Ritrovato “l’uomo più solo del mondo”. Stava tagliando un albero con un’ascia.

E’ un indigeno brasiliano che vive isolato da anni. La sua tribù è stata sterminata ma lui resiste. Rifiuta il contatto con l’uomo bianco. Teme di morire.

di Vito Nicola Lacerenza

Si tratta dell’ultimo membro di una tribù indigena del’entroterra brasiliano rimasta isolata fin dalla notte dei tempi. Non si sa a quale etnia appartenga e neppure quale lingua parli. Gli attivisti dell’associazione no-profit brasiliana per la difesa degli indigeni, FUNAI, non sono mai riusciti a stabilire alcun contatto con l’aborigeno, sebbene lo seguano da decenni. I pochi che hanno provato ad avvicinarsi a lui sono stati ricevuti a frecciate. Negli ultimi tempi si avevano seri dubbi sul fatto che potesse essere ancora vivo. Ma pochi giorni fa, mentre alcuni volontari dell’associazione FUNAI perlustravano l’area della foresta amazzonica compresa nello Stato brasiliano di Rondonia, l’indigeno è apparso in forma smagliante mentre con la sua accetta era intento a tagliare un albero.

Gli attivisti dei volontari FUNAI  sono riusciti ad avvicinarsi di soppiatto e a riprendere il momento con un cellulare. Il video è servito a garantire la sopravvivenza dell’indigeno, divenuto noto ai media internazionali come l’ “uomo più solo del mondo”.  Il misterioso aborigeno vive in un’area protetta di circa 4000 ettari, che, sebbene possano sembrare tanti per un’unica persona, non sono nulla in confronto all’originaria estensione della riserva. L’ “uomo più solo del mondo” non è sempre vissuto in totale isolamento. Fino a non molto tempo fa godeva della compagnia di almeno 60 membri della sua tribù, morti uno dopo l’altro man mano che la foresta veniva distrutta. Dove prima sorgeva il loro villaggio ora c’è un’autostrada.

Le aree verdi incontaminate, che in passato costituivano per gli indigeni terreno di caccia, ora sono diventate immense distese di campi coltivati. Persino gli animali selvatici stanno lasciando il posto ai grossi bovini che l’ “uomo bianco” lascia pascolare fino ai confini della foresta.

La distruzione dell’ habitat in cui per millenni gli indigeni hanno tratto i mezzi e il sostentamento per vivere, li ha condannati a morire di fame e di stenti. Il rischio d’estinzione delle tribù amazzoniche diventa sempre più concreto man mano che aumentano gli introiti della potentissima lobby degli agricoltori brasiliani, per i quali l’Amazzonia rappresenta semplicemente un terreno improduttivo e gli indigeni residui di un passato da cancellare. Molte sono state le tribù sterminate da bande di sicari armati. La FUNAI sospetta che i mandatari siano proprio i “lobbisti dell’agricoltura”, gli unici a poter desiderare la scomparsa delle antiche etnie locali.

La Costituzione brasiliana riconosce agli aborigeni il “diritto alla terra”, che sancisce l’inviolabilità delle aree verdi abitate dalle popolazioni amazzoniche, anche nel caso in cui sia soltanto un aborigeno ad occupare le zone protette. Ecco perché, grazie al video “dell’uomo più solo del mondo”, la FUNAI ha potuto salvare i 400 ettari di foresta, “la casa” del misterioso indigeno.  Senza una così importante prova visiva, sarebbe stato impossibile richiedere la protezione dell’area che sarebbe stata rasa al suolo dai taglialegna inviati dagli agricoltori.

Il Capodanno di Rio de Janeiro: Copacabana vista dal mare

 

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Chiamato “Réveillon“, il capodanno a Rio de Janeiro e’ una delle tradizioni più tipiche e famose della città

Nella notte del 31 dicembre oltre un milione di persone si radunano sulla spiaggia di Copacabana per attendere e celebrare l’inizio del nuovo anno. Tradizionalmente vestiti di bianco, iI colore della pace e della felicità, i partecipanti possono anche usare abiti di altri colori, a seconda dei desideri per il nuovo anno in arrivo:  il rosso e il rosa per l’amore, il giallo per la creatività, il verde per la tranquillità, il blu per la forza, e l’arancio per il coraggio. Anche l’oro fa la sua parte, richiamando desideri di prosperità e ricchezza. Una serie di  palchi, montati lungo una delle spiagge  più famose del mondo, ospitano cantanti e offrono musica dal vivo, dalle 8 di sera fino all’alba.

A rendere l’atmosfera ancora più magica e surreale i fiori bianchi, in genere rose e gladioli, le candele accese nella sabbia, e le offerte rituali – visibili su tutta la spiaggia e sul mare –  in omaggio a Yemanjá, la Dea Africana madre degli Yoruba, venerata in tante forme come figura amorevole,  compassionevole, e come Dea della fertilità e degli oceani.

