Ddl ‘Buona Scuola’, il ministro Giannini contestata a Bologna abbandona la festa dell’Unità

Non si ferma la protesta dei docenti,  dopo il flash mob di giovedì sera che ha visto nelle piazze italiane migliaia di insegnanti vestiti a lutto e con i lumini da cimitero accesi, oggi 50 manifestanti hanno interrotto il ministro dell’Istruzione a Bologna durante il suo intervento alla festa dell’Unità

 

15582_10203984905614309_5081557665271407261_nBologna, 25 aprile – Al grido di “Vergogna, vergogna” una cinquantina di manifestanti ha interrotto l’intervento del ministro Giannini durante la festa nazionale dell’Unità a Bologna, in occasione del 70° della Liberazione. Le contestazioni di studenti e insegnanti, contro il ddl “Buona Scuola” varato dal governo Renzi, hanno costretto il ministro dell’istruzione ad abbandonare il dibattito. La protesta  ha avuto il suo esordio nella giornata di giovedì con decine di migliaia di docenti scesi in piazza con i lumini da cimitero accesi, a significare il ‘lutto’ per  la morte della scuola pubblica se la riforma Renzi dovesse essere approvata così com’è. Un flash mob che ha visto una massiccia adesione in tutte le piazze italiane: in piazza Pretoria a Palermo; a Verona di fronte all’Arena; in piazza Plebiscito a Napoli; in piazza Gae Aulenti a Milano; in piazza Castello a Torino; in piazza Ferrari a Genova; davanti al Palazzo della Signoria a Firenze; alla scalinata Alessi a Catania; presso la fontana del Nettuno a Bologna; in piazza Margherita a Caserta; in piazza Grande a Modena ma anche a Viterbo davanti alla Prefettura; a Terracina, a Savona, Pescara, Molfetta, Lamezia Terme, Grosseto, Giarre in Sicilia, Cosenza, Andria, Aprilia e Albano. Sono inoltre in aumento le adesioni allo sciopero previsto per il 5 maggio proclamato da Flc-Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu che mette a rischio anche la prima prova Invalsi organizzata alla scuola primaria proprio in quella giornata. Lo stesso giorno, infatti, i Cobas che da sempre protestano contro il test di valutazione, hanno proclamato uno stop delle lezioni che prosegue l’indomani e il 12 maggio. Questo l’elenco delle motivazioni che hanno portato alla protesta del corpo docente a livello nazionale, culminata oggi con l’allontanamento del ministro Giannini dalla Festa dell’Unità di Bologna:

SI all’assunzione di tutti i docenti precari su tutte le cattedre vacanti
Si allo sblocco della mobilità
No al riordino degli organi collegiali
No all’assunzione diretta del personale
SI al rinnovo del contratto comparto scuola e sblocco degli scatti di anzianità
No agli sgravi fiscali per le scuole paritarie
SI ad un’ equa distribuzione del 5 per mille
No ad ulteriori poteri discrezionali nelle mani del Dirigente Scolastico
SI alla democrazia partecipata nella scuola
SI a graduatorie trasparenti
SI a maggiori risorse alla scuola statale
No alla creazione di albi territoriali dei docenti
SI AL RITIRO DEL DDL RENZI

 

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