Processo farsa a Camicie Verdi. Lega manifesta davanti a Tribunale di Trento

La protesta di Sergio Divina, senatore Ln, su processo a camicie verdi :“Nessuna prova, nessun ‘mezzo atto a far violenza’ è stato reperito in 18 lunghi anni”

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Roma, 3 gennaio – “Il capo d’accusa con cui si perseguitano da 18 anni le camicie verdi tra cui i Trentini Savoi e Bacchin francamente non regge”, lo ha affermato il senatore trentino Sergio Divina, vicecapo gruppo al Senato per la Lega Nord.
“Recita infatti: ‘L’associazione composta da una pluralità di persone aveva un carattere di stabilità, rivolta al perseguimento di uno scopo politico e dotata di forza di intervento, in ragione del dispiego di forza fisica o intimidazione improntata all’uso di mezzi violenti’.
Nessuna prova, nessun “mezzo atto a far violenza” è stato reperito in 18 lunghi anni di indagini ancorché il 270 bis c.p. (che si allega) ne preveda la confisca. A meno che non si considerino strumenti di offesa le aste delle bandiere che la Lega sventola nelle manifestazioni….” Opinione condivisa e supportata dal leader della Lega Matteo Salvini che ha affermato che chiederà il risarcimento dei danni per ‘un processo senza senso’.
“Lo stesso Parlamento” – continua Divina nel comunicato “ ha negato le autorizzazioni a procedere nei confronti dei suoi membri, Bossi, Maroni e Calderoli, non considerando che un vero reato si sia perpetrato ai danni dello Stato e pertanto da doversi procedere nei confronti degli imputati!
Perchè allora infierire sulle uniche persone non coperte dall’immunità che già negli anni hanno subito il carico dei costi di questo processo farsa? Solo perchè oggi nessuna procura ha il coraggio di dire che questo altro non fu che un processo politico?”
“Si metta la cosa in archivio al più presto e si otterranno risparmi di costi processuali e ulteriori brutte figure per il sistema giudiziario italiano. In questi 18 anni mai nessuno ha pensato che le “miti” camicie verdi potessero rappresentare un pericolo per la democrazia del nostro Paese.
In merito ai costi affrontati in questi 18 anni presenterò interrogazione parlamentare per conoscerne l’ammontare” conclude Sergio Divina. L’inchiesta  che era stata avviata nel 1996 dal procuratore di Verona Guido Papalia ha subito successivamente lo spostamento a Bergamo a causa dell’eccezione legata alla competenza territoriale. In effetti le Camicie verdi furono fondate il 2 giugno 1996 a Pontida, in provincia di Bergamo. E dunque è là che il processo, dopo diciotto anni, dovrebbe ripartire.

 

 

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