Infine, a mezzanotte, circa venti minuti di fuochi d’artificio fanno da sfondo a milioni di baci, auguri e sorrisi, e a champagne o spumante spruzzati nell’aria. Un’emozione unica e indimenticabile la si può vivere sulle onde della baia di Copacabana, dove i fuochi d’artificio colorano il cielo ed il mare in giochi di colore vivissimi, e si riflettono riecheggiando i suoni in tutte le direzioni. Dal mare si possono vedere i palazzi di Copacabana illuminati dietro i fuochi, ed il monumento del Cristo Redentore illuminato in bianco sulla montagna del Corcovado, dietro Copacabana.

Paralimpiadi 2016: a Casa Italia cucina tricolore al sabor do Brazil e quel gusto social della condivisione

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Con Chef Rubio l’integrazione è servita!

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Piatti regionali italiani realizzati con ingredienti freschi del Brasile; appuntamenti e video-pillole suTwitter; la video Rubrioca web quotidiana e le foto-notizie per la Gazzetta dello Sport: è corposo e non conosce ostacoli il menu’ offerto da Chef Rubio a Casa Italia per le Paralimpiadi Rio 2016Noto al grande pubblico per ‘Unti e Bisunti’, il programma TV-cult sullo street food targato DMAX, l’eclettico cuoco frascatano, ex-rugbista, insaziabile viaggiatore, seguitissimo mattatore dei social, è stato scelto dal Comitato Paralimpico come Chef ufficiale di Casa Italia per il suo costante impegno sociale in cucina. A tavola come nella vita – dice Rubio – non sono ammesse barriere, tutti ci cibiamo degli stessi piaceri’, da qui la sua dedizione nel promuovere la ‘buona cucina’ come nutrimento per il bene sociale di ogni categoria, senza distinzioni socio-culturali o di genere. Apprezzatissima la serie web di video-ricette in Lingua dei Segni italiana (LIS) prodotta da Chef RubioI fornelli di Casa Italia si accenderanno dal 6 al 17 settembre all’interno della Parrocchia dell’Imaculada Conception nel cuore della Rocinha, la favela più grande di Rio a pochi chilometri dai siti olimpici. L’offerta di pietanze messa a punto da Chef Rubio è nel segno dell’integrazione tra persone, popoli e culture, in particolare quella italiana e la brasiliana. Pasta alla Norma, riso patate e cozze, parmigiana, cacio e pepe, zuppa di pesce, lasagne, pesto, cotoletta alla milanese sono solo alcune delle ricette in programma che segneranno le tappe di un ideale ‘Giro d’Italia’ del gusto, con il rifornimento di materie prime sempre fresche provenienti direttamente dai mercati locali di Rio. A mensa, gli atleti azzurri con disabilità potranno contare su un antipasto, primo, secondo, contorno, dolce o frutta e saranno assecondate tutte le esigenze vegane e per celiaci. Rubio in totale gestirà12 cene con una media di 150 coperti a sera. Mentre i pranzi sono su richiesta. Nello staff di Chef Rubio ci saranno la Excutive ExecutiveChef Fernanda Morici Longobardo e il miscelatore Edgardo Fontana, con cui il cuoco di Casa Italia presenta in anteprima a Rio il progetto Miniature, ovvero mini-degustazioni di cibo studiate in abbinamento con drink alcolici e analcolici che saranno serviti in apertura e chiusura delle cene. ‘Piccoli spunti’ di gusto in un gioco di abbinamenti complementari che esaltano la contaminazione di idee, tradizioni, gestualità e sensibilità e restituiscono a chi le assaggia una nuovo concept di cucina che si compie in ‘un sorso e in un morso’. In linea con il progetto #joinus4rio2016 promosso dal CIP, che prevede contributi di sostegno e solidarietà a favore della parrocchia Imaculada Conceicao e San Geraldo, la cucina di Chef Rubio si fonda sul convivio e sull’inclusione. Per questo lo chef di Casa Italia condividerà con il più vasto pubblico la sua esperienza paralimpica con attività online e su carta stampata. Twitter, mediapartner dell’esperienza carioca di Rubio, ha messo a disposizione del cuoco le due app Challanger e Q&A. Con Challenger, lo Chef realizzerà un video dal formato di 30 secondi da postare ogni mattina su Twitter. Si tratta di ‘cartoline’ digitali di Rubio dal Brasile. Una sorta di annotazione personale del giorno sull’account ufficiale @Rubio_chef. Mentre con la Q&A app una volta a settimana con l’hashtag #AskChefRubRio2016 lancerà un appuntamento di 30 minuti d’interazione audio/video con gli utenti Twitter che vorranno porgli domande sulla trasferta paralimpica. Sul sito della Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it) Rubio sarà protagonista della Rubrioca,appuntamento video giornaliero di due minuti in collegamento da Casa Italia a cura di Gianluca Pasini, redattore del quotidiano rosa. I due racconteranno spigolature, curiosità, aneddoti, il ‘dietro le cucine’ di ciò che avviene, dentro e intorno a Casa Italia, quando gli atleti non sono in gara. Per la versione cartacea della Gazzetta dello Sport, visto lo studio e l’autentica passione per la fotografia di del cuoco tatuato, Chef Rubio sarà anche fotoreporter d’eccezione con scatti per il quotidiano sportivo che colgono momenti di vita della trasferta paralimpica e si traducono in fotonotizie.

