Reggio Calabria, Terzo incontro del Ciclo di Seminari sulla contraffazione

“ La contraffazione dei prodotti: quali tutele per le imprese e i consumatori?”, è il tema dell’ultimo incontro organizzato dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria

 

cciaa rcReggio Calabria, 27 gennaio – Si conclude il ciclo di seminari organizzato dalla Camera di commercio di Reggio Calabria in materia di sicurezza e contraffazione dei prodotti di largo consumo, con particolare riferimento agli strumenti di tutela disponibili e alle problematiche collegate al consumo e alla produzione di beni contraffatti. Il terzo ed ultimo incontro  si terrà mercoledì 28 gennaio alle ore 9,30, con l’obiettivo di inquadrare il tema della contraffazione in campo alimentare, dalle frodi alla sofisticazione, con particolare riferimento ai prodotti più rappresentativi del territorio reggino; nel seminario saranno anche approfonditi gli aspetti relativi alla corretta etichettatura dei prodotti agroalimentari – le cui regole sono state recentemente modificate con l’entrata in vigore, lo scorso 13 dicembre 2014, del Reg. Ue 1169/2011 – e presentati casi pratici di prodotti contraffatti utili alle imprese, ai consumatori, agli studenti,  ai professionisti ed alle forze dell’ordine per conoscere meglio il fenomeno dell’agropirateria e ad effettuare scelte di acquisto consapevoli. In occasione del seminario è prevista la possibilità di sottoporre ai relatori quesiti e saranno resi disponibili anche approfondimenti tematici, sotto forma di brochure, sui più comuni e diffusi casi di contraffazione.

 

Programma del seminario

Salone Camera di Commercio

Via T. Campanella, 12

 

mercoledì 28 Gennaio 2015 ore 9,30 – La contraffazione e la sofisticazione alimentare: danno all’economia, attentato alla salute.

 

Relazioni:

  • Le frodi alimentari commerciali: definizioni ed esempi – Paola Rebufatti,  Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino
  • Le contraffazioni alimentari – Giorgia Andreis, Studio Avvocato Andreis e Associati Torino
  • Le contraffazioni nella filiera dell’olio extravergine di oliva – Antonio Paolillo, tecnologo alimentare, Ordine dei tecnologi alimentari Calabria e Basilicata

Reggio Calabria, Camera di Commercio ed associazioni insieme a tutela della legalità

La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”.

 

camera-commercioReggio Calabria, 13 gennaio – Nell’ambito delle attività volte a dare concreta attuazione al proprio impegno affinché alla criminalità ed illegalità diffusa si contrapponga la legalità partecipata, la Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto “La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”. Un percorso, finalizzato a creare ed a consolidare una rete generatrice di crescita sociale e sviluppo economico del territorio per affermare la supremazia della cultura della legalità in opposizione alla cultura criminale, che la Camera ha messo in campo grazie alla preziosa e fattiva collaborazione di cinque Associazioni operanti sul territorio provinciale: Confesercenti, A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa, Associazione Antiracket di Taurianova, Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, Osservatorio sulla ndrangheta. Il primo fondamentale passo è stato compiuto dalla Giunta della Camera di Commercio che, il 30 giugno 2014, ha promosso e approvato il del Protocollo Istitutivo della “Rete per la legalità”, assegnando alla Camera una funzione di coordinamento e di “messa a sistema” tra le iniziative sul territorio, al fine di massimizzarne l’efficacia e l’impatto comunicativo, rendere più proficuo il rapporto e l’impegno tra le parti sui temi della legalità, in una prospettiva di consolidamento delle attività di collaborazione per la promozione di iniziative volte a contenere la diffusione dei fenomeni criminali e, nel contempo, favorire la sensibilizzazione ai principi della legalità e della leale concorrenza. Il fitto programma delle iniziative, che prenderanno avvio già in questa settimana e si concluderanno entro il mese di gennaio, si rivolge ad imprese, famiglie, consumatori, studenti e docenti, che saranno direttamente ed attivamente coinvolti in campagne di sensibilizzazione su media, web e social network; diffusione di newsletter; distribuzione di manuali e vademecum; seminari informativi; laboratori didattici; incontri presso le scuole della provincia di Reggio Calabria;  visite guidate presso le imprese vittime di fenomeni di illegalità; convegni istituzionali. Ciascuna delle cinque Associazioni ha incentrato il proprio piano di azione su aspetti peculiari legati al tema della legalità (racket e usura, indebitamento e gioco d’azzardo), ideando un programma differenziato ma integrato, contraddistinto da slogan identificativi: “Informati della legalità per non fermarti” a cura della Confesercenti; “Conoscere per non essere soli” a cura di A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa; “R-esistiamo – Uniti per la legalità” a cura dell’Associazione Antiracket di Taurianova; “Informare per resistere” a cura del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”; “Cu disperatu campa disperatu mori” a cura dell’ Osservatorio sulla ndrangheta. La Camera di Commercio ha programmato anche la realizzazione di un ciclo di seminari rivolto principalmente alle imprese, ai consumatori, agli studenti delle scuole superiori, in materia di sicurezza e contraffazione dei prodotti di largo consumo, con particolare riferimento agli strumenti di tutela disponibili e alle problematiche collegate al consumo e alla produzione di beni contraffatti, perché la legalità è anche rispetto delle regole di mercato. A conclusione del programma di tutti gli eventi e iniziative, le Associazioni racconteranno e condivideranno esperienze ed esiti delle iniziative messe in campo, in un incontro coordinato dalla Camera di Commercio, che si terrà giovedì 29 gennaio p.v. alle ore 10,30 presso la sede camerale.

