Bruscino (Giovani Confapi): fondamentale l’Alta formazione per il rilancio del Mezzogiorno

Il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi parteciperà domani a Napoli al dibattito organizzato dalla Camera di Commercio

11350856_10206468176483794_5203873670942518084_nRoma, 14 ottobre- “La prossima programmazione dei Fondi Europei deve tenere al centro il ruolo dell’Alta Formazione e immaginare, con il mondo delle imprese, percorsi didattici tali da far si che i nostri migliori laureati possano supportare al meglio la crescita del nostro sistema produttivo.”Non usa mezzi termini il Presidente nazionale dei Giovani di Confapi Angelo Bruscino e autore del libro “Il Bivio, sogni e speranze dei giovani italiani in tempo di crisi” (Mondadori) che domani, giovedì 15 ottobre, alle 11, parteciperà alla Camera di Commercio di Napoli al forum “Trovi lavoro con l’alta formazione”. Oltre a Bruscino prenderanno parte al dibattito il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, il Presidente Banco di Napoli Maurizio Barracco, gli economisti Massimo Lo Cicero dell’Università Suor Orsola Benincasa e Vincenzo Maggioni, Seconda Università di Napoli e Referente Scientifico Master MDGI Stoà e l’Amministratore Delegato Harmont & Blaine Domenico Menniti.
“Nel mondo globalizzato dell’economia della conoscenza- continua Bruscino- il ruolo dell’alta formazione diventa sempre più importante nella creazione di valore, la possibilità di interagire con docenti che portano esperienze aziendali, entrando nei dettagli sia delle storie di successo che in quelle meno fortunate consente ai nostri giovani di creare le basi per essere protagonisti del futuro produttivo e creativo del paese. Ulteriore valenza poi che un’offerta formativa di così alto livello (lo Stoà è rientrato quest’anno nella classifica delle 10 migliori business school) si realizzi in Campania ad ulteriore dimostrazione che il Sud è foriero di eccellenze ed opportunità. La stessa idea di finanziare con borse di studio della Camera di commercio di Napoli un team di studenti meritevoli dimostra poi attenzione verso i nostri ragazzi (in Campania si concentra il più alto numero di Neet) che restano risorsa rara in un paese demograficamente in declino, nei confronti della quale dobbiamo avere tutti la massima attenzione e cura. In questi anni dopo tutto siamo di fronte ad un bivio e faremmo bene a scegliere la strada giusta da imboccare.

Sud: Bruscino (Giovani Confapi): Il Mezzogiorno non è figlio di Dio minore. Importante impegno del Governo