Con Eden Made alla scoperta del Brasile che non ti aspetti

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A Fernando de Noronha un paradiso ecologico fra immersioni, tartarughe e delfini

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Eden Made firma una nuova proposta di viaggio alla scoperta di un Brasile ancora nuovo e incontaminato, ideale per i mesi di settembre e ottobre. Già descritto da Amerigo Vespucci nel 1500 e crocevia di storie e popoli, si tratta dell’arcipelago di Fernando de Noronha, posizionato nell’Oceano Atlantico, a 350 km dalla coste brasiliane, e costituito da 21 fra isole e isolotti, piscine naturali e sabbie dorate. E ancora scogli e coralli, mare verde smeraldo e panorami mozzafiato. Un’occasione unica per godersi il sole e scoprire un mare calmo e ‘caraibico’ in Brasile, incredibilmente trasparente, dai colori blu e turchese, ideale per gli amanti della vita sottomarina, dove è possibile fare snorkeling vicino alla riva con le tartarughe e gli squali ed in lontananza ammirare i delfini. L’arcipelago di Fernando de Noronha è Patrimonio Naturale dell’Umanità grazie alla biodiversità della sua flora e fauna marina, fra le più ricche del Brasile. Un’oasi di mare e relax, dove la vita scorre lenta e resta un ‘must’ l’appuntamento al tramonto in uno dei vari localini sulla spiaggia, scegliendo la live band preferita: jazz, bossanova, rock o percussioni, per sorseggiare un drink e godersi scenari naturali spettacolari.
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La proposta Eden Made:
Partenze giornaliere con volo internazionale dall’Italia per Fernando, sosta di 2 notti a Recife, nota come  ‘la Venezia Brasiliana’, per scoprire la sua vita vivace, la zona coloniale e i contrasti fra antico e moderno che la caratterizzano. Poi volo interno per 5 notti nell’Arcipelago di Fernando
La quota include: trasporto aereo intercontinentale e domestico in classe economica, 1 notte di sistemazione in camera doppia standard a Recife e 6 notti in bungalow standard a Fernando, 7 prime colazioni di cui 1 a Recife, trasferimenti da e per l’aeroporto in servizio collettivo. Assistenza Eden in loco.

Eden Made è la linea di prodotto Eden Viaggi dedicata ai viaggiatori che ricercano esperienze di viaggio costruite su misura delle proprie esigenze e servizi di alta qualità. Gli esperti Eden Made sono un gruppo di grandi artigiani che disegnano esperienze di viaggio speciali: un artigiano sceglie i materiali e gli strumenti migliori per realizzare ogni volta un piccolo capolavoro, così come gli esperti Eden Made trovano sempre gli ingredienti giusti per garantire la soddisfazione dei grandi viaggiatori.

Cori: Brasile, Polonia e Sudafrica per la seconda serata di gala del Latium Festival

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Venerdì 5 Agosto, alle ore 21:15, al teatro di piazza della Croce, si esibiranno il Balé Folclórico da Amazônia, il Gruppo folklorico Hajduki e il Gruppo Indlondlo Zulu Dancers. Per Intercultura in Festa appuntamento alle ore 17:00 presso il centro anziani ‘Il Ponte’ di Giulianello verrà riproposto il progetto ‘Il Mondo a Tavola’ con l’esibizione del gruppo della Spagna.

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Venerdì 5 Agosto, alle ore 21:15, presso il teatro di piazza della Croce, a Cori, la seconda serata di gala del Latium World Folkloric Festival CIOFF® 2016 in compagnia dei gruppi provenienti da Brasile, Polonia e Sudafrica. Già dalle ore 20:00 sarà possibile degustare gratuitamente vini (Cincinnato, Marco Carpineti, Pietra Pinta), prodotti tipici locali e pietanze preparate dai gruppi internazionali del Festival e dalle Comunità etniche del territorio, ed assistere alle esposizioni di artigianato dal mondo.  Per la prima volta in Italia, il Balé Folclórico da Amazônia diretto dal Prof. Eduardo Vieira e della Prof.ssa Jandira Pimentel è stato fondato nel 1990 nella città brasiliana di Belém per riscoprire la musica, i canti e le danze della cultura amazzonica, riproposta con un linguaggio contemporaneo. Lo spettacolo, dai ritmi estremamente vivaci e dai colori sgargianti, racconta il variopinto universo esotico e misterioso del Rio delle Amazzoni, i riti e le leggende tra sacro e profano. Il Gruppo folklorico Hajduki della Città di Oświęcim, diretto da Marek Pociennik, è nato nel 1968 nella Casa della Cultura di Oświęcim per promuovere il folklore polacco, con un ricco repertorio di musiche e danze popolari in rappresentanza di diverse regioni della Polonia. Riconosciuto dalla Sezione CIOFF® polacca, il gruppo Hajduki torna ancora una volta quest’anno in Italia per il Giubileo e per annunciare il nuovo Gemellaggio tra la Città di Oświęcim e la Città di Cori. Il Gruppo Indlondlo Zulu Dancers della città di Pinetown, nella provincia sudafricana di KwaZulu-Natal, è un’organizzazione non profit fondata nel 2010 dall’attuale direttore Msizeni Mngadi e dedita alla promozione e alla salvaguardia delle danze tradizionali delle aree rurali della regione. Tra queste la danza Zulu Ukusina e la danza guerriera Indlamu. La prima è una parte importante della cultura Zulu e si caratterizza per la sua spettacolarità. La seconda invece mostra la forza e la padronanza delle armi in combattimento.  Alle ore 17:00, presso il centro anziani ‘Il Ponte’ di Giulianello, Intercultura in Festa proporrà ‘Il Mondo a Tavola’, progetto interculturale realizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cori, in collaborazione con ‘Il Circo della Farfalla Onlus’ e l’ANOLF Latina. La promozione del dialogo interculturale e la valorizzazione del patrimonio delle Comunità etniche presenti sul territorio abbraccerà la gastronomia e la danza dei gruppi presenti al Festival. Si esibirà la compagnia spagnola Coros y Danzas de Ronda.

