Sidney, incubo Isis, più di 40 ostaggi in un caffè della city

Un uomo armato è entrato in una cioccolateria del centro di Sidney prendendo in ostaggio tra le 40 e le 50 persone che in quel momento erano all’interno. Minaccia di avere quattro bombe e vuole parlare con il premier Abbot

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Sidney, 15 dicembre – Un uomo armato con una pistola e una bandiera islamica ha preso in ostaggio i clienti e il personale in un caffè in Martin Place, nella city di Sidney (Australia). L’incubo ha avuto inizio con una chiamata alla polizia alle 9:44 (ora australiana) con cui si avvisava che un uomo armato aveva preso ostaggi all’interno del Lindt Cafe. Secondo i media locali l’ uomo, forse appartenente all’Isis, è stato visto attraverso la vetrina del caffè mentre si serviva di un ostaggio come scudo umano. Il caffè, un bar associato alla nota società di cioccolato svizzero, non ha alcun valore politico evidente per i militanti islamici. Un filmato di Tv7 channel, la cui redazione è situata di fronte alla cioccolateria, mostra al di là della vetrina un uomo di mezza età che indossa una fascia nera in piedi dietro gli ostaggi pietrificati. L’emittente riferisce che i dipendenti hanno assistito impietriti alla cattura degli ostaggi che si svolgeva sotto i loro occhi. «Ci siamo precipitati alla finestra e abbiamo avuto la visione scioccante e agghiacciante di persone alzare le mani di fronte ai vetri del locale» hanno detto alla televisione Australian Broadcasting Corporation. Il presunto terrorista armato ha costretto alcuni ostaggi a chiamare più media per riferire le sue richieste e pubblicizzare al massimo il sequestro effettuato. Gli ostaggi hanno anche inviato richieste agghiaccianti sui loro account di social media. Alcuni ostaggi sono stati costretti dal presunto terrorista a stare alla vetrina e tenere una bandiera nera con la scritta araba Is, proclamando Allah come il vero Dio. La polizia ha chiesto che i media non inoltrino le richieste a causa della trattativa estremamente sensibile con il sequestratore attualmente in corso. L’uomo armato ha chiesto alla polizia una bandiera dell’Isis in cambio della liberazione di ostaggi: lo scrive il The Sydney Morning Herald. Non solo: l’uomo ha chiesto di parlare con il premier australiano Tony Abbott. La crisi potrebbe durare fino a domani: lo ha detto il capo aggiunto della polizia dello Stato del South New Wales, Catherine Burn, spiegando che la polizia sta negoziando con il sequestratore e che le autorità stanno cercando di gestire la situazione in modo pacifico. Dopo quasi sei ore di tensione, tre ostaggi sono improvvisamente emersi dal palazzo, due uomini insieme ad un altro con un grembiule che lo identifica come uno dello staff del personale, sono fuggiti da una scala antincendio.
Circa 90 minuti più tardi, anche due donne, che indossavano divise Lindt, sono riuscite a fuggire su Martin Place arrivando tra le braccia della polizia in attesa.
Tra le persone prese in ostaggio ci sono avvocati, banchieri e altri lavoratori di uffici della City. Nel corso della mattinata anche il Sydney Opera House è stato evacuato dopo un rapporto che denunciava la presenza di un pacco sospetto, che poi si è rivelato non veritiero.
Al momento sono stati evacuati l’edificio che ospita Tv7 Channel in Martin Place, gli Uffici direzionali del Parlamento del NSW, la Biblioteca di Stato e la Corte Suprema NSW con diverse camere di legge. “Si tratta di un episodio molto inquietante. Posso capire le preoccupazioni e le angosce degli uomini australiani in un momento come questo, ma i nostri pensieri e le nostre preghiere devono innanzitutto andare agli individui che sono coinvolti in questo”, ha detto il premier Abbott.
Esperti di terrorismo, sottolineando un esito ancora molto incerto per la grave situazione, hanno detto che in linea di massima l’assedio sembra essere attribuibile ad un “lupo solitario”, piuttosto che parte di un ampio e coordinato progetto della rete del terrorismo.

 

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