimo avere la Vostra preziosa collaborazione nella vasta attvità della Fondazione Nicola Ghiuselev per gli eventi in memoria a questo meritevole artista legato ai nostri due Paesi – M° Nicola Ghiuselev.

Intervista alla cantante e autrice Roberta Serrati

Roberta Serrati: “Da alcuni mesi sto plasmando la mia prima fatica discografica. E’ un’esperienza nuova e differente da tutte quelle vissute precedentemente, che mi entusiasma moltissimo”

di Alessio De Bernardi

primo-piano-RobertaRoma, 10 Maggio – In una soleggiata giornata di Aprile incontro una giovane artista a me cara e dal talento indiscusso. Roberta Serrati è una giovane cantante e  autrice con una duplice potenzialità: Tecnica e Cuore ,un po’ come le sue terre di origine, caratterizzate dal mare e dalla roccia : L’Abruzzo e il Salento.

La prima domanda che rivolgo a Roberta  è come si è avvicinata al mondo della Musica. ”Tutta colpa di mia madre!!E’ stata lei a indirizzarmi agli studi del pianoforte. Avevo circa otto anni e, a  dispetto di quanto si possa pensare, io non la presi come un gioco o un divertimento, ma come una vera e propria disciplina, anche perché inizialmente l’idea non mi allettava.  Mi sono ricreduta quando la mia insegnante  di allora mi fece ascoltare un  brano, di cui mi innamorai immediatamente: iI Valzer in do diesis minore di Chopin, uno dei  miei autori classici preferiti. Da quel momento in poi il mio percorso di studio e la mia  percezione della musica hanno assunto una valenza completante diversa.  Ho scoperto la grande emozione, che solo questo mondo può riservare; tuttavia non mi sentivo del tutto soddisfatta, in quanto  il canto ed il fascino del  palcoscenico rimanevano due desideri ancora inespressi. Per questo successivamente iniziai lo studio  del canto lirico sotto la guida delle Maestre Sabrina Di Blasio e Luisa Macnez.

Oltre a Chopin  a quale autore classico ti senti particolarmente legata? “Senza dubbio Puccini!! Quando ascoltai la voce di Maria Callas rimasi folgorata dall’incanto e dalla bellezza assoluta delle arie di “Tosca” e “ Madama Butterfly” e dalla sua potenza espressiva.

A quanto vedo il tuo percorso artistico si è sviluppato ulteriormente  quando hai deciso di trasferirti al nord ed esattamente a Torino. “Esatto! Sentivo l’esigenza di esplorare altre forme d’Arte e di allargare i miei orizzonti; così ho frequentato la Gipsy Musical Accademy! Ricordo con piacere due docenti in particolare, gli attori Margherita Fumero e Andrea Battistini, i quali mi hanno permesso di conoscere una nuova dimensione ed un nuovo approccio in ambito teatrale. Da lì a poco il mio percorso  è proseguito  a Milano, dove fui ammessa all’accademia SDM, prestigiosa scuola fondata dal regista e produttore Saverio Marconi. Qui l’incontro con altri due docenti, Alice Mistroni e gipeto, che hanno completato la mia formazione da performer.

Per quanto concerne invece la tua attività di cantautrice e di autrice, qual è stato il motivo che ti ha portata a questa diversa forma di comunicazione?   Ho avvertito da sempre la necessità  di scrivere le mie sensazioni e i miei pensieri,  facendo, come spesso accade, un percorso introspettivo e di scoperta di me stessa. Tutto questo mi ha indotto ad un passo ‘’obbligato’’, ma allo stesso tempo spontaneo, ovvero vestire con la  musica le mie parole e i miei versi.

Da qui l’inizio del tuo primo progetto discografico ed il lavoro in studio di registrazione, affiancati alla tua attività live e all’esperienza con il musical Siddhartha, che da tre anni ti ha portata ad esibirti nei più prestigiosi teatri italiani ed all’estero. “ Ebbene sì! Da alcuni mesi sto plasmando la mia prima fatica discografica. E’ un’esperienza nuova e differente da tutte quelle vissute precedentemente, che mi entusiasma moltissimo e mi permette di  confrontarmi con professionisti del settore , che grazie al loro background  stanno apportando ulteriori stimoli alla mia vena artistica.

Saluto Roberta che si congeda con il suo immancabile sorriso luminoso , mentre esclama:’’ E’ tardissimo!! Devo correre da Silvia Chiminelli, la mia vocal coach. Settimana prossima registrerò i nuovi brani.’’

Ciao Roberta, il bello è solo iniziato.

 

Alina Nicosia ed il mondo del canto

Intervista alla giovane cantante del singolo “Semplicemente Sarebbe Più Vero”

Di Francesca Rossetti

Alina NicosiaRoma, 5 febbraio – Alina Nicosia è una giovanissima cantante già ben nota al pubblico televisivo per i suoi successi, ecco cosa ci racconta di sé.

Chi è Alina Nicosia e come nasce la tua passione per la musica?