UNICEF/Rio: appello per proteggere i bambini più vulnerabili

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In Brasile ogni giorno assassinati 30 tra bambini e adolescenti

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Oggi, l’UNICEF lancia un’iniziativa globale legata al mondo dello sport a favore dei bambini più vulnerabili. Gli appassionati di sport, in tutto il mondo, possono partecipare gratuitamente all’iniziativa realizzata per i giochi Olimpici e Paraolimpici iscrivendosi al Team UNICEF Get Active for Children . Secondo gli ultimi dati in Brasile ogni giorno 30 tra bambini e adolescenti vengono assassinati. Nel paese più di 1 adolescente su 3 muore per omicidio, rispetto alla popolazione complessiva in cui 1 morte su 20 è causata da omicidio. Per i bambini più vulnerabili del Brasile è all’ordine del giorno essere esposti a violenza e sfruttamento. I grandi eventi sportivi possono esporre questi bambini a rischi di violenza ancora più grandi, che comprendono lo sfruttamento sessuale e il lavoro minorile. Attraverso l’iniziativa Team UNICEF Get Active for Children  ogni volta che uno dei partecipanti percorre 5 km a piedi o in sedia a rotelle sarà effettuata una donazione di 5 dollari brasiliani da parte di aziende. Coloro che parteciperanno all’iniziativa potranno accumulare punti allenandosi e partecipando ad altre attività, che comprendono anche un test sulla piattaforma TEAM UNICEF. La persona che avrà raggiunto il punteggio più alto vincerà un viaggio* per vedere con i propri occhi il lavoro dell’UNICEF in Brasile. “Vogliamo che ognuno, con il suo spirito sportivo, partecipi all’iniziativa Get Active for Children per aiutare a raccogliere fondi per il lavoro dell’UNICEF in favore dei bambini più vulnerabili del mondo,” ha dichiarato Gary Stahl, Rappresentante U NICEF in Brasile. Per aiutare a prevenire e a rispondere alla violenza sui bambini durante i Giochi Olimpici e Paraolimpici, l’UNICEF ha lanciato anche una nuova versione di Proteja Brasil, un’applicazione che consente a coloro che sono testimoni o vittime di denunciare alle autorità episodi di violenza, abuso e sfruttamento. Le segnalazioni su tempi, luoghi e circostanze sono anonime e possono essere effettuate on line. “Le violenze, gli abusi, la discriminazione e lo sfruttamento sono una dura realtà per ancora troppi bambini,” ha dichiarato Stahl. “Preoteja Brasil ogni giorno consente alle persone di dare il proprio contributo per contrastare le violazioni dei diritti dei bambini e dare loro l’aiuto di cui hanno disperato bisogno.”

*ad esclusione del volo internazionale.

La nautica italiana sbarca in Brasile

Dal 4 al 7 maggio a Itajaí (Santa Catarina) si svolgerà Fimar, la Fiera dell’economia del mare Italia-Brasile. Carlo Capria della Presidenza del Consiglio: una grande opportunità per il Made in Italy della nautica

