BIZHAN BASSIRI La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico

10 febbraio – 29 marzo 2016 MACRO Testaccio

Bizhan Bassiri, La Riserva Aurea  del Pensiero Magmatico, 2013 - photo credits MARIO DI PAOLORoma, 8 febbraio – Dal 10 febbraio al 29 marzo 2016 gli spazi del MACRO Testaccio ospitano La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico, personale dell’artista italo persiano Bizhan Bassiri, a cura di Bruno Corà. Promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Tehran Museum of Contemporary Arts, Fondazione VOLUME! di Roma, AUN Gallery di Tehran e Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca, la mostra rappresenta la naturale evoluzione di un percorso iniziato nel 1984 con il Manifesto del Pensiero Magmatico, che si esprime nella particolare e multiforme iconografia di Bassiri, attraverso la materia nella quale si concretizza la sua idea di “Riserva Aurea”. La sperimentazione tecnica, materica e linguistica, che caratterizza il cammino di Bassiri, lo ha portato, anche in questo caso, all’utilizzo di diversi materiali come la carta pesta, il bronzo, l’acciaio, ed elementi lavici, e nasce dalla volontà di esprimere, tramite l’uso della scultura l’immagine che sottende al pensiero “magmatico”. Tutta la produzione dell’artista è generata da una sorta di epifania, da una forza creatrice trascendente, che prende forma attraverso l’artista, come spiega lo stesso Bassiri nell’incipit del Manifesto: “Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali.”In La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico Bassiri rielabora i suoi elementi classici: il centro del lavoro sono i Dadi della sorte, affiancati da 6 Serpi auree e da una serie di sculture placcate d’oro composte da 12 Bastoni battenti, 4 leggii e 4 Erme, mentre 32 Erme ricoperte di zolfo fanno da sentinella. Questi lavori sono disposti nello spazio dell’ex Mattatoio su una superficie staccata dal pavimento di 6 cm e ricoperta di polvere di marmo, che termina in una parete blu al centro della quale è fissato un cristallo nero. Se nel Manifesto Bassiri scriveva che “l’opera non si riflette nello specchio del mondo ma nel suo proprio”, i lavori che compongono la mostra si aprono nella loro immagine speculare, innescando una relazione tra l’opera e il suo riflesso, mettendola in relazione con l’infinito. Lo spazio dell’ex Mattatoio, così, assume una dimensione altra, in cui la materia continua nella sua immagine.

 

Bizhan Bassiri

Nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La ricerca artistica di Bizhan Bassiri inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 – 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).

INFO PUBBLICO

 MACRO Testaccio

piazza O. Giustiniani 4, Roma

Orario: da martedì a domenica, ore 14.00-20.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima)

 Biglietto MACRO Testaccio

Tariffa intera: non residenti 8,50 €, residenti 7,50 €.

Tariffa ridotta: non residenti 7,50 €, residenti 6,50 €.

 Biglietto cumulativo MACRO via Nizza + MACRO Testaccio

Dal 10 al 17 febbraio 2016

Tariffa intera: non residenti 13,00 €, residenti 12,00 €

Tariffa ridotta: non residenti 11,00 €, residenti 10,00 €

Dal 18 febbraio 2016 in poi

Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €

Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €

 

Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org

 

INFO: 060608

www.museomacro.org

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Materia, forma e spazio nella pittura di Alberto Burri

Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Città di Castello Università degli Studi di Perugia