“Beh, Alina Nicosia è una ragazza di 17 anni che come tanti altri ragazzi della sua età studia, cercando,inoltre, di dare il meglio di se stessa portando avanti le proprie passioni. Quella per la musica si è sviluppata nello stesso istante in cui sono nata, è una cosa che porto dentro praticamente da sempre,ma a dir la verità da piccola ero più legata al ballo e ho studiato danza classica per circa quattro anni, ma all’età di nove anni ho deciso di iscrivermi a scuola di canto,i miei genitori appoggiarono questa decisione e da lì iniziò un po’il mio percorso da cantante. In seguito ho intrapreso lo studio del violino portato avanti per tre anni, ovviamente partecipando sempre a vari concorsi canori di livello nazionale, master class e seminari che mi hanno permesso di perfezionare le mie capacità e di arricchire la mia esperienza come interprete, confrontandomi con maestri e professionisti della canzone. La vittoria della 57ma edizione del Festival di Castrocaro, andata in onda il 30 Agosto 2014, con l’inedito “Io e Te” scritto da Francesco e Fausto Ciapica, in cui sono stata valutata da una giuria composta da Gigi D’Alessio, Giancarlo Magalli e Gigliola Cinquetti mi ha permesso di entrare di diritto tra i 60 ragazzi partecipanti alla selezione finale per l’area Nuove proposte del Festival di Sanremo 2015.

Quali album hai pubblicato finora e a quali cantanti ti ispiri?

“Non ho ancora pubblicato un album intero, ma il 19 Gennaio 2016 è uscito in tutti i maggiori store digitali  il mio primo singolo “Semplicemente Sarebbe Più Vero”.Produzione scritta e arrangiata da Emilio Munda, autore in esclusiva Sugar Music,già compositore per Francesco Renga, Dear Jack, Umberto Tozzi e  per i maggiori talent televisivi: The Voice, Xfactor e Amici https://www.youtube.com/watch?v=fsnH2Jhq2Fk. Con Edizioni Sugar Music in coedizione con Ufficio Stampa Chiasso/Edizioni Chiasso Dal Fosso. Del brano è stato realizzato anche il videoclip da Riflessi Studios, con la regia di Andrea Sardo, prodotto da Circuiti Sonori di Armando Cacciato in collaborazione con l’associazione Agorà delle Donne. Per quanto riguarda le mie ispirazioni a dei cantanti,si rivolgono maggiormente ad Elisa e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.”

Cosa cerchi di comunicare con le tue canzoni e quali sono i segreti per un giovane che intende sfondare in questo campo?

“Quando canto cerco di comunicare a coloro che mi ascoltano le stesse emozioni che provo dentro me. Preferisco infatti quando mi si dice :” Mi hai fatto emozionare”, piuttosto che: “Complimenti hai una bellissima voce”.Ci sono tante bellissime voci in giro, ma non tutti riescono a trasmettere, quindi spero di riuscirci al meglio lasciando così una parte di me nel cuore della gente. Oggi si vedono un pò ovunque tra concorsi nazionali,tra Talent televisivi,ragazzi che cercano di sfondare in questo campo; purtroppo non è facile, a volte ci si fida di gente che vuol far credere a situazioni e traguardi che sono poco facili da raggiungere, altre volte ci si scoraggia mettendosi a confronto con gente che ha più esperienza e così via… Se sapessi quale fosse il segreto per emergere ne approfitterei e lo consiglierei a chiunque, purtroppo non lo so! Il consiglio che posso dare a questi ragazzi che come me cercano di farsi ascoltare è sicuramente quello di tenere duro e non arrendersi mai, qualunque cosa accada e qualunque difficoltà si incontri lungo la gavetta, che ritengo sia fondamentale. E magari come me affidarsi ad una produzione che ha voglia di intraprendere e portare avanti un bel progetto. Ne approfitto per ringraziare l’Ufficio stampa Chiasso e i Circuiti Sonori.”

Cosa ne pensi del panorama dei cantanti emergenti italiani e stranieri?

“Anch’io faccio parte di quel panorama di cantanti emergenti, quindi so benissimo che spesso si fanno molti sacrifici pur di emergere. Come ho detto prima ritengo non si debba mai gettare la spugna, bisogna credere alle proprie capacità e perseverare, e magari pian piano si verrà ricompensati. Si pensa che il modo più facile per sfondare nel canto sia partecipare ai talent, per questo negli ultimi anni tantissimi cantanti emergenti italiani e stranieri si presentano alle audizioni. Penso sia giusto cogliere tutte le opportunità che si vengono a presentare, sperando di trovarsi al momento giusto con le persone giuste, così forse qualcuno potrà vedere dentro noi qualcosa di valido per portarci avanti.”

Corea del Nord, esecuzione per fucilazione dell’ex fidanzata del leader Kim Jong-Un

corea_del_nord_kim-300x225La cantante Hyon Song-wol, ex del dittatore, giustiziata da un plotone d’esecuzione assieme a un gruppo di artisti, con l’accusa di reato di pornografia. I familiari costretti ad assistere.

Roma, 30 agosto – Era la fidanzata del dittatore della Corea del nord Hyon Kim Jong-Un, la cantante Hyon Song-wol giustiziata per fucilazione da un plotone d’esecuzione con l’accusa di aver violato le leggi sulla pornografia del paese. La relazione con il leader coreano risale a 10 anni fa quando Kim non era ancora sposato con Ri Sol Ju. Continue Reading

“Ecco come mi ha ridotto Massimo Di Cataldo”: la denuncia choc della compagna su facebook

Anna Laura Millacci-di Cataldo

Le foto del volto tumefatto postate sul suo profilo. “Mi ha picchiata anche quando ero incinta e mi ha fatto abortire”.

Roma, 20 luglio – “Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d’angelo e aspetto da bravo ragazzo l’ho perdonato tante volte. Anche quando ero incinta mi ha picchiata e Rosalù é un miracolo sia nata. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo”. E’ la rivelazione choc, accompagnata da foto del viso tumefatto, fatta su facebook da Anna Laura Millacci, compagna del cantante Massimo Di Cataldo. Continue Reading

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