CALENDA-IMG_4539Roma, 2 Maggio – “Le numerose iniziative di promozione all’export per il 2016 a favore delle PMI coordinate con le priorità individuate dal Governo e dall’Ice, nel piano di promozione del Made in Italy per favorire la partecipazione a fiere internazionali e missioni all’estero, incrementeranno notevolmente l’accesso delle nostre imprese ai nuovi mercati esteri.” E’ quanto afferma Carlo Capria del Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica presso la Presidenza del Consiglio dei  Ministri a proposito della nostra presenza alla Fiera internazionale dell’economia del mare Italia-Brasile,  seconda edizione di Fimar,  che si svolgerà dal 4 al 7 maggio a Itajaì, nello Stato brasiliano di Santa Catarina. “ La presenza italiana all’appuntamento FIMAR,” continua Capria, “confermerà la peculiarità della nautica italiana quale massima espressione del Made in Italy, in un grande mercato, quello del Brasile, paese con il quale  siamo uniti dalla cultura e dalla storia, e che ospita la più grande comunità italiana all’estero, con circa 30 milioni di oriundi, paese con il quale si è creato un clima intenso e dinamico che connota i rapporti bilaterali, constatando le notevoli potenzialità della collaborazione in campo economico ed industriale, nonché in materia di formazione e trasferimento di tecnologie. Parte di questa storia di bellezza, unicità, eccellenza e innovazione del Made in Italy viene quotidianamente scritta dagli operatori del settore nautico i quali oggi hanno davanti un’importante opportunità di crescita e la possibilità di riconquistare il meritato posizionamento a livello internazionale”.

IMG-20151002-WA0004La Fimar, interamente dedicata alla tecnologia, subfornitura e design nautico, è il risultato degli accordi firmati tra il Governo Italiano, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, Ucina ed il Governo di Santa Catarina. La Fiera è organizzata dalla Brazil Planet in collaborazione con Ucina, Federpesca, Assonautica Italiana e Acatmar, l’Associazione Nautica di Santa Catarina, per il Brasile.  La partecipazione italiana è assistita dalla Agenzia Ice, con un “Punto Italia”, luogo di accoglienza e informazioni per operatori e visitatori, a dimostrazione del ruolo importante svolto dalla nautica italiana sullo scenario mondiale. Lo Stato di Santa Catarina si trova in una posizione privilegiata del Mercosur, a metà strada tra i due maggiori poli industriali del continente: San Paolo e Buenos Aires. In particolare Santa Catarina, oltre ai suoi 25 cantieri attivi, risulta essere la regione brasiliana con il maggior numero di porti distribuiti lungo gli oltre 500 chilometri di costa: vanta infatti 5 porti ben attrezzati sui 37 che possiede il Brasile.

Guardia Costiera salva velista nell’Oceano Atlantico

Guardia Costiera da Roma coordina il soccorso del velista Matteo Miceli dopo che la sua imbarcazione a vela si è capovolta durante la navigazione nell’Oceano Atlantico, a circa 600 miglia nautiche dal Brasile

Soccorso MiceliRoma, 13 marzo – Nella giornata di oggi il Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma ha coordinato il soccorso a favore del velista Matteo Miceli dopo che la sua imbarcazione a vela si è capovolta durante la navigazione nell’Oceano Atlantico, a circa 600 miglia nautiche dal Brasile. La richiesta di soccorso è giunta alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma che, dopo aver localizzato l’unità, ha provveduto ad allertare le autorità marittime brasiliane competenti nell’area e a dirottare il mercantile Aranon, battente bandiera delle Marshall Islands, in navigazione nella zona, per prestare soccorso. All’arrivo del mercantile, il velista era a bordo della zattera di salvataggio, in buone condizioni di salute. L’uomo, partito il 19 ottobre scorso dal porto di Riva di Traiano in provincia di Roma, era impegnato in una traversata in solitaria a bordo della sua nuova barca Eco 40. Attualmente si trova a bordo del mercantile Aranon che dirige verso il porto di Salvador in Brasile, dove giungerà il prossimo 17 marzo.

Indonesia, eseguite 6 condanne a morte su trafficanti di droga. Cinque di loro erano stranieri

L’Indonesia ha ripreso le esecuzioni nel 2013, dopo un gap di cinque anni. A nulla sono valsi i richiami di Olanda e Brasile paesi di origine di alcuni condannati a morte

fucilazioneMelbourne 19 gennaio – L’ufficio del procuratore generale della provincia di Central Java in Indonesia riferisce che cinque stranieri, del Malawi, Nigeria, Vietnam, Brasile e Olanda, e un indonesiano sono stati giustiziati mediante fucilazione da un plotone poco dopo la mezzanotte di domenica scorsa. L’accusa dei condannati a morte era di essere trafficanti di droga. A nulla è servito l’intervento delle ambasciate di Brasile e Olanda, paesi di origine di due dei cinque stranieri, che invano hanno chiesto clemenza. “Si tratta di una forma rigorosa del governo indonesiano che non entrerà mai in compromesso con gli autori, rivenditori e sindacati di droga”, ha spiegato con durezza il procuratore generale Muhammad Prasetyo. Il presidente indonesiano Joko Widodo, che si è insediato nel mese di ottobre, ha respinto le richieste di clemenza in ottemperanza ad una linea di condotta rigida nei confronti di reati di droga. Il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders ha definito le  esecuzioni “una punizione crudele e disumana che è un’inaccettabile negazione della dignità umana e dell’integrità.” Una dichiarazione del governo brasiliano spiega che con la pena di morte appena eseguita su suoi cittadini si inaspriscono gravemente le relazioni tra i due paesi. Per lo stesso motivo il ministro degli Esteri Julie Bishop lamenta che  il governo federale ha sollevato i casi di due australiani nel braccio della morte in Indonesia più di 50 volte, senza nessun esito positivo. Del caso ha fatto denuncia Amnesty International che definisce la pena di morte come una grave violazione dei diritti umani