convegnoinvitoPerugia, 6 novembre- La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello per il Centenario della nascita del Maestro Alberto Burri promuove l’evento Materia Forma e Spazio nella pittura di Alberto Burri Convegno Internazionale e Mostra, a cura di Bruno Corà, realizzato in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia nel Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro. Materia, Forma, Spazio, insieme con l’assidua ricerca di un equilibrio compositivo nella volontà di controllo dell’imprevisto, hanno costituito i cardini di molta parte dell’opera pittorica e plastica di Alberto Burri. In occasione del Centenario della sua nascita, pertanto, accanto alle numerose iniziative che si susseguono quest’anno in Italia e all’estero – dal completamento del Grande Cretto Gibellina, al ripristino del Teatro Continuo a Milano, dalle mostre al Parlamento Europeo a Bruxelles, a Palermo, a Pistoia, a Sansepolcro, a Rende (Cosenza), ai Convegni di Morra e di Milano, al meeting-mostra internazionale di artisti e studiosi a Città di Castello Au rendez-vous des amis (Giugno-Dicembre 2015), fino alla spettacolare retrospettiva (tuttora in corso) al Guggenheim Museum di New York, con circa cento opere, non poteva mancare un appuntamento di ampia riflessione storico-critica sul lavoro rivoluzionario di uno dei protagonisti indiscussi della scena artistica europea e internazionale dal secondo dopoguerra del XX secolo fino all’attualità. Così, mentre altre interessanti iniziative si preparano in Germania a Düsseldorf, a Napoli, a Teramo e altrove, questo appuntamento promosso dalla Fondazione insieme con l’Università degli Studi di Perugia ha l’obiettivo di dare la parola – senza presunzione esaustiva – ad alcuni dei testimoni critici della vicenda artistica e umana del Maestro, per una ulteriore riflessione priva del carattere di un bilancio che, per un artista della grandezza di Burri, è la storia stessa ad aver già compiuto, sia in rapporto alla sua fortuna critica che sul destino di conservazione della sua opera. Egli, d’altronde, in vita aveva già provveduto alla creazione di ben due sedi museali a Città di Castello per la conoscenza del suo lavoro. Il Convegno internazionale di studi vede la partecipazione di studiosi stranieri come Bernard Blistène, direttore del Musée National d’Art Moderne di Parigi, Megan Fontanella, del Solomon R. Guggenheim di New York, Lisa Melandri, del Contemporary Art Museum di St. Louis e di numerosi studiosi e critici d’arte che si sono occupati, nel tempo, dell’opera di Alberto Burri, come Enrico Crispolti, Vittorio Brandi Rubiu, Carlo Pirovano, Carlo Bertelli, Giuliano Serafini, Italo Tomassoni, Arturo Carlo Quintavalle, Marco Vallora, Claudio Spadoni e Stefania Petrillo dell’Università di Perugia, Francesco Tedeschi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Chiara Sarteanesi della Fondazione Burri. Sono previste inoltre comunicazioni di altri studiosi dell’opera di Alberto Burri. Il pubblico può iscriversi preventivamente ai lavori del Convegno internazionale di studi on-line a www.burricentenario.com. E’ disposta la traduzione simultanea in due lingue. E’ prevista la pubblicazione degli atti integrali del Convegno. In occasione di questo significativo appuntamento, sabato 21 novembre alle ore 16,00, sempre presso l’ Aula Magna, sarà presentato il nuovo Catalogo generale delle opere del Maestro in sei volumi, edito dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. Alle ore 17,00 nei locali della Galleria Tesori d’Arte della Fondazione per l’Istruzione agraria, anch’essa situata all’interno dello storico Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro, sarà inaugurata la mostra I Mixoblack di Alberto Burri, serie di dieci mixografie su carta a mano realizzate nel 1988. La mostra resterà aperta fino al 5 Gennaio 2016 con i seguenti giorni di chiusura: 8, 24, 25, 26 dicembre 2015 e 1 gennaio 2016. Orario: tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.00-18.00. Un particolare ringraziamento va alla Regione Umbria, al Comune di Perugia, al Comune di Città di Castello, al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, alla Fondazione per l’Istruzione Agraria per la concessione della prestigiosa sede e alle Casse di Risparmio dell’Umbria per il sostegno alla realizzazione dell’evento.

