UNICEF: operazione di soccorso per contrastare epidemia di colera alla frontiera Burundi/Tanzania

 Epidemia di colera tra 50.000 rifugiati del Burundi, raccolti sulle rive del lago Tanganica

burundiRoma, 23 maggio  – Per far fronte ad una devastante epidemia di colera tra 50.000 rifugiati del Burundi, raccolti sulle rive del lago Tanganica, l’UNICEF ha rapidamente portato aiuti salvavita al confine nord ovest della Tanzania con il Burundi. L’UNICEF ha inviato aiuti per il trattamento del colera, ma anche acqua, kit igienico sanitari e nutrizionali che dal Burundi e dalla Tanzania giungono nelle aree colpite. L’UNICEF sta attualmente lavorando con i suoi partner su entrambi i versanti del confine per ampliare la propria risposta. I disordini in corso in Burundi hanno costretto più di 110.000 persone a lasciare le proprie case e a scappare nei paesi vicini. La maggior parte sono donne e bambini. Un gran numero è arrivato in Tanzania dove un’epidemia di colera ha ucciso 27 persone. “I bambini costituiscono più della metà della popolazione in movimento e sono particolarmente vulnerabili al colera” ha dichiarato Leila Gharagozloo – Pakkala, Direttore Regionale UNICEF per l’Africa Orientale e del Sud. “Con un’azione condivisa dai due paesi è stato possibile predisporre aiuti salva vita per fermare la diffusione dell’epidemia”. Il villaggio di Kagunga ha visto il più alto numero di arrivi, con circa 50.000 persone accampate in quell’area, in una delle parti più remote e difficili da raggiungere. Il sovraffollamento e le cattive condizioni igienico sanitarie hanno portato ad un’ondata di casi confermati o sospetti di colera e di diarrea acuta tra i rifugiati. L’UNICEF avverte che senza un centro di cura per il colera vicino Kagunga, i tassi di mortalità infantile potrebbero diventare estremamente alti. In Burundi, 15 casi sospetti di colera sono stati trasportati presso l’ospedale di Nyanza Lac. Il Ministero della Salute del Burundi e i suoi partner hanno ora riaperto i centri di trattamento del colera nell’area, con il supporto dell’UNICEF. Gli aiuti consegnati dall’UNICEF comprendono: kit per il trattamento del colera per 100 casi, cloro, sapone, acqua, pastiglie per la purificazione dell’acqua e secchi di plastica. L’UNICEF ha anche distribuito cibo pronto all’uso ad alto valore nutritivo sufficiente per una settimana a più di 1.000 bambini vulnerabili. A causa degli scontri nella capitale Bujumbura, gli abitanti del Burundi sono scappati nei tre paesi vicini – Rwanda, Repubblica Democratica del Congo e Tanzania – dove l’UNICEF è impegnato a lavorare sul campo con i suoi partner per garantire cure mediche di base, nutrizione, acqua, servizi igienico sanitari e servizi per la protezione e l’istruzione dell’infanzia.

 

 

UNICEF: decine di migliaia di bambini in fuga dalle violenze in Burundi

I rifugiati nelle aree di transito in Tanzania e Repubblica Democratica del Congo sono particolarmente a rischio di epidemie, come il colera, a causa delle difficili condizioni sanitarie.

burundiRoma, 19 maggio  –  Circa 100.000 persone, la maggior parte dei quali  donne e bambini, sono fuggite dai violenti scontri in Burundi verso i paesi vicini dei Grandi Laghi, tra cui Tanzania, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo (RDC). Si prevede che il numero di rifugiati aumenti. “Molti bambini che arrivano alle frontiere sono in cattive condizioni di salute, sono non accompagnati o sono stati separati dalle loro famiglie, ha detto Leila Gharagozloo-Pakkala, Direttore regionale UNICEF per l’Africa orientale e meridionale. “Hanno urgente bisogno di aiuto, protezione, cibo, salute e tutela”.

– In Tanzania sono arrivati più di 70.000 rifugiati, la maggior parte sono raccolti nell’area di Kagunga dove vengono lentamente trasportati verso il campo di Nyarugusu in barca, poi in camion.

– In Ruanda, la maggior parte dei  26.000 rifugiati burundesi vengono ospitati nel campo di Mahama.

– La Repubblica Democratica del Congo ha visto un afflusso di più di 9.000 rifugiati; la maggior parte sono stati alloggiati presso famiglie ospitanti, mentre un piccolo numero sono nelle aree di transito.

I rifugiati nelle aree di transito in Tanzania e Repubblica Democratica del Congo sono particolarmente a rischio di epidemie, come il colera, a causa delle difficili condizioni sanitarie. L’UNICEF sta lavorando per migliorare la situazione sanitaria in queste aree, oltre a fornire kit per la purificazione dell’acqua e secchi alle famiglie. La maggior parte dei bambini che arrivano richiede servizi di protezione speciale. L’UNICEF ed i suoi partner stanno registrando e proteggendo i bambini non accompagnati e separati. In ciascuno dei paesi colpiti, l’UNICEF sta lavorando sul campo  con i partner per fornire servizi riguardanti la nutrizione, l’acqua, i servizi igienico-sanitari, la protezione dell’infanzia e l’istruzione.

 

 

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