 

Il primato delle imprese rosa a Reggio Calabria

Lucio Dattola, presidente Cciaa di RC :’ occorre sostenere le donne nell’avvio di impresa e rimuovere le criticità che ancor oggi limitano l’accesso al mercato del lavoro del genere femminile’

 

lucio dattolaRoma, 10 ottobre  – Oltre un quarto dell’imprenditoria reggina (13.104 unità, cioè il 26,2%) è rappresentato da imprese femminili. Un valore ben superiore a quello medio nazionale (23,6%) che per giunta non trova riscontro in nessuna delle province calabresi e, quindi, nella media regionale (25,2%). Peraltro, il contributo rosa all’imprenditoria della provincia è aumentato di ben 200 unità (+1,5%) tra il 2009 e il 2013, dinamica molto favorevole se si considera che, nello stesso periodo, il resto delle imprese è sceso quasi dell’1%. A mettere in risalto il ruolo della donna nell’economia di Reggio Calabria è lo studio realizzato dalla Camera di Commercio della provincia, con il contributo tecnico di Si.Camera – Sistema Camerale Servizi – che oltre a sottolineare il peso e le caratteristiche delle imprese femminili provinciali mostra, anche in merito alla presenza femminile tra le cariche di responsabilità all’interno delle imprese, una situazione piuttosto incoraggiante. In primo luogo, se in Italia le donne ricoprono complessivamente il 27,1% del totale delle cariche, in provincia di Reggio Calabria questa percentuale raggiunge il 27,9%. Si evince quindi una maggiore partecipazione femminile a posizioni di rilievo. “La componente «rosa» dell’universo imprenditoriale reggino rappresenta un aspetto importante dello sviluppo occupazionale locale: occorre sostenere le donne nell’avvio di impresa e rimuovere le criticità che ancor oggi limitano l’accesso al mercato del lavoro del genere femminile, favorendo allo stesso tempo l’emergere dei talenti imprenditoriali”. Con queste parole, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, commenta il quadro statistico emerso dallo studio camerale. Se si passa dal punto di vista delle imprese a quello dei lavoratori, la provincia di Reggio Calabria mostra, negli ultimi anni, un processo di rapida inclusione femminile che ha migliorato la situazione lavorativa delle donne, che comunque rivela ancora un pesante ritardo strutturale rispetto al resto dell’Italia. Ad oggi, la distribuzione del tasso di attività mostra la permanenza di elevate differenze tra uomini (60,6% al 2013) e donne (38,2%), mentre il tasso di occupazione femminile, si attesta a livello provinciale più in alto che in Calabria (30,5% a fronte del 28,2% regionale), ma ancora con un ampio distacco rispetto al  resto della Penisola (46,6%). L’approfondimento dell’analisi della domanda di lavoro delle imprese, che fa leva sui dati forniti dal Sistema Informativo Excelsior, mostra che gli anni della crisi hanno determinato un’evidente battuta d’arresto nella domanda di lavoratrici, scesa in termini annui da 920 a 210 unità nel quinquennio 2009-2013. Accanto al progressivo indebolimento della domanda di lavoro da parte delle imprese, gli ultimi anni hanno mostrato anche un mutamento delle forme di lavoro, divenute sempre più “precarie”. In provincia di Reggio Calabria, fatto 100 il numero di occupati dipendenti nel 2012, nel caso delle donne, si riscontra un valore pari a 33,1 di contratti a termine. Si tratta di un valore che, non solo è oltre dieci punti percentuali superiore a quello maschile (21,3%), ma anche maggiore della media regionale (29,4%) e, soprattutto, è più del doppio rispetto alla media nazionale (14,9%). Lo studio camerale evidenzia che anche il livello di salario percepito differisce a seconda del genere: fatto 100 il salario netto mensile di un uomo, quello di una donna risulta pari a 87. Un tale gap salariale fa comunque di Reggio Calabria la provincia più virtuosa d’Italia dopo Avellino, visto che nella media nazionale le retribuzioni femminili si attestano al 79% di quelle maschili. Pur in un momento caratterizzato da difficoltà diffuse come quello attuale, è possibile rintracciare storie di imprese femminili capaci di accettare la sfida competitiva dei nostri tempi, riuscendo ad imporsi su mercati spesso caratterizzati da debolezza della domanda interna e accresciute difficoltà all’estero. La ricerca, condotta dalla Camera di Commercio, presenta la testimonianza di alcuni casi di successo, selezionati in base ad una serie di oggettivi criteri statistici essenzialmente basati sulla crescita degli addetti e del fatturato, la capacità di esportazione e la potenzialità innovativa. Lo studio è così in grado di dare visibilità a imprese femminili della provincia che, negli ultimi anni e nonostante la crisi, hanno mostrato una spiccata capacità imprenditoriale, offrendo caratteristiche qualitative di rilievo e performance in controtendenza con il panorama economico locale e nazionale.