Il Carnevale nel mondo

La storia, gli usi e le consuetudini della festa più amata da adulti e bambini

 

 

Di Francesca Rossetti

Carnevale-di-Rio-638x425Roma, 17 gennaio – La  parola Carnevale deriva dal latino carnem levare, tagliare la carne della dieta (in osservazione al divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima) e pur essendo una festa di chiara matrice pagana  coincide con i giorni precedenti alla Quaresima. Nell’ Europa meridionale comincia la domenica precedente il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima e finisce il martedì successivo, detto martedì grasso (dall’uso di consumare un pasto a base di carne e grassi prima della dieta di magro della Quaresima).

ITALIA

IL CARNEVALE DI ROMA

Il Carnevale di Roma risale al 1300 ed è sempre stato in gara con quello di Venezia per grandiosità pittoresca e per sovrana eleganza. Il suo momento di maggior successo si è avuto sotto il pontificato di Papa Paolo II  (1466), il quale riportò agli antichi splendori le corse che da sempre si organizzavano durante le feste di Monte Testaccio . Inoltre, ordinò artistiche mascherate organizzandole egli stesso e sostenendone  le spese. Caratteristica del Carnevale romano fu, per molto tempo, la famosa “Corsa dei barbari”: i cavalli da corsa  partivano da Piazza del Popolo e, a corsa sfrenata, attraversano il Corso e venivano fermati in piazza Venezia. I proprietari erano  patrizi della più alta nobiltà e della vittoria dei loro cavalli si facevano un merito morale superiore al premio dei palii assegnati.  La sera dell’ultimo giorno di Carnevale nelle strade di Roma sfilava un corteo di mozziconi di candele accese. Ognuno cercava di spegnere quella del vicino, difendendo la propria e rappresentando burlescamente il corteo funebre del Carnevale defunto, il cui simulacro veniva arso in piazza del Popolo.

 IL CARNEVALE DI IVREA

Il Carnevale di Ivrea è una rappresentazione storica che si caratterizza per il grande coinvolgimento emotivo offerto ogni anno dall’ intera città agli occhi dei visitatori.
In quei giorni, gli Eporediesi diventano padroni della città raccogliendosi attorno ai protagonisti della manifestazione- la Mugnaia e il Generale- e a loro seguito, e dando vita a quell’ affascinante ed unico spettacolo che è la BATTAGLIA delle ARANCE. La vicenda da cui questa festa  trae origine risale al 1600, quando i vari quartieri della città festeggiavano ognuno per conto proprio il Carnevale, con violenti scontri. Agli inizi dell’ Ottocento il governo napoleonico, sotto il cui territorio si trovava Ivrea, impose di unificare i vari Carnevali rionali in un’unica festa in modo che ci fosse un clima più tranquillo e allegro a livello cittadino.

IL CARNEVALE DI VENEZIA

Il Carnevale veneziano risale ai festeggiamenti indetti nel 1662 per la vittoria del doge di Venezia sui patriarca di Aquileia ed inizialmente veniva celebrato il solo giovedì grasso, con gare, fuochi d’artificio, giochi e spettacoli per adulti e bambini. Nel Settecento i nobili si camuffavano con la bauta, una mantellina nera di velluto o seta con cappuccio, alla quale era fissata una maschera a coprire anche il volto; i diversi quartieri della città elaboravano maschere e costumi diversi, così come le varie corporazioni di mestiere. Nello scenario suggestivo del Canal Grande popolo ed aristocratici  passavano la notte cantando e bevendo allegramente, mentre centinaia di gondole illuminate scivolavano sulle acque della laguna creando uno spettacolo bellissimo.
Nel 1981 è stata realizzata la fusione tra l’immagine del Carnevale e quella del teatro, rievocando riti medioevali e addirittura festività precristiane. Fino ad allora il Carnevale di Venezia era stato simile a quello di altre città italiane, lasciando a testi e a vecchie fotografie la tradizione dei secoli d’oro della Serenissima.
Oggi invece ci si imbatte in  maschere e  fantasmi di oro e seta che si aggirano per calli e campielli dando vita ad un vero e proprio stile in cui si fondono Medioevo, Rinascimento e settecento veneziano.

 IL CARNEVALE DI VIAREGGIO

Il Carnevale di Viareggio nacque nel 1873, quando ad alcuni “signori” del luogo venne in mente di organizzare una domenica diversa, realizzando un corteo di carrozze addobbate con fiori che andavano su e giù per la Via Regia, strada principale della città. In quell’occasione fu organizzata anche una mascherata di protesta dei cittadini, costretti a pagare troppe tasse, e fu preso in giro proprio il capo degli esattori comunali.
La sfilata piacque molto sia ai promotori che ai cittadini e nacque così l’idea di realizzare ogni anno dei carri che interpretassero umori e malumori della gente.
Da allora i carri in cartapesta del carnevale viareggino rappresentano politici e uomini famosi di tutto il mondo nelle loro debolezze e mancanze e la cosa singolare è che i carri sono animati e muovono le braccia, aprendo bocca e occhi. Su ognuno di essi trovano posto anche ragazzi e bambini che lanciano coriandoli e stelle filanti agli spettatori divertiti.
Durante tutto il periodo vengono organizzate anche feste mascherate nei diversi rioni della città e numerose manifestazioni di spettacolo, sport e cultura.