Al MAON di Rende Alberto Burri e i Poeti

Una mostra a cura di Bruno Corà e Tonino Sicoli

lanciorende2Rende, 30 ottobre- Nell’anno in cui in tutto il mondo si celebra il Centenario della nascita di Alberto Burri, un omaggio del tutto originale al grande Maestro umbro è quello che gli viene reso al MAON – Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende, in Calabria. E’ la mostra “Alberto Burri e i Poeti” curata dal direttore dello stesso Museo, Tonino Sicoli e dal Presidente della Fondazione Burri, Bruno Corà. L’esposizione, che si avvale della determinante collaborazione della Fondazione Burri, resterà aperta al MAON dall’11 novembre e sino al 28 febbraio 2o16.“Per chi conosca appena un poco la biografia di Burri, questa è una mostra attesa. Burri era un poeta che esprimeva la sua poesia nelle opere d’arte, scabra, intensa, personale e del tutto universale. Che proveniva dal profondo e scavava nel profondo dell’interlocutore”, afferma Corà. “Anche per questa sua sensibilità, egli intesse rapporti intensi, prolungati con alcuni dei grandi poeti del suo tempo. Confrontandosi, anche vivacemente, con loro, illustrando delle loro opere, inglobando il loro sentire nelle sue di opere”. E di questi rapporti da conto la mostra “Burri e i Poeti: materia e suono della parola”. Qui, accanto ad una emblematica e grande opera del maestro sono esposte numerose altre sue creazioni che testimoniano il suo rapporto assiduo e particolare con la poesia e i poeti. Si tratta di lavori originali realizzati per copertine di libri in edizioni ormai rare e di pregio, di opere create da Burri per edizioni particolari, straordinarie testimonianze di intense collaborazioni. E’ noto il particolare il rapporto tra Burri e Giuseppe Ungaretti. Per il grande poeta, Burri era, insieme a Fautrier, il pittore più amato. In una sua lettera del ’63, ne tratteggia questo ritratto: «Burri, il medico, poi pittore reduce dalla prigionia nei campi di concentramento che, con quell’orrore negli occhi vuota, nelle sue opere, il bubbone infernale, ne mostra in mezzo ai lutti, l’ingiusto cratere di sangue e di fuoco voluto dall’inferno, e mostra come la fiamma della libertà domini alla fine anche il più atroce sadismo». Pochi mesi dopo Ungaretti visita la Biennale di Venezia e resta colpito dalla «stupenda sala di Burri, l’ultimo pittore rimasto nel mondo… Fontana ha una purezza unica. Il resto o è vecchio o è stupido. La pittura è morta. La poesia è morta. Tempi allegri!». Per gli ottant’anni del poeta, vengono pubblicate, le poesie d’amore tra Ungaretti e Bruna Bianco, con il titolo “Dialoghi”. E per questa preziosa edizione Burri crea una sua Combustione. Ungaretti è certo il più illustre ma non l’unico dei poeti con cui Burri ebbe consuetudine. “Termine – chiosa Corà – che, dato il carattere schivo del Maestro , non è da intendersi come continua frequentazione, bensì come consonanza, amicizia che per essere viva non necessita l’assillo della quotidianità condivisa”. Sono due poeti, Libero De Libero e Leonardo Sinisgalli, a introdurre Burri nel’ambiente artistico romano. Furono loro, all’indomani del rientro di Burri dalla prigionia americana, a presentarlo nella prima mostra tenuta alla Galleria La Margherita di Roma nel 1947. Quando, alla fine del ’49, Burri si misura con i sacchi che contenevano lo zucchero destinato agli alleati all’Italia, Emilio Villa, biblista e poeta, scrive “Alberto Burri coltiva come in vitro, anzi come in lino, queste contrattili anatomie di organismi inespressi, incerti tra una parvenza di materiali biologici fuori uso e un ideale di fulminei universi tra il gigantesco e il minimissimo: una ambiguità spalancata, un desiderio di stringere ricordi di cose che devono chiarirsi”. Nell’ambito dello stesso progetto sono previsti interessanti eventi contestuali che coinvolgeranno, oltre al MAON, l’Università della Calabria, il Palazzo delle Clarisse di Amantea, Villa Rendano a Cosenza, Studio Gallery di Lamezia Terme.“ALBERTO BURRI E I POETI / Materia e suono della parola” è una mostra promossa dalla Regione Calabria, nell’ambito dei fondi POR CALABRIA FESR 2007/2013 – Risorse naturali, culturali e turismo sostenibile, Progetto integrato di sviluppo regionale “Eventi culturali storicizzati”. Con la collaborazione de: Unione Europea; Repubblica Italiana; Regione Calabria; Comune di Rende; Centro “A.Capizzano” di Rende; Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello; Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte dell’Università della Calabria. E di Provincia di Catanzaro; Fondazione Carmine Domenico Rizzo di Rende; Fondazione Giuliani di Cosenza; CO.RE. Scuola di Alta formazione di conservazione e resaturo; Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, Club Unesco Cosenza; Palazzo delle Clarisse di Amantea; Teatro Rossosimona di Rende; Associazione culturale Centro Rinascimento di Cosenza; Associazione culturale P-ART di Lamezia Terme; BCC Mediocrtati; Libreria Mondadori di Cosenza; Doppia Corsia; Dieta Mediterranea srl; Fondazione Italiana Sommelier ; Fidapa di Cosenza; Fidapa di Rende; Ruggero Pegna; Tre cipolle sul comò, Rende; Cantine Giraldi, Rende.

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