l leader dei giovani imprenditori scrive al Presidente del Consiglio

download“Egregio Presidente, sono giorni di acceso, ennesimo, dibattito sul Mezzogiorno, scatenato dai dati del rapporto SVIMEZ, con i quali si certifica, in sostanza, il definitivo tracollo nel baratro del sottosviluppo di un’area fondamentale per il paese, abitata da circa 20 milioni di persone, con un potenziale economico, turistico, agricolo e culturale inespresso, che da solo rappresenta la migliore occasione di rilancio del Pil nazionale. “Non usa mezzi termini il presidente nazionale dei Giovani di Confapi Angelo Bruscino in una lettera aperta al Presidente della Consiglio Matteo Renzi sul Mezzogiorno.“Ma se questo non bastasse a risvegliare interesse e menti, converrebbe ricordare che le regioni sotto il Garigliano rappresentano il primo e più importante mercato di prossimità, a cui l’intera industria italiana dovrebbe puntare per risvegliare i consumi interni. Ciò malgrado, nello stivale da quasi 60 anni si aggira un assassino, terribile e senza scrupoli, che porta sulla sua coscienza infrastrutture, fondi europei, buona politica, servizi e, purtroppo, tra le vittime eccellenti, il nostro futuro e la speranza di molti. Come in una partita a Cluedo, le ipotesi sull’identità di questo lestofante sono molte, ma vi assicuro non è il maggiordomo il vero colpevole, anzi i migliori indiziati sono proprio gli abitanti di queste splendide terre, che non sono riusciti ad esprimere con forza una classe dirigente capace di fare la differenza. Le occasioni non sono mancate, abbiamo avuto uomini importanti, potere, soldi, ma in definitiva tutto speso male: non siamo riusciti a creare una cultura dell’impegno che desse alle nostre terre la dignità che meritano per storia, tradizioni e cultura; ci siamo fatti conquistare e abbiamo dato ai vincitori non solo le nostre spoglie, ma anche la possibilità di infierire ogni giorno.” “Alcuni- continua Bruscino- parlano di ladrocinio perpetrato, io penso invece che sia stato un deliberato abbandono, soprattutto nel passato, quando si poteva ancora scegliere se restare e tentare di cambiare o semplicemente fuggire portando via il meglio che si poteva. Certo, il resto degli italiani ha la responsabilità di essere stato egoista e miope, sciocco addirittura nel pensare che una parte del paese potesse affondare senza portarsi dietro tutti gli altri. Per questo non posso che essere d’accordo con chi nell’industria, nella società civile e nella politica chiede a gran voce, non assistenza, ma pari dignità, chiede ai nostri giovani di restare, alle imprese di stato, in primis e, ai privati dopo di investire, come applaudo con entusiasmo al rinnovato vigore che scorgo nelle intenzioni ad esempio di Vincenzo De Luca, neo governatore della Campania. Anche se sarebbe ipocrita non ricordare o tacere un fatto, non si può chiedere a noi di credere nel futuro se alcune cose non cambiano subito nel presente. Io per primo che ho deciso di restare e continuare ad investire nel Sud Italia, ho atteso 3 anni che la burocrazia si esprimesse sull’apertura di un piccolo stabilimento che si occupa della rigenerazione delle plastiche. Vi è poi l’attesa infinita di chi da anni attende un pagamento dalla pubblica amministrazione, rischiando di fallire per credito, di chi aspetta il rifacimento di una strada, l’allaccio del metano o dell’elettricità nelle aree industriali, la connessione a internet via fibra. Una miriade di piccole e grandi disfunzioni e ritardi che rendono sempre meno attraente e più difficile pensare di realizzare qui la propria impresa e in definitiva il proprio domani. Eppure le splendide avventure non mancano e sono d’accordo con Lei, quando dice che a Napoli come a Bari, Cagliari o Cosenza, si continuano a esprimere  eccellenze, dall’industria, alla ricerca, alla cittadinanza attiva, alla buona politica. Solo che, invece di essere l’eccezione, dobbiamo tutti impegnarci a farne la regola, dobbiamo insomma  fare in modo che la speranza sia più forte della triste e terribile realtà rappresentata nel rapporto SVIMEZ ed in questo il suo governo potrà tracciare il confine tra un periodo di abbandono ed uno nuovo fatto di investimenti, coraggio riforme, di fatti e non di piagnistei. Siamo ancora in tempo, ma, come sempre, dipende tutto da Noi, in primis dai cittadini di quella Italia del Mezzogiorno che troppo spesso è stata dimenticata nel vivere quotidiano e nell’impegno personale, per essere ricordata poi solo nel pianto di un figlio o di un genitore che vede l’abbandono o la partenza come unica via di sopravvivenza. Abbiamo tutti, Lei in primis me lo conceda, il dovere di realizzare la “Svolta Buona”, fosse solo per evitare altre lacrime e per l’orgoglio che dobbiamo al nostro retaggio storico. Quindi, mai come in questo momento, è fondamentale rimboccarsi le maniche, prima per testimoniare chi siamo e poi per rivendicare giustamente uno stato equo ed attento anche a queste latitudini. Non siamo figli di un dio minore, anzi, se proprio dobbiamo riconoscerci in un archetipo, ricordiamo che il brand Italia si è diffuso nel mondo partendo con i nostri migranti che portavano con se le nostre canzoni, il nostro cibo, il nostro stile e quella splendida nostalgia che, lontani da queste splendide terre, non ti abbandona mai, perché noi che ci viviamo lo sentiamo dentro questo paradiso che per incuria a volte trasformiamo in inferno.”

 

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