IL CARNEVALE DI PUTIGNANO

A Putignano, nel Barese, il Carnevale è caratterizzato da alcuni riti di origine popolare e da carri bellissimi realizzati da artigiani del luogo.
Il giorno di inizio dei festeggiamenti è il 26 dicembre con la Festa delle Propaggini (lunghi tralci di vite che vengono interrati per la parte inferiore), rassegna di umorismo e satira in versi e strofe, ispirati a fatti e personaggi della città le cui origini, di carattere religioso, sono antichissime. Uno dei riti più antichi è lo “Ndondaro”, rumoroso corteo di gente vestita da contadino o combattente che percorre le vie della città cantando e suonando strumenti improvvisati. “Ndondaro” è un termine dialettale legato al movimento dell’altalena.
Nel pomeriggio del lunedì grasso si svolge l’estrema unzione del Carnevale, parodia di un vero e proprio rito liturgico, con tanto di chierichetti e di preti.
Nel  pomeriggio del martedì grasso si può assistere al funerale di re Carnevale: la sua bara viene accompagnata dalla moglie, che piangendo ne descrive le virtù, e da un corteo di donne che intonano canti raccapriccianti urlando in senso di disperazione. Alla fine della processione si dà fuoco al fantoccio che rappresenta il Carnevale.

IL CARNEVALE NEL MONDO

Il Carnevale di Nizza

Ogni anno la città provenzale, meta di numerosissimi turisti, è caratterizzata da bellissime  sfilate di carri e di maschere e soprattutto dalle caratteristiche “battaglie di fiori” che si svolgono nei giardini Alberto I, tutti i giorni, escluso il sabato. Nello stesso periodo al Palais des Expositions si tiene la festa della birra, con musiche e canti tirolesi. Il giorno di martedì grasso ha luogo l’imponente sfilata conclusiva che inizia nel primo pomeriggio e continua fino a tarda notte, quando il rogo di Re Carnevale, il grande spettacolo di fuochi d’artificio e il veglione all’Hotel Plaza concludono la festa.

Il Carnevale in Germania

In Germania, particolarmente caratteristico è il Carnevale di Colonia che inizia il giorno 11 novembre alle ore 11 e 11 minuti esatti, con la nomina del Principe, del Fante e della Vergine, i tre personaggi principali delle feste. Solo il giovedì grasso essi però scenderanno tra il pubblico a dare il via alle celebrazioni. Questa giornata è interamente dedicata alle donne, presenti sui balconi, per strada, negli uffici e nei negozi e che  prendono in mano  il comando della città e dell’uomo. Mascherate, catturano i loro compagni, considerati per l’occasione veri e propri nemici e tagliano loro la cravatta in segno di dominio.

Il Carnevale in Grecia

Il Carnevale greco si svolge sull’isola di Patrasso, dura tre settimane ed è caratterizzato da sfilate floreali e sontuosi balli in maschera. Caratteristiche sono le battaglie della cioccolata: alcune ragazze in costume, sopra cocchi decorati con fiori, gettano sul pubblico petali e dolci al suono della musica della banda. La maschera principale  è il “domino nero”, ampio mantello con cappuccio, proveniente dal Carnevale di Venezia, città da cui venivano importate le sete nere per i costumi. La sera del venerdì grasso ha luogo nel teatro municipale il primo ballo del “domino nero”, al quale le donne si recano da sole, indossando maschere e guanti neri; gli uomini invece portano il costume tradizionale chiamato “tudexos”. Una seconda edizione del grande ballo si svolge la sera della domenica e chiude la festa.

Ad Atene, invece, vengono organizzati finti cortei nuziali dove, oltre agli sposi e agli invitati,vi sono il diavolo e l’uomo di cenere. Quest’ultimo ha il compito di difendere il proprio gruppo gettando sugli altri delle manciate… di cenere. Il banchetto é a base di galactobureko, i caratteristici dolcetti al latte. Infatti gli ortodossi rispettano la settimana del formaggio e l’ultima di Carnevale, durante la quale non possono assolutamente mangiare carne ma soltanto pesce.