 

 

 

Fedi (PD),le Camere di Commercio italiane nel mondo volano del made in Italy

made_in_italyLe nuove sfide per l’internazionalizzazione e per il business “italico” nel mondo possono trovare soluzione facendo rete con gli italiani all’estero  

Roma, 2 aprile – “Una nuova strategia con obiettivi e progetti condivisi per la promozione del Made in Italy e del Made by Italy nel mondo”: su questo importante tema si è svolta a Milano, il 31 marzo, una prima riunione dell’Advisory Board di AssoCamereEstero.
All’incontro ha partecipato Marco Fedi, deputato Pd eletto nella circoscrizione estero (Oceania, Asia, Africa, Antartide)  per conto del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera e in rappresentanza dell’on. Fabio Porta, presidente del Comitato, impossibilitato ad intervenire. Marco Fedi ha ricordato che gli eletti all’estero e gli organismi di rappresentanza da tempo stanno cercando di far passare l’idea, nell’opinione pubblica italiana e presso le istituzioni, che il rapporto con l’Italia non deve essere più considerato in termini di sostegno o di relazioni affettive, ma di partecipazione ad un comune sforzo di ripresa e di sviluppo del Paese, che nell’internazionalizzazione deve trovare, come sta già accadendo, il suo fulcro. “Nessun Paese al mondo, come il nostro – ha ricordato il parlamentare – possiede una rete così diffusa e radicata di riferimenti da utilizzare. Tra questi le Camere di Commercio italiane nel mondo. Una rete di professionalità ed esperienze al servizio del Paese”. Continue Reading

Calabria, il torrone di Bagnara entra in Europa

torroneDopo il bergamotto,  anche il torrone calabrese verso il marchio Igp che porterà futuri sviluppi economici del territorio

Roma, 17 gennaio – E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 6 del 9/1/2014 il decreto che ha concesso la protezione transitoria nazionale  alla denominazione “Torrone di Bagnara”. Il percorso per l’importante riconoscimento comunitario promosso e sostenuto ormai da diversi anni dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria, dall’Amministrazione comunale di Bagnara e della Regione Calabria che hanno affiancato l’Associazione tra i produttori di Torrone di Bagnara, è giunto ormai alle battute finali; l’istanza per la registrazione come indicazione geografica protetta è al vaglio della Commissione europea che dovrebbe esprimersi nei prossimi mesi, ma è già un risultato la tutela del prodotto sul territorio nazionale.cciaa rc  Continue Reading

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