 Il Carnevale in Brasile

Bahia, stato del Brasile orientale, e la città di Rio de Janeiro si contendono l’onore di essere stati il luogo di nascita del Carnevale brasiliano: la leggenda narra che sia nato a Bahia ed in seguito sia stato trasportato a Rio. La sua origine è comunque legata ad antichissime tradizioni del luogo e solo in seguito sono stati inseriti i carri allegorici, le maschere che lanciano fiori, i cortei, come in Europa. Il Carnevale brasiliano è altamente coreografico e  basato sulla musica e sulla danza del samba, eseguita da gruppi di maschere. Per poterlo ammirare si affittano i balconi delle abitazioni che si trovano attorno al Sambadromo, lo stadio più grande della città, che viene poi aperto per far confluire i carri e le centinaia di migliaia di partecipanti sulla spiaggia di Copacabana. Purtroppo il grande afflusso di persone crea ogni anno vittime ed incidenti, con morti e feriti sbattuti in mezzo alla folla, calpestati e spintonati dalle orde urlanti in festa. A Salvador de Bahia le manifestazioni iniziano con una musica che risuona per le strade, amplificata da altoparlanti montati su camion. È il segnale atteso da tutti: una massa di persone si riversa nelle vie e balla dalle nove di mattina alle nove di sera al ritmo di samba accompagnata dal “trios électrico”, una specie di orchestrina viaggiante, dove lo strumento principale è costituito dalla chitarra elettrica. La musica può venire eseguita anche dalle “batucadas”, pure queste orchestre ambulanti che si rifanno alle musiche della tradizione africana con i loro tamburi e campanelli a percussione. Vengono ballati anche la “capoeria”, danza di origine angolana, e il “frevo”, simile alla polka.

Tipiche maschere italiane :

P U L C I N E L L A

Figura buffa e goffa; un gran naso, mascherina nera, gobba, cappello a punta, camiciotto e pantaloni bianchi.  E’ una delle maschere italiane più famose  ed originaria di Napoli: anche il suo nome sembra che derivi dal napoletano “polene” (pulce) oppure “piccolo pulcino”. Sfacciato, pazzerello, chiacchierone, e’ la rappresentazione vivente dell’ozio a favore del  mangiare e del buon vino.  Pur ricevendo spesso sonore  bastonate, egli riesce simpatico anche ai potenti che prende in giro e inganna con amabile furbizia.  cioe’ “piccolo pulcino”.

A R L E C C H I N O

Il nome deriverebbe dal francese antico Hellequin, diavolo buffo delle leggende medievali e originario di Bergamo.  Nel XVI secolo divenne la maschera piu’ popolare del Teatro dell’Arte italiano e all’abito multicolore che ricorda l’arcobaleno aggiunse una maschera nera sul viso, un cappello bianco, una borsa di cuoio legata alla cintura e una spatola di legno (batocio).  Agli inizi interpretava  il servo lazzarone e truffaldino, cinico e senza scrupoli.  In seguito, soprattutto con Carlo Goldoni, si trasformo’ nel popolano malizioso ma in fondo onesto e sensato.  La sua compagna e’ Colombina.

C O L O M B I N A

L’unica maschera femminile presente a fianco di tanti personaggi maschili e’ Colombina , la furba servetta.  E’ vivace, graziosa e parla veneziano.  E’ molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, Rosaura, e pur di renderla felice e’ disposta a combinare imbrogli su imbrogli.  Con i padroni vecchi e brontoloni va poco d’ accordo e schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto.  Abitualmente non porta la maschera e indossa una cuffia e un vestito a strisce bianche e blu che spiccano sulla gonna blu e sulle calze rosse con il grembiule da casalinga.

D O T T O R    B A L A N Z O N E

Il Dottor Balanzone e’ un costume tipico di Bologna; e’ una maschera che rappresenta un personaggio pedante e brontolone; spesso parla tanto e non conclude niente, ma e’ anche dotto e sapiente.  In testa ha un cappello nero a larghe falde; indossa una toga lunga e nera, il panciotto e i pantaloni neri.  Molto spesso tiene un libro sotto il braccio e parla senza rendersi conto delle colossali baggianate che dice.

P A N T A L O N E

E’ una maschera veneziana e veste con un camicione e una calzamaglia rossi ed un mantello nero.  Porta una maschera in faccia e una cinta alla vita ed è il classico vecchio brontolone e testardo.  Spende poco, e’ attaccato al suo denaro e si lamenta sempre.  In gioventù era un ricco mercante ed ebbe in un primo tempo il nome di Magnifico, assumendo poi quello di Pantalone de’ Bisognosi.

G I A N D U I A

Gianduia e’ la maschera torinese e nasce ad opera di un burattinaio che aveva un enorme successo con il suo burattino, un  contadino simpatico, arguto e furbo, Gioan d’la douja, cosi’ chiamato perche’ in qualunque osteria entrasse chiedeva un boccale di vino (douja, in dialetto piemontese).E’ quindi un galantuomo, di carattere allegro ed aperto, ama la buona tavola ed e’ sempre presente nelle feste popolari torinesi, dove non manca neppure la sua fedele compagna Giacometta, con la quale, nei giorni di carnevale, gira su una carrozza di gala e va a fare visita ad ospedali, ospizi e ad ossequiare le autorita’ cittadine.

Dulcis in fundo…..I dolci più famosi sono i fiocchetti, le castagnole alla crema, le frittelle e gli struffoli, con varianti diverse da una regione all’altra.

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